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CALCIO: BESTEMMIE DA "ROSSO", MULTA PER I SANTINI

(09/02/10) Nel giorno in cui il Consiglio federale mette al bando le bestemmie in campo e pone un freno anche agli slogan sui sottomaglia (di tutti i tipi, anche quelli religiosi), tornano le fibrillazioni tra Figc e Lega, e questa volta al centro delle scaramucce c’è il ruolo degli arbitri.

 

Insomma la Federcalcio accoglie l’invito al bsta bestemmie in campo lanciato giorni fa dal presidente del Coni Gianni Petrucci. Ma nella ribadita normativa regolamentare spunta una sorta di (quasi) par condicio punitiva tra bestemmione omeriche e magliette con dediche laico-religiose- personali: per la bestemmia varrà anche la prova tv (allungata di 4 ore la procedura per la raccolta delle prove, per le quali varrà anche quella tv: ma ogni regia e regista è libero di mandare in onda e selezionare cioò che vuole, altre polemiche in arrivo) per la squalifica,se no sarà la quarterna arbitrale a dovere intervenire (se sente) con l’espulsione.

 

Sanzione economica invece per chi esibisce sottomaglie con dediche anche religiose. Per cui giocatori come De Ceglie e altri brasiliani atleti di Dio che esibiscono “Jesu is mi life” o altre dediche religiose dovranno farne a meno. Magari un santino sotto la maglia, ma naulla da esibire, sia che si tratti di Santi, Madonne, Che Guevara o dediche ad amicim figli o altri.

 

Sul fronte arbitri e sorteggi contenzioso aperto. Con la Figc che rivendica e difende la propria centralità nella gestione degli arbitri che la Lega calcio invece vorrebbe invece sotto controllo e valutazione a due, Federcalcio e Lega appunto.

 

Un po’ come la bega sulla divisione delle carriere dei magistrati.

 

«Devono rendere conto anche ai presidenti dei club» attacca il presidente della Lega professionisti Maurizio Beretta; «non se ne parla» la risposta secca del n.1 della Federcalcio Giancarlo Abete, che rivendica la «centralita»` della Figc sul mondo arbitrale. ´`Quello degli arbitri e´ un servizio utilizzato dalle società - spiega - È fisiologico che queste lo valutino, ma il mondo dell’Aia ha come primo riferimento la Federazioné’. E a Beretta, che in nome di un progetto di Lega (peraltro ancora in fieri) ispirato da un’idea del presidente del Palermo Maurizio Zamparini, insiste affermando che «il mestiere dell’arbitro è difficile, meglio spiegarsi rispetto ad arroccamenti che non vanno mai bene», Abete controreplica ironicamente: «L’arroccamento negli scacchi è mossa per la difesa: se uno viene sempre aggredito tende a difendersi. Si apriranno solo se la società civile non li considererà come gli unici responsabili e ci sarà più rispetto per le loro decisioni e per i loro errori». Abete boccia anche il progetto della Lega sull’eventuale ritorno al sorteggio integrale: «Il meccanismo delle designazioni - osserva - vige in tutte le nazioni. Da noi c’è da quattro anni e ha una sua logica di responsabilita»`. E avverte la Lega: ´È un problema che valuteremo quando sarà oggetto di attenzione da parte di tutte le componentì’. Ancora più drastico il presidente dell’Aia Marcello Nicchi: «Non c’è niente di vero, sono solo chiacchiere». Ma il primo passo sarà la costituzione di due leghe (di A e B) e la formulazione dei rispettivi statuti. «Solo allora potremo chiudere il cerchio» dice Abete, che spiega che «bisogna essere consequenziali, se hai due leghe hai anche due Can».

 

Novità anche sulle licenze: dalla stagione 2010-2011 ingloberanno e sostituiranno le norme sull’iscrizione ai campionati. «Il soggetto con la licenza - spiega Abete - vuol dire che è stato ammesso. Entro marzo dovremo presentare il sistema delle licenze». La Figc ha infine detto no alla richiesta del Comune di Conversano per l’assegnazione dello scudetto della stagione 1943-44 alla propria squadra (durante il periodo bellico vinse il torneo giocato nel sud del Paese) perché l’istanza «non possiede i connotati necessari dell’attività nazionale». Al posto del titolo arriverà comunque una targa che ricorda quel successo. (Il Secolo XIX)

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