NAZARENO STRAMPELLI Y EL GRANO - EL SECRETO DE UNA HISTORIA MILENARIA
Proyección del film de Giancarlo Baudena “Nazareno Strampelli y el grano - el secreto de una historia milenaria”
La película es un largometraje realizado por el director Giancarlo Baudena que cuenta la historia de Nazareno Strampelli (1866-1942), joven agrónomo, que todavía antes del descubrimiento de las leyes de Mendel, empezó una intensa y extraordinaria actividad dedicada a la mejoría genética del grano.
Informaciones
Fecha: jueves, 05 de junio de 2008
Horarios: 2 p.m.
Lugar: Universidad Nacional Agraria La Molina - Av. La Molina s/n
Organizado por: Instituto Italiano de Cultura
En colaboración con: Universidad Nacional Agraria La Molina
Ingreso libre
COPERTINA: 30/05/08
giornale indipendente di notizie e cultura - 30/05/08 | ||
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L'Associazione Veneti nel mondo del Perù ci ha portato un gruppo corale indimenticabile... | Totò - I due colonnelli "Carta bianca" | |
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Gino Amoretti: | ||
| notizie | articoli | Radio Italia |
* Genova: Omaggio a Francisco Bolognesi * Roma: Ad Alfredo Mantica la delega per gli italiani all'estero * Roma: CTIM invia un messaggio di congratulazioni al sottosegretario Mantica * Roma: Abolita l'ICI per la prima casa * Roma: Spot anti-italiani alla TV tedesca * Perù: COMITES PERÙ: Comunicado sobre la casa de reposo Gio Batta Isola * Perù: PD Lima: "Impegnamoci insieme con lealtà per gli italiani all'estero" * Brasile: Giovane italiano ucciso in Brasile e il suo corpo gettato in una fossa comune | * Alessia Moretti: * Goffredo Palmerini: La targa della Maldicenza "Socrates Parresiastes" a Giuseppe De Rita * Massimo Seracini: Gli italiani all'estero l'ultima ruota del governo Berlusconi * Paolo Castellani: | conduce: Angelo Música italiana, concursos y alegría Lun a Vie 10pm Domingos 4pm Radio Miraflores (96.1 FM) viernes |
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| * Mina & Alberto Lupo "Parole, parole, parole" | * M. Alessio, C. Berisso: * M. Alessio: * M. Alessio: * Maria Elena Brescia: | |
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| * Paola Marano: "Ancora Rosi" | ||
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FARRIS NUEVO PRESIDENTE DEL CIRCOLO SPORTIVO ITALIANO
di Gino Amoretti*
Desde el principio la tuvo muy difícil; sin embargo el profesor Farris con mucho empeño, trabajo, dedicación y humildad, espíritu característico de los hijos de la hermosa isla de Sardegna, logró conquistar la preferencia de los socios del Circolo Sportivo Italiano, una de las instituciones más representativas de la comunidad italo-peruana y que de un tiempo a esta parte no ha logrado recuperar el sitial que había conquistado en el pasado.
“Traeré nuevas energías al Circolo”, fue una de sus frases de campaña, dando así relieve a la necesidad de darle la oportunidad a los jóvenes de tomar la posta del trabajo realizado por sus antecesores, que ya han hecho bastante y que ahora deben darle paso a las nuevas generaciones para que éstas con mayor fuerza y vigor puedan alcanzar los objetivos trazados.
La lista Farris se caracterizó justamente por presentar gente nueva y gente con mucha experiencia. Una combinación que funcionó como equipo en la campaña electoral, por cierto muy bien diseñada, y que estamos convencidos tendrá los mismos resultados esta vez como directiva circolense.
En ese sentido creemos que el Circolo está en buenas manos, sobre todo porque Farris ha demostrado a lo largo de su trayectoria una sinergia y compenetración con los jóvenes tanto en su rol docente como en el asociacionismo. Luego de tan impecable victoria no nos queda más que desearle suerte y darle nuestro apoyo en la consecución de sus metas para lograr ese cambio que además acuñó como sello de campaña con la frase: “¡Hagamos el cambio, ya!
* Direttore Responsabile
Il Messaggero Italo-Peruviano
IL CORO VENETO ”MONTI DEL SOLE” CONQUISTA LIMA

L’Associazione dei Veneti nel Mondo in Perù, ha portato uno dei spettacoli più belli degli ultimi anni, il canto corale del gruppo ”Monti del Sole” con due presentazione fatte nella nostra città ha lasciato un ricordo indimenticabile con le sue interpretazioni con canti tradizionali della regione Veneto.
Il coro Monti del Sole è un gruppo composto da solo voci maschili ed è nato nel 1971 per iniziativa di un gruppo di amici uniti dalla passione per la montagna ed i suoi canti. Attualmente il coro è composto da 28 elementi provenienti tutti dalle zone Alpine.

Il gruppo ha cantato nel teatro auditorio Antonio Raimondi dell’Istituto Italiano di Cultura e nella Plaza Fashion di Larco Mar nel comune di Miraflores. Durante le sue esibizioni hanno avuto una importante presenza di pubblico.

ELEZIONI PER IL PRESIDENTE DEL CIRCOLO SPORTIVO ITALIANO. GIANCARLO FARRIS VINCE CON LA LISTA 2

Giancarlo Farris e’ il nuovo presidente del Circolo Sportivo Italiano di Lima. Domenica scorsa,dopo una lunga giornata, i resultati delle votazioni sono stati favorevole alla lista numero 2 del professore Farris che si è caratterizzata per l’equilibrio tra gioventù ed esperienza.
“Facciamo il cambio subito è stato lo slogan che ha convinto la maggiornaza dei soci del Circolo Sportivo Italiano, senz’altro una delle più importanti istituzioni della comunità italo-peruviana, quella di dare l’opportunità alla lista numero 2 di rinvigorire, rilanciare e ridare l’italinità che aveva perso con gli anni.
La lista Farris è composta da Angelo Baldo, Robertino Taddei, Sixto Giorffino, Víctor Escardó Luciano Tilger, Alfredo Chiabra, Marco Monzante, Francesco Porcella, Marcello Barcelli, Gino Schenone, Mariolina Saletti, Gianni Pinto-Bozzi, Sandra Passalacqua, Luis Podesta, Humberto Dall’Orso Rodríguez, Bruno Barletti Pasquale, Ferruccio Cerni Bejarano, Felix Saletti Augurto, Rossana Guazzotti Castro, Daniel Delgadillo Amoretti, Jaime Molfino Accolti-Gil e Luis Lissa Campodonico.
Il Messaggero Italo-Peruviano ha raccolto le prime parole del professore Farris dopo la lettura dei risultati dell’elezione che gli hanno dato la vittoria. “Continuerò con il lavoro del direttivo uscente, ma, porterò l’energia della giuventù che ci manca tanto, adesso non ci resta che rimboccarci le maniche e lavorare, lavorare per il nostro amato Circolo Sportivo Italiano”, ha dichiarato il Prof.Giancarlo FARRIS mentre reciveva i complimenti dei membri della sua lista e dei suoi simpatizanti. BUON LAVORO PROF.
GLI ITALIANI ALL'ESTERO L'ULTIMA RUOTA DEL GOVERNO BERLUSCONI
di Massimo Seracini
Il 26 maggio, come ultima ruota dell'organigramma del Governo Berlusconi, e' stata data finalmente la delega per gli italiani nel mondo al Sen. Alfredo Mantica, che avra' un impegno ciclopico e diventera' un globtrotter, perche' avra' da curare altre sette deleghe a livello planetario!
Il giovane e valente direttore di Italia chiama Italia, Ricky Filosa, benche' consapevole della scarsa attenzione di Berlusconi e dei responsabili del PDL, che tanto avevano blaterato in campagna elettorale su il futuro politico delle nostre comunita' e dell'attenzione che avrebbero ricevuto in Italia tutte le loro istanze, mantiene una fede incrollabile, ma avverte che "tutti quelli che pur avendo una visione politica liberale e vicina a quella del PdL, ragionano con la propria testa, potrebbero pensarci due volte prima di tornare a dare il voto al centrodestra"!
Gli fa onore la sua onesta' intellettuale e professionionale e dimostra la conoscenza dell'elettorato italiano all'estero, che manca completamente nelle stanze dei bottoni del PdL e, sopratutto fra i loro "specialisti dell'estero", come la responsabile Barbara Contini.
La gestione post-elettorale del voto estero dei vincitori, ha dimostrato l'assoluta mancanza di rispetto e considerazione dei loro elettori, che avevano addirittura sperato nella nomina di un Vice Ministro, o almeno un Sottosegretario con la sola delega per gli italiani nel mondo, da scegliere fra gli eletti all'estero.
Personalmente avevo dichiarato ufficialmente che quello sarebbe stato un segnale positivo, e privatamente avevo anche indicato alla Barbara Contini (che mai si e' degnata di rispondermi!) la nomina dell'On. Guglielmo Picchi del suo partito, rieletto con un ottimo risultato personale, giovane e preparato rappresentante di quella emigrazione di qualita' che oggi e' classe dirigente nei paesi piu' sviluppati del mondo.
La risposta in zona Cesarini del PdL e' il Sen. Alfredo Mantica, che puo' vantare esperienze nei passati Governi, che assolutamente non discuto ma, e specialmente con tutte le deleghe assegnate, avra' sicuramente molto poco tempo per seguire quel percorso politico-morale-patriottico che e' partito il 27/12/2001 con la Legge Tremaglia, che due elezioni hanno portato avanti, ma che e' ancora lontano da dare risultati alle nostre comunita', che si aspettano da
sempre, da Roma, quel rispetto e quella considerazione che di nuovo e' stata tradita!
La mia attivita' politica e' sempre stata caratterizzata da un costante impegno per far superare quel gap di incomprensione dall'Italia e di sospetto dall'estero verso l'esistenza di un'altra Italia, di quei quattro milioni di italiani che vivono all'estero, che vogliono avere "voce in capitolo" e non essere un'atra bocca da sfamare, che possono contribuire, che lo fanno ormai da secoli, ma che vogliono sopratutto dall'Italia politica quel RISPETTO che si sono guadagnati con i loro sacrifici.
Peccato che il PdL non ci creda!
Massimo Seracini
UDC-USA
San Diego, California
30 Maggio 2008
MUSICA: MINA & ALBERTO LUPO - PAROLE, PAROLE, PAROLE
Mina e Alberto Lupo cantano “Parole, parole, parole”
CORO VENETO MONTI DEL SOLE NELLA TRATTORIA DEI PRATI
La Trattoria dei Prati de Luciano y Lula Prai recibió la visita del afamado grupo coral veneto Monti del Sole en su local ubicado en la calle Cantuarias 239, Miraflores.
El grupo integrado exclusivamente por voces masculinas degustó lo mejor de la comida veneta y a juicio de los propios comensales la trattoria de los esposos Prai es un rincón del Veneto en el Perú.
OMAGGIO A FRANCISCO BOLOGNESI
Giovedì 5 giugno alle ore 17.30
Villa Rosazza piazza Dinegro, 3 - 16126 Genova
info@casamerica.it - www.casamerica.it

Breve biografia di Francisco Bolognesi Francisco Bolognesi Cervantes, Militare peruviano che morì difendendo il suo paese nella Guerra con il Cile. È considerato eroe nazionale e Patrono dell'Esercito del Perù. Oltre agli impegni militari, fu commerciante e governatore del Callao. Figlio del violoncellista genovese Andrea Bolognesi arrivato in Perù nel 1810, e di Juana Cervantes Pacheco nativa di Arequipa. Nato a Lima il 4 novembre del 1816, studiò nel Seminario di San Jerónimo ad Arequipa, successivamente si unisce all'esercito peruviano. Come militare partecipa alla rivoluzione contro il presidente Echenique nel 1854 e partecipa delle azioni militari al dipartimento di Arequipa contro il generale Vivanco che si era ribellato. In seguito a questi eventi Bolognesi fu promosso al grado di colonnello dell'esercito peruviano. Nell'ottobre del 1858, prende parte ad azioni militari contro l'Ecuador. Con l'incarico di acquistare nuovi armamenti è inviato dal presidente Castilla in Europa. Vista la possibilità da una guerra con la Spagna, è mandato nuovamente in Europa per ottenere più pezzi di artiglieria, ritornando in Perù alla fine di maggio di 1866. Dopo le vicende belliche si ritira dalla vita militare ma nel 1876 viene reintegrato. Quando il Cile dichiara la guerra al Perù nel 1879, chiede essere ripristinato nel suo grado. Inviato a Tarapacá, comanda la terza divisione delle truppe peruviane che venivano da Pisagua e San Francisco. Vinta la battaglia di Tarapacá e dato che non ha munizioni per i pezzi di artiglieria catturati al nemico, fa seppellire i cannoni. Bolognesi si diresse poi ad Arica, dove morì insieme a molti dei suoi soldati nella battaglia del 7 giugno del 1880. Famosa la sua frase detta ad un emissario cileno che chiedeva la resa della guarnizione, Bolognesi disse le seguenti parole, le stesse che sono considerate, nella Storia del Perù come un motto: "Devo compiere un dovere sacro e lo compirò fino all'ultima cartuccia". In suo omaggio nella città oggi cilena di Arica una strada ha nome di Strada Bolognesi e la Casa Bolognesi ad Arica è sede del Consolato del Perù. La sua maggiore effigie si trova nella città di Tacna, la città peruviana più vicina al luogo del suo sacrificio, una statua gigante nella piazza d'armi. (Peruan-ità)
L’ACCADEMIA DELL'IMMAGINE: IN ABRUZZO UN CENTRO D’ECCELLENZA PER LA SETTIMA ARTE
La Scuola d’alta formazione fornisce al settore cinematografico e televisivo valenti professionisti
di Alessia Moretti *
A L’Aquila, capoluogo della Regione Abruzzo, vicino ad uno dei monumenti più belli dell’architettura gotico-romanica in Italia, la Basilica di Collemaggio, in un bel parco ha sede l’Accademia internazionale per le Arti e le Scienze dell’Immagine, una Scuola di cinema e nuovi media: un caso sicuramente anomalo, al di fuori dei consueti circuiti cinematografici, ma proprio per questo ancor più interessante. L’Accademia, nata all’inizio degli anni novanta grazie allo spirito pionieristico del suo ideatore, Gabriele Lucci, e di un gruppo di grandi professionisti del cinema, è diventata presto un punto di riferimento all’interno del “sistema cinema” italiano e internazionale, per il suo originale metodo didattico, una sintesi tra conoscenza teorica ed esperienza pratica. L’offerta didattica dell’Accademia si è aggiornata nel tempo con programmi ed insegnamenti sempre più orientati alla regia e alla produzione, con particolare attenzione alle tecnologie digitali, al multimediale e agli effetti speciali.
In oltre quindici anni di attività nella formazione delle nuove generazioni, l’Accademia dell’Immagine ha permesso a molti giovani di trovare una collocazione stabile - circa il 90% entro due anni - nel settore professionale di riferimento nei differenti ambiti della filiera produttiva dell’audiovisivo. Lo dimostrano i dati recenti, che vedono ex allievi protagonisti di esperienze di alto livello: Dino Mascitelli tra i professionisti al lavoro nella direzione tecnica del rigging e dei visual effects per il cartoon “WINX: il segreto del regno perduto”; Michele Rapisarda nel reparto del suono in presa diretta sul set pugliese dell’ultimo film di Daniele Vicari, “Il passato è una terra straniera”; Giulia Massignan, assistente operatore di “Nassiriya, per non dimenticare” di Michele Soavi; Fabrizio Bracci impegnato per la fotografia del reality Rai “L’isola dei famosi”; Francesco Colantoni e Filippo Rimondini scelti come assistenti operatori dalle Società di Produzione Videostar e Milani Group; Paolo Politi, assistente alla regia sul set della fiction tv “Questo è amore” di Riccardo Milani; Marco Martelli, Bennett Pimpinella, Alessandro Chiodo e Stefano Lombardo per la fotografia di “Caravaggio” di Angelo Longoni; Federico Vincenzoni, direttore generale del quotidiano “Il Tempo”.
Si ricordano poi i riconoscimenti a Simone Pierotti, Premio del pubblico al miglior cortometraggio nella sezione "Cinema & Scuola" del Festival di Fondi con il video “War”, ad Alessandro Palmerini il Premio AITS per il suono in presa diretta di “Maria Montessori” di Gianluca Tavarelli, a Vito Colamarino vincitore con il corto “N. 77” al "Dieci Minuti Film Festival" di Frosinone. L’Accademia dell’Immagine, a partire da maggio e fino a settembre, apre ogni anno le selezioni per l’accesso ai corsi a studenti provenienti da ogni parte d’Italia e dall’estero. La Scuola infatti accoglie giovani di diverse nazionalità: Spagna, Belgio, Gran Bretagna, Francia, Germania, Grecia e di diversi Paesi della sponda meridionale del Mediterraneo (Maghreb) e del Medioriente.
La Scuola d’alta formazione svolge la sua attività didattica in sinergia con l’Istituto Cinematografico dell’Aquila “La Lanterna Magica”, la Cineteca dell’Aquila, la Mediateca Regionale “Giovanni Tantillo” e l’Abruzzo Film Commission, dando vita ad un vero e proprio Centro Europeo dell’Immagine che ha visto nel tempo l’avvicendarsi di prestigiose personalità della settima arte - alcune anche in seminari formativi - quali Irene Papas, Gianni Amelio, Manoel de Oliveira, Milena Canonero, Luciano Tovoli, Giancarlo Giannini, Roberto Benigni, Francesco Rosi, Giuliano Montaldo, Roberto Perpignani, Gabriele Muccino, Vincenzo Cerami, Andrea Crisanti, Enrico Ghezzi, Sabina Guzzanti, Nanni Moretti, Edoardo Winspeare, Dante Ferretti, Ennio Morricone, come pure figure di grande rilievo nel mondo dell’industria cinematografica e delle tecnologie digitali, come Jim Morris, presidente della Pixar Animation Studios e Angelo D’Alessio (Direttore Internazionale della SMPTE).
Grande è l’interesse verso questa Scuola d’alta formazione, unica nel suo genere. Mette insieme, infatti, accademici di rango, per la formazione base, ed insigni professionisti del cinema, della televisione e della comunicazione per la parte professionale. Gli studi sono strutturati in un triennio ed in un successivo master biennale. Offre, inoltre, altri corsi di studi specialistici, meglio dettagliati sul sito www.accademiaimmagine.org, uno spazio web dove presto sarà anche possibile accedere al canale Youtube dell’Accademia dell’Immagine, ricco di cortometraggi, inchieste, documentari e brevi film, tutti realizzati dagli studenti. Insomma, davvero “un mondo formativo” piuttosto che una semplice Scuola, che fa dell’innovazione didattica, della qualità della formazione (certificata dal sistema di qualità ISO 9001), dell’uso di tecnologie d’avanguardia a disposizione dei circa duecento allievi che frequentano i corsi, la cifra stessa dell’Accademia. Infine,non secondario è il contesto: una splendida città ricca di storia, d’arte, d’architettura e di grandi istituzioni culturali – cinema, teatro e musica – e sportive, dove si vive e si studia in una dimensione davvero a misura d’uomo. L’Aquila, peraltro, è città universitaria con tanti giovani, quasi trentamila. Questa, dunque, è la prestigiosa realtà dell’Accademia dell’Immagine e questa è L’Aquila, la bella città che l’accoglie in un coro di montagne e di parchi naturali.
LA TARGA DELLA MALDICENZA “SOCRATES PARRESIASTES” A GIUSEPPE DE RITA

Al Presidente del Censis il premio per il 2008 dell’antica tradizione Agnesina
di Goffredo Palmerini *
L’AQUILA – E’ stata conferita a Giuseppe De Rita la Targa “Socrates Parresiastes” per l’anno 2008, così come deliberato dalla Confraternita dei Devoti di Sant’Agnese. Ne ha dato motivazione il presidente della Confraternita, Tommaso Ceddia. “Da molti anni – ha detto il prof. Ceddia – Giuseppe De Rita si distingue per le analisi puntuali e franche riportate nelle relazioni annuali del Censis, in ordine alla politica, all’economia e all’assetto sociale dell’Italia. (…) L’ultima relazione è stata ripresa e commentata con grande interesse. Italia a coriandoli, mucillagine, disintegrazione sociale sono diventate espressioni comuni, come le differenze di rappresentanza tra identità e appartenenza. Alcuni lo hanno giudicato pessimista. (…) In realtà il dr. De Rita ha esposto una diagnosi vera, franca, coraggiosa e autorevole”. Sta tutta qui dunque la ragione dell’assegnazione al presidente del Censis della Targa “Socrates Parresiastes” – il termine parresia si traduce con l’espressione “dire la verità” - , in quanto Personalità che nel suo impegno di massimo studioso dei fenomeni sociali, per la franchezza e la genuinità delle sue riflessioni, promuove la verità. Quella verità che ha contribuito a rendere grandi Socrate, Diogene, Giovanni Battista, Foscolo, Montanelli e tanto altri. Il riconoscimento a Giuseppe De Rita segue quello conferito nel 2007 a Remo Bodei, docente alla University of California di Los Angeles, tra i più autorevoli filosofi al mondo ed insigne studioso di Michel Foucault, filosofo francese scomparso nel 1983. Negli ultimi anni di vita Foucault aveva istituito, all’Università di Berkeley, un corso sulla problematizzazione della parresia, sulla rilevanza che nelle società moderne possono assumere i parresiasti, cioè coloro che hanno il coraggio di dire la verità e di viverla, con schiettezza ed autorevolezza. La Maldicenza della tradizione Agnesina aquilana, se da un lato non ha la pretesa d’incarnare nella compiutezza degli aspetti filosofici la parresia, ha tuttavia sempre cercato d’assumere una funzione civile e comunitaria. Non dire mai male di qualcuno, ma “il male”: questo lo spirito della Maldicenza Agnesina, che non scade mai nella malizia, nella malignità o nella cattiveria. L’Agnesino dice quel che pensa e agisce come parla. Parlar chiaro davanti a tutti per attestare un bene comune, o difenderlo con tenacia, è qualcosa che sta quindi molto vicino alla parresia. Dunque, dire la verità con libertà, non mentire, non adeguare le proprie convinzioni alle convenienze di turno, ma esprimerle con coraggio e dignità.
La consegna della Targa è avvenuta venerdì sera nel corso d’una intensa cerimonia nella sala delle Assemblee della Cassa di Risparmio dell’Aquila, presenti le massime autorità regionali e cittadine ed un pubblico numeroso, molto interessato ad ascoltare le “maldicenti” argomentazioni dell’illustre ospite, secondo la tradizione aquilana della festa di Sant’Agnese. Occorre tuttavia richiamare alla memoria che la Santa martire c’entra poco o niente con questa festività tutta civile votata alla Maldicenza, che affonda le sue radici nel Trecento, se non per il fatto che in un monastero a Lei dedicato venivano ospitate le “malmaritate” – donne già di facili costumi, da redimere – che di giorno venivano impiegate in faccende domestiche nelle dimore dei benestanti e potenti della città, mentre a sera rientravano nel monastero dove avevano accoglienza. Ma il 21 gennaio, giorno della festività religiosa di Sant’Agnese, all’Aquila era tassativamente vietato lavorare e le malmaritate si ritrovavano nelle bettole della città insieme alla gente del popolo per dire il male fatto dai signori e potenti presso i quali erano a servizio. Questa singolare e strana festa, solamente aquilana, ha elevato per secoli la Maldicenza a virtù civica. La tradizione Agnesina della Maldicenza, infatti, rifugge dal pettegolezzo. E’ invece critica fortemente mordace, schietta e con spirito costruttivo, talvolta con il ricorso a salace ironia, nel dire la verità in assoluta libertà. Insomma, un ulteriore elemento della forte impronta libertaria della comunità aquilana, che sin dalla fondazione della città, a metà del Duecento, aveva sempre coltivato uno deciso spirito autonomistico e ribelle. La festa, tramandatasi nel corso dei secoli attraverso le “confraternite” popolari, si arricchì nell’Ottocento anche con sodalizi borghesi e nobili. Messa al bando dal regime fascista, che ne temeva lo spirito critico e libertario, solo alla fine degli anni cinquanta del secolo scorso risorse con rinnovato fulgore con la costituzione di centinaia di confraternite che il 21 gennaio d’ogni anno “celebrano” la festività riunendosi intorno a tavole imbandite e “maldicendo” - cioè “dicendo male del male” - secondo l’atavica libertà civile aquilana.

E’ stato il presidente della Regione Abruzzo, Ottaviano Del Turco - consegnando la Targa al premiato - a richiamare il valore e l’opera di Giuseppe De Rita, con un ricordo all’ultracinquantennale amicizia con l’insigne studioso, nato a Roma nel 1932 da famiglia d’origine molisana, regione allora unita all’Abruzzo. Ne ha tracciato il rigore intellettuale e le qualità, virtù subito messe in evidenza già dal 1955, quando De Rita iniziò la sua lunga carriera accanto al gotha del pensiero economico e sociale cattolico, quali Ezio Vanoni, Pasquale Saraceno e Giulio Pastore. Quindi Del Turco ha sottolineato l’importanza del Censis, di cui De Rita nel 1964 è tra i fondatori. Molti in Italia i Centri Studi, negli anni sessanta e settanta, caratterizzati però dal “pregiudizio ideologico”. Al contrario del Censis, le cui relazioni – benché criticate ed osteggiate al momento – si sono poi sempre dimostrate “vere” nell’analisi e nelle terapie proposte, tanto da essere un riferimento imprescindibile d’ogni seria valutazione della realtà sociale italiana.
Tutto il pubblico, a questo punto, attendeva una riflessione da parte del prof. De Rita, che non è mancata. Intanto - ha dichiarato il prof. De Rita - la curiosità, l’originalità di tale tradizione, i principi che da secoli l’animano ed una sorta di piacere “narcisistico” nell’essere riconosciuto come personaggio capace di dire le cose come stanno, l’hanno indotto ad accettare il premio “Socrates Parresiastes”. Poi ha preso un po’ le distanze – per una sorta di modestia - dal personaggio che predica la “verità”, sia declinata in terra come a maggior ragione quella trascendente, con la lettera maiuscola. Più aderentemente De Rita preferisce definirla “realtà”. Egli è un “monaco delle cose”, secondo una definizione in cui pienamente si ritrova. Egli per mestiere “annusa”, osserva e descrive la realtà in giro per l’Italia.. Quella stessa che spesso la politica e il potere stentano a riconoscere, se non dopo anni, come capitò quando in una relazione del Censis all’inizio degli anni settanta parlò del “localismo”, analizzando il fenomeno tessile di Prato e della economia sommersa che lo riguardava, suscitando reazioni e critiche. Quella “realtà” attese decenni per essere riconosciuta e metabolizzata. Il tempo che vive L’Italia, sebbene con una difficile congiuntura, fa descrivere a molti un declino che non c’è, coloro che ne parlano forse ne avvertono la percezione che non va confusa con la realtà.
De Rita ha quindi fotografato in quattro punti l’odierna “realtà” italiana: localismo, identità anziché relazione, il “qui e subito”, il ritorno del sacro sul santo. Ne ha tratteggiate con rigore analitico le caratteristiche, che riconducono a quell’Italia a coriandoli, dei particolarismi che non si legano ad unità e a sistema. Non ha tratto giudizi, lasciati a chi ascolta. Ne viene fuori un Paese – questa la valutazione tratta da chi scrive - chiuso nei particolarismi e sempre più spesso negli egoismi, dove la pratica ossessiva dell’identità fa perdere le coordinate della vita di relazione degli uomini e delle comunità, alimentando la paura dell’altro, specie quando è culturalmente diverso. Attenuato il senso del processo storico e sociale, si preferisce vivere e godere il presente, senza riferimenti nel passato e senza riguardo per l’avvenire. Persino il senso religioso – il prof. De Rita ha chiesto venia all’arcivescovo Giuseppe Molinari, che l’ascoltava, per questa osservazione – tende a ritirarsi nel “sacro”, in una contemplazione verticale con Dio, piuttosto che frequentare “il santo”, seguendo le indicazioni del Concilio Vaticano II, ossia il difficile cammino nella storia dell’umanità, nel mondo di oggi, sporcandosi le mani per cambiarne il corso e riconoscendo Cristo nei poveri, negli emarginati, nei sofferenti e anche nei migranti. Ecco, questa “realtà” andrebbe superata per recuperare una società più aperta, giusta e solidale, più unita e segnata dalla speranza, piuttosto che dalla paura. Queste, dunque, le impressioni ricavate dalla conversazione del prof. De Rita, già presidente del Cnel dal 1989 al 2000, collaboratore del Corriere della Sera, dal 1995 presidente della casa editrice Le Monnier e membro della Fondazione Italia-Usa. A conclusione della cerimonia il Sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, ha donato a De Rita una targa d’argento con su scritto “A Giuseppe De Rita, aquilano”. Già, perché un Agnesino “maldicente” può essere solo aquilano!
* gopalmer@hotmail.com - componente del Consiglio Regionale Abruzzesi nel Mondo
ABOLITA L'ICI PER LA PRIMA CASA
PER LE ABITAZIONI DEGLI ITALIANI ALL'ESTERO RIMANGONO LE DETRAZIONI PREVISTE DAL GOVERNO PRODI. DA IERI IN VIGORE LE MISURE PREVISTE DAL CONSIGLIO DEI MINISTRI
(29/05/08) ROMA\ aise\ - Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, da ieri è entrato in vigore il decreto legge del 27 maggio 2008, n. 93, quello cioè licenziato dal Consiglio dei Ministri riunito a Napoli che prevede, tra l'altro, l'esenzione dall'Ici per la prima casa. A decorrere da quest'anno, dunque, niente più Ici - imposta comunale sugli immobili - sulla prima casa, mentre la tassa rimarrà per le ville, castelli e palazzi di eminente pregio artistico o storico e abitazioni signorili.
Rimangono fuori dal provvedimento anche gli immobili degli italiani all'estero che potranno godere di una detrazione purché non siano affittati. Tale detrazione, prevista dall'articolo 8 del dl 540/1992 ai commi 2 e 3, si applica agli immobili posseduti in Italia a titolo di proprietà o usufrutto.
Il dl 93/2008 prevede inoltre l'esenzione totale dell'Ici per la casa coniugale del soggetto non assegnatario a causa di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti del matrimonio; per gli immobili delle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale dai soci assegnatari; per gli alloggi regolarmente assegnati dagli istituti autonomi per le case popolari e dagli enti di edilizia residenziale pubblica con le stesse finalità.
L''esenzione, infine, si applica anche alle abitazioni che il singolo Comune ha assimilato a quelle principali. (aise)
A PADRE PIAZZA IL SIGILLO DEL PIEMONTE: L'IMPEGNO DEL GESUITA PER I BAMBINI SUD AMERICANI
(29/05/08) TORINO\ aise\ - Il padre gesuita Clodoveo Piazza ha ricevuto il Sigillo della Regione Piemonte dalle mani dei presidenti del Consiglio e della Giunta regionale, Davide Gariglio e Mercedes Bresso, durante una cerimonia svoltasi il 27 maggio nell''aula di palazzo Lascaris. L''attribuzione del riconoscimento era stata deliberata all''unanimità nella seduta dell''8 gennaio scorso.
Missionario in Brasile presso l''"Oaf", "Organizzazione di aiuto fraterno", di Salvador de Bahia, con cui la Regione Piemonte collabora da tempo, padre Piazza è impegnato da anni in una serie di progetti per assicurare vitto, alloggio, assistenza medica, istruzione e formazione professionale a bambini e adolescenti in difficoltà.
Componente del comitato di redazione dello Statuto del bambino e dell''adolescente, approvato nel 1990, che ha cambiato il destino di molti bambini di strada sudamericani, dal 2001 al 2006 padre Piazza è stato a capo del Ministero per la Lotta alla povertà e alle disuguaglianze sociali nello Stato di Salvador de Bahia.
Opera dello scultore piemontese Riccardo Cordero, il Sigillo consiste in una medaglia d''oro con lo stemma della Regione montata su bassorilievo fuso in bronzo patinato che riproduce la sagoma del Piemonte. (aise)
A BUENOS AIRES IL SENATORE CASELLI RINGRAZIA I SOSTENITORI DELLA SUA CAMPAGNA ELETTORALE
“Vi domando ancora – ha detto il senatore del Pdl nel corso di una cena presso l’Associazione magistrati della capitale argentina - di accompagnarmi nel corso della missione che ho accettato di compiere nel Parlamento italiano, per la valorizzazione dei diritti degli italiani residenti all’estero”
(29/05/08) BUENOS AIRES – Ha ringraziato gli amici e i sostenitori della sua campagna elettorale il senatore Esteban Caselli, eletto nella Ripartizione America latina alle ultime consultazioni politiche per il Pdl, con una cena organizzata il 23 maggio presso la sede dell’Associazione magistrati di Buenos Aires.
A darne notizia il giornalista Franco Arena, conduttore di un programma radiofonico dedicato al nostro Paese e noto nell’ambito della locale collettività italiana, intitolato: “Italia tricolore”.
Molti i politici e i volti noti della comunità che hanno partecipato al ricevimento e hanno approfittato dell’occasione per congratularsi personalmente con il neo senatore.
“Ringrazio tutti coloro che mi hanno sostenuto nel corso della campagna elettorale – ha detto Caselli – e vi domando ancora, così come domando a tutti gli italiani residenti in Sud America, di accompagnarmi nel corso della missione che ho accettato di compiere nel Parlamento italiano. Il mio impegno sarà rivolto alla valorizzazione dei diritti delle persone che vivono all’estero, che sono ambasciatori di cultura e identità italiana”.
“Come membro della Commissione industria, commercio e turismo – ha aggiunto il senatore - presenterò progetti realizzabili e di interesse per la Penisola e il Sud America, specialmente in vista della promozione di possibilità di lavoro per i giovani, del trasferimento di know how per lo sviluppo della tecnologia, dell’interscambio di materie prime e della diffusione della lingua italiana. Vorrei, attraverso convegni con province e municipi, rendere possibile l’accesso a quest’ultima anche alle fasce di popolazione economicamente più svantaggiate, senza trascurare i loro bisogni di base”. A questo proposito Caselli ha sottolineato che volgerà il suo impegno per garantire un buon livello di assistenza sanitaria agli ammalati italiani delle fasce più a rischio, attraverso il recupero dell’assistenza assicurata dall’Ospedale italiano di Buenos Aires, “famosissimo – egli ha aggiunto – per l’eccellenza del suo servizio sanitario”. Caselli vorrebbe ripristinare l’assistenza convenzionata con i Consolati italiani erogata da quest’ultimo, modificata nel corso della precedente legislatura con la stipula delle convenzioni sull’assistenza sanitaria promosse dall’allora vice ministro per gli italiani nel mondo, Franco Danieli. “E’ di dominio pubblico che in seguito l’assistenza sanitaria è stata aggiudicata, attraverso una gara d’appalto, ad un’impresa, che presta un servizio insoddisfacente – avrebbe dichiarato Caselli, auspicando un impegno condiviso per la soluzione delle problematiche che affliggono i connazionali all’estero.
“In genere dopo ogni elezione finisce l’opposizione, - ha concluso il senatore - ci si rappacifica e sorge un dibattito dal quale dovrebbe nascere la strada da seguire nell’interesse di tutti coloro che si sentono italiani e che sono di cultura italiana”. (Inform)
GRUPPO MUSICALE ITALO PERUVIANO "COSA NOSTRA" CANTA L'ITALIANO
Gruppo Cosa Nostra canta L'Italiano
LANZA (MODIE) SCRIVE A BERLUSCONI FRATTINI E TREMONTI: ABOLIRE L'ICI ANCHE PER GLI ITALIANI ALL'ESTE
(28/05/08) ZURIGO\ aise\ - Presidente del M.O.D.I.E. (Movimento per i Diritti degli Italiani all'Estero), Antonio Lanza ha inviato ieri una lettera al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e ai Ministri degli esteri Frattini e dell'economia e delle finanze, Tremonti, per chiedere loro di adoperarsi affinché l'abolizione dell'Ici sulla prima casa prevista dal Governo venga applicata anche alle abitazioni che gli italiani all'estero posseggono in Italia.
"Con immenso compiacimento - scrive Lanza - ho appreso che mercoledì 23 maggio, il Governo, riunitosi eccezionalmente a Napoli, ha deciso di abolire l'ICI (imposta comunale sugli immobili), introdotta, nel 1992, nella manovra finanziaria "sangue, sudore e lacrime" dell'on. Giuliano Amato. Ovviamente il provvedimento governativo dovrà essere convertito in legge, entro sessanta giorni. Faccio presente che gli uccelli di malaugurio, sognando una rivincita elettorale, gufano affinché tutto si dissolva come una bolla di sapone. Io sono sicuro, invece, che l'attuale maggioranza parlamentare terrà fede all'impegno preso e porrà fine all'obbrobrio dell'ICI sulla prima casa, compreso le rispettive pertinenze (garage, cantine, posti auto, giardini, aree di svago)".
"Pertanto - aggiunge Lanza - a nome del M.O.D.I.E. che mi onoro presiedere, Vi chiedo di adoperarVI per far sì che dei benefici previsti dalla normativa inerente l'abolizione dell'ICI debbano usufruirne anche gli Italiani che vivono all'estero, esclusi i proprietari anche di immobili situati fuori dai nostri confini nazionali. Giustamente, l'ICI dovrebbe rimanere sulle seconde case, gli immobili di lusso, le ville e i castelli. Certo di benevola accoglienza e in attesa di un riscontro - conclude - porgo cordiali saluti e ringraziamenti". (aise)
ORESTE MOTTA A NOME DEL CTIM INVIA UN MESSAGGIO DI CONGRATULAZIONI AL SOTTOSEGRETARIO MANTICA
(28/0508) ROMA\ aise\ - Delegato del CTIM per la Germania e consigliere del Cgie in cui rappresenta il Comitato Tricolore, Oreste Motta ha inviato una lettera di congratulazioni al Sottosegretario agli Esteri, Alfredo Mantica, dopo il conferimento della delega per gli Italiani nel Mondo.
Nella lettera, Motta scrive: "i qui riuniti in commissione ad hoc per l'Associazionismo come Delegati del Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo - ossia, iscritti al Ctim e ad An - eletti nelle varie aree continentali del Consiglio Generale degli Italiani all'Estero Giacomo Canepa, Carlo Consiglio, Giuseppe Nanna, Franco Santellocco e il sottoscritto, Le inviamo i migliori auguri di buon lavoro per il compito cui è stato chiamato, nella convinzione che Ella saprà salvaguardare gli interessi degli italiani all'estero".
"Siamo pure certi - si legge ancora nella lettera - che Lei seguirà regolarmente le attività del Cgie con la stessa "fermezza e competenza" dimostrate nella passata legislatura nella Commissione per la Cooperazione ed attestate anche dagli avversari politici. Auspici dunque di buon lavoro per la promozione degli italiani e dell'Italia nel mondo e, come Lei stesso ha dichiarato ieri, 27 maggio, all'apertura dei lavori della commissione, per lo sviluppo "di maggiori sinergie tra la cultura e gli italiani all'estero"". (aise)
L'AMBASCIATORE RONCA ALLA PRIMA CENA DEL 2008 DELL'ACCADEMIA ITALIANA DELLA CUCINA DI BUENOS AIRES
(28/05/08) BUENOS AIRES\ aise\ - Con la partecipazione dell'Ambasciatore d'Italia in Argentina, Stefano Ronca, si è tenuta la prima cena del 2008 dell'Accademia Italiana della Cucina di Buenos Aires, presieduta da Alberto V. Lisdero, presso il ristorante "Da Orazio" nel quartiere di Belgrano, alla quale hanno partecipato gli associati dell'Accademia e i simpatizzanti. A darne notizia è oggi María Josefina Cerutti, in un articolo pubblicato su L'Eco d'Italia, settimanale argentino in lingua italiana diretto da Alessandro Cario.
"Alla cena", scrive la Cerutti, "era anche presente il regista italiano Franco Brogi Taviani" "che presenta oggi a Buenos Aires il suo film "Forse Dio è malato". Alla serata ha inoltre partecipato inoltre il nuovo Direttore dell'ANSA per l'America Latina, Stefano Poscia.
"Da Orazio"", spiega l'autrice dell'articolo, "è un ristorante italiano fondato negli anni '90 dall''attuale proprietario, Horacio Grasso, di padre napoletano e madre genovese, dove si può gustare una cucina italiana genuina e molto legata alla tradizione".
Tra i piatti serviti durante la cena, "antipasti di verdure, sottaceti, focaccia al gorgonzola e olive all'ascolana. Come primo, ravioli al vino rosso, e come secondo piatto Agnello alla campagnola".
Per finire, una cassata siciliana. Il tutto è stato accompagnato da vino bianco di vitigno argentino, il Torrontés, e da un rosso dell'azienda veneta Masi, "che produce un malbec - corvina molto particolare". (aise)
COMITES PERÚ: COMUNICADO SOBRE LA CASA DE REPOSO GIO BATTA ISOLA
Se comunica a la comunidad italiana, descendientes y amigos, que la Sociedad Italiana de Beneficencia y Asistencia tiene en su casa de reposo, ubicada en Av. Pedro de Osma 241, Barranco, la disponibilidad de habitaciones para personas de la tercera edad.
La donación mensual será fijada de acuerdo a la evaluación que corresponda.
IL GOVERNO BERLUSCONI CONTINUA A IGNORARE GLI ITALIANI NEL MONDO
di Massimo Seracini
Ad un mese nella nuova legislatura e settimane dalla composizione finale del Governo Berlusconi con la nomina dei 37 sottosegretari e´ chiaro che per il PDL e la Lega, l´interesse per gli italiani all´estero, non c´e´ e non c´e´ mai stato!
E´ una conclusione amara, ma ovvia, per le nostre comunita´ che videro nel 2001 nella legge Tremaglia il riconoscimento dopo sessant´anni di oblio legislativo, del riconoscimento dei loro sacrifici di emigranti, con il primo voto politico per loro rappresentanti
Quei bellissimi momenti dell´aprile 2006 e 2008, oggi sembrano una beffa, una presa in giro, un tornate al vostro posto e zitti e mosca!, che il nuovo Governo Berlusconi e il XVI Parlamento Repubblicano, targato destra-centro, ci mandano a dire con messaggi inequivoci. Il primo ignorandoci completamente, senza nemmeno uno straccio di Sottosegretario con delega per occuparsi della nostra esistenza, e il secondo addirittura facendo marcia indietro, dal timido tentativo della XV legislatura, eliminando al Senato, quel "Comitato per le questioni degli italiani all´estero", che aveva cominciato un ottimo lavoro per comprendere... chi eravamo!
Inoltre i 18 eletti sono stati assegnati dai loro partiti in commissioni che poco o nulla hanno da deliberare sulle tematiche per gli italiani nel mondo, arrivando al paradosso dell´unico Senatore eletto nell´America Settentrionale e Centrale, Basilio Giordano, giornalista e imprenditore canadese, che fara´ parte della... "Commissione Permanente Agricoltura e Produzione Agro alimentare", fondamentale per gli interessi degli italiani all´estero!
La mia critica, non e´ solo targata UDC, ma identifica l´attuale malessere generale del mondo degli italiani all´estero che si e´ visto retrocedere nel dimenticatoio politico, dopo avere addirittura dato la maggioranza del loro voto a Berlusconi. I responsabili del voto estero del PDL si devono vergognare a cominciare dalla Barbara Contini, che in campagna elettorale promettevano mari e monti alla nostre comunita´, che si ricorderanno la prossima volta di questo schiaffo!
E´ un segno di provincialismo retrogrado di una classe politica che non sa´ riconoscere il valore di milioni di italiani che hanno sempre piu´ contribuito che ricevuto dall´Italia, e che in questo momento critico del Paese, potrebbero fare la differenza se l´illuminato Governo Berlusconi vedesse piu´ in la´ del... Ponte di Messina!
Massimo Seracini
UDC-USA
San Diego, California
26 Maggio 2008
DAI GIOVANI ALLE ASSOCIAZIONI REGIONALI ALL'ESTERO
I LAVORI POMERIDIANI DEL "GRUPPO DI LAVORO ASSOCIAZIONISMO" PROMOSSO DAL CGIE
(27/05/08) ROMA\ aise\ - I giovani, le associazioni italiane all'estero, il ruolo di Comites, Cgie e Regioni nella vita dell'associazionismo, sono i temi centrali che hanno animato il dibattito pomeridiano dei lavori del "Gruppo di Lavoro Associazionismo" promosso dal Cgie, convocato fino a domani, 28 maggio, ed iniziati questa mattina nella sala Conferenze Internazionali della Farnesina.
All'ordine del giorno la stesura di un documento relativo alla situazione, al ruolo ed alle prospettive dell'associazionismo italiano all'estero.
"La storia dell'emigrazione", ha esordito padre Giovanni Tasello, "non è comprensibile se non si analizza la storia dell'associazionismo ed il ruolo che ha avuto durante la prima emigrazione". "L'associazionismo", ha spiegato, "è nato all'estero per aiutare, quindi portare solidarietà agli emigranti arrivati nei vari Paesi, perché di fatto sia il governo che gli ambasciatori non se ne occupavano. Dopo la seconda guerra mondiale", ha proseguito padre Tasello, "riprese l'emigrazione e così anche la necessità di solidarietà e la ricerca della propria identità. Dagli anni sessanta sono nati i patronati, i partiti, ma le associazioni erano caratterizzate da un grande individualismo".
Secondo Tassello negli ultimi vent'anni "sono state le Regioni a fare di più in ambito emigratorio. Oggi si continua a dire che l'associazionismo è in crisi ma si dovrebbero aprire gli occhi e guardare ad un'integrazione tra le generazioni, a scambi intergenerazionali tra giovai ed anziani. I giovani hanno una marcia in più, una ricchezza da immettere nel tessuto delle associazioni".
Il consigliere Oreste Motta nel suo intervento ha invece sottolineato l'importanza di "dare un maggiore peso istituzionale delle associazioni" e solo coinvolgendo attivamente i Comites nella vita associativa questo sarà possibile".
"Il primo punto", spiega Silvana Mangione, vice Segretario dell'Area Anglofona, Silvana Mangione, "è la specificità delle realtà diverse, l'approccio è per livelli continentali e territoriali ed, in alcuni casi, anche per Stati. Le associazioni sono le dimostrazione dell'impegno civile delle comunità italiane all'estero". "Negli Stati Uniti", sottolinea la Mangione, "stanno nascendo nuove forme di associazionismo che corrispondono alle realtà di questo momento; l'immigrazione è non è finita, anzi in alcuni Paesi sta aumentando in maniera esponenziale la cosiddetta "fuga dei cervelli". Da noi infatti arrivano ricercatori, giovani manager, imprenditori, che si stanno organizzando in associazioni proprie. Ad esso è collegato il discorso dei giovani e delle loro qualifiche".
Secondo Silvana Mangione "ci sono due forme di associazionismo: quello che ha sede in Italia, a livello locale che a volte fa un lavoro eccezionale ma che all'estero non esiste e continua ad avere delle sigle che occupano spazi che non dovrebbero occupare, poi c'è l'associazionismo locale, regionale e nazionale delle nostre comunità all'estero che a volte sono rappresentate da sigle non rappresentative". "Ben vengano", commenta la Mangione, "alcuni regolamenti come quello della Regione Puglia o della Emilia Romagna che limitano il numero di tali associazioni che a volte compaiono solo il 2 giugno, ad esempio, o quando c'è da eleggere i componenti del Cgie in quanto hanno un peso solo perché registrati ai consolati".
"Un altro discorso fondamentale", ha proseguito, "che riguarda i nostri Paesi lontani, è quello della globalizzazione che non è un fatto necessariamente positivo. In Europa ogni Paese ha storicamente un suo popolo al quale gli emigrati si sono aggregati. Per le Americhe, l'Australia, l'Africa, dove l'immigrazione è diventata il popolo il discorso dell'identità è fondamentale perché i ragazzi della terza generazione, per esempio, non sanno cosa vuol dire "sono americano" per cui devono ritrovare una identità. Tale identità "non è l'italiacismo, non è solo la bandiera o l'inno di Mameli, ma è un ritorno ad una cultura di fondo e di origine".
A portare una testimonianza dal Perù il consigliere Giacomo Canepa che ha sottolineato l'importanza della storia delle associazioni nel Paese che lo ospita sia per la solidarietà che per le attività culturali e di svago. Inoltre, in riferimento all'associazionismo regionale Canepa ha suggerito la possibilità di riunire tali associazioni in un'unica confederazione andando al di là del campanilismo.
Gli ha fatto eco il consigliere Francisco Nardelli che ha raccontato come a Caracas le associazioni regionali "sono vive più che mai" e bisogna guardare all'esperienza di queste associazioni per "sintetizzare nel documento nuovi criteri che regolino i rapporti tra il mondo associativo e lo stato italiano".
Durante i lavori è stato evidenziato da tutti i presenti quanto sia importante sia per l'Italia che per le comunità italiane sparse per il mondo mantenere vivo il mondo dell'associazionismo ed un coinvolgimento maggiore dei giovani.
Maria Rosa Arona, presidente della II Commissione - Sicurezza e Tutela Sociale,
ha evidenziato che "il compito che spetta a questa commissione è quello di stabilire i parametri del mondo dell'associazionismo". I criteri principali da considerare sono la solidarietà e i giovani come risorsa anche per i più anziani. Dunque "valorizzare le diversità che sono un valore aggiunto e non un muro che divide".
A portare la testimonianza delle associazioni regionali, Silvia Bartolini della consulta degli Emiliano Romagnoli, secondo la quale bisogna "puntare alla qualità delle associazioni li dove ci sono dei finanziamenti pubblici. Noi, avevamo 125 associazioni che poi abbiamo riunito in un albo che ha contribuito ad una scrematura circa la qualità dei contenuti".
La Bartolini ha spiegato che attraverso progetti di formazione destinati ai discendenti "cerchiamo di far capire l'importanza delle associazioni, cerchiamo di mettere i giovani a conoscenza delle leggi e le regole". Inoltre, "applichiamo forme di finanziamento diverse: le associazioni possono accedere ai bandi presentando dei progetti che abbiamo dei contenuti validi".
Uno degli obiettivi da perseguire, ha asserito la Bartolini, è "quello di aggregare le associazioni, ma solo quelle di qualità perché attraverso esse passa il legame con il Paese d'origine".
A concludere l'incontro il segretario generale Carozza, il quale ha riassunto i tre punti principali che dovranno essere riportati nel documento: il ruolo delle associazioni, dal passato ai giorni nostri, quale tipo di associazioni dovranno rappresentare le comunità italiane all'estero, l'investimento dea fare nel mondo dell'associazionismo.
"È stata una giornata positiva", ha dichiarato all'Aise il segretario generale del Cgie, "con interventi che guardano al futuro. Credo che dobbiamo cercare di scrivere un documento che sia capace di attrarre l'interesse, da una parte della nostra comunità, ed in particolare delle nuove generazioni, che sia capace di parlare a loro, e dall'altra, quella di spiegare al nostro Paese l'interesse che ha l'Italia a non perdere il contatto con quelle comunità". "Quando parliamo di nostre comunità", ha proseguito, "dobbiamo tener presente che gli italiani vivono in un territorio grande quanto il mondo ed è impensabile che non ci sia una rete di rappresentanza diretta importante come l'associazionismo che fin dal passato ha avuto questo ruolo".
Secondo Carozza infine, "qui si gioca il futuro dei rapporti tra l'Italia e le comunità italiane sparse per il mondo che passa attraverso una riorganizzazione ed una reinvenzione delle associazioni che da sempre, storicamente, hanno avuto un ruolo importante nella storia dell'emigrazione". (federica cerino\aise)
GIOVANE ITALIANO UCCISO IN BRASILE E IL SUO CORPO GETTATO IN UNA FOSSA COMUNE
(27/05/08) MACEIÒ\ aise\ - Un giovane italiano è stato ucciso la settimana scorsa in Brasile ed il suo corpo è stato buttato in una fossa comune. Nicholas Pignataro, 20 anni, era partito il 4 marzo scorso da Seriate, in provincia di Bergamo, per il Brasile, dove aveva deciso di rifarsi una vita, ma sarebbe stato ucciso la settimana scorsa proprio in Brasile, a Maceiò, insieme ad un''altra persona. La conferma è giunta dai legali della famiglia, in contatto con la Farnesina.
È comunque un giallo la presunta fine del ragazzo, il cui corpo, privo di documenti, sarebbe stato sepolto in una fossa comune senza essere identificato dalle autorità locali. "Le autorità - ha spiegato il funzionario del consolato di Recife - hanno seppellito Nicolas in una fossa comune perché scambiato per indigente. Non si sono preoccupati di avvertire il consolato. Ora dovranno riaprire il caso per potere autorizzare il rimpatrio della salma".
Il 18 maggio scorso, a Maceiò, Nicholas non ha fatto rientro a casa per due notti consecutive, la seconda notte l''amica di famiglia, che lo ospitava non lo ha visto tornare, ha chiamato la polizia. Gli agenti hanno mostrato alla donna le foto dei cadaveri di un duplice omicidio avvenuto qualche giorno prima e lei avrebbe riconosciuto Nicholas. Il corpo dell''altra persona apparterrebbe a un cittadino brasiliano, un venditore ambulante di Cd di colore, conosciuto da Nicolas poco prima.
L''avvocato della famiglia ha presentato questa mattina, 27 maggio, un esposto alla procura di Bergamo, con l''obiettivo di ottenere la riesumazione del corpo. I genitori di Nicholas sono divorziati, lui viveva con il padre, che fa l''infermiere. I due si erano trasferiti da poco da Calcinate (Bergamo) a Seriate. Il giovane era partito per il Brasile dopo gli studi perché voleva costruirsi una vita, magari aprendo un ristorante. La famiglia é in contatto con la Farnesina e con il console italiano reggente a Recife, Massimiliano Laghi.
"Il corpo del ragazzo è già stato sepolto in quello che i brasiliani chiamano il "cimitero dei poveri", ma che io chiamo una fossa comune'''', ha spiegato il legale della famiglia, l''avvocato Piero Pasini. "Il ragazzo non aveva documenti con sé, - aggiunge il legale - ma le autorità locali non si sono sprecate a indagare su chi fosse. L''obiettivo è di ottenere la riesumazione del corpo per poterlo identificare e piangere in Italia".
"Voglio la salma di mio figlio. Il mio unico obiettivo è portare a casa la salma di mio figlio", a parlare è Antonio Pignataro, padre di Nicholas, il quale vuole che il corpo del ragazzo gli sia restituito al più presto. "È una cosa indescrivibile, non ci sono altri commenti - ha aggiunto il genitore, che per il momento non partirà per il Brasile -. Quel che mi amareggia di più è la mancanza totale di rispetto nei confronti della persona indipendentemente da quello che è successo. In un paese civile anche un animale viene restituito al suo proprietario". (aise)
PER LA PRIMA VOLTA A MAR DEL PLATA (ARGENTINA) "LA SETTIMANA DEL VENETO"
(27/05/08) MAR DEL PLATA\ aise\ - Si è svolta quest'anno per la prima volta a Mar del Plata, in Argentina, la "Settimana del Veneto", in occasione del ciclo di Cinema Veneto che, per iniziativa dell'Accademia Veneta dello Spettacolo di Rovigo, è giunto alla terza edizione nella città sede del festival del cinema argentino, unico del genere in tutta l'America Latina.
L'evento si è tenuto alla presenza dell'assessore regionale ai flussi migratori Oscar De Bona e del Console d'Italia Fausto Panebianco.
Il presidente dell'Accademia Marco Di Lello ha auspicato che la Settimana del Veneto, realizzata con il contributo della Regione, diventi un appuntamento fisso nei prossimi anni, caratterizzandosi come una grande festa dell'italianità. Da parte sua, l'assessore De Bona ha messo in evidenza il ruolo del mondo dell'emigrazione veneta in Argentina e il forte legame che ancora lega gli emigrati alla terra di origine.
La manifestazione è stata organizzata in collaborazione con il Comitato delle Associazioni Venete in Argentina, di cui è presidente Mariano Gazzola, e con il coordinamento della Gioventù Veneta, che fa capo alla Società Italiana "Le Tre Venezie" di Mar del Plata, sodalizio che quest'anno compie 55 anni di vita.
La "Settimana del Veneto" è stata aperta con "Vajont. La diga del disonore", lungometraggio del 2001 diretto da Renzo Martinelli che ricorda il disastro della diga del Vajont nel 1963 nel quale persero la vita oltre duemila persone. La serata inaugurale si è conclusa presso la sede de "Le Tre Venezie" con l'esibizione del Coro Monti del Sole di Belluno.
La rassegna dedicata al cinema, alla cultura e alla realtà veneta si concluderà giovedì prossimo con la proiezione del documentario sull'emigrazione veneta "Un popolo di Ambasciatori - I Veneti nel Mondo" e la consegna di diplomi di merito agli emigrati più anziani. (aise)
INSEDIATO ALLA FARNESINA IL "GRUPPO DI LAVORO ASSOCIAZIONISMO" PROMOSSO DAL CGIE
L'INTERVENTO DI ELIO CAROZZA
(27/05/08) ROMA\ aise\ - Sono iniziati questa mattina nella sala Conferenze Internazionali della Farnesina i lavori del "Gruppo di Lavoro Associazionismo" promosso dal Cgie, convocato fino a domani, 28 maggio. Ha partecipato alla seduta di insediamento anche il Segretario generale Elio Carozza secondo cui l''insediamento del Gruppo di lavoro rappresenta "una tappa importante nella realizzazione di quel network degli italiani nel mondo di cui si è a più riprese sostenuta l''imprescindibile necessità".
Per Carozza, l'apertura del Gruppo di lavoro ad hoc ad una molteplicità di apporti esterni - dalla Consulta Nazionale delle Associazioni dell'Emigrazione (CNE) alle Consulte regionali di settore in rappresentanza dell'associazionismo di stampo regionalistico, insieme agli Assessorati regionali competenti - testimonia il "concreto impegno del Consiglio nel processo di autoriforma cui ha dato vita in questa seconda metà di legislatura".
Entrando nel merito delle questioni che sono al centro del dibattito in questi giorni alla Farnesina, Carozza ha ribadito l'importanza politica del ruolo assunto in passato e che assume ancora oggi anche se con più difficoltà,dall'associazionismo italiano all'estero, non ultimo quello di front office nel superamento della cesura fra le attese create dall'"impegno politico" e le evidenti carenze dell'"azione pubblica", ma ha, tuttavia, messo l'accento sull'improcrastinabile esigenza di una sua complessiva evoluzione.
"La riflessione a più voci che ci proponiamo di fare in questi giorni nell'ambito del Gruppo di lavoro - ha proseguito Carozza - richiede una focalizzazione dell'attenzione non solo sulle singole esigenze: strutturali, culturali, politiche.. quanto piuttosto sull'intera traiettoria delle riforme che l'associazionismo italiano all'estero deve operare. Ben sapendo che ogni tappa del processo preclude alcune alternative ed apre nuove opportunità. I comuni valori originari non rappresentano più da soli l''elemento sufficiente all'esistenza di molti dei nostri sodalizi. Occorre, dunque, cogliere le esigenze reali delle comunità, divenire soggetti di riferimento "informato" che ai comuni valori originari offra l'apporto delle nuove esperienze maturate localmente".
"In buona sostanza - ha concluso Carozza - occorre rilanciare lo spirito che animò la nascita e l'esistenza stessa dell'associazionismo italiano all'estero, valorizzare le esperienze guardando al futuro e alla contemporaneità delle nostre comunità oltre frontiera. Rimettiamoci a lavoro! Il cammino non è ancora concluso. Anzi, tutt'altro!". (aise)
È INIZIATO IN PROVINCIA DI BELLUNO IL SOGGIORNO DI EMIGRANTI ED ORIUNDI VENETI DEL SUD AMERICA
(27/05/08) BELLUNO\ aise\ - È iniziato domenica scorsa, 25 maggio, il soggiorno in provincia di Belluno di 22 anziani veneti o di origine veneta del Sud America, provenienti da Argentina, Cile e Paraguay. A darne notizia è l'Associazione Bellunesi nel mondo che sottolinea come l'iniziativa abbia luogo in collaborazione con la Provincia di Belluno e con il determinante contributo della Regione del Veneto.
Come avvenuto nelle edizioni precedenti, gli ospiti visiteranno le località più significative dal punto di vista culturale e turistico della Provincia e della Regione, avranno incontri con le Istituzioni locali, saranno ospiti di alcune Famiglie Bellunesi. Il soggiorno terminerà domenica prossima, 1 giugno. (aise)
IL TURNO ALL'ASOCIACIONISMO
di Paolo Castellani (Traducion: Gilda Rivada Bardi)
En la ùltima Asamblea Plenaria del CGIE (Consiglio Generale degli Italiani all'Estero) en Roma, (4 - 7 de marzo) se constituyó el "Grupo de Trabajo de la Asociatividad" formado entre otros, por dos consejeros por cada continente. Por el nuestro fueron nombrados Giacomo Canepa de Perú y el suscrito (Paolo Castellani).La primera reunión será el 27-28 de mayo en Roma.
Este grupo de trabajo tiene la tarea de elaborar un informe sobre las asociaciones italianas que hoy funcionan en los territorios de emigración. Por esta razón es que uno de los temas tratados en la reunión continental de la América Latina realizada en Caracas (27-28-29 de abril) fue "las asociaciones en los territorios del continente sudamericano, comprendidos México y Centro América".
Todos los consejeros han confirmado la importancia de las Asociaciones fundadas por nuestros emigrados que aùn hoy subsisten, en algunos casos con dificultad propias del envejecimiento y otras por el excesivo personalismo que no permiten la incorporación de los jóvenes.
Los jóvenes no siempre están disponibles para la integración y para sumir puestos de responsabilidad en el interior de la comunidad. La acción emprendida en las reuniones -país en preparación de la Conferencia Mundial que se realizará dentro de este año en Roma ha sido un valido esfuerzo en esta dirección: Nosotros hemos hecho dos reuniones de jóvenes: la primera el 15 de diciembre del 2007 en Santiago y la última el 7-8 de marzo recién pasado en Capitán Pastene durante la conmemoración de la fundación de esta pequeña ciudad del sur de Chile. Esperamos realizar otro encuentro de jóvenes en La Serena para involucrar el norte de nuestro vasto territorio.
El CGIE desea activar la vida de las asociaciones con la vivaz incorporación de los jóvenes de nuestra comunidad...
Pensemos nelle compagnie di Pompieri, nelle Società di Beneficenza, nelle Scuole....El CGIE propondrá al gobierno italiano intervenciones y políticas para no perder este importante patrimonio de italianidad aún presente en los territorios donde se radicó nuestra emigración.
Es necesario que Italia conserve esta importante recurso con una política de ayuda adecuada. Actualmente hay un importante apoyo realizado por las Regiones Italianas a las Asociaciones Regionales que existen en los territorios extranjeros......
Hay proyectos de ley como la presentada por el On. Franco Narducci, apoyada unánimemente por el CGIE de la América Latina....
AD ALFREDO MANTICA LA DELEGA PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO: IL DECRETO FIRMATO OGGI DAL MINISTRO FRATT
(26/05/08) ROMA\ aise\ - Questa mattina il Ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha firmato il decreto con cui ha conferito le deleghe ai suoi tre sottosegretari. Ad Alfredo Mantica quella per gli italiani nel mondo. Ecco tutte le deleghe dei tre sottosegretari nel dettaglio.
Senatore di An-Pdl, Mantica, come detto avrà la delega per gli italiani nel mondo, comprese le azioni volte alla loro integrazione nei vari aspetti e i loro diritti, la valorizzazione degli imprenditori italiani all'estero; coordina le attività volte al rafforzamento e alla razionalizzazione della rete consolare, provvede alla costituzione di apposite Commissioni e gruppi in materia.
A Mantica anche la delega ai Paesi europei, compreso il Caucaso e i Paesi dell'ex Unione Sovietica; i Rapporti con le istituzioni Europee e, infine, l'esercizio della presidenza della commissione nazionale per la promozione della cultura italiana all'estero.
A Stefania Craxi sono state assegnate le deleghe per i Paesi del Medio Oriente e dell'Africa del nord, ma anche quelli dell'Asia, Oceania e Pacifico, e i Rapporti Euromediterranei.
A Vincenzo Scotti, invece, il decreto ha assegnato le deleghe per le Americhe - Settentrionale, Centrale e Meeridionale - e i rapporti con le Nazioni unite; il toccherà a lui far sentire la voce dell'Italia nelle questioni concernenti i diritti umani e le libertà fondamentali e occuparsi dei rapporti con le regioni anche in materia di collaborazione interuniversitaria e ricerca con i Paesi confinanti e litoranei. Nelle deleghe di Scotti anche l'internazionalizzazione delle imprese, le esportazioni di materiali di armamento e le variazioni di bilancio e integrazione dei capitoli di spesa. (aise)
SPOT ANTI-ITALIANI ALLA TV TEDESCA
FASSINO (PD): OFFENSIVI SOPRATTUTTO VERSO I NOSTRI CONNAZIONALI RESIDENTI IN GERMANIA
(26/05/08) ROMA\ aise\ - "Spot offensivi non solo verso l'Italia, ma ancora di più verso quei tantissimi italiani che vivono e risiedono stabilmente in Germania, alla cui crescita e prosperità contribuiscono ogni giorno con il loro lavoro e la loro professionalità". Così Piero Fassino, titolare degli Affari Esteri del Governo Ombra del PD, ha stigmatizzato gli spot pubblicitari di Media Market, catena di negozi di elettrodomestici che in Germania, in onda da giorni sulle tv tedesche.
Per pubblicizzare gli sconti sui televisori in vista dei prossimi Europei di calcio, Media Market ha pensato bene di affidarsi a quello che, per i tedeschi, sarebbe l'italiano-tipo: maschilista, disonesto e pure mal vestito. Tre gli spot con un fantomatico Toni alle prese con l'acquisto della sua nuova tv: c'è quello in cui cerca un commesso maschio perché solo gli uomini si intendono di calcio, per cambiare subito idea alla vista di prosperosa commessa; quello in cui, in negozio per un amico, bara sul prezzo della tv per intascare la differenza; quello, infine, in cui resta fermo mentre tutti gli altri acquistano televisori perché "gli italiani comprano solo gli arbitri".
"Vogliamo credere - commenta Fassino - che la stessa azienda che ha commissionato la campagna pubblicitaria voglia intervenire e decidere di ritirarla, prendendo atto della inopportunità, dell'infondatezza e del carattere grevemente caricaturale di quegli spot". (aise)
VENEZUELA: UN SEQUESTRO AL MESE, UNA TRAGICA REALTÀ
di Mauro Bafile
(26/05/08) CARACAS - Ancora un sequestro. Dopo quello del connazionale Giuseppe Mainfoli, avvenuto poco più di una settimana fa nello Stato Trujillo, la cronaca registra il rapimento della dottoressa Paola Di Ottobre, di 38 anni e da due mesi in gravidanza.
La malavita, quindi, torna a colpire di nuovo nel cuore della nostra Collettività. E lo fa in una regione, quella occidentale del Paese, in cui il sequestro, più che altrove, è un “business” assai redditizio; la vita delle vittime una semplice merce di scambio; e la nostra una delle Comunità più colpite.
Semmai ci fosse qualche dubbio, i numeri parlano chiaro. La matematica, si sa, non è un’opinione. Con il rapimento della dottoressa Di Ottobre, sono 43 i sequestri nello Stato Zulia, dall’inizio dell’anno ad oggi. In altre parole, una media di un rapimento ogni quattro giorni. Delle 43 vittime 6 sono italiane e, di queste, due sono ancora in mano ai delinquenti. Se poi ci si allarga a tutta la regione occidentale, i sequestri di connazionali diventano 7: uno ogni ventidue giorni. E il numero dei cittadini italo-venezolani ancora in mano dei malviventi sale a tre.
Sono queste cifre preoccupanti che dicono tanto sul dilagare della delinquenza e dell’importanza dei sequestri come fonte di guadagno della malavita organizzata o no. Sono statistiche che inquietano una Collettività che si chiede perché si indugia ancora tanto ad assegnare un esperto antisequestro permanente allo Stato Zulia; un esperto antisequestro che faccia capo al Consolato di Maracaibo e con competenza per la regione occidentale del Venezuela.
Si chiede anche perché in cinque mesi e con ben 7 rapiti, l’esperto antisequestro si sia fatto presente nello Zulia solo tre volte. La domanda la si ripete sottovoce dallo Zulia al Táchira, da Merida a Trujillo, ed è sempre la stessa: perché l’esperto non si reca tempestivamente sul posto ogni qualvolta un connazionale è vittima del sequestro, per offrire alle famiglie colpite dalla tragedia assistenza, un consiglio o più semplicemente una parole di conforto? Perché non far sentire, anche con la sola presenza, la solidarietà dell’Italia a chi soffre sulla propria pelle la piaga del sequestro?
Oggi dovrebbe arrivare a Maracaibo il nuovo esperto antisequestro assegnato dall’Unità di Crisi della Farnesina che dirige la dottoressa Elisabetta Belloni. Così il maresciallo dei Carabinieri, Giuseppe Scrima, potrà prendere i primi contatti con le autorità di polizia locale, ascoltare le esigenze dei connazionali e rendersi conto di quanto si senta trascurata e abbandonata al proprio destino la nostra Collettività nella provincia. (Mauro Bafile-La Voce d’Italia/Inform)
IL MAE SOSPENDE LE DISPOSIZIONI SUL NUMERO DEGLI ALUNNI NEI CORSI DI LINGUA ITALIANA A STOCCARDA
(26/05/08) ROMA\ aise\ - È stata accolta dalla DGIT del Ministero degli Esteri la richiesta della Uil scuola e delle altre Organizzazioni sindacali di sospendere le disposizioni inviate nelle scorse settimane al Consolato di Stoccarda, in merito al numero degli alunni nei corsi di lingua italiana. Nel documento diramato lo scorso 25 marzo, infatti, si disponeva la costituzione di corsi "necessariamente pluriclassi, che comprendano, al momento delle iscrizioni un numero di almeno 15-20 alunni, corsi con un numero inferiore di utenti non dovranno essere più costituiti". Della questione si sono interessati anche i senatori Costa, Nessa, Gallo e Morra, tutti del Pdl, che lo scorso 14 maggio hanno presentato una interrogazione al Presidente del Consiglio e al Ministro degli Esteri in cui prima si sottolinea che "dal punto di vista didattico la creazione delle pluriclassi è da considerare una situazione eccezionale, difficilmente gestibile, suscettibile di condizionare negativamente il conseguimento di buoni risultati" e poi si chiede di "consentire che si formino pluriclassi con non più di 12 alunni".
Ai sindacati di categoria, agli Enti Gestori, ai Presidenti e ai membri dei Comites e ai Consiglieri del CGIE è giunta nei giorni scorsi una comunicazione del console di Stoccarda, Faiti Salvadori, in cui si precisa che "sulla base delle nuove istruzioni ricevute dal neo Direttore generale della DGIT, Ministro Zuppetti, sono modificate le precedenti disposizioni impartite all'Ufficio scolastico e si ribadisce quanto sostenuto dal sindacato, e cioè il rispetto dei limiti minimi per i corsi di lingua e cultura italiana previsti dalle disposizioni legislative in vigore".
Responsabile del Dipartimento Estero della Uil Scuola, Angelo Luongo commenta: "in attesa che il nuovo Parlamento realizzi finalmente una riforma complessiva della legge 153 e della attuale organizzazione dei corsi di lingua italiana, che, come da anni sostiene la Uil scuola, dovrà ribadire la centralità dell'intervento scolastico statale, all'interno di un percorso di razionalizzazione e di ammodernamento di queste iniziative scolastiche, concordiamo certamente con l'impegno del Consolato e della intera rete scolastica italiana in Germania di proseguire la riflessione sulla necessità di riorientare le attività linguistico-culturali in Germania, mediante il graduale inserimento degli interventi nel contesto scolastico tedesco, incrementando il numero degli interventi, il miglioramento significativo della loro qualità e l'efficienza dei corsi di italiano".
"Siamo d'accordo - prosegue Luongo - anche sul fatto che essa sarà possibile, soltanto a condizione che sia condotta nei prossimi mesi una analisi sempre più approfondita della situazione di tutta la rete scolastica all'estero per individuare i margini di miglioramento degli interventi in corso, sia in Germania che nelle altre realtà estere". (aise)
"IMPEGNAMOCI INSIEME CON LEALTÀ PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO"
RICCI (PD LIMA) AL PRESIDENTE DEL PDL DEL PERÙ GAFFORIO
(26/05/08) LIMA\ aise\ - "Appellandomi al senso di responsabilità e alla considerazione che il nostro comune obiettivo è l'attuazione dei diritti degli italiani nel mondo, che non hanno colorazione politica ma che dovrebbero essere punto di incontro di tutti gli italiani, prendo l'iniziativa per proporre ad Alessandro Gafforio, (presidente del Popolo della Libertà del Perù-ndr.) e a tutto il PdL di impegnarci insieme per le priorità di noi italiani all''estero con trasparenza e lealtà". Questo oggi l'appello di Massimo Ricci, coordinatore del circolo italiano del PD di Lima "Falcone-Borsellino".
Secondo Ricci si dovrebbe iniziare "dal grave problema dell'assistenza sanitaria" "portando la nostra proposta fino agli organi dirigenti dei nostri rispettivi partiti per sensibilizzarli ai problemi ed alla loro realizzazione". "Per quanto riguarda il nostro partito", prosegue Ricci, "ci appelliamo all''on. Fassino, ministro degli Esteri del governo ombra con delega agli italiani nel mondo". "Per la sua parte politica", aggiunge infine il coordinatore del circolo "Falcone-Borsellino", ci appelliamo "al ministro degli Affari Esteri Frattini affinchè vengano dal ministero stesso le proposte per una risoluzione immediata di questi problemi". (aise)
CHIAIANO SI RIBELLA E IL MINISTRO MARONI INTERVIENE ED ESORTA LA POPOLAZIONE ALLA CALMA E ALLA RIFLE
Il Ministro dell’Interno, Roberto Maroni ha rivolto un appello ai cittadini di Chiaiano, il quartiere di Napoli insorto stasera contro la trasformazione di una cava in discarica per i rifiuti, invitandoli alla calma ed alla responsabilità. "Era prevedibile una reazione di questo tipo, la capisco, ma è interesse di tutti porre fine a questa vera e propria tragedia nazionale”, ha detto Maroni.
Migliaia di cittadini sono scesi in strada ed in centinaia hanno attuato due blocchi stradali quando si è appreso che il quartiere è tra i dieci siti elencati nel decreto del Governo come possibili sedi di discariche per avviare a soluzione l’emergenza rifiuti. Fonti sul posto riferiscono che i manifestanti hanno lanciato sassi contro gli agenti che hanno risposto con lacrimogeni e cariche di alleggerimento. Sette persone sono state fermate e condotte in questura, altre sono rimaste ferite, in modo non grave. Un autobus è stato posto di traverso sulla carreggiata e dato alla fiamme. Un agente con un estintore ha spento il rogo.
Centinaia tra poliziotti, carabinieri e militari delle Fiamme gialle erano giunti nel quartiere per evitare il blocco delle vie d'accesso dopo che nella scorsa settimana si erano avute dimostrazioni contro l’allestimento di una discarica . Un intervento preventivo, quello delle forze dell'ordine, che ha trovato l’opposizione della gente irritata dalle ultime notizie tv sul contenuto del decreto legislativo sulla spazzatura in Campania.
Le forze dell'ordine, in un clima di crescente tensione, hanno provato a far indietreggiare i dimostranti fra i quali anche da donne e ragazzi. Per alcuni minuti la situazione è stata caotica: urla, parolacce, invettive,minacce. Alcune persone si sono allontanate dal luogo degli scontri con il viso insanguinato, uno è stato colto da malore e soccorso dai familiari.
Nel suo appello il ministro Maroni ha ammonito che non ci sono alternative alle discariche per superare l'attuale fase di emergenza rifiuti. "Era prevedibile - ha affermato il ministro, riferendosi agli incidenti - una reazione di questo genere, ma mi pare che nel provvedimento abbiamo preso una decisione saggia: riaprire una discarica in ogni provincia. E' chiaro che non fa piacere una discarica sul proprio territorio ma è un principio di democrazia, di equità che i rifiuti vengano gestiti nel territorio in cui sono prodotti".
"Abbiamo in programma di realizzare dei termovalorizzatori - ha detto ancora Maroni - e ci vuole un po' di tempo, un anno e mezzo-due anni. Nel frattempo, è assolutamente indispensabile spostare i rifiuti e metterli nelle zone che noi abbiamo individuato. Non possiamo tentennare, anche questo è un problema di legalità. Dobbiamo garantire il diritto ai cittadini di vivere senza i rifiuti sotto casa".
Maroni ha assicurato che non ci sarà alcuna militarizzazione del territorio. "Sono convinto - ha detto - che l'ordine pubblico possa e debba continuare ad essere gestito dalle forze di polizia che fanno egregiamente questo lavoro. Credo sia sbagliato militarizzare: daremmo l'impressione di essere in uno stato di assedio. I militari - ha proseguito - verranno utilizzati per presidiare i siti, per evitare intrusioni o danneggiamenti. Le forze di polizia faranno quello per cui sono preposte e cioé il controllo e la gestione dell'ordine pubblico, come hanno fatto in questi mesi e come stanno facendo egregiamente".
Subito dopo il sindaco di Marano, Salvatore Perrotta, sceso in piazza con i suoi cittadini contro l'apertura della discarica di Chiaiano, confinante con il suo comune ha rivolto un appello al Capo dello Stato ed al Papa. "Ci sono state scene da guerra civile e c’è la frustrazione di un'intera popolazione piegata con forza allo stupro del territorio".
Un consigliere della municipalità di Chiaiano ha dichiarato che "le forze dell'ordine hanno caricato senza risparmiare nessuno, neanche i bambini".
Fonti della questura riferiscono che 7 dimostranti sono stati fermati e che un carabiniere è rimasto ferito e 4 poliziotti contusi, 4 anche i dimostranti lievemente feriti.
La questura ha smentito che siano stati lanciati lacrimogeni e l'utilizzo di manganelli.
Carmine RAGUCCI
COPERTINA: 23/05/08
giornale indipendente di notizie e cultura - 23/05/08 | ||
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| AISE È morto Fabio Claudio De Nardis ambasciatore italiano a Lima | |
Alla sua famiglia è giunto il cordoglio del Ministro degli Affari Esteri Franco Frattini. | Marcello Mastroianni "La fontana di Trevi" | |
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Gino Amoretti: | ||
| notizie | articoli | Radio Italia |
* Roma: Senatore Franco Danieli: "Il governo Berlusconi dimentica gli italiani all'estero" * Madrid: L'Italia condanna la invasione di campo spagnola * Somalia: Rapiti due italiani. "Stanno bene, stabilito un contatto" * Perù: Polemica. Lettera aperta di Alessandro Gafforio a Massimo Ricci * Perù: Polemica. Lettera aperta di Massimo Ricci a Alessandro Gafforio | * Massimo Seracini: La Calabria criminalizzata dalla BBC * Emanuela Medoro: Elezioni USA. La politica estera di John McCain * Goffredo Palmerini: Gentili, il Charlie Chaplin della scultura * Pietro Iovenitti: | conduce: Angelo Música italiana, concursos y alegría Lun a Vie 10pm Domingos 4pm Radio Miraflores (96.1 FM) viernes |
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SEMBLANZA DEL EMBAJADOR DE NARDIS
di Gino Amoretti*
Para toda la comunidad italo-peruana fue una triste noticia la desaparición del embajador Fabio Claudio De Nardis acaecida en Roma el pasado domingo 18 de mayo.
Las muestras de hondo pesar por su partida no se hicieron esperar. En uno de los ambientes de la embajada se instaló un libro de condolencias en el cual distintas personalidades de diversas instituciones escribieron sus pesares en medio de los arreglos florales y frente a la fotografía del rostro sereno del embajador que recibía a los visitantes.
Y pensar que hace apenas unos meses se vivía una atmósfera totalmente distinta, allí mismo en la antigua calle Gregorio Escobedo, hoy llamada Giuseppe Garibaldi gracias a las gestiones del embajador De Nardis, cuando en enero del presente año pudo realizar dicha iniciativa que él mismo dio a conocer durante la Festa della Repubblica del 2007 en el Circolo Sportivo Italiano.
El embajador De Nardis nació en Roma en 1949, se graduó en Jurisprudencia y entró a la carrera diplomática en 1975. Entre los cargos que desempeñó durante su carrera, luego de haber sido asignado a la Dirección General de Relaciones Económicas, en 1978 viaja a Kuwait, y de 1980 a 1985 se desempeña en la Representación Permanente de Italia en la CEE en Bruselas. En Roma, en 1988, se desempeñó como Jefe de Secretaría de la Dirección General de Cooperación para el Desarrollo. En 1991 se desempeña como Cónsul General de Sydney y en 1995 como Primer Consejero en Paris. En 1999 De Nardis nuevamente regresa a Roma para prestar servicio en la Dirección General de Relaciones Económicas y seguidamente en la Dirección General para la Integración Europea. En el 2000 es nominado Consejero para las Relaciones Internacionales del Ministro de Bienes y Actividades Culturales y en el 2002 es nombrado Ministro Plenipotenciario. Desde enero del 2006 se desempeñó como embajador de Italia en el Perú.
Descanse en paz embajador De Nardis.
* Direttore Responsabile
Il Messaggero Italo-Peruviano
IL SENATORE DANIELI: "IL GOVERNO BERLUSCONI HA DIMENTICATO GLI ITALIANI ALL'ESTERO"
(23/05/08) ROMA\ aise\ - Gente d'Italia, il quotidiano delle Americhe edito a Miami e diretto da Mimmo Porpiglia, ha intervistato il senatore Franco Danieli. Si tratta delle prime dichiarazioni rilasciate dall'ex vice ministro agli Affari esteri con delega per gli italiani nel mondo, dopo le elezioni. Ne riportiamo di seguito testo integrale.
"D. Senatore Danieli, questa è la prima intervista che rilascia dopo le elezioni, perché non è intervenuto prima?
R. Ho voluto avere i dati definitivi sul voto comprese le preferenze espresse e attendere la formazione del nuovo governo per poter esprimere un giudizio compiuto; le analisi "a caldo", come da più parti sono state fatte, rispondevano in gran parte a logiche di posizionamento o di marketing politico.
D. E quale è il suo giudizio?
R. Partiamo dal voto: possiamo dire che vi è stata una sostanziale conferma del dato di partecipazione del 2006 e questo è sicuramente un elemento positivo, come positivi sono stati anche i correttivi di "buon senso" introdotti nel decreto elettorale che hanno migliorato le modalità di svolgimento della consultazione e dello scrutinio.
D. E i risultati ?
R. Certificano un bipolarismo politico che si era già manifestato in passato e che testimonia l'attenzione con cui i nostri connazionali seguono la vita politica italiana. Il Partito Democratico ottiene un risultato a "macchia di leopardo": in Europa il radicamento dei nostri candidati ha ottenuto il successo sperato, nelle altre ripartizioni sono stati commessi gravi errori che hanno portato a regalare due senatori ad altre formazioni. Questo è un dato su cui riflettere per evitare che si ripeta in futuro. Ho constatato che purtroppo in qualcuno, più che pensare al risultato del Partito Democratico nel suo complesso, sono prevalse vecchie logiche di appartenenza che considero deleterie e contrarie allo spirito fondativo del Partito stesso, che nasce dalla riunione di più soggetti e che deve garantire il pluralismo ideale originale e soprattutto deve essere pienamente democratico. Il Pdl ha ottenuto un risultato lontano da quello sperato, nonostante la riunificazione delle liste del 2006 e l'ingente quantità di denaro speso.
D. Ma anche in questa tornata elettorale non sono mancate polemiche sul voto all'estero.
R. E sempre ve ne saranno se non si modifica la legge Tremaglia. È evidente che il voto per corrispondenza, come ho ripetuto mille volte, comporta inevitabilmente dei rischi. La gestione del plico è rimessa esclusivamente al senso civico di ognuno degli elettori. Ma l'elemento più grave è quanto è stato denunciato da più parti, anche dal Presidente Fancelli, e che riguarda presunti brogli effettuati in grande stile. Mi auguro che la magistratura faccia rapidamente chiarezza, anche se la sua attività è complicata dalla necessità di rogatorie all'estero. L'altro fenomeno è quello di cittadini italiani che si iscrivono all'Aire solo pochi giorni prima del voto per potersi candidare, un tentativo di aggiramento della legge. Vi sono stati poi alcuni casi di coinvolgimento di organismi istituzionali, come il Comites di Miami che ha fatto sul suo bollettino propaganda elettorale per un candidato del Pdl e ciò è inaccettabile e contrario alle norme. Ma forse è arrivato anche il momento di una riflessione più di fondo sul sistema normativo, considerando che oggi solo il 27% dei cittadini residenti all'estero è nato in Italia, che quasi tutti hanno la doppia cittadinanza, che le richieste di ricostruzione jure sanguinis ammontano ad oltre un milione e che potrebbero crescere a dismisura ed infine che l'elezione dell'ex ambasciatore della Repubblica Argentina, Caselli, ci deve porre qualche interrogativo relativamente alle potenziali interferenze sul Parlamento e sul Governo nazionale da parte di altri Stati. Sono riflessioni che lascio sul tavolo, ma che considero ineludibili in un processo riformatore che deve svolgersi in questa legislatura.
D. E sul Governo qual è il suo giudizio?
R. I primi passi mossi dal governo Berlusconi hanno messo in evidenza una totale disattenzione per la questione degli italiani del mondo. Negli ultimi due anni l'attuale maggioranza ha sbandierato che un Vice Ministro era troppo poco per gli italiani nel mondo e adesso i nostri connazionali all'estero dovranno accontentarsi di un Sottosegretario che avrà la delega in condominio con molte altre. Ciononostante confido nella serietà e competenza del Sottosegretario Mantica, che incontrerò la prossima settimana ed al quale formulo naturalmente i migliori auguri di buon lavoro.
D. Quali sono le priorità per gli italiani nel mondo?
R. Le questioni prioritarie sono le stesse su cui si era avviato un importante processo riformatore nella precedente legislatura e che mi auguro possa riprendere rapidamente in questa. Dalla riforma della legge 153 a quella della rappresentanza, dalla ammodernamento della rete consolare alla estensione della assistenza diretta, dalla modifica della legge sulla cittadinanza a quella degli Istituti di Cultura. Anche se con un solo anno e mezzo di lavoro, posso affermare che molte attività sono state realizzate partendo dal recupero di importanti risorse finanziarie. Voglio ancora aggiungere che gli ultimi atti della mia gestione sono stati quelli della erogazione di un contributo di solidarietà, in forma automatica, ad alcune migliaia di connazionali indigenti e la firma di una convenzione con l'Istituto Luce per la messa on line sul sito del Ministero degli Affari Esteri dei materiali visivi e sonori riguardanti l'emigrazione italiana. Tra le priorità ricordo che nel 2008 dovranno essere utilizzate le risorse finanziare per la realizzazione della I Conferenza dei giovani italiani e di origine italiana nel mondo e per l'avvio del Museo dell'Emigrazione italiana, in particolare su questi due punti solleciterò il sottosegretario Mantica.
D. Lei continuerà a con l'impegno politico?
R. Mi permetta di dire che questa è una domanda superflua e un po' provocatoria. Io mi occupo di italiani all'estero da quando. sono nato e non per guadagnare uno stipendio. Il mio interesse per questo universo è parte fondamentale della mia vita. Continuerò nel Partito Democratico a svolgere questa attività.
D. A proposito di Partito Democratico in questi giorni tiene banco la discussione sullo statuto.
R. Esatto. La discussione sullo statuto della Circoscrizione Estero è urgente per superare una fase di incertezza politico-organizzativa. C'è una domanda unanime che arriva da tutte le realtà della circoscrizione ed è per questo che dobbiamo dotarci di una politica e di strumenti innovativi, coinvolgendo il maggior numero di persone e rilanciando il rapporto tra le singole realtà, i parlamentari e il coordinamento nazionale.
D. In che modo si lavorerà per raggiungere gli obiettivi?
R. Utilizzeremo tutti gli strumenti di coinvolgimento già positivamente sperimentati a partire dalle Primarie per garantire la massima democraticità sia per la scelta dei gruppi dirigenti sia per le candidature". (aise)
TRIBUNA ITALIANA: PARTE A BUENOS AIRES IL PROGETTO PILOTA SULL'ASSEGNO DI SOLIDARIETÀ
(23/05/08) BUENOS AIRES\ aise\ - Nella seduta del Comites di Buenos Aires di lunedì scorso, 19 maggio, la vice console Elena Clementi ha confermato che a giorni partirà un progetto pilota sull'assegno di solidarietà che interesserà un gruppo di connazionali indigenti residenti nei Paesi dell'America Latina. A darne notizia è la Tribuna italiana, settimanale diretto a Buenos Aires da Marco Basti.
In questa prima fase sperimentale, ha spiegato la viceconsole, il progetto prevede l'erogazione di una somma di 800 euro ad un gruppo di connazionali che vivono in condizioni di indigenza, che hanno superato i 65 anni di età e che sono nati in Italia. L'elenco dei beneficiari che ha il Consolato generale d'Italia a Buenos Aires, per i connazionali residenti nella circoscrizione, è di 1368 persone.
La viceconsole, da poco è giunta a Buenos Aires, ha spiegato che l'elenco dei beneficiari è stato elaborato in base alle persone che si sono presentate o sono state segnalate a suo tempo all'ufficio Assistenza del Consolato e che gli assistenti sociali del Consolato, hanno controllato tutte le richieste, per assicurare che il beneficio fosse assegnato a persone che veramente ne hanno bisogno.
Le persone che riceveranno l'assegno di solidarietà, riceveranno nei prossimi giorni una lettera con un modulo di richiesta che dovranno compilare e restituire alla sede consolare. Una volta che avrà ricevuto il modulo il Consolato erogherà l'assegno rispettivo.
Dopo questa prima fase, si legge ancora sulla Tribuna, verranno verificati i risultati del progetto che, in caso positivo, potrà essere ripetuto negli anni successivi ed eventualmente esteso ad altri beneficiari.
Intanto, precisano dalla Tribuna Italiana, continua ad essere disponibile l'assistenza diretta, cioè il sussidio che i Consolati sono in grado di dare ai connazionali bisognosi, disponendo di un fondo ad hoc il cui ammontare varia di anno in anno. (aise)
COMUNICATO DEL PARTITO DEMOCRATICO SEZIONE "FALCONE-BORSELLINO"
Come abbiamo ribadito nella lettera aperta al ministro Frattini che riconosceremo tutte le cose buone senza pregiudizi che questo governo fará per gli Italiani all'estero, fino ad ora peró solo FUMO come in campagna elettorale;
Ricordiamo che gli italiani residenti all'estero hanno problemi molto grandi tra cui: invalidi, dializzati, altro che assistenzialismo, ci sono reali problemi di assistenza medica, vorremmo sapere ad esempio cosa dovrebbe fare un dializzato residente in Perú che non puó lavorare, se l'assistenza sanitaria é a pagamento chi gli pagherá la dialisi?
Nell'attesa Carissimo Signor Gafforio che il suo messia metta le sue mani sui diritti degli italiani del mondo e li moltiplicherá... che sará di noi?
Massimo Ricci
Coordinatore
CONCLUSA A POTENZA LA CONFERENZA TRIENNALE DEI LUCANI NEL MONDO: APPROVATO IL PIANO ANNUALE 2008
(23/05/08) POTENZA\ aise\ - "A conclusione della Conferenza Triennale dei Lucani nel Mondo desidero ringraziare, a nome dei duecento delegati che hanno partecipato in questi giorni all'incontro di Melfi e Potenza, le istituzioni, le parti sociali, le associazioni culturali che hanno voluto sostenere con la grande partecipazione l'iniziativa della Commissione dei Lucani all'Estero". Così si è espresso il presidente della Commissione regionale dei lucani all'estero, Pietro Simonetti.
"Sono stati tre giorni di ricerca, confronto e messa a punto di programmi che certamente influiranno sulla vita delle due Basilicate", ha aggiunto Simonetti. "L'inaugurazione del monumento dedicato ai lucani nel mondo è stato il sigillo di tutta una serie di eventi assolutamente non virtuali. La Conferenza - ha riferito Simonetti - ha approvato il Piano annuale 2008 ricco di progetti e, soprattutto, ha costituito, in modo permanente, il forum dei giovani, le cui modalità organizzative, del tutto sperimentali, saranno definite nelle prossime settimane mediante la proposta di modifica della legge 16 del 92".
"I giovani che hanno partecipato al forum", ha poi precisato il presidente, "hanno presentato la loro carta programmatica che sarà il punto di riferimento di ogni iniziativa futura per dare continuità al lavoro già fatto e alla realizzazione degli interventi definiti nella Conferenza".
Infine, una promessa: "Lavoreremo insieme con tutto il Consiglio regionale, agli enti locali e alle parti sociali affinché quanto deciso dalla Conferenza si trasformi in atti concreti per le misure riservate ai lucani all'estero, a partire dai giovani, per la entrata in funzione del Centro di documentazione Nino Calice e per la costituzione degli sportelli di Basilicata all'estero". (aise)
CHIOCCHETTI (PD) SULLA NOMINA DI NARDUCCI A VICE PRESIDENTE COMMISSIONI ESTERI
"LA SUA INTERCULTURALITÀ PREZIOSA PER LE ISTITUZIONI E PER IL PAESE "
(23/05/08) ROMA\ aise\ - "Nella giornata di ieri sono state completate le caselle relative alla composizione delle Commissioni in entrambi i rami del nostro Parlamento e sono particolarmente contento che la vice presidenza della Commissione Affari Esteri alla Camera sia andata ad un eletto all'estero e cioè al parlamentare democratico Franco Narducci". È quanto afferma Maurizio Chiocchetti, responsabile per il PD degli Italiani nel Mondo, per il quale si tratta di una scelta che, oltre a testimoniare "la serietà e competenza che hanno sempre contraddistinto il lavoro di Franco Narducci nei vari incarichi che ha ricoperto in passato, rappresenta anche un chiaro riconoscimento del valore aggiunto che gli italiani all'estero possono rappresentare per la politica italiana".
"Gli eletti all'estero", continua Chiocchetti, "oltre che a rappresentare le nostre comunità nel mondo, sono anche portatori di una visuale più ampia e sono quindi spontaneamente più inclini ad effettuare continui confronti con quanto avviene politicamente e socialmente negli altri Paesi".
Il responsabile del PD rivolge, dunque, a Franco Narducci i suoi "più sentiti auguri di buon lavoro, convinto che sarà proprio la sua interculturalità a qualificare il suo impegno e lavoro nell'importante incarico che gli è stato affidato". (aise)
FRANCESCA ALDERISI IN ARGENTINA. I CONNAZIONALI: "SEI IL NOSTRO MINISTRO SENZA PORTAFOGLIO!"
"Rai International è stata e resta la mia famiglia. Un pezzo del mio cuore è rimasto in quello studio". "Sto facendo tutto questo per ringraziare e conoscere personalmente chi per anni mi ha seguito in televisione". "Ora voglio tornare in televisione, ma chissà, la politica potrebbe essere in futuro l’evoluzione del percorso".
di Ricky Filosa
Francesca Alderisi, l’affascinante e intelligente conduttrice televisiva che per anni ha fatto compagnia, con il suo programma Sportello Italia, a milioni di spettatori italiani – e non solo – in tutto il mondo, informandoli e facendo loro conoscere le bellezze del nostro Paese, mettendoli in contatto fra di loro, aiutandoli a capire – con l’aiuto di tecnici esperti – quali sono i modi per poter restare a galla nel mare della burocrazia che spesso riguarda gli italiani all’estero, è partita un paio di settimane fa per l’Argentina, dove si trova ancora adesso.
Dopo essere stata a Buenos Aires, ora è a Mar de Plata, dove noi l’abbiamo raggiunta telefonicamente.
Cara Francesca, come va lì in Argentina?
Qua sto vivendo una esperienza incredibile, anzi, di più. Pensavo mi avessero dimenticata, e invece sono popolarissima. Tutti mi chiedono quando tornerò in televisione, tutti si lamentano di Rai International e del suo palinsesto. Qui c’è stata una vera e propria apoteosi: tantissimi gli italiani che ho incontrato e che hanno partecipato agli incontri.
Hai lasciato Buenos Aires da un paio di giorni. Sei a Mar de Plata adesso. Cosa ti aspetta?
A Buenos Aires c’è stato un vero e proprio bagno di folla. Ho partecipato a diverse riunioni e mini-conferenze con gli italiani di qui, parlando anche di cose profonde e importanti, come l’importanza della lingua e della cultura italiana, per esempio. Poi di solito il microfono passa a loro, ai connazionali, che cominciano a farmi domande. Molti mi chiedono come vedo la loro comunità, se per esempio è diversa da quelle che ho già incontrato in altre parti del mondo… Insomma, un bel clima, tanta energia, tanto calore, tanta voglia di partecipare.
Sei soddisfatta, finora, di questo viaggio?
Sono molto soddisfatta, molto più di quanto mi aspettassi. Mi sono resa conto da vicino, inoltre, che il pubblico vuole un segnale forte di cambiamento, per quanto riguarda Rai International. Bisogna fare i programmi che chiedono i nostri connazionali. Da qui sto guardando Rai International, e devo dire che la programmazione non corrisponde affatto a ciò che il pubblico realmente vuole.

Dicci una cosa: perché stai facendo tutto questo?
Questo lo racconto anche a chi mi incontra. Mi è stato negato il diritto di poter salutare per l’ultima volta il mio pubblico, prima di lasciare Sportello Italia. La censura non mi è mai piaciuta, è qualcosa di molto grave. Andare quindi a trovare, conoscere e ringraziare i miei telespettatori nei paesi in cui risiedono e dai quali mi hanno seguito per anni, mi sembrava il minimo. E poi perché ho deciso di vivere questo momento in modo positivo, quindi approfittare e girare un po’ il mondo, a mie spese naturalmente. Dopo Canada, Stati Uniti e Australia, l’Argentina non poteva mancare.
Quando spiego queste cose, gli italiani sono molto contenti, direi che si sentono gratificati. Molti mi spiegano che nessuno fa quello che sto facendo io: molti dei politici locali, si presentano agli incontri, parlano trenta minuti, e poi se ne vanno. Nessuno ascolta i connazionali per davvero, due, tre, anche quattro ore, come mi è capitato di fare in questi giorni, più volte. Per me questa è una esperienza che mi arricchisce a livello non solo professionale, ma soprattutto umano. Molti mi dicono “sei l’unica che si occupa di noi!”, altri mi hanno definito il loro ministro senza portafoglio. Altri ancora mi chiedono cosa possono fare per farmi tornare a Rai International, alcuni di loro vogliono organizzare delle raccolte di firme in questo senso. Io però cerco di calmarli e di sedare iniziative di questo genere. Questo perché voglio tornare in televisione per i miei meriti, e basta.
Come vedi il tuo futuro prossimo? Pensi di tornare a Rai International?
Rai International è stata e resta la mia famiglia. Un pezzo del mio cuore è rimasto in quello studio. Non sono stati 7 anni per portare a casa uno stipendio. Ho creduto nel progetto editoriale e nel direttore Magliaro che mi ha fatto lavorare sempre in grande libertà creativa. Il mio futuro è in televisione, occupandomi di italiani all’estero, se ci sarà la possibilità di valorizzare le mie competenze, con il direttore Badaloni o chi per lui, o magari in un’altra televisione per gli italiani nel mondo, se prima o poi qualcuno vorrà farci questo regalo.
Ma Francesca Alderisi ha mai pensato di fare politica? La gente si fida di te, e questo in politica è tutto.
Qui me lo chiedono tutti, soprattutto perché vedono la reazione della gente. C’era più di un politico presente e mi ha detto che io sarei stata un ottimo onorevole. In effetti, più vado avanti e più penso di avere più competenze io rispetto ad altri personaggi politici: se non altro, più empatia con la gente. Ora voglio tornare in televisione, ma chissà, la politica potrebbe essere in futuro l’evoluzione del percorso.
Una volta rientrata in Italia, che farai?
Continuerò a lavorare al mio blog. Poi sto comunque valutando e buttando giù un paio di idee televisive, perché appena ho la possibilità di avere un contatto, cosa che ormai è nell’aria, voglio presentarmi con un programma che sia l’evoluzione del progetto che ho lasciato ed altri hanno distrutto. Ricostruire quindi un programma tutto nuovo, anche in base alla mia esperienza, che nel frattempo è certamente cresciuta.
Ricky Filosa – Gente d’Italia/Italia chiama Italia
GIUSEPPE GENTILI, IL CHARLIE CHAPLIN DELLA SCULTURA
Dal 17 maggio al 15 giugno l’artista marchigiano espone sculture e dipinti a Teramo, Sala C. Gambacorta
di Goffredo Palmerini *
TERAMO – Arrivo con largo anticipo sul luogo dell’esposizione. La sede centrale della Banca di Teramo già esternamente predispone all’arte, segno d’una consuetudine praticata con regolarità. Ammiro, nel giardino antistante il palazzo, imponenti sculture bronzee collocate all’aperto, in via permanente. Sono di Venanzo Crocetti, scultore insigne, nato nel 1913 a Giulianova e qui a Teramo scomparso nel 2003. Sapienza artistica di questa terra, una delle figure più rilevanti della scultura abruzzese del Novecento, unitamente a Mario Ceroli, ai fratelli Andrea e Pietro Cascella, soprattutto Pietro scomparso solo qualche giorno fa a Pietrasanta, in Toscana. L’insegnamento di Crocetti nelle Accademie di Belle Arti di Venezia e Firenze, dove tenne la cattedra di scultura, marcò un’impronta significativa. Ma sono anzitutto le sue opere d’arte a segnalare in Italia e nel mondo la scultura abruzzese, in molte collezioni pubbliche e private - finanche in una sala dell’Hermitage, a San Pietroburgo - come alla basilica di San Pietro, a Roma, dove Crocetti realizzò una delle porte bronzee, poi inaugurata nel 1966 da papa Paolo VI.
Questo dunque il contesto della Mostra dell’artista marchigiano Giuseppe Gentili, promossa dalla Banca di Teramo, dalla Fondazione Museo “Venanzo Crocetti” e dall’Impresa A. Cargini. Curata magistralmente da Gabriele Simongini, è stata allestita in modo assai consono da Fabrizio Sclocchini nell’ampia sala “Carino Gambacorta” dell’istituto di credito tramano, dove con ricorrente frequenza vengono ospitate rassegne espositive di valenti maestri dell’arte contemporanea e d’artisti di promettente avvenire. E’ una prassi della Banca e del suo presidente, on. Antonio Tancredi, che declina da anni una passione profonda per l’arte, con una consolidata competenza e con scelte raffinate. Accanto all’ingresso che porta alla Sala d’esposizione è installata la scultura in ferro-bronzo-rame “Terrorismo”, oltre due metri di icastica drammaticità, opera che Giuseppe Gentili ha realizzato nel 2004. Colpisce per il messaggio simbolico, immediato e leggibile attraverso i tormenti della fusione, per il carico distruttivo e lacerante su uomini e cose che richiama. E’ una delle sculture esposte nella mostra tenuta lo scorso aprile a Roma, curata da Aldo Forbice, nella sede dell’Unicef Italia: un grande successo. E’ la cifra di Giuseppe Gentili, affermato e sensibile artista, pittore e soprattutto scultore. La scultura di Gentili è una denuncia netta, arte dai contenuti etici, “un pugno nello stomaco” dirà poi il critico Gabriele Simongini al vernissage della mostra. E’ davvero così, un richiamo in sequenza, emergente da ogni scultura, da ogni volto fuso nel bronzo con l’istantaneo fermo immagine d’un dramma, d’una sofferenza, d’una emozione. Talvolta il dolore e le angosce sono espresse al plurale, come nei bronzetti titolati “Funghi umani”, dove tre o quattro volti stravolti, con il collo stirato in alto come d’affogati in cerca d’aria, ciascuno sembra gridare l’urlo lancinante della propria vicenda umana. Ho parlato a lungo con l’artista, prima che si aprisse la mostra al folto pubblico poi intervenuto. Una persona d’una semplicità e d’una autenticità singolari, come i valori che esprime nella sua arte. Proprio vero che l’essenza cammina a braccetto con l’umiltà, l’apparenza non la conosce.
Notevole la presentazione e l’apparato critico a cura di Gabriele Simongini nello splendido catalogo realizzato per l’evento. “La bellezza sarà convulsa o non sarà”, diceva Francis Bacon. Questo dunque il viatico della nota critica di Simongini, che parte da una citazione del filosofo francese, Paul Virilio “… Un artista deve guardarsi dalla celebrità, deve restare anonimo e solitario. (…) L’arte reale – non quella virtuale dei mercati – ha bisogno di riappropriarsi dell’anonimato e della povertà…”. Sembra proprio il caso di Gentili, secondo le annotazioni di Simongini, così estraneo “… all’odierno sistema dell’arte contemporanea, mondano, luccicante, superficiale, tutto business e niente sostanza, esemplarmente rappresentato dal teschio tempestato di diamanti di Damien Hirst o dall’Hanging Heart di Jeff Koons che ha battuto ogni record di aggiudicazione…”. E ancora: “… Gentili ha finora scelto una sorta di ascetica e feconda auto-emarginazione da cui è sorprendentemente nata una scultura inquieta, lacerata, ma soprattutto profondamente umana. Una scultura fatta di ferro e di fuoco, che esprime crudamente la spietatezza, l’egoismo, l’ipocrisia e la violenza di un mondo costantemente messo – per l’appunto – a ferro e fuoco da vecchi e nuovi barbari, non solo con guerre ed eccidi ma anche con quell’indifferenza che continuamente annichilisce i deboli, gli indifesi, i poveri. E’, questa, una ricerca plastica che nasce (…) da un forte impegno morale, da un’insopprimibile necessità interiore, volta alla denuncia, all’urlo, alla comunione spirituale con gli emarginati e i meno fortunati… ” Si diceva del valore etico dell’arte di Gentili. E infatti Simongini afferma: ” …Solo un artista dalla sensibilità estrema quale è Gentili può vivere sulla propria pelle, come se lo toccassero direttamente, tutte le guerre, i fanatismi e le stragi del mondo. E per lui l’atto creativo nasce proprio da un primario processo di auto-identificazione nelle vittime e nella loro sofferenza che possiede una sconvolgente autenticità, oggi inconcepibile in un sistema dell’arte sempre più levigato e modaiolo. (…) Alle spalle di tutto questo, oltre alla forza visionaria, “eretica” ed anticonformista tipica di molti artisti marchigiani (da Scipione a Bartolini, da Licini a De Dominicis, dal primo Fazzini a Trebbiani) e conterranei di Gentili, ci sono la scultura di Daumier, di Giacometti e poi la lezione espressionista e quindi informale, tanto che il Nostro riesce nell’impresa di realizzare una personale sintesi di queste due temperie con un linguaggio strettamente legato alle inquietudini, alla cattiva coscienza della nostra epoca ed alla consapevolezza della liquida dissoluzione di ogni valore etico ed umano.”
Non stupisca, dunque, se un’arte di tal fatta, intensa e schietta, capace di parlare a tutti e di volare alto rifiutando ogni snobismo, ha portato a far definire l’artista “il Charlie Chaplin della scultura”. Gentili, che personalmente incontrò Chaplin nel 1971, ha dedicato a “Charlot” una mostra e diverse opere. Quasi un’affinità elettiva, se il celebre attore volle acquistare due opere dello scultore(Il suonatore di tromba e il Direttore d’orchesta) per collocarle nella sua villa di Vevey, in Svizzera. Pochi mesi dopo Gentili collocherà un’altra sua grande scultura, Don Chisciotte, nel parco della villa di Pablo Picasso, a Mougins, mentre Federico Fellini nel ’72 ebbe un’opera di Gentili direttamente in dono dall’artista. Giuseppe Gentili è nato nel 1942 a Pollenza, ha fatto gli studi artistici diplomandosi “maestro d’arte” a Macerata, vive e lavora a Camerino. A 24 anni la sua prima mostra personale. La sua produzione si concentra su opere in ferro, pannelli in bassorilievo, sbalzi di rame, bronzetti ed opere di grandi dimensioni, spesso divenute monumenti collocati in parchi pubblici. Molte le esposizioni in Italia - tra cui la VII Biennale d’arte sacra a Bologna e nel 1987 una personale al Festival dei due Mondi di Spoleto - e all’estero, dove si segnalano particolarmente due eventi espositivi: a Montreal, in Canada, ed a Nizza, al Gran Premio New York, in cui vince la Targa d’oro “Statue de la Liberté” per la sezione Scultura. Le opere di Gentili sono contrassegnate dall’impegno civile, per la tutela dell’ambiente e per la lotta contro ogni tipo di violenza. Particolarmente drammatica la serie di lavori ispirati ad episodi biblici, al volto di Cristo, alla guerra, a Don Chisciotte. Le sculture ed una decina di dipinti in tecnica mista, “Bianco” e “Bianco su bianco”, rimarranno in mostra a Teramo fino al 15 giugno. L’intera esposizione di Giuseppe Gentili, sculture e dipinti dal 1995 al 2007, dal 15 settembre al 15 ottobre 2008, sarà allestita a Roma, al Museo “Venanzo Crocetti”, quasi a chiudere una circolarità artistica nel nome del grande scultore abruzzese del Novecento.
* gopalmer@hotmail.com - componente del Consiglio Regionale Abruzzesi nel Mondo
ELEZIONI USA. LA POLITICA ESTERA DI JOHN MCCAIN
SECONDO RICK DAVIS, DIRIGENTE DELLA SUA CAMPAGNA ELETTORALE
di Emanuela Medoro
Dalla scrivania di Rick Davis, dirigente della campana elettorale di John McCain, candidato del partito repubblicano alle prossime presidenziali americane, arriva un lettera circolare con data 20 maggio 2008 avente per oggetto la parola reckless, ovvero sconsiderato, irresponsabile. Leggendo la prima riga della lettera apprendiamo che l’irresponsabile in questione è Barack Obama, considerato tale per le sue dichiarazioni in politica estera.
Infatti il senatore Obama ha manifestato il proposito di incontrare direttamente il presidente dell’Iran, Ahmadinejad, per discutere il programma nucleare. Rick Davis scrive che la gonfia retorica non convincerà l’Iran a rinunciare al suo programma nucleare, e che è semplicemente sconsiderato per il presidente degli USA accettare un incontro diretto con il leader dell’Iran, il più grande stato al mondo sostenitore del terrorismo, perché questo renderebbe legittimo un regime che vuole l’estinzione dello stato d’Israele e che è responsabile della morte di tanti americani.
E, sempre secondo Rick Davis, il senatore Obama vorrebbe anche incontrare, senza condizioni, i capi di regimi oppressivi come quello di Cuba, dove il regime dei Castro, prima Fidel ed oggi il fratello Raul, pone forti limiti alle libertà di espressione, associazione, assemblea, movimento e parola. Inoltre questo regime manifesta continuamente odio contro gli USA, e tuttavia il senatore Obama vorrebbe tenere incontri senza condizioni. Sarebbe bello un mondo senza nemici, ma non è quello in cui viviamo, e fino a che Obama non accetta questo punto, è lecito mettere in dubbio le sue capacità di giudizio e la sua determinazione a mantenere la sicurezza in USA.
Lo stesso dubbio emerge per le sue posizioni sulla guerra in Iraq. Se fosse eletto, infatti, il senatore Obama ritirerebbe subito le truppe dall’Iraq, senza tener presente la situazione di quello stato ed il parere dei capi dell’esercito. Francamente, aggiunge R. Davis, è una posizione irresponsabile che di nuovo mette in discussione le capacità di Obama ad essere il comandante in capo degli USA. La ritirata prematura dall’Iraq farebbe sopravvivere AlQaeda, provocherebbe tensioni e genocidi e destabilizzazione nell’intera regione. Inoltre l’Iran considererebbe il ritiro come una sconfitta americana e pertanto crescerebbe troppo la sua influenza in Medio Oriente. Tuttocciò trascinerebbe gli USA in una guerra più ampia e difficile, con gravi e pericolose conseguenze per il futuro.
John McCain crede che l’America abbia sì bisogno di cambiamenti, ma tali che non favoriscano Hamas, che non siano una resa in Iraq, e che non siano incontri senza condizioni con il presidente dell’Iran.
Tutto questo da parte di John McCain e Rick Davis, in attesa di risposta da parte del candidato certo del partito democratico per le prossime elezioni presidenziali USA.
22 maggio, 2008.
LA CALABRIA CRIMINALIZZATA DALLA BBC
di Massimo Seracini
Sembra che lo sport favorito dei media anglosassoni sia quello di sparare a zero sui problemi italiani, con particolare rilievo su quelli meridionali.
Con un titolo da Wall Street Journal "Calabrian mafia´s revenues soar" del 21 maggio a firma del corrispondente della BBC News Frances Kennedy, viene addirittura quotato, come se fosse quello di una societa' in Borsa, il reddito annuale della `Ndrangheta, il suo rilievo rispetto al GNP (gross national product) nazionale e la sua collocazione ormai da "multi-national crime corporation"!
Non voglio entrare nel campo legale, morale e giuridico, ma solo rilevare da uomo pubblico emigrante negli Stati Uniti, dove le comunita´ calabresi sono dopo le siciliane le piu´ numerose, operose, classe dirigente e politica di questo grande Paese, che le offese generali alla terra di Calabria, che per prima nella storia (ricordiamolo con onore) e´ stata chiamata Italia e che, con la Magna Grecia, ha diffuso la cultura nell´occidente, non possono continuare indiscriminatamente senza una reazione civile, culturale e morale della maggioranza dei calabresi nel mondo e in Italia, e dei suoi estimatori, come il sottoscritto.
La Calabria e l´Italia di oggi non puo´ essere raccontata solo per iperbole e/o put downs (come dicono gli americani).
Invito le associazioni dei calabresi nel mondo a fare fronte comune e promuovere una "class action morale" per difendere i valori sani di una etnia fantastica, che non a caso ha lasciato e scolpito il suo nome nella storia della civilta´ occidentale e che, quando e´ emigrata in tutti gli angoli del mondo con tutti i loro averi in una valigia di cartone, ha portato con se l´orgoglio e la voglia di realizzarsi solamente con il duro e onesto lavoro.
Questi sono i calabresi da raccontare, cara BBC News, ma forse non fanno notizia, anzi metterebbero in crisi la vostra linea redazionale, che deve sempre offendere e ridicolizzare gli italiani e i meridionali in particolare!
Massimo Seracini
UDC-USA
San Diego, California
22 Maggio 2008
A LIMA IL CONCERTO DEL CORO MONTI DEL SOLE

Continua la tournèe Sudamericana del coro Monti del Sole. A Lima si esibirà all'Istituto Italiano di Cultura il lunedì 26 e il martedì 27 alle 17:30h in un concerto promosso dall'Associazione Veneti nel Mondo - Perù a Larco Mar. Ingresso libero.
Il coro Monti del Sole è nato nel 1971 per iniziativa di un gruppo di amici legati dalla passione per la montagna ed i suoi canti. Attualmente il coro è composto da 28 elementi provenienti dalle zone abbracciate dalla catena montuosa dalla quale il coro ha preso il nome: Sospirolo, Sedico, Santa Giustina, San Gregorio e Belluno.
Trent' anni di vita hanno sicuramente segnato una crescita professionale dei coristi, grazie anche all'esperienza trasmessa dai diversi maestri che si sono susseguiti alla guida, a cominciare da Gianni D'Incà, suo fondatore, che lo ha formato caratterizzandone il repertorio, prevalentemente popolare e di montagna. Il maestro D'Incà si era subito contraddistinto per il suo stile originale rispetto alla coralità bellunese di quegli anni e questa sua genialità gli aveva permesso di emergere subito fra i cori di allora. In quasi vent'anni di direzione ha accompagnato il coro regalandogli molti successi ma non senza fatiche: molto determinato voleva arrivare a dare un nome a quel piccolo coro che aveva formato, riuscendoci, visto che oggi è ben conosciuto sia in provincia che fuori.
Il ventennale è stato festeggiato sotto la guida del maestro don Sandro Capraro che ha incontrato il coro in un momento non facile della sua vita. Nonostante le difficoltà il maestro Don Sandro Capraro ha proseguito la strada intrapresa dal suo predecessore mantenendo il suo tipico repertorio e introducendo anche nuovi canti derivanti dall'esperienza con il coro della Brigata alpina Cadore.
Nel 1993 alla sua guida è subentrato il maestro Paolo Bittante, uomo, prima che maestro, ricco di idee e sentimenti. Sapeva trarre da ogni canzone il significato più profondo dandone un' anima e una espressione. E' stata questa nuova ventata di vitalità che ha incoraggiato il coro a proseguire con entusiasmo le sue attività. Molto originali, le armonizzazioni di Paolo hanno permesso ancora una volta al coro di contraddistinguersi, ma, rapito da una morte improvvisa e prematura, ne ha segnato profondamente la storia.
Sotto l'attuale guida del giovane maestro Luca Lotto il coro sta proseguendo la sua soddisfacente attività. Due volte alla settimana si incontra per le prove, dove vengono approfondite la tecnica del solfeggio e la lettura della musica per poter acquisire maggiore velocità nell'apprendimento dei nuovi brani da aggiungere al già vasto ed interessante repertorio. Oggi trovano spazio le migliori armonizzazioni: da Paolo Bon a Bepi De Marzi, Gianni Malatesta, Lamberto Pietropoli o Mario Lanaro, oltre a quelle "di casa" di Gianni D'Incà e Paolo Bittante. Da qualche tempo vi è inoltre una nuova attenzione verso i vecchi brani di provenienza popolare ormai dimenticati dal nostro pubblico ma che, proposti in versioni più moderne e simpatiche possono rievocare ricordi e tradizioni certamente da non perdere. E' il caso dell'intramontabile storia del tradimento di Rosalinda che diventa "Ferruccio il traditore" o le più classiche "Emigranti" o "La bella la va al fosso". L'obiettivo è infatti quello di non tralasciare le vecchie radici del canto popolare.
CENSIRE I PATRONATI E VERIFICARE LE LORO ATTIVITÀ
L'INTERROGAZIONE DI ZACCHERA (PDL) AI MINISTRI FRATTINI E SACCONI
(22/05/08) ROMA\ aise\ - Viste le risorse destinate ogni anno ai patronati, sarebbe giusto verificare come le spendono, quali attività concretamente svolgono, in quali Paesi e con quante sedi sul territorio. Questo, in sintesi, quanto chiede Marco Zacchera ai Ministri degli esteri, Franco Frattini, e del lavoro, della salute e delle politiche sociali, Maurizio Sacconi.
Nella premessa, Zacchera, che è responsabile esteri di An-Pdl, ricorda che "gli istituti di Patronato ricevono annualmente diversi milioni di euro, in Italia e all''estero, sotto forma di contributi legati alla loro organizzazione ed al numero e difficoltà delle pratiche (di pensione, previdenza, invalidità, assistenza eccetera) da essi curati nei confronti del pubblico; molto spesso i cittadini potrebbero ottenere analoga assistenza rivolgendosi direttamente agli istituti di Previdenza in Italia ed agli uffici assistenza dei nostri consolati all''estero; vi è un indubbio valore sociale in queste attività ma anche - osserva Zacchera - un formidabile e grave impegno finanziario da parte delle finanze pubbliche".
Per questo, il deputato del Pdl chiede di sapere "quale sia il giudizio dei Ministri interessati sulla funzionalità degli Enti di Patronato in Italia ed all''estero; se non si ritenga che una parte dei fondi ad essi destinati (eventualmente utilizzando anche parte del personale da essi dipendenti) non potrebbe essere investita direttamente sulle strutture pubbliche (come i consolati) potenziandone gli uffici assistenza ed incrementandone la disponibilità economica; quali e quante siano state le operazioni di verifica in Italia ed all''Estero sulle effettive attività svolte dagli Enti di Patronato e quali siano state le risultanze delle predette verifiche" e, infine, "quali, quante e dove siano dislocate le sedi esteri dei suddetti patronati". (aise)
FRANCESCA ALDERISI VISITA LA COMUNITÀ ITALIANA DI MAR DEL PLATA
(22/05/08) MAR DEL PLATA\ aise\ - Prosegue la visita di Francesca Alderisi, ex conduttrice di "Sportello Italia", che è stato per anni il punto di incontro tra le comunità italiane nel mondo, alle comunità italiane dell'Argentina, arrivando a Mar del Plata, la perla dell'Atlantico argentino.
Martedì 20 maggio c'è stato il suo primo incontro, nella sede della Collettività Mafaldese e Molisana di Mar del Plata, con 120 persone che hanno voluto parlare con lei, ringraziarle ed anche fare delle proposte.
Presenti il Console d'Italia a Mar del Plata, Fausto Panebianco, il presidente del Comites di Mar del Plata, Raffaele Vitiello, il presidente della Federazione delle Società Italiane di Mar del Plata e zona, Giovanni Radina, il presidente del sodalizio anfitrione, Marcello Rannelucci ed anche autorità delle diverse associazioni italiane presenti in questa città.
Francesca ha parlato con i giovani presenti, ha potuto gustare un tipico "asado" argentino grazie alla mano dei "asadores" italo argentini della Mafaldese e Molisana, capire come di cucina l'arrosto grazie alla visita dentro la cucina, ha ascoltato le canzoni del Coro Ripalta diretto da Fernando Grossi, il balletto Terra Nostra diretto da Valeria Bratelli ed il tenore molisano Gino Palmisciano.
L'ex presidente Angiolino Palena, gli ha consegnato una pergamena in cuoio nominandola "Visitante Illustre della Collettività Mafaldese e Molisana".
Gli incontri sono proseguiti ieri, mercoledì 21 maggio, con la riunione con l'Unione Lombarda di Mar del Plata, nel corso della quale ha conosciuto i numerosi bloggers del suo sito: www.prontofrancesca.it
Il calendario di Francesca a Mar del Plata è fitto di appuntamenti, si prosegue oggi, giovedì 22 maggio, con l'incontro con i marchigiani, la visita alla chiesa di San Benedetto nel porto di Mar del Plata e la visita al cantiere navale di Federico Contessi, uno dei simboli dell'imprenditoria italiana in Argentina. In serata è prevista la riunione presso la sede della Federazione delle Società Italiane di Mar del Plata, situata in via La Rioja, coordinata dalla Famiglia Toscana di Mar del Plata.
Domani, venerdì 23, sarà presente alla I Settimana Veneta a Mar del Plata, alle 19 ore nella sede della Società Italiana Le Tre Venezie di Mar del Plata si terrà un incontro anche con la stampa locale.
Sabato puntata speciale radiofonica di "Spazio Giovane", condotta da Marcelo Carrara su FM CIUDAD 99.1 (www.991fmciudad.com.ar), dalle 11 ora argentina fino alle 13, con l'opportunità di ascoltare la trasmissione in tutto il mondo e parlare in diretta con Francesca.
Domenica Francesca Alderisi visiterà il porto di Mar del Plata, con la possibilità di parlare con i siciliani e napoletani che ancora navigano nelle nave gialle tipiche marplatesi, a seguire il saluto finale con un pranzo presso l'Associazione Italiana del Porto "Casa d'Italia", dove saranno presenti circa 500 persone. (aise)
PETRUCCI SUL CGIE: È NECESSARIA UNA RIFORMA DA FARE PRIMA DELLE ELEZIONI DEI COMITES
(22/05/08) SAN PAOLO\ aise\ - Il Cgie, il suo ruolo, una sua possibile riforma e quindi una nuova legge che abbia maggiore efficacia, sono al centro delle riflessioni del coordinatore di "Italia Lavoro" in Brasile, Giuseppe Petrucci. "Il problema di dare ruolo e nuovo significato al "parlamentino degli italiani all'estero": il CGIE, - afferma - é richiesto da tutti gli schieramenti politici e della stessa comunità degli italiani all'estero. Desidero dare un mio modesto contributo ed evidenziare il "ruolo" che dovrà avere il "parlamentino" degli italiani all'estero cioè il Comitato Generale degli Italiani all'Estero nei prossimi anni, penso che una riforma vada fatta prima delle elezioni dei Comites che si terranno nel prossimo anno".
"Il punto chiave della riforma - spiega Petrucci - dovrà tener conto di un raccordo tra gli eletti al Parlamento, la rappresentanza eletta attraverso i "Comites" e la rappresentanza politica -socioeconomica italiana. Il ruolo propositivo che il CGIE dovrà assumere é quello di essere uno strumento che sproni la compagine parlamentare, attraverso proposte di carattere legislativo, per favorire ed approfondire le nuove politiche verso gli italiani all'estero. Pertanto, la partecipazione al CGIE, degli eletti all'estero al parlamento, è necessaria e doverosa, bisognerà solo verificare se o non con diritto di voto".
"Mentre, ritengo utile dare più poteri e risorse ai Comites, - aggiunge - essendo strutture che rappresentano l'elemento di sintesi tra le esigenze della comunità locale e gli interessi del sistema paese - Italia - con un netto raccordo tra le strutture istituzionali italiane presenti in ciascun paese. La riduzione dei rappresentanti, nel CGIE é necessaria, la proposta é quella delle circoscrizioni elettorali cioè: Australia/Africa da 3 a 5 rappresentanti, America settentrionale da 5 a 8 rappresentanti, America meridionale da 8 a 10 e l'Europa da 10 a 12".
"Si può benissimo scendere dagli attuali 65 rappresentanti - commenta - provenienti dalle varie circoscrizioni estere alla metà, cioè intorno a 26/35 rappresentanti. Abolirei del tutto la rappresentanza governativa sostituendola con la rappresentanza "politica-socioeconomica". Essa, potrebbe essere rappresentata dalle parti sociali, confindustria - sindacati - camere di commercio massimo 5 rappresentanti, l'associazionismo più rappresentativo (patronati, CNE -associazioni storiche e regionali) massimo 5 rappresentanti, 2 rappresentanti delle Regioni, 1 rappresentante dell'ICE, 2 rappresentanti delle organizzazioni degli immigrati".
Per il coordinatore di "Italia Lavoro" nel Paese sud americano il CGIE "dovrà cambiare ruolo di intervento, non più le estenuante riunioni fiume e le tante commissioni e proposte senza risposte ma aprire dei "Tavoli Propositivi" su alcuni temi chiave come il: Riassetto organizzativo del sistema Consolare e di rappresentanza (Patronati,Camere di commercio, ICE) ruoli, proposte e sistema di finanziamento - coordinamento degli interventi in collaborazione con le Regioni".
"I giovani emigrati, la formazione professionale e la ricerca scientifica, - evidenzia - quale ruolo degli Istituti di cultura, le legge 153 sulla lingua italiana. Organizzazione della conferenza Giovanile dei "Giovani Emigrati". Coordinamento intelligente delle risorse umane e finanziarie di Governo, Regioni e Enti Locali, come indirizzare in modo coordinato le risorse, (sistema pensionistico estero, reciprocità etc.). Il ruolo delle Parti sociali rispetto all'internazionalizzazione del mercato del lavoro, l'impresa, la cooperazione internazionale e le nuove migrazioni".
Altro tema chiave per Petrucci è "l'Associazionismo e le associazioni regionali e locali, forza vitale nell'emigrazione, quale ruolo per il futuro, quale collaborazione in termini di proposte e di solidarietà". Infine il tema "dei flussi migratori - esperienze e soluzioni per una politica migratoria condivisa e solidale".
"Per evitare sprechi inutili ed una maggiore partecipazione di rappresentanti dei comites/intercomites, - afferma - si propone 2 incontri a Roma in giugno e dicembre (riservato soltanto ai componenti del CGIE) per approvare le linee di intervento ed esaminare attraverso dei seminari - studi le proposte prima esposte e riunire durante l'anno il CGIE nelle 5 circoscrizioni elettorali una per ogni continente da tenere nello stesso anno aperte a coloro che operano nelle realtà locali".
"Sono soltanto delle proposte - conclude - per aprire un franco dibattito sul ruolo che dovrà avere il "parlamentino degli italiani all'estero" per essere strumento propositivo e non un peso della "politica" e dello spreco. Per terminare, utilizziamo gli strumenti del terzo millennio come l'informatica, videoconferenze e piattaforme varie. Buon lavoro". (aise)
LE DIFFICOLTÀ DELLE SCUOLE ITALIANE ALL'ESTERO
INTERROGAZIONE DELL'ON. PICCHI (PDL) AI MINISTRI FRATTINI E GELMINI
(22/05/08) ROMA\ aise\ - All'importanza che da più parti viene riconosciuta alla diffusione della lingua e cultura italiana nel mondo, spesso non corrisponde un concreto impegno delle istituzioni nel finanziare e agevolare le nostre scuole all'estero. E se in alcuni Paesi esse sono in evidenti difficoltà finanziarie, in altri mancano del tutto, anche in presenza di corpose comunità italiane. Questo, in sintesi, quanto affermato da Guglielmo Picchi (Pdl) che nei giorni scorsi ha presentato un'interrogazione ai Ministri degli Esteri Frattini e dell''istruzione, dell''università e della ricerca, Gelmini per evidenziare l'esigenza di riformare l'offerta linguistica e culturale del nostro Paese all'estero.
"La diffusione della lingua e della cultura italiana nel mondo - scrive Picchi in premessa - è una priorità per il nostro paese più volte ribadita dal Parlamento e gli istituti italiani di cultura, la società Dante Alighieri sono da sempre il veicolo principale per raggiungere questa finalità insieme alle scuole italiane all''estero, che però da troppo tempo svolgono un lavoro non coordinato e soffrono di cronica mancanza di risorse; in particolare si apprende dalla stampa che la scuola Italo Svevo di Colonia in Germania ha presentato domanda di insolvenza a causa dell''impossibilità di pagare gli affitti dell''immobile che la ospita, nonostante i contributi statali ricevuti".
"Inoltre - aggiunge - nel corso di una visita dell''interrogante alla scuola italo-tedesca di Wolfsburg, Germania avvenuta l''8 maggio 2008, è emerso che l''attuale Deutsche-Italienische Gesamtschule sarà accorpata ad un''altra scuola tedesca, trasferita di sede e si chiamerà Leonardo da Vinci, ed è quindi necessario rinnovare il protocollo che regola l''offerta didattica della scuola e il contributo in termini di risorse di ciascuna parte tra Italia e Land della Bassa Sassonia. La città di Wolfsburg e il Land della Bassa Sassonia sono molto disponibili ma vorrebbero un maggior coinvolgimento delle istituzioni italiane anche a causa di parziali inadempimenti da parte italiana rispetto al protocollo attualmente in vigore che regola il funzionamento della scuola".
Allo stesso tempo, ricorda Picchi, "presso la Scuola europea Monaco di Baviera sono giacenti oltre due milioni di euro di crediti che lo Stato italiano e varie amministrazioni pubbliche non esigono, risorse che potrebbero essere reinvestite per il potenziamento delle scuole italiane all''estero".
Lasciando la Germania per la Gran Bretagna, il deputato del Pdl ricorda anche che "la comunità italiana di Londra esprime la necessità della presenza di una scuola anglo-italiana che richiede un maggior coinvolgimento istituzionale italiano presso le istituzioni inglesi".
Per questo, dunque, Picchi chiede "quali iniziative siano già state intraprese per intervenire per la scuola Italo Svevo di Colonia e verificare la corretta gestione dei contributi ministeriali da parte dell''ente gestore; che cosa si intenda fare per sviluppare il protocollo per il funzionamento della nuova scuola italo-tedesca di Wolfsburg e quali risorse vi si intenda destinare; se e cosa sia stato fatto per recuperare il credito vantato dalla Stato italiano nei confronti della Scuola europea di Monaco di Baviera e come intenda usare le risorse così ottenute; se si intenda intervenire per sostenere istituzionalmente la nascita di una scuola italiana a Londra" e se, infine, "non sia opportuno riformare nel suo complesso l''offerta culturale e linguistica del nostro Paese e in particolare le scuole italiane nel mondo". (aise)
LE POSTE TEDESCHE STAMPANO IL FRANCOBOLLO DI RUDOLF HESS
Un gruppo di neonazisti approffitta di un servizio di personalizzazione. La replica: «Un errore»
(22/05/08) Corriere della Sera. BERLINO - Una serie limitata di francobolli dedicati alla «memoria» di Rudolf Hess, uno tra i più potenti gerarchi del Terzo Reich: l'hanno stampata le Poste tedesche, senza accorgersi che quella immagine era proprio dell'ex 'delfino' di Adolf Hitler, e solo quando un giornale di estrema Destra ha riportato la notizia i manager della Deutsche Post si sono accorti dell'errore.
IL SERVIZIO - L'idea è venuta a un gruppo di neonazisti, che ha pensato di utilizzare un nuovo servizio offerto dalle Poste per avere un 'ricordo' di Hess. Il servizio, infatti, offre a chiunque la possibilità di ordinare francobolli personalizzati: basta inviare alle Poste, attraverso Internet, il disegno o l'immagine che si vuole stampare sul francobollo e il gioco è fatto. Ed è proprio quello che ha fatto il gruppo neonazista, che qualche giorno dopo si è visto arrivare - per posta - un pacchetto con 20 francobolli dedicati a Rudolf Hess. L'errore è stato 'celebrato' dal mensile Deutsche Stimme (Voce tedesca) del Partito di estrema Destra, l'Npd, che ha scritto: «È uscito il francobollo di Hess». Dirk Klasen, un portavoce della Deutsche Post, ha confermato l'invio dei francobolli incriminati al quotidiano Tageszeitung, sottolineando che la società prevede adesso di rivedere le procedure di controllo del nuovo servizio. «In genere, questo servizio funziona bene - ha detto -. Qualcosa è andato storto solo con l'immagine di Hess».
ILCONSIGLIO DEI MINISTRI A NAPOLI: ADOTTA LA LINEA DURA
Alla riunione del primo consiglio dei ministri a napoli, il Governo a varato una serie di provvedimenti urgenti:
Ricorso all'esercito ed al carcere per risolvere l'emergenza rifiuti e un forte giro di vite contro la criminalita'. Il reato di clandestinita' e' in un disegno di legge. Guido Bertolaso e' stato nominato sottosegretario all'emergenza rifiuti.
In questa riunione straordinaria del governo a Napoli sono stati adottati anche altri provvedimenti secondo le promesse fatte dal presidente Silvio Berlusconi:
Abolizione dell' ICI sulla prima casa e la concessione di sgravi fiscali sugli straordinari. Chi paga un mutuo sulla casa potra tornare alla rata che pagava nel 2006 ma solo per chi percepisce uno stipendio fisso.
Misure per porre un freno alle scarcerazioni facili.
Per lo scandalo sui rifiuti e' stato adottato un decreto legge che fa piazza pulita di tutte le incertezze e che mira a tutelare la salute pubblica.
Alla fine del consiglio dei ministri durato quattro ore il presidente On. Silvio Berlusconi, ha comunicato che non esiste un modo solo per risolvere il problema rifiuti in campania, siamo pronti ad adottare scelte dolorose e difficili con estrema fermezza e determinazione.
Tra i primi provvedimenti l'assegnazione della protezione civile nazionale per coordinare tutte le attivita' emergenziali come se fosse avvenuto un terremoto, un'alluvione oppure un'eruzione del Vesuvio.
Guido Bertolaso attuale capo della protezione civile e commissario straordinario in campania,e' stato promosso sul campo a sottosegretario con piu' ampi poteri e attivera' cinque siti per le discariche in tutte e cinque province della campania. I siti erano rimasti segreti fino alla pubblicazione del decreto sulla gazzetta ufficiale.
Queste aree sono di interesse strategico-militare e saranno presiedute dall'esercito italiano.
In campania i termo valorizzatori saranno quattro,uno in piu' di quelli previsti. Napoli, Acerra, S. Maria La Fossa e Salerno.
Carmine Ragucci
NEK: "ME GUSTA SER O MISMO EN MIS DISCOS"
Una amena entrevista telefónica con el cantante Nek, autor de la canción “Laura no está”, sostuvo el DJ italiano Angelo a través de su programa Radio Italia que va de lunes a viernes a las 10pm en Radio Miraflores y los domingos a las 4pm en la misma emisora.
Nek, uno de los cantantes italianos más exitosos del momento, se definió como un creativo que busca tener estímulos para incentivar aún más su vena artística.
Nek que bueno que hablas muy bien el español así todos nuestros amigos oyentes de Radio Italia podrán entenderte.
El español lo aprendí hace diez años. Además creo que para los italianos es más fácil aprenderlo porque se parece mucho a nuestro idioma.
Sabemos que tu verdadero nombre es Filippo, ¿cómo así decidiste llamarte Nek?
En realidad Nek más que un nombre es un sonido. Decidí llamarme así porque Filippo no me gustaba cuando empecé en Italia mi carrera de cantante, más o menos hace quince años, así que adopté un nombre artístico. El nombre Nek me gustaba porque provenía del sonido de la batería, del ringshock. Entonces es un nombre rítmico, extraño, pero que se puede recordar con mucha facilidad.
La canción “Laura no está” tuvo un gran éxito en Sudamérica, ¿podrías contarle a todos los oyentes de Radio Italia cómo nació esta canción?
Nació de una historia normal. En realidad, “Laura no está” es una de las tantas historias que suceden en la vida sentimental de la mayoría de personas. Por ejemplo, tú encuentras una persona, vives tu vida sentimental con ella, y cuando esta se acaba sólo quedan recuerdos de ella en tu mente. Luego intentas vivir tu vida sentimental con otra persona, pero los recuerdos de la historia anterior permanecen. Probablemente la música y el concepto de la canción, una historia tan humana, han contribuido para que ésta haya calado en lo más profundo de la gente.
¿Qué novedades nos tienes preparadas en cuanto a tu producción musical?
Ahora estoy preparando un nuevo disco para el 2009 del cual no te puedo adelantar mucho, pero sí puedo decirte lo que significó el disco “Cuarto 26” que salió el año pasado...
Aquí ese disco está gustando mucho porque gracias a Radio Italia el público limeño se está escuchando último de la música italiana
Bueno esto último es muy importante por eso agradezco a tu programa porque se llama “Radio Italia”, pone desde ya la atención sobre los artistas italianos, lo cual es muy importante, más aún porque no todos los artistas italianos tienen la suerte de cantar y exportar su música fuera del territorio italiano.
En Radio Italia ponemos canciones de todos los cantantes italianos, conocidos o desconocidos
Entonces Angelo for president... (risas) ¿Por qué no? Bueno, te digo que el “Cuarto 26” es un disco que yo mismo he escrito y que habla de los sentimientos y de las relaciones humanas como amistad, orgullo, coraje porque me gusta hablar siempre de la cotidianidad, de los sentimientos entre las personas, historias que de alguna forma me pertenecen y que forman parte también de cualquier otra persona. Me gusta ser yo mismo en mis discos. La producción “Cuarto 26” tiene un título particular porque habla de una historia real de una fan mia que me había escrito una carta anónima donde decía que se prostituía para mantener a su familia. Entonces el título de la producción encierra una historia muy importante cuyo mensaje intenta llegar al corazón de la gente, digamos que esto último es uno de los objetivos principales de las personas que hacemos música.
¿De no haber sido cantante qué otra profesión te habría gustado tener?
Las veces que me han hecho esta pregunta no he estado seguro de la respuesta. Creo que me hubiera gustado desenvolverme siempre en el ámbito artístico, si no hubiera sido cantante tal vez habría sido escritor, es decir, alguien que puede alimentar su instinto, porque yo me defino como una persona instintiva que no ve su vida entre las cuatro paredes de una oficina frente a la computadora. Mis necesidades son otras, viajar y tener muchos estímulos, porque yo soy un hombre creativo y necesito tener estímulos que me produzcan la creación.
Eres un cantante muy creativo que sin duda tiene muchos seguidores en América Latina
Eso para mí es motivo de orgullo y me da tanta felicidad porque empezando de España, pasando el océano Pacífico, llegando a México, Estados Unidos, Perú, Argentina, Chile, en todos esos países tengo muchos fans que me quieren mucho y esto es una parte de mi trabajo que no cambiaría jamás.
¿Qué mensaje les darías a nuestros oyentes de Radio Italia?
A todos mis amigos que están escuchando el programa de Angelo sea en la radio o en Internet les pido que sigan escuchando a los cantantes italianos, que nos sigan apoyando. Gracias de verdad y un abrazo de todo corazón desde Italia.
SOMALIA, RAPITI DUE ITALIANI. «STANNO BENE, STABILITO UN CONTATTO»
Jolanda Occhipinti e Giuliano Paganini, due volontari della Cins, sequestrati da un gruppo di uomini armati
Il commando li ha bendati e portati via. Con i due connazionali anche un somalo.
(21/05/08) Corriere della Sera. NAIROBI - Due cooperanti italiani, Jolanda Occhipinti e Giuliano Paganini, che lavorano ad Aw Deghle nei pressi di Afgoi nel Basso Shebele, una cinquantina di chilometri da Mogadiscio in Somalia, per l'Organizzazione Non Governativa CINS, sono stati rapiti stamattina all'alba da un gruppo consistente di uomini armati (almeno una ventina). Il commando è arrivato a bordo di due auto e ha assalito la loro casa, nell’albergo in costruzione “Dusa Mareb”, nella “frazione” Malable. C’è stata una sparatoria e una delle guardie è stata ammazzata. Una volta entrati nei locali il gruppo di assalitori ha bendato i due italiani e li ha portati via. Con loro è stato rapito il direttore somalo del progetto agricolo e capo della sicurezza, Abduraham Yussuf Harale, detto John. La notizia è stata confermata dallo stringer del Corriere della Sera, Yussuf Hassan, che si è recato sul posto. . Il Cins ha comunicato di aver già "stabilito un contatto" con il gruppo che ha operato il sequestro. «I nostri volontari stanno bene, non hanno subito violenze. E siamo fiduciosi in una rapida liberazione», ha spiegato una responsabile dell’ong aggiungendo che alla base del sequestro «pare ci sia stato un equivoco: i rapitori erano convinti che i cooperanti stessero costruendo una Chiesa».
ATTACCO NON RIVENDICATO - L’attacco non è stato ancora rivendicato ma con tutta probabilità è stato organizzato dalla stessa banda che il 2 maggio ha fallito un assalto alla stessa casa del CINS. Come ha constatato lo stringer del Corriere, il muro di cinta era stato crivellato di proiettili ma era stato subito riparato con una mano di intonaco, come a voler eliminare le tracce dell’aggressione. Secondo informazioni raccolte sul posto la responsabilità sarebbe quindi da attribuirsi al gruppo di shebab (“gioventù”, in somalo, cioè i talebani locali) guidato da Shek Abdirahim Issa Addow. Uno dei suoi commando ieri sera ha attaccato il posto di controllo governativo a Sinka Dhere (“antenna alta”) poco fuori a Mogadiscio, sulla strada che passa per Afgoi, tocca appunto Aw Daghle e poi si dirige verso Merca. Cinque o sei soldati dell’esercito sono stati uccisi e i ribelli sono scappati verso Aw Daghle dopo l’arrivo dei rinforzi governativi.
IL RITRATTO - Shak Abdirahim Issa Addow appartiene al clan abgal, sottogruppo agonier, lo stesso dell’ex presidente ad interim Ali Mahadi e del leader islamico moderato (che un paio di mesi fa si è staccato dagli shebab) Shek Sharif Shek Ahmed. Gli agonier vivono a Johar. Questo spiegherebbe il perché il commando con i rapiti è stato visto prendere la strada di Bur Hakaba, città da cui si può raggiungere facilmente Johar. Una settimana fa il “Somalia NGO Consortium”, un ombrello che riunisce le organizzazioni umanitarie attive in Somalia (ma il CINS non è iscritto), aveva inviato il consueto bollettino settimanale sulla sicurezza. Nel notiziario si raccontava, appunto, l’attacco alla sede del CINS del 2 maggio, nel quale, era precisato due guardie armate erano state uccise. La versione era stata smentita da Jolanda Occhipinti. La donna aveva invece parlato dell'attacco a un posto di blocco vicino alla loro casa senza nessuna relazione con il CINS. Dopo quell'episodio il "Consortium" ha inviato all'aeroporto di Merca, una ventina di chilometri a sud di Afgoi, un aereo per evacuare tutti gli stranieri.
VETERANA - Anche Jolanda è arrivata nello scalo con l'intenzione di imbarcarsi, ma alla fine, dopo essersi consultata con il suo factotum, John, appunto, criticato per il atteggiamento da Rambo, aveva girato i tacchi e se ne è andata sostenendo: "Non ho l'autorizzazione di Roma a partire". L'aereo è tornato a Nairobi senza i due del CINS a bordo. Nell'ultima riunione sulla sicurezza in Somalia, tenutosi a Nairobi, (conosciuto come focal point) era stato deciso che la presidenza del “Consortium” avrebbe scritto una lettera al CINS per informare i suoi dirigenti della situazione e sollecitare la partenza dei due cooperanti italiani. Jolanda Occhipinti è una veterana della cooperazione Il 17 marzo 2007 è stata nominata Cavaliere dell'Ordine della Stella della Solidarietà Italiana. La zona del basso Shebele negli ultimi giorni è stata teatro di violenti scontri tra truppe governative e i loro alleati etiopici e insorti islamici, noti come shebab (gioventù, i talebani somali).
Massimo A. Alberizzi
UNA LUNGHISSIMA CAMPAGNA ELETTORALE
di Marco Basti
BUENOS AIRES - Cambio al vertice del Comites di Buenos Aires, l’organo di rappresentanza della più numerosa comunità italiana all’estero. Il presidente del Comitato, Santo Ianni, ha rassegnato le dimissioni, preso atto della realtà scaturita dalle ultime elezioni politiche italiane.
Ianni è stato candidato, ma non è stato eletto e la divisione all’interno dell’Associazionismo, con il successo della lista di Merlo e la sconfitta della lista dell’AISA nella quale egli si è presentato, ha messo in evidenza una crisi che comunque esisteva da tempo all’interno del Comites, ma che il risultato elettorale ha approfondito e messo in evidenza.
C’è da dire comunque che l’annuncio di Ianni da una parte (che all’indomani delle elezioni aveva già deciso di lasciare la presidenza del Comites) e l’atteggiamento del Console generale Curcio, nel rispetto della sua imparzialità, e di alcuni consiglieri che si sono impegnati perché il passaggio si consumasse nel modo meno traumatico possibile, hanno risparmiato al Comites di Buenos Aires, situazioni disgustose, come quelle già viste in altre sedi, che solo recano danno alla comunità che rappresentano. L’augurio è che non cambi il clima e che i consiglieri continuino a manifestare un atteggiamento responsabile, al di là delle divergenze, fisiologiche in un organo di rappresentanza politica quale è il Comites.
Le dimissioni di Ianni potrebbero essere il primo di una serie di movimenti di assestamento, dopo il terremoto elettorale che ha colpito l’Associazionismo. Al di là delle divergenze tra i due schieramenti che si sono presentati alle elezioni, sul modo di concepire l’Associazionismo, su quel che esso dovrebbe essere, c’è una realtà molto comune in questi casi: la forza di attrazione del vincitore al quale molti vogliono avvicinarsi. Per cui altri cambi ai vertici, o almeno tentativi di cambiamento non sono da escludere, pur se non tutte le istituzioni di rappresentanza sono uguali, nè come forma giuridica, nè come realtà politica.
Siamo quindi di fronte ad un periodo di campagna elettorale permanente, che probabilmente si protrarrà fino alle elezioni per il rinnovo dei Comites nella prima metà dell'anno venturo, sempre che, come è successo le ultime due volte, esse non vengano rinviate.
Intanto però i problemi della nostra comunità continuano ad essere sul tappeto. Un esempio di questa realtà si è vista lunedì scorso, nella seduta del Comites, durante la quale al di là del cambiamento ai vertici, si è parlato di almeno altri due gravi e persistenti problemi per la nostra comunità, come sono quelli del pagamento delle pensioni INPS e dell’assistenza sanitaria.
Al riguardo Maria Rosa Arona e Micaela Bracco, consiglieri del Comites ed esponenti dei Patronati, hanno informato che il Banco Itaù e le banche ad esso associate nel pagamento delle pensioni INPS in molti casi continuano a ignorare l’obbligo di pagare in euro, non adempiendo pienamente ai contratti firmati e agli accordi sottoscritti con le autorità diplomatiche davanti agli stessi Patronati. Per quel che riguarda il contratto di assistenza sanitaria con la Swiss Medical, ci sono ancora lamentele, perché, anche in questo caso, alcuni beneficiari denunciano inadempienze e servizi non in linea con quanto stabilito dai contratti.
La politica è una nobile attività e la fase di conquista del potere, anche quello costituito da una poltrona ai Comites, è inscindibile di essa. Ma quando la fase agonale rischia di diventare una realtà che si prolungherà per molto tempo, per troppo tempo, come sembra che sarà in questo caso, sarebbe conveniente che tutti quanti intendono parteciparvi si impegnino nel preservare, se non l’unione della collettività, almeno l’interesse generale di essa.
Non dovremmo mai dimenticare gli sforzi di decenni e il lavoro di convincimento fatto da tanti benemeriti dirigenti, che ci sono voluti per superare divisioni che avevamo importato dall’Italia a metà del secolo scorso.
Anche perché al di là di altre validissime considerazioni, se ci si impegna nella campagna elettorale, non si ha tempo per pensare ai problemi veri. Che intanto rimangono irrisolti. (Marco Basti-Tribuna Italiana/Inform)
marcobasti@tribunaitaliana.com.ar
A POTENZA LA CONFERENZA DEI LUCANI ALL'ESTERO
TRA I PROGETTI UN NETWORK DEI CORREGIONALI EMIGRATI
(21/05/08) POTENZA\ aise\ - "Il ruolo delle comunità lucane all'estero, anche per l'ottimo lavoro fatto dalle associazioni per mantenere vivo l'interesse dei nostri corregionali per le sorti della propria Regione e dell'intero Paese, diventa sempre più legato alle dinamiche dell'internazionalizzazione. Le Associazioni dei lucani all'estero dovranno, pertanto, agire come un network, in grado di collegare le diverse collettività di lucani, i loro studenti, gli imprenditori e gli investitori presenti nelle nostre comunità e nelle loro istituzioni". È quanto affermato oggi dal vice presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Franco Mattia, sulla Conferenza dei Lucani all'Estero, in corso a Potenza.
"Le realtà dei nostri emigrati all'estero - ha aggiunto Mattia - ben integrati nei Paesi di accoglienza, apprezzati per la loro intraprendenza e trasparenza, che mantengono vivo, ancora oggi, un sentimento di appartenenza e un forte legame con la terra d'origine, basato su di un sistema di valori, di saperi, di storia, di cultura, di capacità creativa e di intraprendenza, riconosciuto storicamente e, ancor oggi, riconoscibile, sono un bagaglio che al di là della retorica, costituisce la base su cui sperimentare nuovi modelli di relazione per lo sviluppo di processi d'internazionalizzazione delle imprese e dei nostri territori".
"L'obiettivo principale della Conferenza - ha proseguito - è quello di rendere l'ultima generazione dell'emigrazione lucana pienamente protagonista delle nostre iniziative in favore dei lucani nel mondo. Credo sia giusto anche creare un canale di comunicazione fra questi giovani ed i loro coetanei che vivono in Basilicata, individuando le modalità per sostenere gli scambi culturali, rafforzare le iniziative volte alla promozione della lingua e della cultura italiana fra i discendenti dei lucani e consentire ai nostri giovani di svolgere stage all'estero, con l'aiuto delle Associazioni dei lucani, per imparare le lingue straniere, ampliare le proprie conoscenze e fare esperienze di lavoro. I lucani nel mondo - per Mattia - sono un soggetto essenziale per lo sviluppo della Basilicata, e possono diventarlo sempre più, favorendo gli scambi culturali ed economici fra la nostra regione ed i Paesi in cui risiedono e sostenendo lo sviluppo turistico della nostra terra. Ma anche e soprattutto - ha concluso Mattia - mettendo in campo una nuova generazione, che sappia far tesoro del patrimonio di conoscenze e di tradizioni che sono custodite nell'esperienza collettiva dei lucani all'estero, per arricchire ulteriormente questo patrimonio e rendere un servizio utile alla Basilicata". (aise)
SICUREZZA, NEL PACCHETTO DEL GOVERNO IL REATO DI IMMIGRAZIONE CLANDESTINA
Sì alla linea del ministro Maroni, domani il testo all'esame del Cdm.
Giovanardi si smarca: «Un errore».
Il Pd: «Avrà un effetto boomerang»
(20/05/08) La Stampa. ROMA Il reato di immigrazione clandestina sarà introdotto per disegno di legge e prevederà una pena da sei mesi a quattro anni di carcere. È quanto prevede l’ultima bozza di ddl del "pacchetto sicurezza" (composto da un decreto, un ddl e tre decreti legislativi) all'esame del Consiglio dei ministri che si svolgerà domani a Napoli.
Cancellata la norma sul patteggiamento
Nel giorno in cui da Strasburgo arriva un duro monito all’Italia, prosegue la polemica tra le forze politiche sulle misure del pacchetto preparato dal ministro Maroni. Nel pacchetto sicurezza è confermata la misura che introduce il reato di clandestinità, mentre non c’è quella sul patteggiamento, che doveva essere contenuta nel decreto legge. Il Pd intanto sta preparando una "controproposta" alle misure del governo. Un pacchetto alternativo che sarà calibrato su quello dell’esecutivo e verrà illustrato nel Consiglio dei ministri ombra di venerdì a Milano da Marco Minniti, ministro-ombra dell’Interno, che oggi ha incontrato il titolare del Viminale, Roberto Maroni.
Il Pdl "blinda" il pacchetto
La maggioranza sostiene le misure che Maroni sta preparando sulla sicurezza, come ha spiegato il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, a proposito del reato di immigrazione clandestina: «Serve come deterrente per far capire che chi entra è passibile di una pena piuttosto che per accelerare l’espulsione». Il ministro per le Politiche comunitarie, Andrea Ronchi, ha aggiunto che serve «un giro di vite» perchè «non è più possibile consentire a un clandestino di delinquere in modo impunito». «Dobbiamo mettere delle regole - spiega Ronchi -, rispettando i diritti dei cittadini, la solidarietà, combattendo il razzismo ma occorre essere assolutamente fermi nei confronti di chi delinque».
Giovanardi: «Impensabili pene da quattro mesi a due anni per le badanti»
Il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, ha sottolineato che «il Consiglio dei ministri di domani a Napoli nel quale si discuterà del pacchetto sicurezza rappresenta un momento di concreta attenzione del governo «alle esigenze dei cittadini e di immediata attuazione del mandato conferito». Ma sull'opportunità di introdurre il reato si alzano malumori anche dall'interno della stessa maggioranza. Carlo Giovanardi dice di voler lavorare in «Parlamento per modificare la norma». Il sottosegretario alla Presidenza con delega sulla Famiglia ritiene sbagliato «generalizzare e perseguire migliaia di reati collegati soltanto al fatto di permanere in maniera irregolare nel nostro Paese». Non è possibile - aggiunge Giovanardi - che «colf e badanti, se fermate per un controllo possano subire una condanna da quattro mesi a due anni per il solo fatto di essere irregolari».
Pd e Italia dei Valori: così carceri a rischio sovraffollamento
Dure critiche giungono dall'opposizione. Già ieri Veltroni e Casini avevano espresso la loro contrarietà alla norma. Oggi il ministro dell’Interno del governo "ombra", Marco Minniti ha bocciato la proposta avanzata da Maroni: «Il reato di immigrazione clandestina - argomenta Minniti - avrebbe un effetto boomerang perchè provocherebbe un sovraffollamento delle carceri e produrrebbe l’effetto opposto a quello di garantire sicurezza e ordine sociale». «Sarebbe sconcertante immaginare l’arresto immediato degli oltre 630 mila immigrati irregolari nel nostro Paese, comprese le badanti». Anche il leader dell’Idv Antonio Di Pietro ribadisce il "no" al reato di immigrazione clandestina mentre si dice favorevole al ricorso al Dna per l'identificazione dell’immigrato che non fornisce le sue generalità alle forze dell’ordine. Il ministro ombra degli Esteri del Pd, Piero Fassino, ha detto che «ci vogliono ragione e buon senso, non lanciare parole il libertà». Fassino ha chiarito che «l’impegno sulla sicurezza è comune, tutti abbiamo interesse che non arrivino i clandestini». Il ministro degli Esteri ombra del Pd, però, ha messo in guardia sull’introduzione del reato di immigrazione clandestina perchè, tra l’altro, in quel caso per l’espulsione si dovrà attendere il processo e la sentenza del giudice.
LETTERA APERTA DI ALESSANDRO GAFFORIO A MASSIMO RICCI (PD)
Gentile signor Ricci,
mi spiace della sua delusione. Ma non possiamo stare sempre a piangere o lamentarci.
E' arrivato il tempo, ed evito stupide provocazioni come fa lei sulle nomine degli uscieri, ricordandole che il Governo Berlusconi ha nominato solo 47 tra ministri e sottosegretari ed arrivera' ad un massimo di 60 e non 137 come il Governo del suo partito, ricordandole appunto che è arrivato il tempo non di chiedere ed arraffare soldi o aumentare le spese pubbliche, ma del dare. Dare risposte, dare organizzazzione, dare risultati ed anche dare uso alle nostre intelligenze e dare creativita' per risolvere i nostri problemi. E' finito il tempo dell' assistenzialismo che non solo ci ha dissanguati economicamente come paese, ma ci ha impoveriti soprattutto intellettualmente.
Sinceramente avere un sottosegretario o no non mi cambia le cose. Soprattutto se come è successo negli ultimi anni si parla tanto e non si è risolto niente.
Adesso, che il nuovo Governo rimetta in piedi l'Italia, e noi, italiani residenti all' estero, cerchiamo di rimettere le cose apposto anche noi sulle nostre problematiche.
Chi è oriundo ma non conosce i temi italiani, chi ha solo interesse nella pensione o nel passaporto ma non ha ne un briciolo di sentimento italiano ne interessi sul nostro paese puo' ricevere gli stessi trattamenti? Abbiamo le risorse economiche per essere gli unici al mondo a dare diritti alle terze e piu' generazioni? E tanti altri casi e situazioni onestamente complicati che meritano chiarezze.
Prima definiamo e identifichiamo i nostri problemi e poi cerchiamo di trovare le soluzioni.
Essere io rappresentante di 100 persone o lei di 200 , non ci da nessun diritto particolare ma aumenta la nostra responsabilita' .
La prossima volta che vuole incontrare qualsiasi personalita' del Governo, scriva per un appuntamento all' ufficio stampa, notifichi la richiesta con un breve riassunto delle ragioni della richiesta del colloquio e vedra' che trovera' risposte.
Le assicuro che non ho detto mai che le cose stanno bene, soprattutto dopo Prodi e Padoa Schioppa, al contrario. Sia io che la maggioranza degli italiani li abbiamo mandati a casa, ed anche dal suo partito non mi sembra che siano molto amati se non ne vogliono sentir parlare, e le assicuro anche che il mio impegno è nel cercare di dare il mio contributo a che le cose sia in Italia che per gli italiani all' estero siano migliori. E questo attraverso le idee, il dialogo, la chiarezza ed la ricerca delle soluzioni concrete. Lo stesso criterio che mi ha insegnato mio padre e che adotto nelle mie attivita' professionali. Accettando critiche e sapendo che le cose non sono affatto facili.
Cordialmente,
Alessandro Gafforio
LA UIM-ARGENTINA AI DEPUTATI GARAVINI E PORTA
CONTINUATE IL LAVORO SINORA REALIZZATO A FAVORE DEI NOSTRI CONNAZIONALI
(20/05/08) BUENOS AIRES\ aise\ - "La Unione degli italiani nel Mondo (UIM) del Sud America saluta i neo eletti alla Camera dei Deputati d'Italia, Fabio Porta e Laura Garavini, e li incita a continuare il lavoro realizzato fino ad ora, a favore di tutta la nostra collettività dislocata nel mondo.".E' l'appello che apre una nota per la stampa diffusa oggi dal Presidente della UIM-Argentina, Italo Aloisio, e dal Segretario Marcello Scaturchio-
" La UIM, organizzazione fondata nel 1995 dalla UIL," prosegue la nota "conferma la sua presenza nel Parlamento Italiano con Porta e Garavini, affinchè siano rappresentanti delle voci degli associati e dell'intera comunità, attuando le soluzioni indispensabili per le tante inquietudini degli italiani che non vivono in patria.".
Inoltre, la UIM Argentina, annuncia che "con il fine di intrattenere una serie di contatti solidi e duraturi con i suoi associati, ha dato il via ad una serie di incontri e riunioni dalle quali potranno emergere le necessità locali prioritarie, che saranno quindi rimandate all'attenzione dei parlamentari.".
"In tutto il territorio argentino in cui siamo presenti,", assicura inoltre la UIM "si incrementeranno i corsi di formazione e di ingresso nel mondo del lavoro, partendo da una esperienza positiva realizzata a Buenos Aires grazie alla associazione Calabria Unita affiliata proprio alla UIM.".
La nota si conclude infine, esprimendo la certezza che "i compagni eletti lavoreranno al fianco di tutti gli eletti all'estero per il bene comune dei connazionali." (aise)
CONVOCATO ALLA FARNESINA IL GRUPPO DI LAVORO AD HOC SULL'ASSOCIAZIONISMO ITALIANO ALL'ESTERO DEL CGI
(20/05/08) ROMA\ aise\ - È stata convocata il 27 e 28 maggio prossimi la prima riunione del Gruppo di Lavoro sull''Associazionismo Italiano all''estero del Cgie. I lavori inizieranno alle 9.30 di martedì nella Sala delle Conferenze Internazionali alla Farnesina.
All'ordine del giorno l'elaborazione di un documento relativo alla situazione, al ruolo e alle prospettive dell'Associazionismo italiano all'estero.
Il documento elaborato dal Gruppo di Lavoro ad hoc sarà inviato a tutti i Consiglieri del CGIE e sarà all''ordine del giorno delle seconde riunioni delle Commissioni Continentali per poi essere portato alla seconda Assemblea Plenaria del 2008.
Alla riunione parteciperà una delegazione della Consulta Nazionale dell''Emigrazione, nonché i rappresentanti delle Consulte Regionali delle Regioni Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna e Toscana. (aise)
PRESENTATA DALL'ON. MERLO (MAIE) UNA PROPOSTA DI LEGGE PER IL SOSTEGNO ALLE ASSOCIAZIONI ITALIANE
Roma, 20 maggio 2008 :- Il deputato italo argentino, Ricardo Merlo, eletto nel Movimento Associativo Italiani all’estero, ha confermato il suo impegno nella promozione delle associazioni italiane all’estero con la presentazione di una proposta di legge che intende equiparare le associazioni italiane costituite all’estero alle APS, Associazioni di Promozione Sociale, già riconosciute dall’ordinamento italiano come destinatarie di una serie di benefici di vario genere.
“La legge 7 dicembre 2000, n. 383 nel disciplinare le modalità di iscrizione delle associazioni al registro nazionale delle APS, ne limita l’accesso esclusivamente a quelle associazioni a carattere nazionale - ha spiegato l’on. Merlo.
Con questa proposta di legge si è voluto estendere anche alle associazioni rappresentative degli italiani all’estero - con alcuni necessari requisiti di rappresentatività - i benefici previsti dalla legge n. 383 del 2000 per le associazioni di livello nazionale. Credo che sia una questione di civiltà e di rispetto del fondamentale diritto di uguaglianza stabilito dall’articolo 3 della Costituzione - ha poi ribadito.
Con le modifiche alla legge 383 potremo salvaguardare il patrimonio associazionistico italiano nel mondo, frutto del lavoro instancabile di generazioni di emigrati.”
L'ITALIA CONDANNA L'INVASIONE DI CAMPO SPAGNOLA
Esponenti del PdL, ma anche del Com.It.Es e dell'opposizione uniti nel sostegno al Governo contro le critiche dei ministri spagnoli sulla politica italiana im tema di immigrazione
Madrid – Prosegue la polemica fra Spagna ed Italia riguardo i provvedimenti in materia di immigrazione e sicurezza che l’appena insediato Governo Berlusconi intende prendere. Nei giorni scorsi erano state le dichiarazioni di Maria Teresa Fernandez de la Vega, numero due della Moncloa, ad innescare il dibattito, rientrato solamente dopo il chiarimento intercorso fra il premier spagnolo, Josè Luis Zapatero, ed il ministro degli Affari Esteri italiano, Franco Frattini, entrambi a Lima per partecipare al summit Ue-Amlat. Il focolare della discordia è stato però riacceso da altri due esponenti di primo piano della politica spagnola, il ministro del Lavoro e dell’Immigrazione, Celestino Corbacho, ed il ministro per le Pari opportunità, Bibiana Aido. Nuovamente sotto accusa la politica sull’immigrazione dell’Italia, ma non solo, visto che la feroce battuta di Aido sul primo ministro italiano: “sarei pronta a pagare uno psichiatra a Berlusconi, – avrebbe dichiarato in una intervista al quotidiano El Pais – ma temo che non sarebbe forse efficace. Ci vorrebbero molte sedute”; si riferiva ad una precedente battuta del Cavaliere riguardo una eccessiva presenza di “quote rosa” nell’esecutivo spagnolo.
La vicenda, come detto, è cominciata dopo le dichiarazioni di Fernandez de la Vega apparse su El Mundo, secondo cui “Il nostro Governo respinge la violenza, il razzismo e la xenofobia e, pertanto, non può condividere ciò che sta succedendo in Italia. La Spagna lavora a una politica dell'immigrazione legale e ordinata, che permetta il riconoscimento di diritti e doveri”. Di fronte a questa accusa di xenofobia e razzismo verso l’attuale Governo italiano si sono levate molte voci di protesta da parte del mondo politico del Bel Paese. Si è sottolineato in particolare il fatto che anche la Spagna abbia inasprito le sue norme in materia di immigrazione, come ha sostenuto il leader leghista Umberto Bossi, per cui “gli Spagnoli sono stati i primi a sparare sugli immigrati”.
Da Lima, però, Zapatero ha subito cercato di gettare altra acqua sul fuoco dichiarando che “non c'e' stato nessun incidente, nessun problema”. Scuse accettate da Frattini, che ha fatto buon viso a cattivo gioco: “Ho parlato sia con Zapatero che con Moratinos e mi hanno confermato che non c'era nessuna intenzione di accusare o rimproverare il governo italiano”, ma solamente una “condanna alla violenza che tutti quanti condividiamo”.
Lo stesso ministro degli Esteri, ospite questa mattina a Canale 5“, ha detto “basta alle ingerenze della Spagna”. Quindi ha inviato il ministro per le Politiche Comunitarie, Andrea Ronchi, a Madrid, a spiegare la politica del Governo Berlusconi in tema di sicurezza: lì incontrerà la sua controparte iberica e presenterà le politiche in tema di immigrazione e di sicurezza, appunto.
Il responsabile della Farnesina chiede una “collaborazione mediterranea” sulle politiche dell’immigrazione. “La Spagna capisce perfettamente, ne sono certo, che senza una collaborazione mediterranea ed europea i flussi migratori che oggi arrivano a Lampedusa domani ricominceranno per le isole Canarie con la stessa intensità con cui arrivavano, quando io ero responsabile e europeo dell’immigrazione”. .
A questo punto tutto sembrava rientrato, ma Corbacho ha riacceso la polemica. E' di nuovo El Mundo a riportare le sue dichiarazioni, secondo le quali le politiche sull'immigrazione del governo italiano "pongono l'accento più sulla discriminazione del diverso che sulla gestione del fenomeno" e "intendono criminalizzare il diverso". Questa volta la risposta italiana è stata più incisiva. A dare la propria solidarietà all’esecutivo non solo esponenti del PdL, come Giacomo Picchi, eletto alla Camera nella ripartizione Europa, che ha bollato le affermazioni dei ministri spagnoli come “il frutto di posizioni ideologiche dettate dal rancore”, ma anche esponenti del Pd. Fra questi Gianni Farina, anch’egli deputato proveniente dalla ripartizione Europa, che ha definito “preoccupante” la posizione assunta dalla Spagna “in quanto si tratta di due grandi Paesi europei” a confronto. “Qualunque siano le questioni di dissenso - ha proseguito – che in Europa sono una e centomila, bisogna utilizzare un diverso tono”. Un ulteriore motivo di critica Farina lo ha visto nel fatto che queste dichiarazioni “riguardano un tema come quello dell’immigrazione dove in Europa purtroppo manca una politica comune. L’Ue necessita di controllare le proprie frontiere, con una forza di polizia interstatale che sia anche una forza di solidarietà. E’ quindi inaccettabile un tale attacco in mancanza di una visione comune del problema”.
Non solo il mondo politico è sceso in campo in difesa del Governo italiano. Anche Almerino Furlan, presidente del Com.It.Es di Madrid, ha affermato che “le dure dichiarazioni dei ministri spagnoli su Berlusconi ed il suo Governo sono rivolte alla platea del partito socialista ed in particolare agli elementi più estremisti”. Una questione di propaganda interna dunque. “Pura retorica – ha incalzato Furlan – specie se si considera l’attuale politica spagnola. Nelle isole o nelle zone costiere la presenza di immigrati era forte e lo è tutt’ora. Questi venivano impiegati in gran numero nel settore edilizio che però è in contrazione. La Spagna è disponibile a cacciare la manodopera in eccesso, quindi a rimpatriare gli immigrati, arrivando anche a pagare in anticipo la cassaintegrazione. Lo scopo finale è comunque quello di rimpatriare tali immigrati per evitare problemi sociali”.
Questo è il punto su cui ha insistito anche Picchi, il quale ha sottolineato come “la Spagna è sempre stata molto dura in tema di immigrazione, specie nelle due enclavi che ha in territorio africano. E’ assurdo che ora venga a dare lezioni a noi, per giunta su di un provvedimento che non è ancora stato varato”. Gli fa eco Aldo Di Biagio, suo compagno di lista, anch’egli eletto alla Camera, il quale ha dichiarato di condividere “l’aspetto pragmatico con cui il Governo spagnolo affronta le problematiche inerenti le politiche dell’immigrazione. Resto dunque perplesso di fronte alla polemica in corso in questi giorni”.
Di nuovo le diplomazie si sono messe al lavoro per risolvere il problema e di nuovo è giunto un dietro front da parte delle istituzioni spagnole. Questa volte le scuse sono giunte per bocca di Diego Lopez Garrido, il segretario di Stato spagnolo agli affari europei: "Nessuna crisi, nessuno scontro. Questa è la posizione del governo Zapatero. Questo è quello che ci siamo detti con l'ambasciatore italiano a Madrid".
Frattini ha nuovamente accettato le giustificazioni, ma con riserva: “Prendo atto del fatto che il presidente Zapatero ha già smentito i suoi ministri, ma francamente è ora di finirla con queste invasioni di campo” ha dichiarato ai microfoni di Gr Rai. Dello stesso avviso Picchi, secondo cui “si tratta ormai di un problema interno al Governo spagnolo. Zapatero deve dire quale è la posizione comune e farla rispettare ai propri ministri”. Se così non fosse, ammonisce il deputato del PdL “l’Italia dovrà prendere dei provvedimenti”. Quali siano non lo ha indicato perché, ha affermato, “non credo comunque che ve ne sarà bisogno”.
Se il sostegno al Governo italiano in questa polemica è stato dato anche dall’opposizione, Farina ha però concluso con un monito rivolto ai ministri italiani. Fra questi, ha dichiarato, “qualcuno troppo chiacchierone c’è. Ferma restando la mia solidarietà, mi appello anche al Governo italiano affinché si evitino dichiarazioni gravi che possano provocare determinate reazioni”. La mente corre inevitabilmente agli episodi di Napoli.
News ITALIA PRESS
VELTRONI E CASINI: «NO AL REATO DI IMMIGRAZIONE CLANDESTINA»
Le reazioni del mondo politico al possibile ddl del governo
Il segretario Pd: «Misura inutile e dannosa». Il leader Udc: «Sì al pacchetto, ma a determinate condizioni»
(20/05/08) Corriere della Sera. ROMA - «Una misura inutile e dannosa». Il Partito democratico si oppone all'introduzione del reato di immigrazione clandestina nel pacchetto sicurezza del governo. «Le questioni della sicurezza sono fondamentali per tutti i cittadini - afferma il segretario Walter Veltroni - per questo vanno affrontate con misure utili e non propagandistiche. Il reato di immigrazione clandestina sarebbe una misura inutile e persino dannosa, capace di intasare le carceri e di spingere anche chi viene nel nostro Paese per lavorare tra le braccia della criminalità organizzata». Il Pd, al contrario, «è favorevole a riprendere, integrandole coerentemente, le proposte del pacchetto Amato, cioè una idea fondata sull'equilibrio tra sicurezza e diritti». Veltroni poi ammonisce: «Mentre ribadiamo l'impegno del Pd a rispondere alla domanda di sicurezza dei cittadini, specie di quelli più deboli, diciamo un no fortissimo alle tentazioni di giustizia fai da te che in questi giorni si sono affacciate».
CASINI - Anche il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, si dichiara contrario all'introduzione del reato di immigrazione clandestina («un rattoppo peggiore del buco»). L'ex presidente della Camera chiede che si provveda alla regolarizzazione delle badanti introducendo la figura del «garante» e che si faccia un utilizzo «limitato e ben circostanziato» dei militari per la sicurezza delle città. Qualora queste richieste fossero accolte, l'Udc si dichiara disponibile a votare sì in Parlamento al pacchetto sicurezza che il governo si appresta a varare.
PDL - Dopo la presa di posizione di Pd e Udc, Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera, spiega che «sul reato di immigrazione clandestina c'è un approfondimento in corso nel governo». Più in generale, sull'inasprimento delle pene, l'azzurro nota che «non tutto quello che dice l'opposizione è valido» e quindi può essere «esaminato un aumento delle pene a scopo preventivo e repressivo».
BRUZZESE (INSIEME ARGENTINA): LA SANATORIA DEGLI INDEBITI PENSIONISTICI È UNA PRIORITÀ
(19/05/08) ROMA\ aise\ - "Anche per gli italiani all'estero la nuova legislatura si presenta ricca di incognite e di interrogativi. Al momento di scrivere questa nota non sappiamo ancora quale sarà lo strumento e le persone che gestiranno le politiche per gli italiani nel mondo. Con l'interruzione prematura del Governo Prodi sono cessate o sono state rinviate "sine die" numerose iniziative volte a tutelare diritti e interessi dei nostri emigrati". Sono le parole del Presidente di Insieme Argentina, Antonio Bruzzese, che pone l'attenzione sul settore della previdenza in particolare sugli indebiti pensionistici.
"Mi preme evidenziare, che una delle priorità da risolvere con tempestività è quella degli indebiti pensionistici. - spiega - Ai pensionati residenti all'estero continuano ad arrivare lettere dell'Inps (decine di migliaia), che in qualità di Istituto esecutivo, deve interpretare ed applicare la legge vigente in materia tra non poche difficoltà, per informarli in merito all'indebito constatato e sulle modalità di recupero. Sono decine di migliaia i pensionati ai quali viene ridotta improvvisamente una già misera pensione e i quali ora rischiano di non vedersi garantito neanche il trattamento minimo".
"Abbiamo appreso inoltre, - afferma Bruzzese - che Istituti previdenziali di alcuni importanti Paesi di emigrazione e istituzioni come il Parlamento Australiano, stanno chiedendo ragguagli sulla problematica degli indebiti. Infatti parrebbe che l'eventuale rimborso all'Inps di parte delle prestazioni pensionistiche già erogate ai pensionati all'estero e l'eventuale trattenuta del quinto della pensione avrebbero serie implicazioni sul calcolo delle prestazioni pensionistiche ed assistenziali locali, determinando la necessità di ricalcoli, ricostituzioni e conguagli a carico dei paesi ospitanti. Insomma gli errori ed i ritardi dell'Inps e la mancanza di una legge di sanatoria si ripercuoterebbero anche sul diritto alle prestazioni estere. Nel caso Australia oltre 10.000 interessati".
"Come è noto la formazione degli indebiti e la ricostituzione delle pensioni italiane sono da attribuire, di norma, alle verifiche reddituali - aggiunge - che l'Inps ha effettuato all'estero relative agli anni dal 2002 al 2005 nell'ambito delle procedure per l'erogazione delle nuove maggiorazioni sociali e delle altre prestazioni collegate al reddito. Questa verifica reddituale può aver evidenziato la titolarità di redditi o di prestazioni previdenziali da parte dei pensionati, che comportano una revisione o una revoca del trattamento minimo, delle maggiorazioni sociali e/o del trattamento di famiglia. Su alcune pensioni l'Inps ha già cominciato ad effettuare delle trattenute dirette o il recupero viene effettuato tramite compensazione con somme arretrate dovute agli interessati".
"Di norma si tratta di indebiti - evidenzia - che si sono costituiti perché i nostri connazionali hanno nel tempo riscosso importi pensionistici superiori al dovuto a causa del ritardo con cui l'Inps ha acquisito le informazioni reddituali degli interessati (o quelle relative all'avvenuta concessione di una prestazione estera), e quindi effettuato il ricalcolo delle prestazioni legate al reddito (trattamento minimo, maggiorazioni sociali, assegni familiari). I ritardi dell'Inps sono la conseguenza della farraginosità e della sporadicità con le quali vengono effettuati gli accertamenti reddituali dei pensionati residenti all'estero e del complicato iter procedurale che queste rilevazioni comportano. In Italia invece le campagne reddituali si svolgono ogni anno".
"Gli importi da restituire - commenta - variano da poche centinaia a migliaia di euro: l'impatto economico, umano e psicologico sui pensionati i quali ricevono le lettere di recupero da parte dell''Inps è devastante, considerate le precarie condizioni economiche degli interessati (aventi diritto a prestazioni legate al basso reddito) e soprattutto la loro totale buona fede che esclude la presenza di dolo. Si sottolinea che in taluni casi alcune sedi provinciali dell'Inps intimano che la restituzione degli importi deve avvenire in un'unica soluzione tramite bonifico entro 60 giorni dalla data di ricezione della lettera raccomandata e che se non dovesse essere rispettata tale scadenza, sarà dato corso all'azione legale per il recupero coattivo delle somme indebite".
"Fino ad alcuni mesi fa, su richiesta dei patronati e delle forze rappresentative dei nostri emigrati, - dice il Presidente di Insieme Argentina - l'Inps aveva sospeso, correttamente, la richiesta di restituzione delle somme erogate indebitamente. Nelle precedenti legislature - Governo Berlusconi e Governo Prodi, in uno spirito perfettamente "bipartisan", il Parlamento italiano si è dimostrato insensibile alle proteste dei pensionati emigrati nonostante le prese di posizione dei parlamentari eletti nella Circoscrizione Estero e le proposte di legge di sanatoria degli indebiti (puntualmente respinte) sulle quali esisteva l'apparente consenso di tutte le forze politiche e di tutte le istituzioni competenti".
"In questa legislatura il nuovo Parlamento - afferma - non può continuare ad ignorare il problema e deve responsabilmente, a mio avviso, riproporre la legge di sanatoria degli indebiti pensionistici per le pensioni in convenzione e soprattutto introdurre una norma che consenta la rilevazione annuale dei redditi dei residenti all'estero per prevenire alla fonte la formazione degli indebiti. Abbiamo inoltre avuto notizie che l'Inps nel cercare di interpretare una inutile ed assurda norma prevista della finanziaria per il 2008 potrebbe applicare, in una prossima circolare, dei criteri penalizzanti relativi al recupero degli indebiti. Vigileremo affinché l'Inps ed il nuovo Governo di centro-destra non arrechino alcun danno ai nostri pensionati all'estero, titolari di norma, di miserabili pensioni che non possono essere decurtate senza danneggiare le esigenze vitali degli interessati".
"Tuttavia ho la sensazione, ma spero di sbagliare, - conclude Bruzzese - che la sensibilità verso gli italiani all'estero e gli stranieri in Italia, accomunati da una stessa ventura, stia mutando e che il lavoro dei parlamentari "esteri" sarà condizionato in negativo dall'avvento nel Governo di centro-destra di un pensare e fare rivolto a soluzioni che colgono solo l'emotività, con il rischio di confondere il bisogno e la disperazione con il reato. Il grande tema delle migrazioni deve trovare le soluzioni giuste e sempre con la civiltà e l'umanità di cui l'Italia è capace". (aise)
L'ON. PORTA (PD) IN BRASILE PER FESTEGGIARE I 23 ANNI DELL'ASSOCIAZIONE LUCANA
(19/05/08) SAN PAOLO\ aise\ - Dopo alcune settimane passate a Roma per le prime sedute della Camera, Fabio Porta, deputato del Pd eletto in Sud America è tornato a San Paolo per partecipare a due importanti eventi organizzati dalla numerosissima collettività italiana residente in città. Accettando l'invito del Presidente dell'Associazione della Basilicata in Brasile, Domenico Mirando, il neo-deputato ha preso parte alla cena di commemorazione dei 23 anni dell'associazione.
"Sono rimasto favorevolmente colpito dalla grande partecipazione di giovani e di intere famiglie a questa bellissima iniziativa, organizzata nel magnifico scenario del Salone delle Feste del Circolo Italiano di San Paolo", ha commentato Porta. "L'Associazione della Basilicata del Brasile dimostra come non sia vero l'assioma che vorrebbe tutte le associazioni destinate a morire o a invecchiare inevitabilmente e senza ricambio; il Presidente Mirando ha saputo mettere insieme una squadra di giovani dirigenti che e' diventata il vero motore di questa entità".
Sempre a San Paolo, Porta, su invito del Presidente del Circolo Italiano, Giuseppe Pagano, ha partecipato ad un incontro e ad una conferenza stampa organizzata in occasione della visita in Brasile del Presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca, accompagnato da una autorevole delegazione di esperti e di imprenditori della regione dell'Italia centrale.
"La visita della delegazione delle Marche e, soprattutto, la presenza del suo dinamico e capace Presidente Spacca - secondo il deputato del Pd - è la conferma del grande valore che le regioni italiane, in particolare quelle del centro della penisola, danno al rapporto con il Brasile. Un rapporto che parte proprio dalla presenza della grande comunità di origine italiana e che sa essere al tempo stesso capace di sviluppare cooperazione sociale ed economica tanto a vantaggio delle popolazioni più povere del Brasile, ma anche della possibilità di sviluppo di joint-venture ed investimenti economici da parte delle imprese marchigiane".
"Il mio ritorno in Brasile come parlamentare - ha concluso Porta - non poteva iniziare in maniera migliore: con un incontro con un'associazione italiana e con la visita di una importante Regione; associazionismo e presenza dei nostri enti locali sono infatti due degli aspetti che vorrei promuovere e sviluppare nel corso di questo mio primo mandato di parlamentare eletto all'estero". (aise)
LA SOLIDARIETA’ ABRUZZESE IN COSTA D’AVORIO
Una giornata di lavoro nel Centro ospedaliero “San Luigi Orione” di Anyama: un pezzo d’Abruzzo in Africa
di Pietro Iovenitti
Abidjan, 18 maggio 2008
Appena arrivati in ospedale una brutta notizia ci attende. Da ieri notte l’autoclave, ossia il macchinario che utilizziamo per sterilizzare i ferri chirurgici e i tessuti per la sala operatoria, non risponde più ai comandi. In poche parole non si accende e non parte il ciclo di sterilizzazione. Chiamiamo subito il tecnico il quale ipotizza che il guasto possa dipendere da un filtro ostruito e soltanto alla fine della giornata riesce a creare un raccordo esterno all’apparecchio così da permettere la sterilizzazione dei ferri e della teleria di prima necessità. Riusciamo, in questa maniera, a garantire il funzionamento della sala operatoria per il fine settimana. Lunedì tutto dovrebbe risolversi.
Sono trascorsi una decina di giorni da quando abbiamo rinunciato ad eseguire un intervento chirurgico molto particolare. Si trattava di un’anziana signora accompagnata da suo figlio, un importante personaggio di un villaggio poco distante da Anyama. La donna era giunta alla nostra osservazione per un’enorme formazione addominale di circa quaranta centimetri di diametro causa di una severa dispnea. Le indagini ci avevano permesso di diagnosticare una gigantesca cisti ovarica che occupava l’intera cavità addominale. La donna, durante i controlli pre-operatori, aveva mostrato una severa ipertensione che ci aveva imposto di richiedere una consulenza cardiologica. Il giorno della consulenza la signora si era presentata ancora con suo figlio che mi aveva pregato di poterci appartare per parlare di sua madre. Durante l’incontro chiedo all’uomo informazioni sullo stato di salute della donna e sulla sua ipertensione e lui, con gli occhi iniettati di sangue e la voce tremante, mi dice che la madre non può più essere operata poiché la sorcellerie (ossia la magia nera) era la causa della sua pressione elevata. Voleva farmi capire che era meglio evitare l’operazione e nonostante il quadro clinico che imponeva l’intervento chirurgico. Accettai la proposta dell’uomo senza insistere. A quel punto il figlio prese sua madre per mano e se ne tornò a casa. Sino ad oggi ancora non ho notizie di loro.
In Africa la donna e la sua fertilità assumono un carattere quasi sacro. Una donna che non può concepire è come se perdesse l’anima, mentre una donna che ha concepito per la prima volta si augura di poter mantenere il suo stato fertile per molto tempo. Tra le molte credenze legate alla fertilità, certamente la placenta ha un ruolo predominante. Già dai primi giorni della mia permanenza in Africa una certa consuetudine mi ha fatto capire l’importanza che le donne e la famiglia, generalmente, attribuiscono alla placenta. Presso i nostri ospedali, in occidente, dopo il parto la placenta viene di solito gettata nei rifiuti speciali oppure raccolta e utilizzata per ottenere cellule staminali simili a quelle contenute nel midollo osseo, con la speranza di poter curare alcune gravi malattie. In Costa d’Avorio, specialmente nei villaggi, ma molto spesso anche ad Anyama, la famiglia della donna che partorisce richiede all’ospedale la placenta, da sotterrare di fronte all’abitazione. La placenta, in stretto contatto con la terra, rappresenta per loro un buon auspicio per le generazioni future e un augurio di fertilità. Si racconta che alcune donne che non riescono a concepire si legano la placenta sulla schiena sistemandola sotto il vestito e la portano con se anche quando escono per andare al mercato. Ho sentito dire che in alcuni villaggi delle donne mangiano parti della placenta per auspicarsi di restare incinte. Quando una donna partorisce nel nostro ospedale e la sua famiglia ci chiede la placenta noi non possiamo rifiutarci di farlo e gliela consegniamo avvolgendola in un panno che la madre della puerpera aveva in precedenza preparato.
Finalmente il Presidente della Repubblica, Laurent Gbagbo, con grande sorpresa, annuncia ai giornalisti la data delle tanto auspicate elezioni che dovrebbero svolgersi il 30 novembre prossimo. Molti osservatori sono scettici sulla reale attendibilità di queste dichiarazioni, ma le forze in campo già stanno preparando la campagna elettorale. Il legame dei candidati, ma anche dei votanti con la loro etnia di origine è ancora molto forte anche se ultimamente ci sono segnali di maggiore obiettività. Attualmente sono tre gli schieramenti politici che si contendono l’elettorato: da una parte il Fronte Popolare Ivoriano (FPI) del Presidente Gbagbo e dal lato opposto il Partito Democratico della Costa d’Avorio (PDCI) dell’ex Presidente Henri Konan Bédié, quindi la Coalizione dei Repubblicani (RDR) con a capo l’economista Alassane Ouattara. Attendiamo gli eventi.
Le strade cariche di terra rossa, secche e aride da circa cinque mesi, sono oramai rigate da rigagnoli di acqua piovana che rischiarano allo stesso tempo la frutta che abbellisce i tanti mercati di Abidjan. Tra le tante luci che ogni mattina ci danno il benvenuto, la piccola Elena – l’ultima nata -appare la più luminosa.
* medico ginecologo
È MORTO FABIO DE NARDIS AMBASCIATORE ITALIANO A LIMA: IL CORDOGLIO DEL MINISTRO FRATTINI
(19/05/08) ROMA\ aise\ - A seguito di una grave malattia, è morto l'ambasciatore italiano a Lima, Fabio De Nardis. Alla sua famiglia è giunto oggi il cordoglio del Ministro degli Esteri, Franco Frattini, appena tornato proprio dal Perù dove aveva partecipato al vertice Ue-America Latina. Nell'esprimere i sentimenti di sincera partecipazione al dolore della famiglia, il Ministro Frattini ha ricordato le doti di grande professionalità di De Nardis, e la dedizione e lealtà con la quale ha saputo servire il Paese.
De Nardis era nato a Roma nel 1949, laureato in giurisprudenza è entrato in carriera diplomatica nel 1975. Tra gli incarichi ricoperti nel corso della carriera, dopo essere stato assegnato alla Direzione generale affari economici, nel 1978 è stato ad Al Kuwait, dal 1980 al 1985 alla Rappresentanza permanente d''Italia presso la CEE a Bruxelles, quindi a Sofia. Nuovamente alla Farnesina, nel 1988 era Capo Segreteria della Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo. Nel 1991 Console Generale a Sydney e nel 1995 Primo Consigliere a Parigi, nel 1999 De Nardis rientrava a Roma per prestare servizio presso la Direzione generale affari economici e successivamente presso la Direzione generale per l''integrazione europea. Nel 2000 è stato nominato Consigliere per gli Affari Internazionali del Ministro per i Beni e le Attività Culturali mentre dal 2002 era Ministro Plenipotenziario. Dal 2006 era a Lima. (aise)
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Lo staff di Il Messaggero Italo-Peruviano si unisce nell’esprimere le più sentite condoglianze a tutta la famiglia De Nardis.
L'INTER CAMPIONE: IBRA MISTER SCUDETTO. MORATTI: FIERI, TUTTI TIFAVANO CONTRO DI NOI
(19/05/08) Il Giornale. Milano - L'Inter è campione d'Italia. La squadra di Roberto Mancini ce l'ha fatta nell'ultima giornata-scudetto in una domenica da brivido. Lo scudetto numero 16 dei nerazzurri porta la doppia firma dell'uomo simbolo della squadra: Ibrahimovic. L'attaccante svedese ha scacciato il fantasma della Roma con una doppietta nel secondo tempo. Prima è andato in gol al 17', poi ha fatto il bis al 33' chiudendo l'incontro.
Trionfo nerazzurro e festa grande a Milano Trionfo messo in discussione fino all'ultimo, ma conquistato serrando le fila, raccogliendo le ultime energie e l'orgoglio. Come chiedeva il presidente Massimo Moratti. Ora è festa. Dimenticato il primo tempo con il Parma, quello 0 a 0 che rievocava incubi nemmeno troppo lontani. Festa al Tardini, a Parma e festa a Milano dove impazzano i caroselli dei tifosi fra bandiere, clacson, sfottò ai cugini rossoneri. In migliia si sono radunati in piazza Duomo per festtegiare nonostante la pioggia e un gigantesco scudetto è stato issato dai tifosi nerazzurri sulla base della statua raffigurante Vittorio Emanuele nel centro di piazza Duomo a Milano. Non mancano gli striscioni e i cori di scherno rivolti ai cugini milanisti, rimasti fuori dalla Champions League. Oggetto degli sfottò, tra gli altri, in particolare, l'ex Ronaldo ('Ronaldo non sai cosa ti sei perso anche quest'anno') e, soprattutto, il giocatore rossonero Massimo Ambrosini, reo di aver 'offeso' i tifosi nerazzurri durante i festeggiamenti per la conquista, lo scorso anno, da parte del Milan della Champions League. E stasera alle 22 al Meazza si replica: campioni.
L'urlo di Mancini Per il "Mancio" tra vincere uno scudetto con cinque giornate di anticipo e metterselo sul petto all'ultima giornata, dopo averlo perso per oltre un'ora in cui si sono materializzati tutti i peggiori incubi nerazzurri, fa una bella differenza davvero. "E' per gli interisti, è solo per gli interisti", urla in mezzo al caos dopo il fischio finale di Rocchi, mentre faticosamente cerca di raggiungere gli spogliatoi. Poi si ricuce la bocca, perché è fatto così e, anche nel giorno della festa, non dimentica le critiche ricevute da tutte le parti sulla sua stagione . Anche se è stata vincente.... C'é ancora una partita da giocare e un trofeo da vincere a Roma contro la Roma, poi il suo futuro sarà più chiaro.
Moratti: tutta l'Italia tifava contro di noi... "Sono felicissimo, i ragazzi hanno stravinto un campionato difficilissimo". Il presidente Massimo Moratti, ai microfoni di Sky, ha commentato così il 16/o scudetto nerazzurro. "Nonostante tutta l'Italia ci abbia tifato contro... - ha proseguito - ma questo ci rende ancora più orgogliosi. La squadra è stata formidabile, Mancini gli ha dato la sicurezza per vincere. Cosa dirò alla squadra? Solo poche parole, ora è tutto sentimento". Presidente Moratti, Roberto Mancini resta? "Grazie, arrivederci". Sul futuro dell'allenatore nerazzurro ha preferito glissare il numero uno dell'Inter Massimo Moratti, interpellato da Sky subito dopo il termine della partita con il Parma che ha portato lo scudetto. A precisa domanda Moratti ha evitato di rispondere. Si è limitato a dire: "Vi saluto, grazie...'.
I complimenti di Berlusconi "Come milanese e amico della famiglia Moratti, esprimo al presidente Moratti, alla società, e a tutti i tifosi nerazzurri i miei più vivi e cordiali complimenti per la meritatissima vittoria dello scudetto". Lo afferma il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in una nota commentando la vittoria dello scudetto da parte dell'Inter.
Stankovic: siamo i più forti "Possono gufarci tutti e inventarsi qualsiasi cosa, ma siamo i più forti". E' incontenibile la gioia di Dejan Stankovic, dopo la conquista dello scudetto n.16 della sua Inter. "Faccio i complimenti alla Roma, che ha fatto un calcio spettacolo e ci hanno creduto fino alla fine - ha detto a Sky Stankovic - ma l'Inter non è un caso se da due anni é in testa alla classifica".
Bella Roma ma... Già, perché la Roma di Spalletti, la più bella squadra del campionato come gioco, a Catania era andata in vantaggio quasi subito con Vucinic all'8' del primo tempo. Ci speravano i giallorossi privi di capitan Totti. Poi è arrivata la doppia doccia fredda, nel secondo tempo: prima la notizia del raddoppio interista, poi il pareggio del Catania a sei minuti dalla fine. Ma la Roma esce a testa alta da questo campionato in cui ha lottato fino in fondo, credendoci, senza mai arrendersi. E ha reso più bello e vero il torneo.
Spalletti promuove i suoi, Zenga piange Lacrime di Walter Zenga per la salvezza "sudata e meritata", soddisfazione per Luciano Spalletti che valuta molto positivamente la stagione dei suoi ai quali alza il voto "da 9 a 9,5". Il dopo gara di Catania-Roma è tempo di bilanci ma per il tecnico dei giallorossi "non di rimpianti". "Abbiamo fatto il record di vittorie per la Roma - dice Spalletti - e siamo arrivati secondi per il terzo anno consecutivo, visto la potenza economica di quella che è arrivata prima mi sembra un ottimo risultato". Per questo sostiene di "non aver alcun rammarico perché l'Inter ha dimostrato di essere più brava a portare i risultati a casa. Lo scudetto - osserva - se lo ha vinto vuol dire che lo merita". Felice nel dopo gara è invece Walter Zenga ma, ci tiene a ribadirlo, "non per lo scudetto dell'Inter ma per la salvezza del Catania". "Sono felice - aggiunge - per questa città che mi ha dato e insegnato tanto, dove c'é tanta gente che sa cosa significa soffrire fino in fondo e noi da loro dobbiamo imparare a combattere sempre". Il suo presidente, Antonino Pulvirenti, lo elogia: "Faccio i complimenti a Zenga per come ha gestito la settimana trascorsa, perché non era facile, ho visto che ha lavorato molto bene, soprattutto a livello mentale, e i risultati si sono visti. Su di lui avevo detto che il rapporto sarebbe continuato in caso di permanenza in Serie A del Catania e la salvezza è arrivata e quindi resta".
CASO RAI3, SERENA DANDINI SFRATTA IL TG E FA LITIGARE DI PIETRO E VELTRONI
di Francesca Angeli
(19/05/08) Il Giornale. Dandini contro Berlinguer. Vergassola anti Mannoni. Di Bella versus Leone. E Di Pietro addenta Veltroni che, serenamente e pacatamente, replica: «No, non se po’ fà, io non c’entro». Quel pasticciaccio brutto de viale Mazzini inizia quando dai corridoi di Saxa Rubra trapela una inaspettata decisione dei vertici Rai. Primo piano, lo spazio di approfondimento del tg3, verrà declassato dalla seconda serata alla terza, round midnight. Al suo posto dal lunedì al venerdì andrà in onda Parla con me, striscia satirica condotta dalla veterana della risata in tv, Serena Dandini. Il posticipo però non viene affatto gradito dalla squadra del tg3. Il direttore della testata, Antonio Di Bella, spiega che la decisione gli è stata comunicata per lettera dal vicedirettore generale, Giancarlo Leone, in modo del tutto inatteso. E la redazione del tg3, in difesa dei suoi spazi, spara un durissimo videocomunicato sindacale durante l’edizione di punta, quella delle 19: immagini drammatiche come quelle del terremoto in Cina, accompagnate da volti dei conduttori più noti e amati dal pubblico, da Bianca Berlinguer a Maurizio Mannoni, e poi sopra un timbro rosso: cancellato, come una lettera scarlatta di condanna. E chi sarebbe il mandante dell’esecuzione? Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei Valori, non ha dubbi: la manovra è architettata da Walter Veltroni ed è stata favorita da quello che lui ritiene un disdicevole inciucio con Silvio Berlusconi. «Ci chiediamo come mai il nuovo clima di bon ton politico non abbia sconsigliato di prendere un provvedimento di tale portata», osserva Di Pietro.
Ma Veltroni respinge le accuse al mittente. «Vedo che qualche esponente politico, insiste, per evidenti manie di protagonismo, a coinvolgere il Pd e il suo segretario nella polemica relativa all’annunciata scelta aziendale della Rai» dice Veltroni, che poi precisa di non avere nulla a che fare con tutta questa storia e di esserne venuto a conoscenza «leggendo i giornali». Il leader del Pd giudica la vicenda «grottesca» e «sbagliata la decisione di ridimensionare uno spazio informativo prezioso».
Che sia uno sbaglio relegare lo spazio di approfondimento del tg3 lo pensano in parecchi. Anche nel centrodestra. Il presidente dei senatori Pdl, Maurizio Gasparri, esprime «piena solidarietà al tg3 per l’incredibile decisione dei vertici Rai di penalizzare uno spazio informativo apprezzato come Primo piano». Per Fabrizio Cicchitto, presidente del gruppo Pdl alla Camera, è «inaccettabile lo spostamento di Primo Piano in piena notte». Solidarietà al tg3 arriva anche da esponenti del Pd come il presidente dei deputati, Antonello Soro.
La Rai prova a gettare acqua sul fuoco spiegando che «non esiste un progetto di cancellazione di Primo piano» ma conferma che l’ora di partenza del programma slitterà alle 24. Dunque i giornalisti restano sul piede di guerra e convocano per martedì l’assemblea nazionale dei comitati di redazione. Per mercoledì è già fissato l’incontro tra Rai, Usigrai e Cdr del Tg3.
LA SPAGNA DI NUOVO CONTRO L'ITALIA: «BERLUSCONI VUOLE CRIMINALIZZARE I DIVERSI»
Nuove critiche da Corbacho. Ma in serata Madrid smorza i toni
«Mentre io mi assumo la responsabilità di "gestire il fenomeno" dell’immigrazione»
(19/05/08) Corriere della Sera. MADRID - Nuove critiche dalla Spagna alla politica sull’immigrazione adottata dal governo italiano guidato da Silvio Berlusconi, ma poi in serata Madrid cerca di smorzare la polemica. Un ministro dell’esecutivo socialista spagnolo, Celestino Corbacho, ha accusato Roma di voler «criminalizzar»" questo fenomeno anziché «gestirlo», secondo quanto riferisce El Mundo online citando l'agenzia di stampa Europa press. Corbacho è il ministro del Lavoro e dell’Immigrazione spagnolo. Il governo di Berlusconi vuole «criminalizzare quanti sono diversi mentre io mi assumo la responsabilità di gestire il fenomeno» dell’immigrazione, ha dichiarato Corbacho.
TONI SOFT - «Non c'è nessuno scontro con il governo italiano» sulla questione dell'immigrazione, «non c'è nessun problema». Lo ha detto in serata Diego Lopez Garrido, segretario di Stato agli Affari europei. «Questa è la posizione del governo spagnolo», ha sottolineato Lopez Garrido, precisando di averlo ribadito nel pomeriggio in una conversazione telefonica con l'ambasciatore italiano a Madrid Pasquale Terracciano, dopo le dichiarazioni di Corbacho. Ma la polemica è destinata a non chiudersi dopo l'intervista di un altro ministro spagnolo, Bibiana Aido, che ha detto che «pagherebbe di persona uno psichiatra per Berlusconi, ma servirebbero molte sedute».
GASPARRI - Il premier spagnolo deve far «tacere» i suoi ministri. Lo dice il presidente dei senatori Pdl Maurizio Gasparri, in riferimento alle ultime dichiarazioni dei ministri spagnoli Bibiana Aido e Maria Teresa Fernandez. «Bisognerà che qualcuno spieghi ai ministri spagnoli che la politica non è uno scherzo. Questo stillicidio di provocazioni deve cessare con urgenza. Ribadisco che è compito di Zapatero mettere a tacere ministri e ministre che stanno tenendo un comportamento difficilmente tollerabile. Non si tratta di battute scherzose, ma di offese gratuite. Ora basta».
IL PRECEDENTE - Il vice presidente e portavoce del governo di José Luis Rodriguez Zapatero, Maria Teresa Fernandez del Vega, aveva scatenato una mini-crisi tra Spagna e Italia due giorni fa, sottolineando che la politica d’immigrazione in Italia poteva incitare al «razzismo e alla xenofobia». Zapatero aveva risolto questo «malinteso» spiegando che De la Vega faceva in realtà riferimento agli atti di violenza avvenuti mercoledì a Napoli dove due campi rom erano stati incendiati e non aveva criticato direttamente il governo italiano. Il ministro del Lavoro e dell’Immigrazione è tuttavia tornato alla carica domenica sottolineando, come il vice presidente due giorni fa, che è necessario «rispettare i diritti umani» quando si lotta contro l’immigrazione clandestina. «Un immigrato illegale ha un solo destino, il ritorno nel suo Paese, ma per ottenere questo bisogna soddisfare tutte le condizioni di rispetto dei diritti umani», ha dichiarato durante una riunione pubblica a Estremadura (sudovest della Spagna), secondo l’agenzia Europa Press. Il governo di centrodestra di Berlusconi ha annunciato la realizzazione di nuove misure repressive per la lotta contro l’immigrazione clandestina e ha realizzato giovedì scorso una vasta operazione contro la criminalità legata a questo fenomeno, con l’arresto di 383 persone, 268 delle quali straniere.
MUSICA: LUCIANO PAVAROTTI & LUCIO DALLA - CARUSO (LIVE 1992)
Luciano Pavarotti e Lucio Dalla cantano Caruso
L'INTER DI IBRA È CAMPIONE D'ITALIA

I nerazzurri soffrono il Parma, poi lo svedese decide la stagione nerazzurra
Il Milan vince, ma la Champions sfila
In Uefa anche Sampdoria e Udinese
Retrocessi Livorno, Empoli e Parma
(18/05/08) La Stampa. PARMA. Il primo, complice lo scandalo Calciopoli, in ritardo. Il secondo con un anticipo imbarazzante. Il terzo, in controtendenza con gli standard monotoni del calcio italiano, sul filo di lana. Grazie al 2-0 imposto oggi al Parma in trasferta con una doppietta di Ibrahimovic, l’Inter ha conquistato il suo terzo scudetto consecutivo, portando a 16 il computo dei titoli italiani in bacheca. L’Inter, che quest’anno festeggia il centenario della sua fondazione, fino ad oggi non aveva mai vinto tre scudetti consecutvi. Eliminata dalla Champions League negli ottavi di finale dal Liverpool, l’Inter in questa stagione può ancora conquistare la Coppa Italia e la Supercoppa Italiana. In entrambe le finali i nerazzurri affronteranno la Roma, che oggi ha pareggiato 1-1 in casa del Catania. I siciliani, grazie ad una rete di Martinez, hanno evitato la retrocessione condannando alla Serie B l’Empoli (inutile 2-1 al Livorno già condanato) ed il Parma.
Nella corsa alla Champions League la volata ha premiato la Fiorentina, che al pari della Juventus giocherà i preliminari della massima competizione europea. I viola hanno conservato il quarto posto vincendo 1-0 in casa del Torino con un gol spettacolare di Osvaldo. Il Milan - inutile 4-1 all’Udinese in rimonta - ha chiuso quindi al quinto posto e giocherà la competizione europea minore, la Coppa Uefa. In Uefa anche Sampdoria ed Udinese. Sul fronte dell’ordine pubblico da segnalare i tafferugli verificatisi a Parma, dove nonostante il divieto delle autorità di pubblica sicurezza i sostenitori nerazzurri sono riusciti ad assistere all’incontro dalle tribune. A centinaia i tifosi dell’Inter si sono riversati in campo al fischio finale per festeggiare il successo della loro squadra.
Il campionato, sul fronte delle "tensioni arbitrali", si è chiuso con diversi episodi da moviola sia a Parma che a Catania. A Catania ai padroni di casa, sull’1-0 per la Roma, è stato annullato un gol per fuorigioco di Mascara, apparso evidente. A Parma l’arbitro Rocchi è stato contestato dagli emiliani, che hanno chiesto le mancate espulsioni di Vieira (ammonito per una gomitata al volto inferta a Fernando Couto) e Materazzi (intervento da ultimo uomo su Budan lanciato a rete, non sanzionato). Il Parma, sotto di una rete, ha reclamato per un presunto fallo da rigore di Materazzi su Coly.
IL MINISTRO DEGLI ESTERI FRANCO FRATTINI A LIMA PER LA "V CUMBRE ALC-UE"
Alle 08,30 precise il nostro Ministro degli Esteri Franco FRATTINI, in rappresentanza del Governo Italiano, salutava il Presindete del Peru' Dott. Alan GARCIA PEREZ che lo accoglieva sulla soglia del Museo della Nazione dove si e' svolta la V CUMBRE AMERICA-LATINA-EUROPA. Il Ministro si e' incontrato con i Governanti dei 60 paesi presenti e si e' compromesso con loro nella lotta contro la poverta' e il cambio climatico. Franco FRATTINI politico eccellente basta ricordare il suo ultimo incarico nella Comunita' Europea per capire chi e' stato scelto per questo delicato compito, sensibile e attento alla politica SUD-AMERICANA
non e' restato indifferente alle richieste del Presidente Alan GARCIA PEREZ quando ha parlato sullo sperpero di denaro per la corsa all'aquisto di armamenti, ha detto che queste risorse potrebbero essere destinate a risollevare milioni di esseri umani che lottano giornalmente con la fame.La Commissione Europea,organo esecutivo della UE, ha stanziato 5 milioni di euro che sono circa 7,7 milioni di dollari per la prima fase di questo nuovo programma che si chiamera' EURO-CLIMA. Tutti i partecipanti hanno affermato che sono pronti ad aumentare il benestare dei loro popoli dicendo che chiaramente il benestare dipende esclusivamente dal commercio Primo motore di crescita. In questa occasione il Presidente del Venezuela Ugo CHAVEZ, ha chiesto scusa alla Cancelliera Tedesca Angela MERKEL che giorni addietro la qualifico' come discendente del dittatore tedesco con un abbraccio e un sorriso. Il Presidente CHAVEZ ha sorriso anche al Primo Ministro Spagnolo Jose' Luis RODRIGUEZ ZAPATERO, i rapporti si erano raffreddati da quando il Re di Spagna disse al Presidente CHAVEZ "zitto tu".
Carmine Ragucci
COMUNICADO DE LA ASOCIACIÓN DE DESCENDIENTES ITALIANOS EN EL PERU - ADIPERU
Lima, 09 de Mayo del 2008
Señor
Oscar Malca
Editor Revista Somos
Jr. Miroquesada N° 300
Cercado de Lima.-
Por medio del presente presentamos nuestros atentos saludos y a la vez expresar nuestra sorpresa e indignación por la publicación del articulo de Virginia Rosas, en el cual se trata de presentar un concepto equivocado de la sociedad italiana, por haber elegido nuevamente al Sr. Silvio Berlusconi como Primer Ministro, hecho político que no tiene mayor relevancia, teniendo en consideración que aquí en el Perú hemos elegido democráticamente por partida doble al Arq. Belaunde, al Dr. Alan Garcia , y al Ing. Fujimori, acaso por una romántica idealización o por nuestra convicciones políticas, o porque no teniamos otra alternativa seria, dicha coyuntura no es motivo para que se considere al Perú y a los peruanos con términos despectivos que no reproduzco por respeto al público lector, asimismo como en cualquier otra sociedad Italia nuestro pais de origen y sus ciudadanos ha elegido en estos comicios de abril último al político a quien consideran idóneo para gobernarlos, ya la historia se encargará de escribir en sus páginas si la decisión electoral fue la idónea o no; y es por ello consideramos que por respeto a los ciudadanos italianos residentes en el Perú. Nosotros como descendientes de quienes cruzaron el Atlántico en busca de un porvenir en diferentes oleadas inmigratorias al Callao, rechazamos tajantemente las particulares expresiones publicadas por Virginia Rosas, que presentan a la sociedad italiana en forma denigrante, olvidando el aporte al Perú que se ha efectuado en todos los campos de parte del Gobierno Italiano, de la sociedad, de las inversiones sociales en las zonas de emergencia y de extrema pobreza que a traves del Fondo Italo Peruano, FIP, que representan uno de los más grandes inversiones en América, del trabajo del Instituto de Comercio Exterior ICE por promover las exportaciones peruanas, asi como la ayuda humanitaria a los damnificados en Ica, que representan uno de los más grandes valores italianos como la solidaridad del cual Italia es uno de los mayores exponentes, asi como de sus productos y tecnología que con suceso demuestran al mundo su calidad al servicio del desarrollo biotecnológico, farmacéutico, sin contar al extraordinario aporte artístico como curadores del más grande patrimonio cultural del planeta. Hoy más que nunca decimos que nos sentimos orgullosos de ser italoperuanos herederos de nuestra doble identidad cultural.
Atentamente,
Abog. Vanessa Mendoza Fuentes
DNI 10813341
Presidenta ADIPERU
COMUNICATO DEL PARTITO DEMOCRATICO DEL PERÙ
Al Egregio Dott. Alessandro Gafforio Responsabile Popolo della Libertá di Lima Perú
Egregio Dott. Gafforio,
Come Coordinatore di una parte degli italiani del mondo del Perú, Le esprimo la mia piú totale delusione e penso alla gente che ha avuto fiducia in voi votandovi, avendo avuto Lei un colloquio con il Signor Ministro Franco Frattini (in visita a Lima), che ripeto é Ministro di tutti gli italiani. Nel lungo dialogo che Lei ha avuto con il Signor Ministro tra gli importanti temi (riferito dal Messaggero Italo Peruviano) com'é che si é dimenticato di chiedergli l'assoluta mancanza di da parte del suo governo di un rappresentante per gli Italiani del mondo? Hanno nominato anche gli usceri dei ministeri, ma si sono dimenticati di noi dei nostri grandi porblemi. Ne un viceministro, ne un sottosegretario il nulla! Cosa dirä agli italiani che vi hanno votato o seguirete a far finta di niente che tutto va bene per noi come nel colloquio con il Ministro?
grazie
Massimo Ricci
Partito Democratico
COPERTINA: 16/05/08
giornale indipendente di notizie e cultura - 16/05/08 | ||
| in primo piano | video | |
| IMIP Ministro Franco Frattini incontra rappresentanti di Azzurri del Perù | |
Il ministro degli Affari Esteri d'Italia in visita a Lima incontra Alessandro Gafforio e Marco Lercari | Totò, Peppino e la Malaffemena | |
| più informazione | editoriale | |
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Francesca in Argentina: "La mia professione è la mia passione" | Farris: "Porterò nuove energie al Circolo Sportivo Italiano" | Gino Amoretti: |
| notizie | articoli | Radio Italia |
* Roma: Discorso di Silvio Berlusconi alla Camera dei Deputati * Roma: È in arrivo il consolato digitale * Roma: L'On Porta (PD) replica ad un articolo apparso su L'Italiano * Roma: Caselli (PDL): "Voglio presentare un progetto di ricupero per gli ospedali italiani nel mondo" * Roma: Senatore Nicola Di Girolamo (PDL) indagato per violazione della legge elettorale * Perù: Carta de protesta del COMITES del Perú contra editorial del diario El Comercio * Perù: Carta abierta del PD del Perú al ministro Franco Frattini | * Ricky Filosa: * Massimo Seracini: Gli italiani nel mondo non esistono per il governo Berlusconi * Emanuela Medoro: Elezioni USA. La Corte Suprema, come la vorrebbe John McCain * Goffredo Palmerini La FUCI celebra il suo 59º congresso nazionale ricordando Aldo Moro | conduce: Angelo Música italiana, concursos y alegría Lun a Vie 10pm Domingos 4pm Radio Miraflores (96.1 FM) Martes 20: Radio Italia entrevista a Nek Viernes 23: Il Messaggero Italo-Peruviano en la radio |
| cultura | commenti | |
| * Eventos del Istituto Italiano di Cultura | * Gino Amoretti, Corrado Demofonti: * Nancy Risi, Rosa María Obando: * Mario Galardi, Giacomo Marasso: | |
| musica | ||
| * Matia Bazar cantano "Solo tu" | ||
| * Paola Marano: "Ancora Rosi" | ||
Su dirección fue obtenida de un sitio público o referido y nuestra intención es informarle sobre los servicios de nuestro diario los cuales además se encuentran a su disposición, le pedimos disculpas si no resultase de su interés. A todos los efectos nos unimos a las consideraciones establecidas por la ley Peruana 28493 que apunta a contrarrestar el llamado "marketing electrónico" o "mail publicitario", un E-mail no podrá ser considerado SPAM mientras incluya una forma de ser removido. Si no desea seguir recibiendo información, haga clic en la siguiente dirección: ilmessaggeroip@libero.it con el asunto REMOVER | ||
UN DESACERTADO EDITORIAL QUE DENIGRA Y OFENDE
di Gino Amoretti*
Leí con sorpresa y admiración el editorial de Virginia Rosas donde se tildaba a los italianos como "Elegantes por fuera e idiotizados por dentro", y no hablemos de los insultos dirigidos al presidente Berlusconi que sin duda no tienen nada que ver con el periodismo.
Sin embargo lo que más me sorprende es que el tristemente célebre "editorial" haya sido publicado nada menos que en el decano de la prensa nacional, el diario El Comercio, uno de los medios más importantes e influyentes que tantas veces resaltó el aporte cultural de la comunidad italo-peruana a lo largo de la historia del Perú.
Llevo bastante tiempo en el periodismo italiano como para decir que el editorial de la señorita Rosas no solo es desacertado, sino que denigra y ofende a los italianos y a sus descendientes.
Apoyo la carta de protesta del COMITES del Perú que al respecto envió al diario El Comercio porque creo que editoriales de ese tipo desfiguran la realidad y dañan el periodismo.
Direttore Responsabile*
Il Messaggero Italo-Peruviano
IL MESSAGGERO ITALO-PERUVIANO EN LA RADIO
A partir del próximo viernes 23 y todos los viernes a las 10:00pm en el programa Radio Italia que conduce el DJ italiano Angelo en Radio Miraflores (96.1 FM), las noticias más importantes de Italia y de la comunidad italo-peruana tendrán un espacio a cargo del director de Il Messaggero Italo-Peruviano, Gino Amoretti.
Durante el espacio se informará sobre el papel que vienen desempeñando los parlamentarios italo-sudamericanos en favor de las demandas de las comunidades italianas de nuestra región como la asignación de solidaridad, ciudadanía italiana, pensiones, asistencia social y de salud. Por supuesto también se informara sobre asociaciones italianas, eventos culturales, becas, oportunidades laborales y temas de interés para nuestra comunidad.
ELEZIONI USA. LA CORTE SUPREMA, COME LA VORREBBE JOHN MCCAIN
di Emanuela Medoro
Accade che Hillary Clinton, nonostante i deludenti risultati delle ultime votazioni, in Indiana e North Carolina, e nonostante le voci di un suo possibile ritiro, abbia deciso di continuare la sua corsa verso la Casa Bianca, vincendo largamente in West Virginia con il voto della classe media bianca che ha fatto riemergere la questione razziale nei suoi aspetti più critici. Nello stesso tempo mi arriva la lettera di Barack Obama, del 12 maggio, contenente sia il conteggio dei delegati ancora mancanti per la nomina, sia i conti delle spese per la campagna elettorale. Lasciando da parte queste ultime, che riguardano solo l’elettorato democratico americano, riporto il conteggio dei delegati. Obama dichiara di aver bisogno ancora di 169 delegati, il 36% dei rimanenti, per arrivare alla maggioranza richiesta per la nomina. Inoltre, sempre alla data del 12 maggio, 281 superdelegati, ovvero i rappresentanti più autorevoli del suo partito, si erano impegnati a votarlo. Oggi, dopo la vittoria della Clinton, rimane nel limbo del “quasi nominato”, come titola il New York Times on-line di poche ore fa.
Intanto John McCain, candidato già certo del partito repubblicano, produce il suo programma elettorale, capitolo per capitolo, con lettere circolari titolate “Dalla scrivania di John McCain”: prima quella sulla sua vita e sulla prigionia in Nord Vietnam, poi sull’idea di leadership, quindi sulla guerra in Iraq e sulla sanità. La newsletter più recente parla del futuro della Corte Suprema Usa. Segnala che durante il prossimo turno presidenziale si faranno almeno due posti liberi nella Corte Suprema e che la nomina dei giudici è compito del Presidente. Sottolinea poi l’importanza anche di un solo voto in quella sede e che argomenti di fondamentale importanza - come i diritti degli Stati, l’aborto, il Secondo Emendamento e la libertà di religione - sono stati decisi con un solo voto di maggioranza, 5 a 4.
Quindi McCain dichiara che, come Presidente, opererà perché siano nominati solo quei giudici che interpretano strettamente la Costituzione, consapevoli del fatto che il loro ruolo è solo quello di applicare fedelmente la legge scritta e non di imporre la loro volontà per mezzo del loro intervento. Invece, se sarà eletto uno dei suoi rivali democratici, si può essere certi che le nomine saranno per giudici che fanno la legge, incuranti della volontà popolare.
Dice ancora, McCain, di aver operato già in passato per favorire la nomina e la conferma di due giudici della Corte Suprema, Chief Justice John Roberts e Samuel Alito, i quali hanno entrambe dimostrato di essere degni della fiducia popolare, perché ritengono loro unica responsabilità l’applicazione della legge fatta dai rappresentanti eletti dal popolo. Essi, dunque, sono giudici di cui ci si può fidare per il rispetto dei voleri del popolo, i cui diritti previsti nelle leggi e le cui proprietà essi hanno giurato di difendere. Se invece sarà eletto Presidente uno dei democratici, quello nominerà giudici attivisti che dal loro seggio faranno le leggi, invece di applicarle. Conclude affermando che l’America ha bisogno di un leader il quale riconosca che è compito del popolo e degli Stati decidere che cosa è meglio per il Paese, non certo delle Corti e dei giudici.
Per chiudere con argomenti più leggeri, cito la lettera inviata dalla moglie di John McCain, Cindy, in occasione della Festa della mamma dove parla dei figli numerosi e del loro futuro, che lei vede sicuro solo se il marito diverrà Presidente. Acclude quindi un video con un dialogo tra John e la madre, Roberta, felicemente in vita all’età di 96 anni. Infine, sempre a scopo di raccogliere fondi, viene data notizia dell’apertura di un nuovo reparto aggiunto al negozio on-line, per la vendita di magliette e berretti ecologici (ecofriendly).
RADIO ITALIA ENTREVISTA A NEK
El DJ italiano Angelo, conductor de Radio Italia, exitoso programa de música italiana que se transmite en las ondas de Radio Miraflores, sostuvo una amena conversación telefónica nada menos que con el cantante italiano Nek, conocido ampliamente en toda Sudamérica por la canción "Laura se fue" (Laura non c'è).
Durante la entrevista Nek habló sobre el significado de su nombre, sus nuevos proyectos musicales y los detalles de la historia en la que se inspiró para escribir "Laura se fue".
La entrevista será transmitida por las ondas de Radio Miraflores (96.1 FM) el día martes 20 a las 10:00pm.
MINISTRO FRATTINI INCONTRA I RAPPRESENTANTI DI AZZURRI DEL PERÙ
Il Ministro degli Affari Esteri Onn. Franco Frattini, giá commissario dell’ Unione Europea, ha partecipato in rappresentanza del governo italiano alla firma del “Trattato di Lima” sulla lotta alla povertá, crisi alimentare e cambio climatico nell´ambito del V Summit ALC-CUE svoltosi a Lima.
Durante la sua visita ha anche avuto un lungo colloquio con il presidente degli Azzurri del Perú Dott. Alessandro Gafforio accompagnato dall´imprenditore Marco Lercari, informandosi sulla situazione della comunitá italiana del Perú e predisponendo iniziative per migliorare gli intercambi sia commerciali che culturali.
Al termine dell’ incontro abbiamo fatto al presidente Gafforio alcune domande:
D: Quale é stato il risultato del vostro colloquio?
R: Prima di tutto il ministro Frattini si é mostrato felicemente sorpreso dai risultati economici ottenuti dal Perú, congratulando espressamente il presidente García ,poi, arrivando ai temi piú propriamente attinenti ai temi della nostra collettivitá, ha voluto conoscere sia lo stato dell’ imprenditoria , sia le prospettive future, auspicando una crescita delle relazioni economiche e commerciali, dando la sua ampia disponibilitá a migliorare l´attenzione e la qualitá delle azioni del suo dicastero, sia con il Perú che con la comunitá italiana residente. Ha detto “…é quello che tanto il Presidente della Repubblica Napolitano che il Presidente del Consiglio Berlusconi ci chiedono, migliorare al massimo gli sforzi per recuperare le occasioni perdute, e soprattutto migliorare le professionalita con l´ottenimento di risultati concreti”.
D: Quali sono state le vostre impressioni?
R: Bé, prima di tutto allegria, poiché il ministro si é congratulato con Azzurri del Perú, un associazione che in pochi mesi ha raggiunto un eccellente numero di associati e soprattutto un programma di lavoro con degli obbiettivi concreti per la riorganizzazione e riposizionamento della comunitá italiana nel Perú. Il ministro era al corrente delle nostre iniziative ed ha sottolineato l´importanza di una comunitá organizzata per poter essere un buon supporto per le attivitá future. Fiducioso, dopo aver avuto l’ incontro, per la impressione di un sostanziale cambio di marcia tra il Ministero degli Affari Esteri e la nostra comunitá, opinione condivisa anche da Marco Lercari.
AL VIA IN URUGUAY UN SEMINARIO DI FORMAZIONE PER GLI OPERATORI PARTNER DELLA RETE ITES
(16/05/08) MONTEVIDEO\ aise\ - La formazione di 3 operatori-tutor, tutti selezionati dagli enti aderenti alla partnership di progetto, che avranno il compito di monitorare i tirocini attivati dal programma di tirocini formativi Ites, e 12 operatori antenne della rete informativa. Questo l'obiettivo del seminario organizzato nell'ambito del Progetto ITES sulle principali variabili tecnico-organizzative per l'avvio di un centro Servizi per il lavoro in Uruguay, che si terrà dal 19 al 23 maggio a Montevideo presso la Camera di Commercio Italiana dell'Uruguay.
Il seminario, a carico di un esperto di Italia Lavoro, è rivolto agli operatori appartenenti alle associazioni partner del progetto al fine di contribuire all'organizzazione di servizi che favoriscano le condizioni di occupazione e occupabilità della comunità italiana in Uruguay.
Il corso risponde alla esigenza di implementare le conoscenze degli operatori
coinvolti nel progetto presentando il programma di tirocini e il Portale del lavoro della comunità italiana in Uruguay. Il Portale rappresenta lo strumento connettore tra le diverse parti coinvolte, siano esse istituzionali, operative o beneficiarie dei servizi essendo finalizzato a: rendere disponibile le informazioni relative all'offerta dei servizi per il lavoro e la formazione presenti all'interno della comunità italiana, promuovere le opportunità disponibili, stimolare la partecipazione alla vita associativa ed alle iniziative ed agli eventi legati alla comunità italiana, promuovere la diffusione della cultura e della lingua italiana, creare la "comunità di pratica" degli operatori e dei partner della rete favorendo la comunicazione tra i membri e organizzando le risorse informative; rendere disponibili strumenti tecnologici per la gestione dei servizi per il lavoro, agevolandone le pratiche e migliorandone la qualità.
Il seminario si compone di quattro moduli didattici: il Progetto Ites come opportunità per le comunità degli italiani all'estero, i servizi per l'impiego: il programma di tirocini e incontro domanda-offerta, la "Rete Territoriale", la redazione diffusa: il modelo organizzativo e gli strumenti per la gestione del portale del lavoro.
Interverranno anche come relatori esterni Juan Raso su "Il mercato del lavoro
uruguayano e lo scenario normativo e istituzionale", Martha Pereyra su "Le Politiche Attive del Lavoro in Uruguay", Maria Menéndez su "L'incrocio tra domanda e offerta di formazione professionale" e Francesco Vigliarolo su "La rete Territoriale". (aise)
CHI PENSA A RAI INTERNATIONAL?
Per gli eletti all'estero del centrodestra parlare di Rai International è ancora "prematuro". Eppure, gli italiani nel mondo ne sentono tanto il bisogno...
di Ricky Filosa
E' cambiato il governo, è cambiato il premier, sono cambiati deputati e senatori, ma Rai International è sempre la stessa. Piero Badaloni e la Cinquetti sono sempre al loro posto, e a quanto pare nessuno – almeno per ora – ha pensato di mandarli a casa.
Fra una nomina e l’altra, fra la composizione del governo e la fiducia al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, quello di Rai International sembra essere un problema relativamente piccolo. Purtroppo, aggiungiamo noi: anche se è comprensibile che in questi giorni si stia seguendo e pensando ad altro, la riforma di Rai International è uno di quei punti che tutti gli eletti all’estero, soprattutto quelli di centrodestra, hanno inserito nei loro programmi e fra le promesse da fare agli elettori.
Eppure, come ammette l’On.Guglielmo Picchi, eletto nelle fila del Popolo della Libertà in Europa, “non se n’è proprio parlato. In questo momento così particolare, non è una delle priorità”. Ecco, appunto. In ogni caso, “sicuramente cambierà qualcosa”, assicura l’azzurro, “ma bisogna parlarne in maniera collegiale, e analizzare il problema con calma, in tutta la sua complessità. Per ora viviamo una fase riflessiva – spiega Picchi – e la priorità non è Rai International, anche se siamo sicuri che sarà un argomento da affrontare presto”.
Aldo Di Biagio, anche lui eletto per il PdL in Europa, confessa che di Rai Intenational “ancora non se n’è parlato. Per il momento stiamo rincorrendo altre situazioni”, dice, riferendosi al fatto che Silvio Berlusconi non ha parlato di italiani nel mondo nel discorso con il quale ha chiesto la fiducia alla Camera.
Gli fa eco Giuseppe Angeli, Popolo della Libertà, eletto in America del Sud, che taglia corto: “Stiamo pensando ad altro, ma ovviamente poi affronteremo anche il tema di Rai International”.
Gli altri deputati contattati, ci hanno detto più o meno le stesse cose. E’ ancora presto, quindi, parlare del canale internazionale della televisione pubblica; “prematuro”, almeno secondo i nostri eletti. Gli eventi si susseguono velocissimi, e l’attenzione si sposta su altre cose più all’ordine del giorno. Eppure quello di Rai International, che trasmette contenuti a senso unico e che è sempre più lontana dall’equilibrio tanto auspicato dagli italiani residenti oltre confine, resta un grande nodo – rosso – da sciogliere. Se non oggi, prima possibile.
Intanto, lo ricordiamo ai lettori ma anche ai nostri politici, Rai International continua a deludere gli spettatori, continua a mangiare soldi senza produrre programmi di qualità. Persino il sindacato autonomo della Rai ha sollevato in questi ultimi giorni diversi interrogativi sulle più recenti vicende che hanno coinvolto Rai International.
Molti aspetti che non funzionano e non sono chiari, sono legati alla “Newco”: “la nascita di questa società può ricondursi alla delibera del Cda Rai del 19.20/2/2003, ma trova pratica applicazione con la più recente delibera del medesimo organo del 20 giugno 2007; nel frattempo viene rinnovata per il periodo 2007-2009 la Convenzione fra Rai e Presidenza del Consiglio dei Ministri che regolamenta i termini dell'offerta televisiva, radiofonica e multimediale per l'estero (detta Rai International)”, questo è quanto si legge in un comunicato del Libersind, sindacato autonomo della Rai.
Con la convenzione fra Rai e Presidenza del Consiglio dei ministri (si parla di 30milioni di euro, vi ricordate?) si sarebbe dovuto migliorare l’offerta del canale internazionale della Rai: tuttavia, pare che l’attuale gestione non abbia saputo ottenere risultati positivi. Anzi, al contrario, Rai International continua a perdere punti, e quattrini.
Unici introiti per il momento "certi" (?) sono quelli faticosamente incassati dalla Rai nei due più difficili continenti, quello africano e quello asiatico, e quelli più sostanziosi legati alla distribuzione dei 3 canali nazionali Rai in Europa, dove, fra l’altro, non è più disponibile (dopo meno di 4 mesi di "vita") il segnale internazionale o - quanto meno - quello che sta andando in onda non è vendibile né identificabile per l'utenza finale come un canale che rispecchia (per i non italiani) il meglio del "made in Italy" o un canale di servizio per gli italiani residenti in Europa.
Critiche da tutto il mondo c’erano state, e ci sono, anche per quanto riguarda il nome del canale internazionale della televisione pubblica italiana. Dopo anni di difficile conquista dei vari mercati, il "brand" Rai International viene sostituito - su richiesta dei vertici della NewCo - con il nome di "Rai Italia" ed ha anche un nuovo Logo. Questa decisione mette in dubbio non solo l'esistenza, ma soprattutto la serietà di una efficace strategia commerciale della Newco. Cambiare nome e logo, infatti, ad un canale dopo anni di faticosa conquista dei mercati esteri e di fidelizzazione ad un prodotto che rappresenta il "Made in Italy", è quasi un autogoal. Va rilevato come il logo sia stato elaborato da un consulente esterno che ha probabilmente valutato solo un interesse particolare, dimenticando quello superiore dell'Azienda.
Gli utenti all'estero continueranno perciò a pagare per un servizio che non si sa come verrà reso, quando sicuramente, come hanno sempre sostenuto diversi esponenti politici del centrodestra ma non solo, quello che si cela dietro la costituzione di questa NewCo è solo un'evidente assegnazione di poltrone e relativo elargimento di sostanziose prebende a personaggi di dubbia capacità manageriale e spirito imprenditoriale.
In relazione a quanto descritto il sindacato Libersind Confsal esprime tutta la sua contrarietà al progetto di costituzione della nuova società Rai International NewCo. All’attuale Direzione di Rai International, composta da un Direttore e ben 4 Vicedirettori, se ne aggiunge una nuova, composta, come si è detto, da soggetti con alti incarichi e lauti compensi, con una “mission” poco chiara e non descritta al Sindacato.
Di tutto questo e di molto altro ancora speriamo si occupi presto la politica, speriamo che gli eletti all’estero prendano posizione una volta per tutte.
Ricky Filosa – Gente d’Italia/Italia chiama Italia
EVENTO: CONCIERTO DE JAZZ DE PINO IODICE
MARTES 20 DE MAYO
TEATRO ANTONIO RAIMONDI
(Alejandro Tirado 274, Santa Beatriz, Lima)
8 P.M.
INGRESO LIBRE
El Instituto Italiano de Cultura en colaboración con la Fondazione Musica per Roma y el Auditorium Parco della Musica presentan el concierto de jazz que ofrecerá este martes 20 de mayo el músico Pino Iodice que se realizará en el Teatro Antonio Raimondi (Alejandro Tirado 298 – Santa Beatriz, Lima) a las 8 p.m. El ingreso es libre.
Pino Iodice es pianista, tecladista, compositor y arreglista. Nacido en Nápoles en 1965, se graduó en la especialidad de piano en 1987 en el Conservatorio de Avellino con el Maestro Angelo Salluzzi. Después se ha perfeccionado en composición y ha participado en los seminarios de Franco D'Andrea. Estudió arreglo de jazz en el Conservatorio de Latina, donde se graduó con las más altas notas.
Ha colaborado con un gran número de músicos con los que ha logrado desarrollar música para géneros diversos como el jazz y la música étnica y el pop.
CINEMA: "EL ÁRBOL DE LOS SUECOS"

“El árbol de los suecos”, (1978) de Ermanno Olmi. Con Carlo Rota, Luigi Ornaghi, Francesca Moriggi.
El film transcurre en la zona de Bérgamo durante los finales del siglo XIX, y describe, con gran sensibilidad y extraordinario verismo, la dignísima vida de un campesino pobre, que vive una existencia difícil, con grandes problemas económicos.
Informaciones
Fecha: jueves, 22 de mayo de 2008
Horarios: 6 p.m.
Lugar: Auditorio del Instituto Italiano de Cultura (Av. Arequipa 1075, Santa Beatriz).
Organizado por: Instituto Italiano de Cultura
Ingreso libre
TUCCI (COMUNITÀ): NECESSARIO IL PARERE DEI COMITES SUL CONTROLLO DELLA STAMPA ITALIANA ALL'ESTERO
(16/05/08) ROMA\ aise\ - Tutti gli anni in questo periodo, tutti gli editori ed i direttori di pubblicazioni italiane all'estero sono sottoposti ad una rigorosa analisi svolta da differenti membri del Comites che, sebbene non vincolante, assume la importanza di una valutazione di rappresentanti della nostra comunità democraticamente eletti per assolvere a questo compito. Sebbene sia corretto implementare i controlli, sarebbe auspicabile che questi fossero espressi oggettivamente, tralasciando le passioni personali di alcuni membri e assumendo questo delicato compito con la serietà che meriterebbe". Ne è convinto José Tucci, direttore del mensile Comunità di Buenos Aires, secondo il quale "non si dovrebbero approvare nuove pubblicazioni per il semplice fatto che sono "sostenute" da alcuni membri di questo organismo o perché sono di alcuni familiari, mentre si contestano quelle che superano ormai i 20 anni di regolare presenza nella collettività".
Secondo il direttore "si rischierebbe di entrare in un atto di discriminazione e censura della stampa. Alcuni dirigenti della collettività, fortunatamente una piccola minoranza, che oggi sono parte di questi organismi, approfittano di queste situazioni per penalizzare determinate pubblicazioni per questioni personali o di convenienza che dovrebbero essere inammissibili".
Dunque "sarebbe fortemente positivo che i Comites lavorassero ad una modifica della legge, che permettesse di implementare i controlli locali", sostiene Tucci, "ma anche di modificare, di comune accordo con gli editori, alcuni punti che oggi favoriscono pubblicazioni di associazioni locali e alcune pubblicazioni "vicine" a membri degli stessi Comites, che appoggiano tali decisioni attraverso canali poco obiettivi". "In nome della trasparenza", aggiunge, "sarebbe importante che si pubblicassero le decisioni individuali di ogni consigliere e le giustificazioni di questi pareri. Non è mai buono che, coloro che attuano correttamente paghino per i peccatori".
"Evidentemente", commenta il direttore del mensile Comunità "non sono sufficienti una pubblicazione con una tiratura ragionevole, un'organizzazione professionale, un ruolo "credibile", in sintesi una pubblicazione dove si evidenzia la presenza di un gruppo di lavoro e di una copertura territoriale seria". "Teniamo in conto", sottolinea, "che non tutte le persone sono in grado di giudicare l'operato di altre e non mi riferisco certo alle capacità intellettuali, quanto alla loro obiettività".
Infine, conclude Tucci "i parlamentari eletti dovrebbero essere presenti a queste decisioni dato che, in situazioni simili, hanno già dimostrato di essere di essere obiettivi". (aise)
I PICCOLI EDITORI CAMBIANO IL NOME ALLA LORO FEDERAZIONE: DALLA FIPED NASCE LA F.I.L.E
MIMMO PORPIGLIA (GENTE D'ITALIA) NOMINATO RESPONSABILE PER I GIORNALI ALL'ESTERO
(16/05/08) ROMA\ aise\ - Si è svolta a Roma l'assemblea nazionale della Federazione Nazionale Piccoli Editori che ha approvato all'unanimità il cambio di denominazione in Federazione Italiana Liberi Editori, scelta dettata dalla volontà di sottolineare l'indipendenza di una federazione che associa circa cento aziende editoriali operanti su tutto il territorio nazionale. Nel corso dell'Assemblea è stato anche eletto all'unanimità il nuovo Consiglio direttivo e le presidenze di categoria.
Enzo Ghionni è stato confermato alla presidenza. Vice presidenti sono stati nominati Beppe Fossati (Cronaca Qui) e Giuseppe Tatarella (La Verità). Tesoriere Marco Maria Caputo (Il Mediterraneo), Segretario Ludovico Gilberti (Sole delle Alpi- Il Canavese).
Sono stati nominati, invece, presidenti di categoria: per i quotidiani nazionali Gianfranco Guerzi (La Padania), per i quotidiani regionali Alfonso Ruffo (Il Denaro), per i periodici nazionali Vittorio Barreca (Spazio Rurale), per i periodici locali Ludovico Gilberti (Sole delle Alpi - Il Canavese), per l'editoria telematica Davide Mari (www.cittaoggiweb.it), per i giornali all'estero Mimmo Porpiglia (Gente d'Italia). Responsabile affari generali Ivo Virgili (Roma), relazioni sindacali Francesco Guzzardi (Conquiste del Lavoro), responsabile Ufficio Studi Gianni Di Giore (Libero).
L'assemblea ha quindi approvato il bilancio 2007 e dato mandato al presidente e al consiglio direttivo di avviare uno studio di sistema sulle attività degli associati, in modo da poter valutare il peso dell'associazione sia in termini economico-occupazionali che in termini di diffusione delle testate edite.
"Questo è per noi un giorno importante - ha dichiarato il presidente della F.I.L.E. Enzo Ghionni - a dieci anni dalla fondazione della Fiped voltiamo pagina, anche cambiando nome. Per rimarcare il senso della nostra storica missione. Vale a dire la difesa e la valorizzazione dell'editoria libera ed indipendente, con il suo radicamento sul territorio, la sua forza occupazionale, il suo vasto seguito di lettori. Una federazione più forte ed autorevole che, rivendicando all'esistenza di massmedia non appartenenti ai grandi gruppi, renda un servizio ai lettori e alla comunità". (aise)
AVVOCATO ITALIANO ARRESTATO INGIUSTAMENTE NEGLI STATI UNITI
IL SEN. DELLA SETA (PD) PRESENTA UN'INTERROGAZIONE AL MINISTRO FRATTINI
(16/05/08) ROMA\ aise\ - "Verificare se è vero che l'ambasciata italiana a Washington si è colpevolmente disinteressata dell'odissea di Domenico Salerno, cittadino italiano arrestato all'aeroporto di Washington e detenuto per giorni in una prigione della Virginia, e intervenire presso il governo degli Stati Uniti per evitare il ripetersi di episodi analoghi". È quanto chiede in un'interrogazione urgente al Ministro degli Esteri il senatore del Pd Roberto Della Seta, in relazione alla vicenda, raccontata ieri da "La Repubblica", che ha visto involontario protagonista un avvocato calabrese di 35 anni recatosi in vacanza negli Stati Uniti.
"Secondo quanto riportato sul quotidiano la Repubblica di ieri - si legge nell'interrogazione - un cittadino italiano, Domenico Salerno, avvocato calabrese di 35 anni, in vacanza negli Stati Uniti, all'arrivo all'aeroporto di Washington è stato oggetto di un trattamento totalmente illegale da parte della polizia locale: dopo bruschi interrogatori, dopo aver subito ogni genere di minaccia, è stato condotto con le catene ai piedi in una prigione del sud della Virginia, dove è stato trattenuto per molti giorni in una cella al freddo e costretto a dormire sul cemento. Tutto questo senza potersi avvalere di alcuno strumento giuridico di difesa, e senza che i rappresentanti diplomatici italiani, pure sollecitati in tal senso, siano mai andati a visitarlo".
"I cittadini italiani non hanno bisogno di visto per entrare negli Stati Uniti e soggiornarvi per motivi di turismo, per un periodo massimo di tre mesi. Agli agenti che lo interrogavano - si legge ancora in premessa - Salerno, recatosi sei volte durante gli ultimi due anni negli Stati Uniti dove ha la fidanzata, ha inutilmente spiegato di avere i mezzi per pagare il proprio soggiorno eppure questa spiacevole odissea è terminata soltanto dopo dieci giorni, grazie a due avvocati assunti dal padre della sua fidanzata e agli interventi del senatore repubblicano John Warner".
Alla luce di tali considerazioni, Della Seta ha chiesto al Ministro "di verificare urgentemente se corrisponda al vero che la rappresentanza diplomatica italiana, sebbene sollecitata, si sia del tutto disinteressata del caso di Domenico Salerno, non inviando nessun proprio funzionario a visitarlo nella prigione in cui era detenuto e non offrendogli alcuna assistenza legale; nel caso in cui si dimostri questa gravissima inadempienza, se ritenga di sanzionarla con adeguate misure e se non s'intendano avviare nei confronti del Governo degli Stati Uniti iniziative politico - diplomatiche utili ad evitare il ripetersi di episodi assurdi, incomprensibili e spiacevoli come quello accaduto a Domenico Salerno". (aise)
L'ON. PORTA (PD): RIPRENDERE LA BATTAGLIA IN PARLAMENTO PER L'ASSEGNO DI SOLIDARIETÀ E PER LA CITTAD
(16/05/08) ROMA\ aise\ - "Con il voto di fiducia che i due rami del Parlamento hanno assicurato al Governo Berlusconi, abbiamo adesso un potere legislativo ed esecutivo nella pienezza dei poteri che gli sono stati assegnati. È questo il momento di riprendere con decisione il cammino interrotto nella precedente legislatura per potenziare la rete consolare ed approvare in Parlamento alcuni provvedimenti già presentati e prioritari per le nostre comunità all'estero". Questo il commento dell'on. Fabio Porta, parlamentare eletto all'estero nella Ripartizione America Meridionale nelle file del Partito Democratico il quale ricorda oggi che "le risorse per il potenziamento dei Consolati già erano state approvate e stanziate in seguito all'approvazione, lo scorso anno, della legge finanziaria del 2008".
Secondo Porta "passate le elezioni è giunto il momento di utilizzarle, a partire dai Consolati del Sudamerica ed in particolare del Brasile, dove maggiore è l'accumulo delle pratiche per il riacquisto della cittadinanza. Contestualmente vanno ripresentati quegli importantissimi provvedimenti di legge che l'improvvisa interruzione della scorsa legislatura non ha permesso di approvare in Parlamento".
"Mi riferisco", specifica l'on. Porta, "alla proposta di legge che istituisce l'assegno di solidarietà, atteso da tanti anni soprattutto dai nostri connazionali residenti in Sudamerica; ma anche alla norma che consentirà di estendere anche alle donne la possibilità di trasmettere la cittadinanza anche ai figli nati prima del 1948, come infine alla possibilità di riacquistare la cittadinanza italiana per tutti coloro che, per diversi motivi, spesso forzati, l'hanno persa in passato per naturalizzarsi nel Paese straniero di residenza".
Infine, conclude il deputato del PD eletto in Sud America "per questi e per altre importanti iniziative legislative lavoreremo insieme e di comune accordo; in primo luogo come deputati eletti nelle liste del PD ma anche con i parlamentari degli altri gruppi che concorderanno con noi sull'importanza di approvare in tempi celeri provvedimenti tanto importanti ed attesi". (aise)
LA FUCI CELEBRA IN ABRUZZO IL SUO 59° CONGRESSO NAZIONALE RICORDANDO MORO
Dall’8 all’11 maggio i giovani della Federazione universitaria cattolica hanno affrontato temi epocali
di Goffredo Palmerini *
L’AQUILA – “Solo chi crede nei giovani, riuscirà ad educarli; solo chi ha il coraggio di chiedere loro cose grandi e buone, l’impegno di tutta la vita, ne conquista gli animi”. Con questo pensiero di Aldo Moro l’8 maggio scorso sono stati aperti i lavori del 59° Congresso Nazionale della Federazione Universitaria Cattolica Italiana (FUCI), tenutosi all’Aquila. Incipit non casuale, non solo in ragione della mesta ricorrenza del trentennale dell’assassinio del grande statista, il 9 maggio 1978, ad opera delle Brigate Rosse, ma perché Aldo Moro, che della FUCI fu Presidente dal 1939 al ’42, continua ad essere per i giovani universitari cattolici un vero riferimento di pensiero, di coerenza, d’apertura al dialogo, d’impegno civile e politico, di etica della responsabilità. Tanto che la relazione introduttiva, svolta dai presidenti uscenti Silvia Sanchini e Tiziano Torresi - proprio così vuole lo statuto della FUCI, una doppia presidenza bigenere –, ha delineato su molti campi gli argomenti del congresso dal problematico titolo “Domani cercasi”: dal tema “Giovani e società:un Paese vecchio ed immobile”, a “Giovani e Università: dove sono i “professorini”?” - con riferimento al gruppo di giovani docenti universitari costituito da Aldo Moro, Giorgio La Pira, Giuseppe Dossetti, Amintore Fanfani ed altri intellettuali cattolici, che animarono negli anni Quaranta una forte riflessione culturale nel Paese e nell’Assemblea Costituente -, dalla questione “Giovani e politica: un dialogo possibile” all’impegno “Con il futuro tra le mani”. Tutto poi trasposto in un’assunzione di responsabilità nella società del tempo che viviamo, come richiamato a conclusione della relazione d’apertura: “Siamo certi che sia nostro preciso dovere prenderci cura del tempo presente che ci è stato affidato, così come al tempo stesso, oggi più che mai, è nostro diritto tornare a progettare e sognare, giovani ed adulti insieme, il nostro futuro”. C’è davvero da sperare che l’impegno sempre vivo e generoso della FUCI possa risultare esemplare ed essere emulato dalle generazioni dei giovani della nostra Italia, preoccupati e sfiduciati del loro futuro.
Gran parterre alla cerimonia inaugurale del Congresso, tenutasi al teatro San Filippo. Saluti niente affatto formali o di circostanza, ma già partecipi dei temi in agenda. Sono intervenuti l’Arcivescovo dell’Aquila, mons. Giuseppe Molinari, l’assessore della Regione Abruzzo, Mahmud Srour, d’origine siriana, preoccupato per la pace specie per i rigurgiti di guerra civile in Libano, la presidente della Provincia, Stefania Pezzopane, il Rettore dell’Università dell’Aquila, Ferdinando Di Orio, il Sindaco della città, Massimo Cialente, il presidente della Fondazione FUCI, Vincenzo Cappelletti, l’ex fucino sen. Giuseppe Lumia, già presidente dell’Antimafia, che ha segnalato la forte testimonianza della FUCI nell’impegno civile per la legalità, il direttore dell’Ufficio Pastorale della CEI, don Niccolò Anselmi, il vice presidente del MEIC (Movimento Ecclesiale d’Impegno Culturale), Carlo Cirotto, l’assistente centrale dell’Azione Cattolica Ragazzi, don Adriano Caricati. Sono quindi cominciati i lavori della prima giornata, con la prolusione del sen. Franco Marini, già Presidente del Senato della Repubblica, sul tema “Tempi e crisi della politica italiana: quale il prezzo per i giovani?”, un’analisi sullo stato delle Istituzioni e del Paese, con un richiamo alla politica sulla questione della precarietà del lavoro che rende incerto il futuro, soprattutto dei giovani. Tre le relazioni del pomeriggio, con un’attenta platea di trecento studenti universitari provenienti da tutta Italia e da numerosi ospiti che ricolmavano la splendida navata-teatro della settecentesca chiesa dei filippini. La prima, tenuta dal prof. Ernesto Galli Della Loggia, ordinario di Storia contemporanea all’Università San Raffaele di Milano, sul tema “Quarant’anni dopo il Maggio ’68: illusioni, drammi e speranze d’una stagione”, molto apprezzata. Un lucido excursus che dalle speranze d’un mondo nuovo portate dalla “rivoluzione giovanile” del ’68 italiano, assai più complesso e diverso da quello europeo per la carica d’impegno politico e d’utopia, ha tratto un’analisi impietosa sulla metabolizzazione della classe dirigente degli impulsi modernizzatori del ’68 che ne vanificò l’effetto riformatore. Quindi sui limiti di quel movimento, visto con l’occhio autocritico d’una generazione che per intero l’ha vissuto, il quale al culto dei diritti non associò, come avrebbe dovuto, l’etica dei doveri e della responsabilità per rinnovare veramente la società italiana e le sue rappresentanze istituzionali. Sono poi seguite le interessanti relazioni del prof. Ilvo Diamanti, ordinario di Sociologia politica all’Università di Urbino sul tema “La giovinezza senza i giovani: i paradossi d’una società immobile” e di mons. Domenico Segalini, assistente generale dell’Azione Cattolica Italiana, sul tema “Domanda di Dio nei giovani e risposta della Chiesa”.
Intensa la giornata del 9 maggio, iniziata di buonora nella rinascimentale basilica di San Bernardino con una solenne celebrazione religiosa in memoria di Aldo Moro e di tutte le vittime del terrorismo, presieduta dal Cardinale Ersilio Tonini. Sono stati richiamati di Aldo Moro, figura autentica di cattolico impegnato in politica, i valori di testimonianza cristiana e la lungimirante visione d’una democrazia compiuta nel nostro Paese, fondata sul dialogo e sulla progressiva collaborazione tra le forze popolari anche per sconfiggere il terrorismo, poi stroncata con il suo rapimento in via Fani il 16 marzo ’78 e con il suo assassinio il 9 maggio, proprio ad opera dei brigatisti rossi. Ancora qualche ombra di mistero resta, della sua prigionia e della sua morte. Ma la sua personalità, l’acuta intelligenza, il profilo sobrio e rigoroso di politico e docente universitario, la capacità di dialogo e di composizione delle differenze, il suo senso delle Istituzioni, fanno di Aldo Moro la figura più rilevante dell’Italia repubblicana. Gli impegni dei congressisti sono poi continuati, a Palazzo Carli, con due comunicazioni di spessore: dell’on. Nando Dalla Chiesa in “La relazione educativa nell’Università di oggi: una generazione senza maestri?” , e del prof. Andrea Olivero, presidente nazionale delle ACLI, in “Giovani e mondo del lavoro: un futuro da precari?”. Quindi una tavola rotonda sul tema: “Perché l’Italia non è in mano ai quarantenni?” Moderata da Francesco Rigatelli, vi hanno partecipato Francesco Delzio, direttore Giovani Confindustria, Renato Balduzzi, docente all’Università del Piemonte Orientale, Annamaria Furlan, segretario confederale Cisl, Salvatore Vassallo, docente di Scienza Politica all’Università di Bologna, l’on. Giorgia Meloni, già vice Presidente della Camera dei Deputati ed ora nominata Ministro della Gioventù, e l’on. Enrico Letta, già Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Una riflessione circolare che ha fatto il punto sull’esigenza di ringiovanimento delle classi dirigenti del Paese. Le altre due giornate del 10 e 11 maggio sono state impegnate per l’Assemblea federale, per il rinnovo delle cariche negli organismi statutari della Fuci. Viva la soddisfazione per il notevole interesse suscitato dal Congresso e per l’ottima accoglienza che la città capoluogo d’Abruzzo ha riservato ai giovani congressisti ed agli ospiti. L’Aquila si è offerta con tutta la sua magnificenza architettonica ed artistica, con quattro giornate di sole che hanno esaltato il coro delle sue montagne ancora imbiancate, con un cielo azzurro terso e con il verde rigoglioso dei campi e dei boschi circostanti.
Profonda gratitudine è stata da tutti espressa al dinamico Gruppo Fuci dell’Aquila, presieduto da Giancarlo Della Pelle, che tanto si è impegnato per l’organizzazione e l’accoglienza congressuale nel capoluogo abruzzese. Il Gruppo aquilano, molto attivo e numeroso, fu ricostituito nel 1944 da Lorenzo Natali, su incarico dell’arcivescovo di allora, poi cardinale, Carlo Confalonieri, assai legato d’amicizia a Giovan Battista Montini, poi Papa Paolo VI, che della FUCI fu infaticabile animatore fin dal 1925. Lo ha ricordato in un documentato articolo Amedeo Esposito, celebre penna del giornalismo abruzzese e storico. L’arcivescovo Confalonieri, che durante il fascismo e l’occupazione tedesca della città aveva costruito ed incoraggiato una “resistenza bianca” salvando molti ebrei ed operando per la protezione della città dalla violenza nazista la quale comunque fece stragi nel ’43, con i Nove Martiri aquilani, e nel ’44 a Filetto ed Onna, - sull’argomento Amedeo Esposito ha scritto un interessante volume “Il Cardinale Carlo Confalonieri e L’Aquila” - s’era anche adoperato per avviare l’edificazione della nuova Italia, chiamando a ricostruire la FUCI un giovane che molta strada avrebbe poi fatto nell’Italia democratica, Lorenzo Natali appunto. Quel giovane, nato nel 1922 a Firenze, figlio del primario chirurgo dell’Ospedale civile cittadino, militò anche nella Resistenza. Nelle prime elezioni democratiche, il 18 aprile ’48, ad appena 26 anni, Lorenzo Natali venne eletto alla Camera dei Deputati, poi sempre rieletto deputato fino al 1979. A 32 anni fu nominato Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nel governo Segni, poi Sottosegretario alle Finanze e quindi al Tesoro. Dal 1966 al ’68 è Ministro della Marina Mercantile con il governo Moro, poi Ministro dei Lavori Pubblici nel secondo governo Leone, quindi ministro del Turismo e Spettacolo, nel primo governo Rumor. Ancora Ministro dell’Agricoltura, nei successivi governi Rumor, Colombo e nel primo e secondo governo Andreotti. Nel 1976 inizia a Bruxelles la sua carriera nella Comunità Europea, della cui Commissione diventa Vice Presidente dal 1977 al 1988, occupandosi di ambiente, sicurezza nucleare, politiche del Mediterraneo e problemi dell’allargamento, in particolare curando l’ingresso nell’Unione di Spagna, Portogallo e Grecia. Lorenzo Natali si spegne a Roma il 29 agosto 1989. Jacques Delors, il Presidente dell’Unione Europea, il 31 agosto all’Aquila tenne dell’amico l’orazione funebre. Un grande uomo politico, Lorenzo Natali, cui si deve il progetto e l’impostazione dello sviluppo infrastrutturale ed economico che hanno tratto l’Abruzzo dall’isolamento e dall’arretratezza, facendone una regione avanzata e moderna, unitamente all’impegno dell’altro politico abruzzese di spicco, Remo Gaspari. C’è da augurarsi che l’anno prossimo, nel ventennale della scomparsa, l’Abruzzo sappia degnamente ricordare ed onorare Lorenzo Natali, un artefice del progresso della regione e del Paese, una personalità significativa nella costruzione dell’Unione Europea.
* gopalmer@hotmail.com - componente del Consiglio Regionale Abruzzesi nel Mondo
LA FUCI CELEBRA IN ABRUZZO IL SUO 59° CONGRESSO NAZIONALE RICORDANDO MORO
Dall’8 all’11 maggio i giovani della Federazione universitaria cattolica hanno affrontato temi epocali
di Goffredo Palmerini *
L’AQUILA – “Solo chi crede nei giovani, riuscirà ad educarli; solo chi ha il coraggio di chiedere loro cose grandi e buone, l’impegno di tutta la vita, ne conquista gli animi”. Con questo pensiero di Aldo Moro l’8 maggio scorso sono stati aperti i lavori del 59° Congresso Nazionale della Federazione Universitaria Cattolica Italiana (FUCI), tenutosi all’Aquila. Incipit non casuale, non solo in ragione della mesta ricorrenza del trentennale dell’assassinio del grande statista, il 9 maggio 1978, ad opera delle Brigate Rosse, ma perché Aldo Moro, che della FUCI fu Presidente dal 1939 al ’42, continua ad essere per i giovani universitari cattolici un vero riferimento di pensiero, di coerenza, d’apertura al dialogo, d’impegno civile e politico, di etica della responsabilità. Tanto che la relazione introduttiva, svolta dai presidenti uscenti Silvia Sanchini e Tiziano Torresi - proprio così vuole lo statuto della FUCI, una doppia presidenza bigenere –, ha delineato su molti campi gli argomenti del congresso dal problematico titolo “Domani cercasi”: dal tema “Giovani e società:un Paese vecchio ed immobile”, a “Giovani e Università: dove sono i “professorini”?” - con riferimento al gruppo di giovani docenti universitari costituito da Aldo Moro, Giorgio La Pira, Giuseppe Dossetti, Amintore Fanfani ed altri intellettuali cattolici, che animarono negli anni Quaranta una forte riflessione culturale nel Paese e nell’Assemblea Costituente -, dalla questione “Giovani e politica: un dialogo possibile” all’impegno “Con il futuro tra le mani”. Tutto poi trasposto in un’assunzione di responsabilità nella società del tempo che viviamo, come richiamato a conclusione della relazione d’apertura: “Siamo certi che sia nostro preciso dovere prenderci cura del tempo presente che ci è stato affidato, così come al tempo stesso, oggi più che mai, è nostro diritto tornare a progettare e sognare, giovani ed adulti insieme, il nostro futuro”. C’è davvero da sperare che l’impegno sempre vivo e generoso della FUCI possa risultare esemplare ed essere emulato dalle generazioni dei giovani della nostra Italia, preoccupati e sfiduciati del loro futuro.
Gran parterre alla cerimonia inaugurale del Congresso, tenutasi al teatro San Filippo. Saluti niente affatto formali o di circostanza, ma già partecipi dei temi in agenda. Sono intervenuti l’Arcivescovo dell’Aquila, mons. Giuseppe Molinari, l’assessore della Regione Abruzzo, Mahmud Srour, d’origine siriana, preoccupato per la pace specie per i rigurgiti di guerra civile in Libano, la presidente della Provincia, Stefania Pezzopane, il Rettore dell’Università dell’Aquila, Ferdinando Di Orio, il Sindaco della città, Massimo Cialente, il presidente della Fondazione FUCI, Vincenzo Cappelletti, l’ex fucino sen. Giuseppe Lumia, già presidente dell’Antimafia, che ha segnalato la forte testimonianza della FUCI nell’impegno civile per la legalità, il direttore dell’Ufficio Pastorale della CEI, don Niccolò Anselmi, il vice presidente del MEIC (Movimento Ecclesiale d’Impegno Culturale), Carlo Cirotto, l’assistente centrale dell’Azione Cattolica Ragazzi, don Adriano Caricati. Sono quindi cominciati i lavori della prima giornata, con la prolusione del sen. Franco Marini, già Presidente del Senato della Repubblica, sul tema “Tempi e crisi della politica italiana: quale il prezzo per i giovani?”, un’analisi sullo stato delle Istituzioni e del Paese, con un richiamo alla politica sulla questione della precarietà del lavoro che rende incerto il futuro, soprattutto dei giovani. Tre le relazioni del pomeriggio, con un’attenta platea di trecento studenti universitari provenienti da tutta Italia e da numerosi ospiti che ricolmavano la splendida navata-teatro della settecentesca chiesa dei filippini. La prima, tenuta dal prof. Ernesto Galli Della Loggia, ordinario di Storia contemporanea all’Università San Raffaele di Milano, sul tema “Quarant’anni dopo il Maggio ’68: illusioni, drammi e speranze d’una stagione”, molto apprezzata. Un lucido excursus che dalle speranze d’un mondo nuovo portate dalla “rivoluzione giovanile” del ’68 italiano, assai più complesso e diverso da quello europeo per la carica d’impegno politico e d’utopia, ha tratto un’analisi impietosa sulla metabolizzazione della classe dirigente degli impulsi modernizzatori del ’68 che ne vanificò l’effetto riformatore. Quindi sui limiti di quel movimento, visto con l’occhio autocritico d’una generazione che per intero l’ha vissuto, il quale al culto dei diritti non associò, come avrebbe dovuto, l’etica dei doveri e della responsabilità per rinnovare veramente la società italiana e le sue rappresentanze istituzionali. Sono poi seguite le interessanti relazioni del prof. Ilvo Diamanti, ordinario di Sociologia politica all’Università di Urbino sul tema “La giovinezza senza i giovani: i paradossi d’una società immobile” e di mons. Domenico Segalini, assistente generale dell’Azione Cattolica Italiana, sul tema “Domanda di Dio nei giovani e risposta della Chiesa”.
Intensa la giornata del 9 maggio, iniziata di buonora nella rinascimentale basilica di San Bernardino con una solenne celebrazione religiosa in memoria di Aldo Moro e di tutte le vittime del terrorismo, presieduta dal Cardinale Ersilio Tonini. Sono stati richiamati di Aldo Moro, figura autentica di cattolico impegnato in politica, i valori di testimonianza cristiana e la lungimirante visione d’una democrazia compiuta nel nostro Paese, fondata sul dialogo e sulla progressiva collaborazione tra le forze popolari anche per sconfiggere il terrorismo, poi stroncata con il suo rapimento in via Fani il 16 marzo ’78 e con il suo assassinio il 9 maggio, proprio ad opera dei brigatisti rossi. Ancora qualche ombra di mistero resta, della sua prigionia e della sua morte. Ma la sua personalità, l’acuta intelligenza, il profilo sobrio e rigoroso di politico e docente universitario, la capacità di dialogo e di composizione delle differenze, il suo senso delle Istituzioni, fanno di Aldo Moro la figura più rilevante dell’Italia repubblicana. Gli impegni dei congressisti sono poi continuati, a Palazzo Carli, con due comunicazioni di spessore: dell’on. Nando Dalla Chiesa in “La relazione educativa nell’Università di oggi: una generazione senza maestri?” , e del prof. Andrea Olivero, presidente nazionale delle ACLI, in “Giovani e mondo del lavoro: un futuro da precari?”. Quindi una tavola rotonda sul tema: “Perché l’Italia non è in mano ai quarantenni?” Moderata da Francesco Rigatelli, vi hanno partecipato Francesco Delzio, direttore Giovani Confindustria, Renato Balduzzi, docente all’Università del Piemonte Orientale, Annamaria Furlan, segretario confederale Cisl, Salvatore Vassallo, docente di Scienza Politica all’Università di Bologna, l’on. Giorgia Meloni, già vice Presidente della Camera dei Deputati ed ora nominata Ministro della Gioventù, e l’on. Enrico Letta, già Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Una riflessione circolare che ha fatto il punto sull’esigenza di ringiovanimento delle classi dirigenti del Paese. Le altre due giornate del 10 e 11 maggio sono state impegnate per l’Assemblea federale, per il rinnovo delle cariche negli organismi statutari della Fuci. Viva la soddisfazione per il notevole interesse suscitato dal Congresso e per l’ottima accoglienza che la città capoluogo d’Abruzzo ha riservato ai giovani congressisti ed agli ospiti. L’Aquila si è offerta con tutta la sua magnificenza architettonica ed artistica, con quattro giornate di sole che hanno esaltato il coro delle sue montagne ancora imbiancate, con un cielo azzurro terso e con il verde rigoglioso dei campi e dei boschi circostanti.
Profonda gratitudine è stata da tutti espressa al dinamico Gruppo Fuci dell’Aquila, presieduto da Giancarlo Della Pelle, che tanto si è impegnato per l’organizzazione e l’accoglienza congressuale nel capoluogo abruzzese. Il Gruppo aquilano, molto attivo e numeroso, fu ricostituito nel 1944 da Lorenzo Natali, su incarico dell’arcivescovo di allora, poi cardinale, Carlo Confalonieri, assai legato d’amicizia a Giovan Battista Montini, poi Papa Paolo VI, che della FUCI fu infaticabile animatore fin dal 1925. Lo ha ricordato in un documentato articolo Amedeo Esposito, celebre penna del giornalismo abruzzese e storico. L’arcivescovo Confalonieri, che durante il fascismo e l’occupazione tedesca della città aveva costruito ed incoraggiato una “resistenza bianca” salvando molti ebrei ed operando per la protezione della città dalla violenza nazista la quale comunque fece stragi nel ’43, con i Nove Martiri aquilani, e nel ’44 a Filetto ed Onna, - sull’argomento Amedeo Esposito ha scritto un interessante volume “Il Cardinale Carlo Confalonieri e L’Aquila” - s’era anche adoperato per avviare l’edificazione della nuova Italia, chiamando a ricostruire la FUCI un giovane che molta strada avrebbe poi fatto nell’Italia democratica, Lorenzo Natali appunto. Quel giovane, nato nel 1922 a Firenze, figlio del primario chirurgo dell’Ospedale civile cittadino, militò anche nella Resistenza. Nelle prime elezioni democratiche, il 18 aprile ’48, ad appena 26 anni, Lorenzo Natali venne eletto alla Camera dei Deputati, poi sempre rieletto deputato fino al 1979. A 32 anni fu nominato Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nel governo Segni, poi Sottosegretario alle Finanze e quindi al Tesoro. Dal 1966 al ’68 è Ministro della Marina Mercantile con il governo Moro, poi Ministro dei Lavori Pubblici nel secondo governo Leone, quindi ministro del Turismo e Spettacolo, nel primo governo Rumor. Ancora Ministro dell’Agricoltura, nei successivi governi Rumor, Colombo e nel primo e secondo governo Andreotti. Nel 1976 inizia a Bruxelles la sua carriera nella Comunità Europea, della cui Commissione diventa Vice Presidente dal 1977 al 1988, occupandosi di ambiente, sicurezza nucleare, politiche del Mediterraneo e problemi dell’allargamento, in particolare curando l’ingresso nell’Unione di Spagna, Portogallo e Grecia. Lorenzo Natali si spegne a Roma il 29 agosto 1989. Jacques Delors, il Presidente dell’Unione Europea, il 31 agosto all’Aquila tenne dell’amico l’orazione funebre. Un grande uomo politico, Lorenzo Natali, cui si deve il progetto e l’impostazione dello sviluppo infrastrutturale ed economico che hanno tratto l’Abruzzo dall’isolamento e dall’arretratezza, facendone una regione avanzata e moderna, unitamente all’impegno dell’altro politico abruzzese di spicco, Remo Gaspari. C’è da augurarsi che l’anno prossimo, nel ventennale della scomparsa, l’Abruzzo sappia degnamente ricordare ed onorare Lorenzo Natali, un artefice del progresso della regione e del Paese, una personalità significativa nella costruzione dell’Unione Europea.
* gopalmer@hotmail.com - componente del Consiglio Regionale Abruzzesi nel Mondo
FARRIS: "PORTERÒ NUOVE ENERGIE AL CIRCOLO SPORTIVO ITALIANO"
Il Messaggero Italo-Peruviano ha avuto un colloquio con Giancarlo Farris, candidato alla presidenza del Circolo Sportivo Italiano il quale ci ha parlato sulle sue proposte per rinvigorire questo tradizionale spazio dell’italianità nel Perù.
Giancarlo, che cosa ti ha motivato a candidarti alla Presidenza del Circolo Sportivo Italiano?
Prima di tutto voglio dire che sono stato invitato a candidarmi da un gruppo di amici del Circolo Sportivo Italiano i quali mi hanno chiesto se potevo essere capolista della lista numero 2. All’inizio ho detto no, perchè sono pieno di impegni di lavoro, sono anche presidente di una associazione e non mi sembrava opportuno, però visto l’insistenza di tutti gli amici ho detto “va bene, però ricordatevi che io lavoro, quindi le riunioni possiamo farle il lunedì. Comunque, se ho deciso di presentarmi e’ per vincere e poi le cose se non vanno come ho pensato, avrò vinto in esperienza.
Cosa pensi che manca al Circolo Sportivo Italiano?
Diciamo che il direttivo uscente ha fatto moltissimo per questo Circolo, non c’è dubbio, lo ha abbellito, rimodernato, ha rimesso a posto varie cose però manca l’aspetto sociale, ha dimenticato diciamo un po’ l’animo dello statuto che non va mai dimenticato. Sopratutto, manca quello spirito di corpo che un circolo deve avere e per il quale era nato all’inizio del diciannovesimo secolo dai nostri amati nonni. Chiaro che esiste oggi però bisogna una ventata di gioventu’ e permettere anche ai giovani di contribuire a questo miglioramento, potenziando e riattivando quelle energie e sinergie di un tempo facendo in modo che riaffiori un’altra volta lo spirito delle famiglie riunite al circolo con buoni programmi per i giovani e i meno giovani.
Chi sono gli altri che ti accompagnano nella lista 2?
Nella lista 2 ci sono Angelo Baldo, Robertino Taddei, Sixto Giorffino, Víctor Escardó Luciano Tilger, Alfredo Chiabra, Marco Monzante, Francesco Porcella, Marcello Barcelli, Gino Schenone, Mariolina Saletti, Gianni Pinto-Bozzi, Sandra Passalacqua, Luis Podesta. Sono tutti grandi professionisti, gente molto brava, molti sono appasionati del calcio e che giocano molto bene. Sebbene il calcio è uno sport primeggiante, non dimenticherò nessun tipo di sport poiche’ bisogna riattivare tutti gli altri sport.
Perchè i soci del Circolo Sportivo Italiano dovrebbero votarti?
Perchè porterò nuove energie, nuovi progetti, un nuovo programma che permetterà di aprirci a tutti e in vari settori.
BLITZ ANTICRIMINE IN NOVE REGIONI. CENTINAIA DI ARRESTI ED ESPULSIONI
La vasta operazione ha portato nell'ultima settimana a 383 arresti per diversi reati; 268 gli stranieri finiti in manette, 118 gli espulsi.
Bossi difende i roghi di Napoli: "La gente fa quello che non riesce alla politica"
(15/05/08) La Repubblica. ROMA - Una vasta operazione della polizia contro la criminalità e l'immigrazione clandestina si è conclusa nelle prime ore della mattina con l'arresto in tutta Italia di diverse centinaia di persone e l'esecuzione di alcune decine di espulsioni. L'attività, avviata il 7 maggio e coordinata dal Servizio operativo centrale (Sco) della Direzione centrale anticrimine (Dac), si è svolta in nove regioni e quindici province.
Nell'ultima settimana sono 383 le persone, in gran parte con precedenti penali, arrestate dalla polizia. Gli stranieri sono 268. Per spaccio di stupefacenti sono state arrestate 92 persone, per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina 111, tre per lo sfruttamento della prostituzione, 177 per furti e rapine. Sono stati sequestrati inoltre quasi sette kg di cocaina, 360 grammi di eroina e 11,44 kg di cannabis. Le espulsioni sono state 118: 53 hanno riguardato persone accompagnate alla frontiera, altre 65 sono state invece accompagnate nei Centri di permanenza temporanea. Tra gli stranieri arrestati figurano 50 marocchini, 32 rumeni, 25 tunisini, 18 nigeriani, 16 egiziani, 16 serbi, 14 albanesi e 97 persone di altre nazionalità.
La maxi retata ha trovato subito il plauso del leader leghista Umberto Bossi. "E' una cosa positiva, è quello che vuole la gente. La gente chiede sicurezza e noi dobbiamo dargliela", ha detto, aggiungendo poi un'implicita approvazione degli episodi di violenza avvenuti nei giorni scorsi a Napoli. "La gente - ha affermato Bossi - fa quello che non riesce a fare la classe dirigente. Bisogna dare sicurezza".
L'operazione contro i criminali di nazionalità straniera, condotta in collaborazione con la polizia romena, è stata finalizzata al contrasto di furti e rapine in abitazione, criminalità di strada, spaccio di sostanze stupefacenti, immigrazione clandestina e sfruttamento della prostituzione. Gli agenti che hanno partecipato all'operazione - non solo quelli delle squadre mobili ma anche delle volanti, degli uffici immigrazione e della polizia ferroviaria - hanno effettuato la maggior parte degli arresti nei pressi di locali notturni e dei luoghi abitualmente frequentati dagli spacciatori.
Il piano messo in atto dalla Sco prevedeva due livelli, il primo mediante interventi operativi mirati e un secondo di natura investigativa, con la costituzione di team di esperti con una lunga esperienza nel settore. Così questa mattina, le squadre mobili di Napoli e di Prato hanno arrestato numerosi cittadini italiani e stranieri ritenuti responsabili di associazione per delinquere finalizzata a rapine in villa, allo sfruttamento della prostituzione e al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.
Ieri un'operazione della squadra mobile di Venezia ha invece consentito di individuare gli autori di diverse rapine e furti commessi, nell'ultimo anno, in abitazioni private ed esercizi commerciali del capoluogo veneto. Per quanto riguarda invece la lotta allo spaccio di droga, a Udine e in altre province del nord Italia sono state eseguite nel corso della mattinata diverse misure restrittive nei confronti di cittadini marocchini, ritenuti responsabili di traffico e spaccio di cocaina ed hashish.
Proprio per incidere maggiormente sui reati commessi dai romeni nel nostro Paese, da lunedì prossimo una task force composta da 15 investigatori romeni verrà inviata in Italia per collaborare con gli organi investigativi italiani. L'arrivo degli esperti della polizia romena, che opereranno a stretto contatto con quelli italiani, consentirà una conoscenza più approfondita dei vari aspetti della criminalità proveniente dalla Romania.
BERLUSCONI NON PARLA DI ITALIANI NEL MONDO. CHE DICONO GLI ELETTI ALL’ESTERO?
di Ricky Filosa
Gli eletti all’estero come hanno reagito al fatto che Silvio Berlusconi non abbia parlato di italiani nel mondo nel discorso con il quale ha chiesto la fiducia al parlamento? Ieri erano in Aula, riuniti fra di loro, per commentare e prendere in maniera unita le decisioni del caso. Qualche parlamentare eletto all’estero nel PdL ci ha confessato di aver addirittura pensato a non votare la fiducia a Berlusconi, come gesto di protesta.
“Nessuno ha parlato di noi italiani all’estero”, ci ha detto ieri l’On.Angeli, contattato telefonicamente mente era alla Camera dei Deputati. “Siamo qui riuniti con Tremaglia e altri eletti oltre confine, per vedere che succede, che fare”. “Solo Fini ha fatto un piccolo accenno agli italiani all’estero nel suo primo discorso da presidente della Camera”, continua Angeli, “ma poi, né Berlusconi né nessun altro ha parlato di noi”.
Quindi, che intenzioni hanno gli eletti? “Abbiamo intenzione di farci sentire. Vogliamo fare qualcosa, per vedere se finalmente ci considereranno”, conclude il pidiellino.
Delusione quindi da parte degli stessi rappresentanti in parlamento degli italiani all’estero: a destra si lamentano e sono sorpresi, vogliono fare sentire di più la loro voce e studiare percorsi possibili per aprire gli occhi a questo governo su ciò che riguarda gli italiani nel mondo. A sinistra, i vari deputati e senatori hanno gioco facile: “Berlusconi non pensa agli italiani nel mondo”, criticano; “noi l’avevamo detto”, si vantano; “ma non erano loro che avevano promesso un ministro agli italiani all’estero?”, domandano in maniera retorica. Strumentalizzazioni prevedibili, certamente, ma la politica è fatta anche di questo.
Aldo Di Biagio, deputato del PdL eletto in Europa, è comunque fiducioso: “Mi compiaccio per la fiducia ottenuta da Berlusconi, certo di poter contare su un dialogo a favore degli italiani all'estero", dichiara. Speriamo bene, aggiungiamo noi.
E adesso? Vuoi vedere che ci tocca rimpiangere il viceministro Danieli? No, non è possibile, noi non ci vogliamo credere. Il Cavaliere deve avere, anche qui, un asso nella manica, lo abbiamo detto e lo ripetiamo. Noi, fino all’ultimo, ci fidiamo. Certo è che sarebbe una bella botta per tutti coloro che nei cinque continenti hanno votato a destra, se questo governo non mostrerà prima possibile di avere a cuore gli interessi e le necessità di tutti gli italiani residenti all’estero. E ci toccherà continuare a sentire i sinistroidi ripetere “ve l’avevamo detto noi!....”.
L’ipotesi più accreditata, anche ultimamente, è che il ministro degli Esteri Frattini si occuperà direttamente di italiani nel mondo. C’è anche chi dice che la delega andrà a Alfredo Mantica, senatore di An, ma pare che lui ci stia pensando. Secondo qualcuno, avrebbe già rifiutato. Come finirà? Gli occhi degli italiani residenti all’estero guardano tutti a Roma, ora come non mai.
Ricky Filosa – Italia chiama Italia
TREMAGLIA SUL CASO DI GIROLAMO: "SE CERTE COSE SARANNO VERIFICATE, NON HA DIRITTO DI STARE IN PARLAM
E sul fatto che Berlusconi non abbia ancora nominato una guida per gli italiani all'estero, secondo Tremaglia “anche quando il governo è formato, c’è la possibiltà fare il ministro degli italiani nel mondo, con decreto legge. È una questione che si discuterà in questi giorni”.
(15/05/08) Il caso Di Girolamo, che è finito su tutti i giornali e persino al TG1, continua a fare discutere. Il senatore del PdL, ha diritto o no di stare in parlamento? Insomma, i suoi bei voti li ha presi. Questo non basta?
Non secondo Mirko Tremaglia, padre della legge sul voto all’estero, che, contattato da Italia chiama Italia, spiega: “Questo Di Girolamo si è iscritto all’Aire in data 14 febbrario, addirittura dopo l’indizione delle elezioni. Quando si indicono le elezioni, in quel momento scatta la legge. In data 6 febbraio chi aveva la residenza all’estero si poteva candidare, ma non ci può iscrivere all’Aire dopo l’indizione delle elezioni”.
Quindi, secondo Tremaglia, “se uno non è residente al momento delle indizioni delle elezioni non ha alcun diritto, e per cui se si accerta che chicchessia non ha la residenza in quel momento, naturalmente non avrà diritto di rimanere in parlamento”.
Di Girolamo a parte, chiediamo al ministro degli italiani nel mondo come mai Berlusconi non abbia parlato di italiani all’estero nel suo discorso alla Camera: “Sono autorizzato dal presidente Berlusconi – ci risponde Tremaglia - a ribadire la situazione da lui assunta con lettera inviata a tutti gi italiani nel mondo, dove Berlusconi dichiara “ora finalmente si può voltare pagina, la parola torna al popolo sovrano di cui anche tu fai parte, pur essendo lontano dall’Italia”. “A questo proposito – scrive sempre Berlusconi - rivendichiamo orgogliosamente al nostro governo il merito di aver fatto approvare insieme all’istituzione del ministero per gli Italiani nel Mondo, la legge che permette anche a te di votare e agli italiani all’estero di eleggere 12 deputati e 6 senatori, dando così voce e rappresentanza agli italiani che con il loro impegno e la loro cretività sono i primi ambasciatori nel mondo dell’Italia e del suo patrimonoio di umanità e di cultura”.
Secondo Tremaglia, “anche quando il governo è formato, c’è la possibiltà fare il ministro degli italiani nel mondo, con decreto legge. È una questione che si discuterà in questi giorni”.
E la delega agli italiani nel mondo che sarebbe stata data al ministro Frattini? “La delega data a lui è quella di Prodi, ma il problema rimane. Di fronte alla vergognosa operazione fatta da Prodi (quella di aver cancellato il ministro per gli italiani all’estero) noi dobbiamo reagire”, conclude Tremaglia.
Italia chiama Italia
GLI ITALIANI ALL'ESTERO NON ESISTONO NEL GOVERNO BERLUSCONI!
di Massimo Seracini
2001 - Ministero degli Italiani nel Mondo con Mirko Tremaglia
2006 - Vice-Ministero con Danieli
2008 - Niente e nessuno!
Questo e´ il quadro desolante del rispetto dovuto a quattro milioni di elettori italiani nel mondo, punta dell´iceberg della comunita´ italica di sessanta, che guarda da sempre al suo Paese, vota per i suoi partiti, compra i prodotti made in Italy, contribuisce al benessere della Nazione in un rapporto di 1 a 10 rispetto a quello che ha sempre ricevuto da Roma!
Grazie Berlusconi per l´alta considerazione! Hai creato una delega per le opere pubbliche nel nord Italia, ma gli italiani all´estero sono meno importanti dei leghisti!
Grazie Senatote Basilio Giordano e Onorevole Amato Berardi del PDL della circoscrizione dell´America settentrionale e centrale, e con voi tutti i vostri colleghi di partito eletti nel mondo, che allineati e coperti al volere del vostro leader maximo, non avete alzato nemmeno una piuma di polemica all´interno del "vostro Governo", per difendere coloro che vi hanno eletti.
Rappresenterete per cinque anni nel Parlamento ......il popolo di Nessuno come diceva Ulisse!
Cari fratelli e sorelle nel mondo ci stanno prendendo in giro e considerandoci inutili, ma il sottoscritto non ci sta´ e chiama a raccolta la solidarieta´ di tutti coloro che si sono da anni impegnati per il voto estero , le associazioni delle nostre comunita´, i media italiani all´estero, i Comites e il CGIE per protestare e chiedere di far sentire la nostra voce a Roma, a costo di fare personalmente un
picchetto permamente di fronte a Palazzo Chigi. Basta essere presi in giro!
Se per Berlusconi non esistiamo, per noi l´Italia esiste ed e´ la Patria da cui pretendiamo il rispetto dovuto, che e´ sancito nella Costituzione e super-meritato per i nostri sacrifici all´estero!
I diciotto eletti se ci sono...battino un colpo, perche´ questa e´ la loro ultima spiaggia!
Massimo Seracini
UDC-USA
San Diego, California
14 maggio 2008
ATTENTATO IN AFGHANISTAN: "VIVA SOLIDARIETÀ" DEL MINISTRO FRATTINI AI MILITARI ITALIANI
“Priorità dell’Italia democrazia e sviluppo economico e sociale dell’Afghanistan”
(15/05/08) ROMA - Il ministro degli Affari Esteri, Franco Frattini - in missione a Lima per il Vertice Unione Europea-America Latina - ha espresso “viva solidarietà” ai militari italiani coinvolti in un attentato vicino Kabul, ed in particolare al primo caporal maggiore Andrea Tomasello, 27 anni, rimasto seriamente ferito (gli è stato amputato un piede e ha le gambe fratturate). Con altri due commilitoni , rimasti feriti in maniera leggera, viaggiava su un blindato Puma seguito da altri due veicoli diretti verso l'abitato di Qual-e-Sefid per prestare aiuto alla popolazione e assistere alcuni animali feriti. Un ordigno radiocomandato collocato ai margini della strada è esploso al passaggio del convoglio.
Nel formulare auguri di pronto ristabilimento ai nostri militari, il ministro ha condannato con grande fermezza il “vile atto di violenza”, ed ha rilevato “come esso confermi ancora una volta la necessità per l'Italia di continuare con determinazione nell’impegno profuso dalla comunità internazionale a fianco del popolo afghano nella sua aspirazione alla sicurezza e alla pace”.
Il ministro Frattini ha ribadito che “per il nostro Paese il consolidamento della democrazia e lo sviluppo economico e sociale dell'Afghanistan restano una priorità”, dicendosi “fiducioso sulle prospettive della conferenza internazionale sull'Afghanistan” che si terrà a Parigi il prossimo 12 giugno. (Inform)
ASSOCIAZIONISMO E ASSEGNO DI SOLIDARIETÀ: L'ON. NARDUCCI (PD) RIPRESENTA LE PROPOSTE DI LEGGE ALLA C
(15/05/08) ROMA\ aise\ - Deputato del Pd eletto in Europa, nonché presidente dell'Unaie, Franco Narducci ha ripresentato alla Camera alcune proposte di legge già avanzate nella scorsa legislatura che, nonostante fossero state calendarizzate, non avevano ancora iniziato l'iter parlamentare.
Tra queste quella su "Modifiche alla legge 7 dicembre 2000, n. 383, in materia di attività delle associazioni di promozione sociale in favore delle comunità italiane all''estero", proposta cui Narducci tiene in particolar modo perché, spiega, "l''associazionismo operante per le comunità italiane all''estero rappresenta una ricchezza e un patrimonio per l''Italia ed è giusto sostenerlo anche sul piano legislativo affinché possa accedere ai benefici e agevolazioni di cui già gode l''associazionismo di promozione sociale in Italia". in quest'ottica, quindi, l''estensione della legge "è una questione di civiltà e di rispetto del fondamentale diritto di uguaglianza stabilito dall''articolo 3 della Costituzione". Nel depositare la proposta di legge, il deputato ha quindi auspicato che "questo testo di riforma della 383 possa avere un consenso largo, come già si profilava nella legislatura precedente poiché l''associazionismo italiano all''estero rappresenta un tassello importante del Sistema Italia nel mondo".
Oltre a questo, Narducci ha presentato il progetto di legge sulle "Disposizioni per l''erogazione di un assegno di solidarietà ai cittadini italiani anziani residenti all''estero", provvedimento che aveva praticamente avuto il placet di tutte le commissioni quando è caduto il governo, ripresentato perché "particolarmente importante per i nostri connazionali in situazioni di difficoltà" e quello sull''"Istituzione della figura professionale del chinesiologo e disposizioni sul funzionamento delle strutture private destinate allo svolgimento di attività fisico-motorie" che, ha concluso, "permette all''Italia di dare garanzie di qualità ai cittadini che praticano sport come già avviene in altri Paesi europei". (aise)
CONTINI (PDL): L'OPERA DI PACIFICAZIONE E STABILIZZAZIONE DEI NOSTRI MILITARI MINATA DA UN VILE ATTE
(15/05/08) ROMA\ aise\ - "Ancora una volta, l''opera di pacificazione e stabilizzazione dell''Afghanistan a cui concorrono i nostri militari in Afghanistan è stata minata da un vile attentato, che questa mattina ha avuto luogo a trenta chilometri da Kabul. La nostra solidarietà e vicinanza va all''alpino rimasto ferito, il Primo Caporal Maggiore Andrea Tomasello, e agli altri due militari contusi". Lo ha dichiarato, appena appresa la notizia, la senatrice del PdL Barbara Contini, responsabile del Popolo della Libertà nel Mondo. (vedi AISE del 15 maggio h. 12.09)
"Un forte messaggio di solidarietà va a tutti i militari italiani presenti nei contingenti ISAF - conclude la Contini - cui si aggiunge la preoccupazione per la crescente ondata di violenza che si registra nell''ovest del Paese, scosso anche stamane da un attacco che ha preso di mira le forze di sicurezza locali a Del Aram, nella provincia di Farah". (aise)
IL MAIE SPIEGA LA SUA NUOVA STRATEGIA DI COLLOCAZIONE PARLAMENTARE
Roma, 15 maggio 2008:- “Dopo attenta analisi delle diverse possibilità, il Maie ha preso la decisione di iscriversi al Gruppo misto alla Camera e al Gruppo per le Autonomie al Senato” questa la dichiarazione rilasciata dall’on. Ricardo Merlo, presidente del Movimento Associativo italiani all’estero.
“Nella passata legislatura sono stato iscritto al Gruppo Misto della Camera e ho voluto riconfermare la mia posizione anche questa volta perché le condizioni sono rimaste sostanzialmente le stesse.
Per il Senato, invece - ha spiegato l’on. Ricardo Merlo - abbiamo preferito seguire una diversa tattica. A seguito di una riunione con la sen. Helga Thaler (segretaria del Gruppo per le Autonomie) e la sen.Mirella Giai, abbiamo preferito scegliere di iscrivere il MAIE al Gruppo per le autonome per le seguenti ragioni:
- innanzitutto, il Gruppo per le Autonomie è un gruppo eterogeneo, molto più del Gruppo Misto al Senato;
- abbiamo concordato con il gruppo, sebbene cercando di trovare posizioni comuni, il rispetto assoluto delle decisioni autonome e indipendenti delle diverse componenti;
- in questo gruppo sono presenti diverse anime: parlamentari che nella XV legislatura hanno appoggiato Prodi ed altri che invece hanno fatto parte dell’opposizione, oltre ai rappresentanti delle minoranze linguistiche, come SVP e Union Valdôtaine.
In sintesi, l’iscrizione a questo gruppo al Senato, ci consentirà di mantenere fede alla nostra linea programmatica, di indipendenza politica, evitando un certo isolamento, e dando, al tempo stesso, alle nostre iniziative, soprattutto quelle che riguardano gli italiani all’estero, l’impulso che proviene dall’appartenenza ad un gruppo formato da personalità di spicco - tre ex presidenti della Repubblica - e da partiti con un grande radicamento nella politica italiana.
Per quanto riguarda il voto di fiducia a Berlusconi, abbiamo deciso di astenerci secondo quanto dichiarato in campagna elettorale, e non “firmare un assegno in bianco” a nessuno.
Siamo stati eletti in un movimento indipendente che ha battuto i partiti principali.
"Ora, senza pregiudizi ideologici, il MAIE si è astenuto in Camera e Senato.
Poi, vedremo concretamente l’ operato del governo e voteremo di volta in volta secondo le nostre valutazioni, facendo onore alla nostra legittima indipendenza d’origine. Del resto, sorprendentemente, almeno per noi, il discorso che alla Camera ha fatto il Presidente Berlusconi denota una decisa continuità con il precedente governo in alcuni aspetti principali come politica estera o politica fiscale. Comunque bisogna aspettare i fatti ".
L'ON. PORTA (PD): "GRAZIE A VELTRONI PER AVERE RICORDATO IL SACRIFICIO DI MILIONI DI ITALIANI EMIGRA
"MENTRE IL GOVERNO NON CI DÀ NEANCHE UN SOTTOSEGRETARIO"
(15/05/08) ROMA\ aise\ - "Dopo avere criticato severamente, con accuse pesanti, il Governo di centrosinistra guidato da Romano Prodi, reo di avere eliminato, secondo il centrodestra, il Ministero per gli Italiani nel Mondo, il Governo Berlusconi ha dato un vero e proprio schiaffo morale alle aspettative e alle speranze degli italiani all'estero, non assegnando nemmeno un sottosegretario "ad hoc" con la delega di occuparsi della vastissima problematica connessa con l'Altra Italia nel mondo". A dichiararlo è Fabio Porta, deputato del Pd eletto in Sud America, che all'indomani del voto di fiducia della Camera al nuovo Governo ne critica la composizione, stigmatizzando, tra l'altro, il mancato riferimento agli italiani all'estero nel discorso di Berlusconi a Montecitorio.
"Francamente - continua Porta - ci saremmo aspettati qualcosa di più, un segnale di attenzione e di rispetto da parte del leader del partito di Mirko Tremaglia, tristemente costretto a votare una fiducia ad un Presidente del Consiglio del quale lui stesso era stato proprio il Ministro degli Italiani nel Mondo! Per fortuna ci ha pensato il Segretario Nazionale del PD, Walter Veltroni, a riparare (almeno moralmente) questa grave lacuna nel dibattito che ha preceduto la fiducia al Governo Berlusconi (vedi AISE del 14 maggio h.13.22)".
"Veltroni - sottolinea il deputato - ha ricordato al Parlamento ed a tutti gli italiani che proprio il sacrificio di quei milioni di italiani che nel passato sono partiti dall'Italia con la classica valigia di cartone dovrebbe oggi spingere tutti noi ad essere più giusti e solidali con il dramma dell'emigrazione nel nostro Paese. Anche per questi motivi ho votato senza esitazioni "no" alla fiducia al Governo di centrodestra presieduto dal Presidente Berlusconi".
Detto questo, Porta si dice comunque "convinto" che "anche grazie al lavoro comune che sapremo condurre in Parlamento anche con i parlamentari eletti all'estero nelle liste del centrodestra, sarà possibile convincere e sensibilizzare il Governo sull'importanza e la necessità di dedicare agli italiani all'estero ed alle politiche a loro rivolte un'attenzione del tutto particolare. In questo senso - conclude - come gli interventi dei vari esponenti e del Segretario del Pd hanno confermato, nessuno di noi farà una opposizione aprioristica e strumentale, ma al contrario costruttiva e disposta ad incontrare punti di convergenza e di comune lavoro se incontreremo un adeguato livello di condivisione sulla maniera migliore di affrontare i problemi concerti". (aise)
CITTADINANZA: L'ON. MERLO CONTINUA LA SUA LOTTA PER ELIMINARE LA DISCRIMINAZIONE NEI CONFRONTI DELLE
Roma 14, maggio 2008: - Appena aperta la XVI legislatura, l’on. Ricardo Merlo annuncia di aver ripresentato la sua proposta di legge per modificare ed integrare la legge n.91/ 1992 in materia di cittadinanza italiana.
La proposta di legge, che nella passata legislatura aveva già superato il vaglio di 12 commissioni parlamentari, ricomincia così il suo iter legislativo “Con una chance in più” commenta l’On. Ricardo Merlo, “ data dalla grande partecipazione di colleghi che hanno voluto sottoscriverla; cito ad esempio alcuni firmatari quali l’on. Mirko Tremaglia, l’on. Aldo Di Biagio, l’on. Guglielmo Picchi, l’on. Peppe Angeli, l’on. Maurizio Paniz del PDL, l’on. Gianni Farina, l’on. Fabio Porta, l’on. Franco Narducci e l’on. Costantino Boffa del PD ed altri ancora.
“Eliminare questa discriminazione assurda e consentire alle donne italiane emigrate di trasmettere la cittadinanza ai propri figli, nati prima del 1948, continua ad essere uno dei miei obiettivi ”dichiara l’on. Ricardo Merlo. “Spero che in questa legislatura si comprenda l’ingiustizia subita per anni dai nostri, purtroppo fino ad ora, solo potenziali connazionali e si voglia, una volta per tutte, superare questa anacronistica disparità di trattamento delle donne - continua Merlo - disparità che, oltre a essere in contrasto con i principi della nostra Costituzione, si scontra anche con le norme internazionali, quali la Convenzione, adottata nel 1979, dall’Assemblea Generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, per l’eliminazione di tutte di tutte le forme di discriminazione nei confronti delle donne, e ratificata dall’Italia nel 1985.”
E' IN ARRIVO IL CONSOLATO DIGITALE, UTILISSIMO PER GLI ITALIANI ALL’ESTERO
La rete on line che nascera', attraverso il consolato digitale, permettera' la messa a sistema di tutte le informazioni anagrafiche in possesso della Farnesina e la possibilita' di incrociarle con i dati di altre amministrazioni
(15/05/08) L’avvio della sperimentazione dei servizi consolai online è programmato per il 2009. Ma per gli italiani all’estero, sono già tante le speranze di poter migliorare la propria qualità di vita, anche con un rapporto con il consolato più veloce e meno stressante.
Stop alle code per richiedere un visto per l'Italia, quindi, ma anche per ottenere un certificato per gli italiani residenti all'estero: dall'autunno del 2009 sara' attivato il Consolato digitale, il sistema con cui la Farnesina rendera' disponibili con un semplice clic tutti i servizi offerti dai consolati.
ll progetto e' stato presentato nel corso della terza giornata di lavori del Forum PA in corso a Roma, da Carla Zuppetti, direttore generale per gli Italiani all'estero e le politiche migratorie della Farnesina, e da Massimo Civitelli, capo servizio per l'Informatica, la comunicazione e la Cifra del ministero degli Esteri.
Sono stati in particolare presentati il nuovo Sistema integrato funzioni consolari (Sifc), che consentira' l'integrazione e la razionalizzazione delle procedure di lavoro negli uffici consolari ed i servizi consolari online.
La rete on line che nascera', attraverso il consolato digitale, permettera' la messa a sistema di tutte le informazioni anagrafiche in possesso della Farnesina e la possibilita' di incrociarle con i dati di altre amministrazioni. I servizi, inoltre, raggiungeranno una popolazione di italiani all'estero che e' quasi pari, in termini numerici, a quella residente sul territorio nazionale, se si pensa che solo in Brasile i cittadini di origini italiane sono 24 milioni.
Del consolato digitale e dell'innovazione tecnologica, dei servizi offerti dal ministero degli Esteri, ha parlato anche il segretario generale della Farnesina Giampiero Massolo che ha sottolineato il "forte investimento nell'aggiornamento tecnologico". "La parola d'ordine e' uffici piu' snelli al servizio dei cittadini e delle imprese- ha spiegato Massolo - stiamo potenziando le nostre piattaforme per dare un contenitore unico a tutte le nostre banche dati e l'impegno per l'eliminazione dei documenti cartacei continua". "Inoltre il nostro sito e' diventato un vero portale, una via di accesso facile al ministero e ai suoi servizi - ha concluso Massolo - siamo gestori di una rete periferica di 360 tra ambasciate, consolati, istituti di cultura, unita' di cooperazione allo sviluppo”
Un passo avanti importante, quindi, da parte della Farnesina, verso tutti quei connazionali che sono residenti e che vivono oltre confine, e che sanno bene quanto è difficile trovare, in giro per il mondo, consolati che funzionino sul serio, e che possano garantire tempi veloci per lo svolgimento delle pratiche. Ci auguriamo che il Consolato Digitale possa davvero risolvere gran parte dei problemi, e fornire agli italiani nel mondo, attraverso il web, tutti quei servizi consolari di cui hanno bisogno.
Italia chiama Italia
IL MINISTRO FRATTINI A LIMA PER IL VERTICE UE-AMERICA LATINA
(14/05/08) ROMA - Il Ministro Frattini è oggi a Lima per rappresentare l´ Italia al quinto Vertice dei Capi di Stato e di Governo UE-America Latina e Caraibi, al quale partecipano complessivamente 60 Paesi (i 27 membri dell´Unione Europea e 33 Paesi latino-americani e caraibici)
(http://www.vcumbrealcue.org/website/index.php?lang=en).
L´evento si inscrive nel solco tracciato dai Summit di Rio de Janeiro (28-29 giugno 1999), di Madrid (17 maggio 2002), di Guadalajara (Messico, 27-28 maggio 2004) e di Vienna (12 maggio 2006), attraverso i quali si è inteso lanciare e rafforzare un partenariato strategico tra due aree che presentano, a fronte di differenti livelli di crescita economica e di condizioni sociali, una sostanziale omogeneità culturale.
I temi generali del Vertice sono "povertà, disuguaglianza ed inclusione´´ e "sviluppo sostenibile, ambiente, cambiamenti climatici ed energia´´. E´ in programma anche un incontro dei ministri degli Esteri, incentrato su problematiche come la lotta al narcotraffico, il dialogo interculturale e le migrazioni, l´integrazione regionale.
Anche alla luce della significativa convergenza di tutti i Paesi dell´ area latinoamericana e caraibica su un'unica agenda, il ministro Frattini esprimerà il "forte interesse dell´ Italia a rafforzare la presenza in quella regione, sul piano politico ed economico".
Particolare rilievo - ricordano dalla Farnesina - spetta al tema dell´integrazione regionale: il Vertice di Lima potrà costituire un´opportunità per effettuare un bilancio dei progressi sin qui realizzati, soprattutto nel contesto della Comunità Andina (CAN), dell´America centrale (CA) e del Mercosur. Questi processi sono strettamente connessi ai negoziati in corso tra l´Unione Europea e tali raggruppamenti regionali per la futura conclusione di Accordi di Associazione. L´ Italia sostiene l´integrazione regionale in America Latina, ed intende favorire la conclusione in tempi ragionevoli di buoni Accordi di Associazione con l´ Unione Europea. (Inform)
CARTA ABIERTA PARA EL MINISTRO DE RR. EE. DE ITALIA SEÑOR FRANCO FRATTINI EN VISITA EN PERÚ
Estimado Ministro de Relaciónes Exteriores de Italia
Señor Franco Frattini:
Somos el Circulo Italiano del Partido Democratico "Falcone - Borsellino" de Lima Perú, Antes de todo queremos darle nuestra bienvenida y desearle un buen trabajo, porque tenemos respeto de Usted y creemos que es uno de los mejores exponentes de su partido politico. Esta carta abierta expresa varias de nuestras preocupaciones, viendo las primeras actas de composición del listado del Gobierno donde usted valga la redundancia es uno de los mejores exponentes. Hasta hoy dia, somos concientes que existe muy poca consideración a las problematicas de los italianos residentes en el extranjero y sus descendientes; no solo porqué no confirman un " Viceministro", mas hasta ahora no fue nombrado ni un sub secretario para esta tarea. Se dice que su gobierno tiene la intención de nombrar un Sub Secretario pero sin presupuesto, se asi fuera nos sentiriamos poco considerados no solo por la nombración que se realizará en ultimo momento, como la ultima rueda del coche; tampoco nos sentiriamos considerados si nos representaria una figura con menos cargo politico, como un sub secretario peor aun sin presupuesto; praticamente seriamos los ultimos: LOS HIJASTROS DE ITALIA!
Nosotros no tenemos ningun prejuicio politico, como ya lo mencionamos lineas arriba, sentimos respeto por Usted, tenemos en el corazón solo el deseo de que los derechos de los italianos residentes en el extranjero sean considerados, pues en estos momentos tenemos menos derechos que los extanjeros legales que residen en Italia. Tenemos problemas de seguro medico, de gente dializadas, invalidas, problemas de ciudadania, consulares, de la cultura y idioma italiano, de convenios por titulos escolares y universitarios, de retornos de emigrantes italianos en Italia, de cursos de especialización, de pensiones en general (pedimos de reponer la pension de invalidez para los nativos italianos).
Proponemos también la ampliación del cheque de solidaridad tanto que a los indigentes nativos italianos de mas de 65 años de edad como a los invalidos y enfermos graves ( nativos) sin limite de edad, porque por ejemplo en Sur America el seguro medico no es gratuito. De mas está considerar la diferencia entre paises donde se reside; ejemplo vivir en Francia ( donde existe un sistema social eficiente y donde el seguro medico es gratuito y de calidad, en vez que paises donde no es gratuito y de menor calidad).
Nosostros estaremos listos para reconocer las cosas buenas que su gobierno realizará, como seremos criticos con la misma intensidad si no llegaran soluciones despues de muchas promesas.
Gracias por su atencion.
CIRCOLO ITALIANO DI LIMA PERÙ
EL COORDINADOR MASSIMO RICCI
LETTERA APERTA DEL CIRCOLO ITALIANO DEL PD DI LIMA AL MINISTRO FRATTINI
ABBIAMO A CUORE SOLO I DIRITTI DEGLI ITALIANI RESIDENTI ALL'ESTERO
(14/05/08) LIMA\ aise\ - "Egregio Signor Ministro Franco Frattini", "innanzi tutto le auguriamo buon lavoro, abbiamo stima di lei che consideriamo tra i migliori politici del suo partito. Questa lettera aperta però é una lettera che contiene molte preoccupazioni vedendo i primi atti di composizione della lista del governo italiano di cui lei è uno dei maggiori esponenti. Fino ad oggi notiamo una scarsa considerazione delle problematiche degli italiani residenti all'estero e dei discendenti, non solo non viene confermato un vice ministro ma fino ad ora non è stato nominato né un sottosegretario per detti compiti". Inizia così la lettera aperta che il Circolo Italiano del Partito Democratico "Falcone-Borsellino" di Lima, ha inviato oggi al Ministro degli Affari Esteri, Franco Frattini, in occasione della sua visita in Perù. (vedi AISE del 14 maggio h. 11.11)
"Si vocifera", prosegue la lettera, "che il suo governo intenda nominare un sottosegretario senza portafoglio. Se così fosse ci sentiremmo considerati, non solo per la nomina fatta in extremis, come ultima ruota del carro, tantomeno rappresentati dalla ridotta figura di un sottosegretario addirittura senza portafoglio; praticamente saremmo gli ultimi: i cosiddetti figliastri!"
I rappresentanti del Circolo "Falcone-Borsellino" affermano di non avere "nessun pregiudizio e come già detto la stimiamo come politico, abbiamo a cuore solo i diritti degli italiani residenti all'estero che in questo momento hanno meno diritti degli stranieri legali residenti in Italia. Abbiamo problemi di assistenza medica, di persone dializzate, ed invalide", spiegano, "problemi per la cittadinanza, problemi della rete consolare, legati alla cultura e alla lingua italiana, per le convenzioni dei titoli scolastici ed universitari, problemi legati al ritorno in Italia, ai corsi di specializzazione, alle pensioni, come il ripristino dell'invalidità per i nati in Italia".
"Proponiamo nel frattempo", aggiungono da Lima, "l'estensione dell'assegno di solidarietà oltre che agli indigenti anche agli invalidi nativi senza limite di età, perché per esempio in Sud America l'assistenza sanitaria si paga". In Francia, riportano dal circolo del PD di Lima, "esiste un sistema sociale efficiente e dove l'assistenza sanitaria è gratuita di alta qualità, invece nei Paesi dove è a pagamento è di minore qualità".
Infine, conclude la lettera al Ministro Frattini, "noi saremo pronti a riconoscere le cose buone che verranno fatte e saremo critici se alle promesse non seguiranno i fatti". (aise)
AL VIA IN BRASILE I PRIMI 13 STAGE DEI TIROCINI DEL PROGETTO ITES
(14/05/08) SAN PAOLO\ aise\ - La fase di sperimentazione delle politiche attive per il lavoro, prevista nell'ambito del progetto "ITES - Occupazione e Sviluppo della Comunità degli italiani all'estero", é partita anche in Brasile con l'avvio del programma "tirocini".
Il 9 maggio presso la Camera di Commercio italo-brasiliana, alla presenza del Segretario Generale della Camera, Francesco Paternò, ed in rappresentanza dei Patronati Mario Turnaturi, dell'associazionismo Rosa Pacifico e del team di Italia Lavoro, sono stati firmati i primi 13 contratti di tirocini per giovani studenti di origine italiana. Il programma di tirocini é rivolto ai giovani discendenti italiani in Brasile, nello stato di San Paolo, che frequentano la Scuola secondaria, l'università o che sono studenti di corsi di specializzazione, secondo la legislazione brasiliana in materia.
Il programma si realizza in collaborazione con la Camera di Commercio italo-brasiliana, le associazioni, i patronati e l'appoggio istituzionale del CIEE (Centro di Integrazione Impresa-Scuola). Al bando hanno risposto 192 giovani con diversi profili scolastici, il 52% è rappresentato da donne e ben l'87% proviene da corsi universitari. L'assegnazione dei tirocini sta avvenendo dopo una attenta verifica dei requisiti richiesti ed in base alla corrispondenza dei profili con i posti offerti dalle imprese e/o enti.
Il programma offre 6 mesi di stage ed esperienza pratica presso un'azienda e/o ente, una borsa di studio offerta dall'impresa, pari a 400 real (la moneta brasiliana) per studenti di livello medio e 500 real per studenti di livello universitario, ed una borsa complementare da parte di Italia Lavoro, pari a 300 real per il livello medio e 400 real per quello universitario, mentre la copertura assicurativa, l'accompagnamento allo stage, un programma di formazione a distanza sui processi di abilità che facilitano l'entrata nel mercato del lavoro, si svolgono a cura del CIEE.
I primi 13 giovani sono stati così inseriti: 2 in enti pubblici brasiliani, 5 in imprese industriali (energia ed informatica), 2 presso banche brasiliane e 4 in enti formativi, di orientamento e progetti internazionali. La presentazione dei tirocinanti ha permesso di capire l'importanza che riveste questa iniziativa che, oltre ad offrire un'opportunità di contatto diretto con il mondo lavorativo, permette ai giovani di essere maggiormente coinvolti nelle attività della comunità italiana locale, offrendo loro una maggiore conoscenza del "sistema Paese -Italia". (aise)
ITES URUGUAY: 50 TIROCINI ATTIVATI E L'ACCORDO DI COOPERAZIONE TRA ITALIA LAVORO E ADECA
(14/05/08) MONTEVIDEO\ aise\ - "C'è molta soddisfazione professionale quando ci si riesce a concretizzare degli obbiettivi di lavoro, qualsiasi sia il mestiere e le diverse finalità. In questi giorni Italia Lavoro Uruguay ha raggiunto l'obiettivo, prestabilito dal Progetto Ites, di 50 tirocini attivati con la consapevolezza di aver erogato un efficiente servizio di sostegno all'impiego giovanile dei nostri giovani italo-uruguiani". Ad affermarlo è Diego Pérez Gomar Trombini di Ites Uruguay, il quale evidenzia che l'attività di Ites è cominciata agli inizi del 2007, quando Italia Lavoro ha realizzato un'indagine sui fabbisogni delle imprese in Uruguay, soprattutto quelle collegate alla collettività italiana ma non solo.
"Parallelamente - spiega - è partita un'altra indagine sui fabbisogni dei giovani e delle istituzioni ed associazioni italiane. Queste attività hanno avuto lo scopo di conoscere la realtà locale, i veri bisogni e le necessità della collettività italiana in Uruguay. Le indagini, gli studi fatti e l'avvicinamento con il mondo istituzionale italiano ed uruguaiano, con la finalità di creare una Rete di informazione e servizi per il sostegno all'impiego dei cittadini italiani, ci ha permesso, nel mese di dicembre 2007, di portare avanti una validissima politica attiva di lavoro attraverso il Programma di Tirocini Formativi".
"In quel momento - aggiunge Trombini - si è cominciato a lavorare su due fronti: la ricerca dell'adesione di imprese, tentando di coinvolgere la massima quantità di imprese attraverso la collaborazione della Camera di Commercio italiana dell'Uruguay, la Camera de Industrias y la Cámara Nacional de Comercio y Servicios dell'Uruguay, per far aderire il mondo imprenditoriale al Progetto ed ottenere una sostanziale offerta di lavoro da offrire ai giovani; dall'altra parte, con i giovani italo -uruguaiani promovendo e diffondendo le possibilità di lavoro a tutte le associazioni, patronati ed istituzioni italiane, riuscendo pure a creare una banca dati di giovani con più di 1200 contatti. Nella pratica il processo si potrebbe riassumere così: l'impresa interessata a prendere un tirocinante deve compilare una scheda tecnica che serve come documento di adesione al Progetto ed attraverso la quale estrarre anche il profilo professionale desiderato per un possibile stagista. Sulla base di questa scheda, Italia Lavoro procede alla ricerca dei profili tra più di 600 curriculum in banca dati, che i giovani ci hanno inviato elettronicamente".
"Subito dopo si inviano i CV - sottolinea - che rispettano il profilo richiesto dall'impresa. Una volta che l'impresa individua il tirocinante scelto, si firma un contratto di tirocinio tripartito tra impresa, tirocinante ed Italia Lavoro, dove vengono dichiarati dati come: durata del contratto, scadenza, figura professionale in cui si inquadrerà il tirocinante, sussidio economico di Italia Lavoro durante i 6 mesi di tirocinio, ecc. Molto importante è un monitoraggio permanente dei tirocini attivati attraverso il Tutor del Progetto che si occupa dei tirocini, il quale sente le imprese, le loro impressioni sui tirocinanti, le loro necessità di sostegno, ecc, e pure sente i giovani, verifica che la formazione implicita del tirocinio venga rispettata, che il tirocinante si senta bene e stia crescendo professionalmente lungo il tirocinio".
"In concreto, oggi abbiamo 56 imprese aderenti, di cui 23 hanno preso tirocinanti; - racconta Trombini - sono 52 i contratti di tirocinio già firmati ed una trentina sono in attesa. Questo significa che le imprese stanno ancora facendo la selezione tra tutti i curriculum che abbiamo inviato loro. Sappiamo benissimo che il cammino non finisce qui. Anzi, veramente comincia adesso nel momento in cui verifichiamo che le cose si possono fare, che siamo in grado di compiere con le mete di lavoro e che stiamo aiutando le persone nel suo inserimento lavorativo, scopo principale di questo Progetto a cui, come gruppo di lavoro, ci tenevamo dall''inizio. Abbiamo costruito rapporti forti con il mondo imprenditoriale, le aziende con cui siamo riusciti a lavorare di vicino ci fanno sempre dei complimenti per la professionalità e la gestione dei tirocini e abbiamo fidelizzato questi clienti con un rapporto diretto, individuale e sempre efficiente e cordiale".
"Adesso il nostro obiettivo è cambiato. - conclude - Siccome siamo arrivati ai 50 tirocini previsti ed il Progetto ancora ha delle risorse, andremmo avanti e continueremmo attivando tirocini affinché le nostre forze, tempi e risorse ce lo permettano. È nostro compito che il nome di Italia Lavoro venga ricordato come un Progetto che ha concretizzato risultati ed aiutato i cittadini italiani residenti in Uruguay. Quando questo accadrà ci sentiremmo veramente soddisfatti perché il lavoro sarà stato fatto".
Intanto Italia Lavoro e ADECA, hanno firmato ieri, martedì 13 maggio, presso la Camera di Commercio Italiana dell'Uruguay l'accordo di Cooperazione nell'ambito del Progetto Ites - Occupazione e Sviluppo della Comunità degli Italiani all'Estero, che impegna le due parti ad unire gli sforzi per il miglioramento e la promozione dell'impiego e delle politiche attive del lavoro in Uruguay.
ADECA, associazione di formazione, fondata nel 1998, si impegna insieme alle istituzioni per la formazione al lavoro, integrate nel Registro della Direzione Nazionale per l'Impiego (DINAE), ed ha come obbiettivo la formazione di base e superiore dei giovani mirata al loro inserimento in un mercato lavorativo sempre più esigente, fluttuante e competitivo.
Punta inoltre, alla formazione permanente, a migliorare le condizioni di impiego ed a promuovere il reinserimento dei lavoratori, facilitando la realizzazione di accordi che promuovono l'occupazione.
Le 36 istituzioni che fanno parte oggi dell'ADECA sono: ACJ (Asociación Cristiana de Jóvenes), ADM (Asociación de Dirigentes de Marketing), Centro de Cooperativista Uruguayo, Centro de Informática, Centro MA-PA, CPP (Centro de Participación Popular), Centro de Viajantes y Vendedores de Plaza, Colegio Nacional José Pedro Varela, El Abrojo, Eprhotur, Escuela de Capacitación SRL, Escuela de Informática, EUCI, Foro Juvenil, Fundasol, Grupoca, Norma Ametrano y Consultores Asociados Iglesia Anglicana del Uruguay, Instituto H. Hermanas Capuchinas, Instituto Passaro, IADE, Instituto Integración, Instituto Técnico Florida, IAC Computación, IPEP, Insituto Kolping, ITEM, ICIP, Instituto Superior de Informática, IUDEL, Macrosoft, Movimiento Tacurú, Taller de Informática, Talleres Don Bosco, UNIT. (aise)
IL SEN. DI GIROLAMO (PDL) RIBADISCE LA "ASSOLUTA LEGITTIMITÀ" DELLA SUA CANDIDATURA
(14/05/08) ROMA\ aise\ - "Ribadisco l''assoluta legittimità della mia candidatura e rivendico con forza il risultato elettorale grazie alla fiducia del voto di oltre 24.500 elettori sulla cui regolarità non possono sussistere dubbi di sorta". È quanto si legge nel comunicato di Nicola Di Girolamo, senatore del Pdl eletto in Europa, indagato per l'ipotesi di reato di falso in atto pubblico.
"Successivamente ad ogni tornata elettorale - si legge ancora nel comunicato - purtroppo, è invalso l''uso di presentare da parte di coloro i quali non sono stati eletti, denunzie per presunti brogli. L''autorità giudiziaria ha in questi casi l''obbligo di indagare ed accertare la sussistenza delle ipotesi di reato. Con riferimento ai fatti diffusi dalle agenzie di stampa per la salvaguardia di una delle basilari norme di civiltà, cui tutti dovrebbero concorrere, e cioè la garanzia della massima riservatezza delle vicende giudiziarie soprattutto quando queste siano solo nella fase di una mera ipotesi investigativa, per altro non sufficientemente riscontrata, e suscettibile di essere, successivamente, dichiarata priva di fondamento, non ritengo opportuno rilasciare ulteriori dichiarazioni". (aise)
FANTETTI SU DI GIROLAMO: "HA DICHIARATO IL FALSO SULLA SUA RESIDENZA"
(13/05/08) Roma – Nicola Di Girolamo, eletto al Senato nella Ripartizione Europa per il Pdl, è indagato con l’accusa di falso in atto pubblico e violazione della legge elettorale. In particolare viene contestato al Senatore del PdL di aver falsamente dichiarato di essere residente in Belgio. Di Girolamo, raggiunto telefonicamente da L'Italiano, ha dichiarato: "E’ vero, c’è stata una denuncia e la Magistratura, nella quale - come uomo di legge - ho la massima fiducia deve procedere per effettuare i dovuti accertamenti".
L’indagine nei confronti di Di Girolamo si inserisce nell’inchiesta sulle presunte anomalie legate al voto degli italiani all'estero. Elemento particolare di questa vicenda è che le indagini sarebbero partite dalla denuncia del primo dei non eletti del PdL nella circoscrizione Europa, l'Avvocato Raffaele Fantetti che, assistito dal legale Giovanna Mazza, è stato sentito come testimone dai magistrati. Fantetti ha presentato contro il senatore un ricorso alla Giunta per le elezioni e delle immunità parlamentari.
Fantetti ha spiegato che questa denuncia è scattata “sulla base degli atti che abbiamo potuto rinvenire durante il recupero del materiale necessario per presentare un ricorso. Il ricorso – ha proseguito – si basava sul quantum della residenza all’estero di Di Girolamo, pervenuta solamente il 15 febbraio, una settimana dopo che erano state indette le elezioni e pertanto non in linea con lo spirito della legge Tremaglia”.
A questo punto è giunta, dice Fantetti, la sorpresa visto che, “durante la verifica dell’indirizzo e del Comune di residenza – ha continuato – non è risultato che Di Girolamo avesse mai avuto la residenza nel luogo dichiarato”. La richiesta di iscrizione del Senatore del PdL "è stata inoltrata solamente l’8 maggio" così che il ricorso, al posto di avere per oggetto “una residenza ottenuta tardi, è stato basato sulla mancata residenza stessa”.
”La Procura - secondo quanto riferito dal candidato del PdL – stava già indagando in base ad altri esposti”. La posizione di Di Girolamo sembra quindi complicarsi ed ora il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo ed il sostituto Giovanni Bombardieri, titolari di questa indagine, stanno vagliando la possibilità di contestargli il reato di usurpazione di funzioni pubbliche. Di Girolamo, se ritenuto colpevole, rischia quindi di vedersi sottratta la propria carica di Senatore, oltre ad altri possibili provvedimenti. Fantetti, infatti, ha spiegato che “abbiamo ricorso contro la sua proclamazione eccependo la nullità della sua candidatura per mancanza dei titoli richiesti”. A questo punto, come primo dei non eletti del PdL, la carica dovrebbe passare proprio a Fantetti.
Ma perché solo ora ci si è accorti di ciò? Non è stata una leggerezza del PdL questa candidatura contro cui ha fatto ricorso proprio un compagno di lista? La risposta di Fantetti è negativa. “Sinceramente – ha affermato – nessuno è andato oltre l’autocertificazione riguardo la propria residenza. E’ Di Girolamo che ha dichiarato il falso, noi come potevamo saperlo”.
News ITALIA PRESS
SI RIUNISCE A CAMPOBASSO IL PRIMO CONSIGLIO DEI GIOVANI MOLISANI NEL MONDO
(13/05/08) CAMPOBASSO\ aise\ - Si apre oggi, 13 maggio, a Campobasso, la riunione del primo Consiglio dei Giovani Molisani nel Mondo.
L''organismo raccoglie i rappresentanti di giovani molisani residenti in Europa, America e Australia ed avrà il compito di delineare idee e progettualità funzionali al mantenimento sempre più vivo dei rapporti delle comunità regionali residenti all''estero con la loro terra natale. Il Consiglio, che si riunisce per la prima volta dalla sua istituzione, sarà presieduto dal Presidente della Regione Molise, Michele Iorio. (aise)
TENUTA A ROSARIO L'ASSEMBLEA DEL CAVA: MARIANO GAZZOLA RICONFERMATO PRESIDENTE
(13/05/08) ROSARIO\ aise\ - Sabato scorso, 10 maggio, si è tenuta a Rosario l'Assemblea Ordinaria del CAVA, Comitato delle Associazioni Venete dell'Argentina, riunita per eleggere il nuovo Comitato Direttivo.
Circa cinquanta i delegati delle associazioni venete di tutta l'Argentina presenti all'incontro iniziato con l'approvazione del Bilancio e del verbale del 2007, cui è seguita l'elezione dei 18 componenti del Comitato Direttivo e di tutte le altre cariche sociali. All'unanimità l'Assemblea ha rieletto Mariano Gazzola alla presidenza del CAVA. Gazzola, che è anche consigliere del Cgie, nel suo intervento ha ringraziato per la fiducia conferitagli dai delegati delle 35 associazioni venete dell'Argentina, e ha tracciato le linee programmatiche per il prossimo triennio.
"L'anno prossimo - ha ricordato - celebreremo il ventennale di fondazione del CAVA, 20 anni in cui non abbiamo smesso mai di crescere: oggi, per esempio, diamo il benvenuto all'Associazione Bellunese di Cordoba, fondata nel 2007, che entra a far parte della nostra federazione. Possiamo anche vantarci di aver realizzato il ricambio generazionale del nostro direttivo, e ciò dovrà impegnarci a rinnovare l'organizzazione interna e gli strumenti di lavoro, di aggiornarli alle nuove esigenze della nostra comunità. Dobbiamo diventare protagonisti del rinnovamento delle strutture associative della comunità italiana dell'Argentina, una forte richiesta - ha rilevato - che emerge del risultato delle elezioni politiche del mese scorso".
Questo il nuovo comitato direttivo del CAVA: presidente, Mariano Gazzola (Ass. Trevisani nel Mondo - Rosario); vice presidenti: Emilio Zacchia (Fam. Veneta di Marcos Juarez) e Esteban Roni (Ass. Bellunese di Buenos Aires); segretaria Lidia Deon (Ass. Veneta di Rafaela); vice segretaria, Gabriela Zanin (Famiglia Veneta di Rosario); tesoriere Ricardo E. Buttazzi (C.R. Trevisano di La Plata); vice tesoriere Marco Targhetta (Ass. Veneta di Rio Cuarto); segretario ai verbali Luciano Stizzoli (Veronesi nel Mondo - Buenos Aires).
Dieci i consiglieri: Bruno Pegorin (Ass. Veneta Mendoza), Marcelo Carrara (Le Tre Venezie - Mar del Plata), Luisa Fusaro (Padovani nel Mondo - Buenos Aires), Federico De Cristo (Gioventù Veneta Buenos Aires), Iside Donadon (C.R. La Trevisana - Buenos Aires), Laura Monge (Ass. Triveneta de Pergamino), Renzo Facchin (Ass. Veneta di Córdoba), José Zini (Ass. Veneta di Corrientes), Marina Cavallero (C. Vicentini nel Mondo di Buenos Aires), Horacio Zacchia (Fam. Veneta di Marcos Juarez).
Revisori dei conti: Ivana Quaratti (C. Veneto di Santa Fe), Graciela De Bortoli (Unione Veneta di Villa Regina), María Julieta Alvarez (Ass. Trevisani nel Mondo Rosario).
Consiglieri supplenti: Juan Canale (C. Veneto di Santa Fe), Carlo Zagolin (Fam. Veneta Rosario), Sandro Granzotto (GITEC), Laura Schulthoff (Gioventù Veneta Buenos Aires), Germán Andreatta (Ass. Veneta di Cordoba).
Revisori dei conti supplenti: Silvia Novello (Ass. Veneta di Tucumán), Alberto Cappellari (Ass. Veneta di Rio Cuarto).
Il CAVA avrà un ricco programma di iniziative nei prossimi due mesi: il 23 maggio ci sarà a Buenos Aires l'omaggio a Francesco Pellizzari, costruttore del Teatro Colon di Buenos Aires, organizzato insieme alla Regione Veneto, il Comune di Sospirolo, e la Direzione del Teatro Colon, con la presenza dell'Assessore Regionale Oscar de Bona. Per l'occasione sarà presente il Coro Monti del Sole di Sopirolo (comune di nascita del Pellizzari) che si esibirà anche a Rosario (20 maggio), La Plata (22 maggio), e Mar del Plata (24 maggio). Proprio a Mar del Plata il 22 maggio inizierà la Settimana del Cinema Veneto (dal 22 al 27 maggio) che continuerà poi a Santa Fe (29 al 31 maggio). Il 5 giugno ci sarà a Buenos Aires il Workshop Conclusivo del Progetto "Formare Costruendo" organizzato in partnership con Kantea s.c.r.l di Bolsano nell'ambito dei progetti del Ministero di Lavoro, e per ultimo il Corso "Piccole e Medie Imprese, l'Unione Europea e il Mercosur" che sarà tenuto a Rosario e Rafaela (18 al 26 giugno) da professori dell'Università di Padova. (aise)
IL COMITES DI CORDOBA SEGNALA UN CORSO PROMOSSO DALLA REGIONE PIEMONTE PER GIOVANI DISCENDENTI
(13/05/08) CORDOBA\ aise\ - Sempre attento alle opportunità offerte dagli atenei italiani ai giovani sudamericani di origine italiana il Comites di Cordoba segnala oggi un "Corso di Economia e gestione delle PMI" che, promosso dalla regione Piemonte, si terrà a Buenos Aires.
Organizzato dall'assessorato all'emigrazione in collaborazione con la Scuola di Amministrazione Aziendale dell'Università degli Studi di Torino, il corso ha come obiettivo quello di avviare/consolidare la formazione di specialisti, manager e piccoli imprenditori in possesso di adeguata preparazione e integrazione con la realtà economico-produttiva piemontese; contribuire a mantenere ed incrementare il collegamento con le realtà dell'emigrazione italiane e, più specificamente piemontese, insediata all'estero nel corso del XX e del XXI secolo; trasformare il naturale ascendente culturale in un veicolo di accelerazione della dinamica dei mercati globali onde favorire la crescita ed il consolidamento dei rapporti tra comunità piemontesi all'estero e realtà produttive del territorio piemontese.
Venticinque i giovani studenti/studentesse di origine piemontese, residenti in Argentina che potranno accedere ad altrettante borse di studio finalizzate alla frequenza a titolo gratuito del Corso che ha una durata complessiva di 120 ore (3 settimane) e si terrà dal 30 giungo al 26 luglio a Buenos Aires.
Il corso, a frequenza obbligatoria, sarà in lingua italiana e si baserà su una continua interazione tra lezioni d''aula, studio di casi reali e lavori di gruppo.
I giovani interessati dovranno inviare la loro domanda entro e non oltre il prossimo 7 giugno o via mail all'indirizzo piemontesiUE.saa@unito.it, oppure via fax al numero +390112361020. il testo integrale del bando è disponibile all'indirizzo www.saa.unito.it/pmi2.html. (aise)
L'ON. PORTA (PD) REPLICA AD UN ARTICOLO APPARSO SU "L'ITALIANO"
"NESSUN "FATTORE PATRONATI" NELL'ELEZIONE DEI PARLAMENTARI IN SUD AMERICA"
(13/05/08) SAN PAOLO\ aise\ - La settimana scorsa su "L'Italiano", quotidiano diretto da Claudio Ferretti, è stato pubblicato un articolo a firma di Tullio Zembo, che attribuiva la vittoria dell'On. Fabio Porta (Pd) alla Camera dei Deputati all'appartenenza dello stesso Porta al sindacato della Uil. Il deputato del Partito democratico, eletto in Sud America, per smentire le affermazioni del giornalista Zembo, ha scritto direttamente al Direttore del giornale, Claudio Ferretti.
"Caro Direttore, - scrive Porta - "L'Italiano" aveva già pronosticato, prima del voto, la mia elezione alla Camera dei Deputati; in un articolo pubblicato sullo stesso giornale in data 8 maggio, Tullio Zembo, da Buenos Aires, ci spiega il perchè di questo risultato. Sarebbe da attribuirsi, secondo Zembo, al "Fattore Patronati". Permettetemi entrambi di confutare tale tesi, ma al tempo stesso di avvalorarla. "Vengo e mi spiego", come diceva Totò.
Se i patronati fossero così potenti e influenti sul voto, come scrive Zembo - normalmente attento e acuto osservatore delle "cose italiane" in Sud America - il PD (Partito Democratico) probabilmente avrebbe avuto un risultato migliore. Come lo stesso Zembo dovrebbe sapere, i quattro principali patronati (Inca-Cgil, Inas-Cisl, Ital-Uil e Acli) sono molto forti e radicati in tutto il continente, soprattutto in Argentina dove si concentra la stragrande maggioranza dei pensionati Inps e dove di conseguenza tali enti investono il maggior numero di risorse umane e finanziarie nel continente per garantire tale assistenza.
Si da' il caso che, proprio in Argentina, il PD (partito di riferimento di quell'area politica alla quale, sempre secondo quanto sostiene Zembo, farebbero riferimento questi patronati) sia risultato soltanto il quinto partito in queste ultime elezioni, e che in tutta la Circoscrizione America Meridionale sia appena il terzo, a poche migliaia di voti dalla lista associativa promossa dall'ex Senatore Pallaro, giunta al quarto posto. Non credo sia proprio il caso di parlare di un "fattore patronati", a meno che lo si voglia fare in maniera ironica.
Ne' è credibile la tesi secondo la quale il successo dell'on. Merlo sia da addebitarsi alla "base" che gli sarebbe stata fornita da un piccolo patronato, l'Enas; meno ancora quella che vorrebbe la Senatrice Giai eletta grazie al sostegno di un patronato, quando tutti sappiamo che semmai sia successo esattamente il contrario (ossia: tale patronato non l'ha ufficialmente ne ufficiosamente sostenuta).
Allo stesso tempo, come dicevo, voglio anche avvalorare la tesi dell'ottimo Zembo. Sì, ammettiamo una volta per tutti questa grande colpa, il vero "peccato originale": l'esperienza di patronato, che ci fa stare anni a contatto con i nostri connazionali all'estero, conoscendone e spesso risolvendone piccoli e grandi problemi, e spesso semplicemente raccogliendone o ascoltandone ansie e speranze, ci consente di ottenere quel grande consenso (non solo elettorale) che tanto spaventa e inquieta alcuni osservatori dei fatti italiani all'estero! Sicuramente io e la Senatrice Giai, e qui ha ragione Zembo, siamo in un certo senso l'espressione di questo "peccato originale".
A questo punto, Caro Direttore, mi corre l'obbligo di aprire un'altra parentesi, sempre rispondendo all'intelligente e provocatorio articolo del redattore de "L'Italiano" a Buenos Aires. Quale sarebbe infatti, secondo Zembo, il profilo ideale del parlamentare eletto all'estero, o quanto meno in Sudamerica? Sarebbe, a quanto si legge, il Senatore Esteban Caselli, che secondo l'articolista è arrivato a questo risultato "per forza sua" (?!) e che sarebbe - leggiamo - una "eccezione"; eccezione, sembra di capire, ai candidati eletti grazie allo "strapotere" dei patronati. Il Senatore Caselli, a detta di molti (potrei citare diversi articoli de "L'Italiano", ma non voglio dilungarmi) è notoriamente un "corpo estraneo" rispetto alla comunità italiana e italo-argentina, e rappresenta forse proprio il prototipo di chi non dovrebbe (o, meglio, non potrebbe) rappresentarci in Parlamento.
Altro esempio, o prototipo, di candidati non coerenti con lo spirito della legge è Stefano Andrini, mio collega nel pronostico elettorale de "L'Italiano" (questa volta non coronato da successo): residente da pochi mesi in Brasile e quindi senza quel requisito che l'ex Ministro Tremaglia ha sempre rivendicato con orgoglio (e confermatomi personalmente in un nostro incontro alla Camera): ossia quello di una residenza minima di almeno cinque anni all'estero. Al contrario del Senatore Caselli, sarei io secondo Zembo la "espressione negativa" del candidato eletto all'estero: mi si rimprovera una lunga biografia di impegno a favore del prossimo all'interno di associazioni, movimenti, sindacati.
Sì, anche in questo caso, devo ammetterlo: a 14 anni di età ero militante in Italia nelle fila della Federazione Giovanile Socialista; a 18 anni Presidente Nazionale degli Studenti di Azione Cattolica; a 24 obiettore di coscienza in Servizio Civile a favore degli anziani; a 26 Responsabile a Roma del Settore Emigrazione del Patronato Ital-Uil; a 30 anni capo-progetto in Brasile di un progetto di cooperazione allo sviluppo; a 35 anni ho sposato una sudamericana che mi ha dato due splendide figlie; quindi in Brasile da dieci anni per coordinare l'Ital-Uil e poi la Unione Italiani nel Mondo in Sudamerica; nel 2004 eletto nel Comites di San Paolo del quale sono poi divenuto il Vice Presidente; infine - ultima grave "colpa", secondo Zembo - mi occupo di solidarietà e di assistenza ai bambini e alle famiglie delle "favelas" avendo fondato un'associazione dal nome evocativo: "Ponte Brasilitalia".
Si tratta di un curriculum del quale dovrei vergognarmi? O, secondo "L'Italiano", i parlamentari eletti all'estero devono obbligatoriamente parlare a stento il nostro idioma o venire da non si capisce bene quale tipo di esperienze o organizzazioni? Ecco, Caro Ferretti (e mi rivolgo a te non a caso perchè abbiamo condiviso in passato "battaglie comuni" contro i denigratori degli italiani e - soprattutto - del voto degli italiani all'estero): stiamo attenti a non cadere ancora una volta, sia pure involontariamente, nel tranello di chi ci vuole "cittadini di serie B", in questo caso "parlamentari di serie B". Se proprio volete farmelo dire, sono convinto che i 18 parlamentari eletti all'estero debbano avere non soltanto una biografia e, conseguentemente, una capacità pari a quella dei loro colleghi eletti in Italia, ma possibilmente superiore - almeno nella media - proprio per contrastare questo strisciante e "trasversale" pregiudizio culturale che già due anni fa accolse il loro arrivo tra gli scranni di Montecitorio e Palazzo Madama.
Tra i miei colleghi parlamentari di opposizione, stimo molto figure come l'attuale Ministro per le Politiche Giovanili Giorgia Meloni o come l'on. Aldo Di Biagio, eletto in Europa: una donna ed un uomo forse lontanissimi dai miei ideali e dai principi che hanno sempre ispirato la mia vita pubblica; entrambi però hanno una storia di militanza politica, associativa e sindacale che ne ha forgiato negli anni che hanno preceduto il loro ingresso in Parlamento il loro carattere e le loro capacità.
Di questo tipo di storie e di biografie ha bisogno il nostro Paese: di italiani nati in Italia o all'estero in grado di rappresentare davvero gli interessi dei nostri connazionali e dei loro discendenti, indipendentemente dalla loro città di nascita o residenza. Il fatto di lavorare in un Patronato o in una Associazione, in un Partito o in un Sindacato; di essere un operaio o un imprenditore non ha nulla a che vedere con tale nobile missione.
Anzi, avere alle spalle una lunga esperienza di conoscenza e di servizio di certi problemi non può che essere un fattore di stimolo e di garanzia di impegno e competenza per chi ci ha votato. L'unica preoccupazione che dobbiamo avere, Caro Direttore, è quella di non utilizzare le risorse dei patronati per attività di carattere politico e, ancor più, partitico. A meno che si voglia proibire ad un cittadino, solo per il fatto di aver lavorato in un Istituto di Patronato, il diritto costituzionale di esercitare il diritto di voto, attivo e/o passivo". (aise)
L'ON. GARAVINI (PD) SUL DISCORSO DI BERLUSCONI
"É RIUSCITO A DELUDERE ANCHE LE GIÁ MINIME SPERANZE DEGLI ITALIANI NEL MONDO"
(13/05/08) ROMA\ aise\ - "Che ci sia un certo disinteresse del nuovo governo di destra per gli italiani nel mondo si poteva già intuire nelle ultime settimane. Ma con il suo discorso al Parlamento Silvio Berlusconi è riuscito nell'impresa di deludere anche le già minime speranze degli italiani nel mondo". Questo il commento di Laura Garavini, deputata del Pd eletta in Europa, al discorso con cui il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha chiesto oggi la fiducia alla Camera(vedi AISE del 13 maggio h.11.29). "Non citando noi italiani nel mondo neanche con una parola - ha osservato la Garavini - che l'attenzione del suo governo per milioni e milioni di italiani nel mondo è proprio zero".
Anche la nomina dei sottosegretari è, secondo la deputata del Pd, un segno che gli italiani nel mondo per il Governo Berlusconi non contano. "Sarebbe stato un segnale importante nominare un italiano residente all'estero e dargli la delega per gli italiani nel mondo. Ma da un governo che evidentemente non è disposto a dedicare l'interesse dovuto agli italiani nel mondo sarebbe forse troppo chiedere un passo del genere".
"Dato il pessimo inizio del Governo Berlusconi in materia di italiani nel mondo", argomenta la deputata, "è importante vigilare molto attentamente sulle prossime mosse. Le uscite di Bossi contro il diritto di voto degli italiani nel mondo, contro il diritto di scegliere il nostri rappresentanti mi fanno temere il peggio. Dobbiamo far attenzione che le annunciate riforme istituzionali non vengano usate dal Governo Berlusconi per mettere mano al diritto di voto degli italiani nel mondo. Dopo che la destra è stata sconfitta all'estero anche in queste elezioni c'è evidentemente la tendenza di mettere ai margini noi italiani oltre le frontiere".
Infine, la Garavini ha assicurato che "siamo disposti ad un leale confronto con il governo. Ma tutto ciò che vediamo in questi giorni lascia intendere che gli italiani all'estero avranno vita dura sotto questo esecutivo che evidentemente ha poca intenzione di continuare il buon lavoro svolto dal governo Prodi per gli italiani nel mondo". (aise)
I 37 SOTTOSEGRETARI NOMINATI DAL CONSIGLIO DEI MINISTRI
ROMA, 12 MAG. (Italia Estera) - Il Consiglio dei ministri ha nominato 37 sottosegretari, ma non i vice ministri. Forse lo farà dopo un primo tempo di verifiche. Al ministero degli Esteri vanno solo tre sottosegretari. Da registrare lo scambio di consegna agli Esteri: esce Bobo ed entra Stefania Craxi. Non si tratta di una staffetta, tutt’altro. Fra i due non corre buon sangue.
Questo l'elenco dei 37
Presidenza del Consiglio.
- Maurizio Balocchi (Semplificazione normativa)
- Paolo Bonaiuti (Editoria)
- Michela Vittoria Brambilla (Turismo)
- Aldo Brancher (Federalismo)
- Rocco Crimi (Sport)
- Carlo Amedeo Giovanardi (Famiglia, droga e Servizio civile)
- Gianfranco Micciché (Cipe)
Affari Esteri.
- Stefania Craxi
- Alfredo Mantica
- Enzo Scotti
Interno.
- Michelino Davico
- Alfredo Mantovano
- Nitto Francesco Palma
Giustizia.
- Maria Elisabetta Alberti Casellati
- Giacomo Caliendo
Difesa.
- Giuseppe Cossiga
- Guido Crosetto
Economia e Finanze.
- Luigi Casero
- Nicola Cosentino
- Alberto Giorgetti
- Daniele Molgora
- Giuseppe Vegas
Sviluppo Economico.
- Ugo Martinat
- Paolo Romani
- Adolfo Urso
Politiche Agricole e Forestali.
- Antonio Buonfiglio
Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare.
- Roberto Menia
Infrastrutture e Trasporti.
- Roberto Castelli
- Bartolomeo Giachino
- Mario Mantovani
- Giuseppe Maria Reina
Lavoro, Salute e Politiche Sociali.
- Ferruccio Fazio
- Francesca Martini
- Eugenia Maria Roccella
- Pasquale Viespoli
Istruzione, Università e Ricerca.
- Giuseppe Pizza
Beni e Attività Culturali.
- Francesco Maria Giro
Carmine Ragucci
DISCORSO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO SILVIO BERLUSCONI ALLA CAMERA DEI DEPUTATI
Signor Presidente,
Onorevoli... [...]
CARTA DEL COMITES PERÚ AL DIARIO EL COMERCIO
El COMITES Perú ha enviado una carta de rechazo al articulo de la editora Virginia Rosas donde la periodista del diario El Comercio ofende a los italianos y a sus autoridades. Il Messaggero Italo-Peruviano se une a las voces de protesta de la comunidad italo-peruviana y rechaza tajantemente el artículo de la mencionada periodista por desinformar a los peruanos y ofender a la comunidad italo-peruana. A continuación publicamos la carta del COMITES Perú
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Lima, 09 de Mayo del 2008
Señor
ALEJANDRO MIROQUESADA
Director del Diario “El Comercio”
Jr. Miro Quesada # 300
Lima.-
De nuestra consideración:
Desde el lunes 21/04/2008, el teléfono de nuestras oficinas no ha dejado de sonar, todas las llamadas eran de nuestros connacionales o descendientes nacidos en el Perú, indignados después de leer el Artículo de la editora Virginia Rosas, Titulado “Elegantes por fuera, idiotizados por dentro”
Los Italianos en el Perú integrados totalmente en todos los campos: arte, ciencia, salud, industria y comercio, no merecemos el contenido de ese artículo y menos aún viniendo de un periódico tan prestigiado como el Comercio.
El Comité de Italianos en el Perú “COMITES”, elegido democráticamente por todos los votantes italianos residentes en el Perú, anteponiendo y reiterando por sobre todo el cariño y respeto por nuestra Patria de adopción: el Perú, país cuya gente nos ha demostrado siempre su correspondida especial simpatía, rechaza enérgicamente la publicación mencionada, por lo ofensivo de su contenido. Todas las críticas son bienvenidas si se hacen con la moderación y el respeto necesario, por lo que hacemos votos para que artículos como este que ofenden la dignidad de nuestro país y de nuestros connacionales italianos no se publiquen más.
Creemos que el Cav. Silvio Berlusconi, habiendo sido electo democráticamente como Presidente del Consejo, por más del 50 %, con los votos emitidos sea en Italia como con los votos de los que residimos en el exterior, merece todo nuestro respeto sea cual sea nuestra orientación política, y con mayor razón el respeto de los medios de comunicación, más aún del nivel que representa el Diario el Comercio.
No son significativas las declaraciones recogidas por la editora, de un fotógrafo que, por más exitoso que sea, no representa al pueblo italiano, tratándose solamente de opiniones con fondo político, meramente personales, que se demuestra con unas declaraciones del mismo fotógrafo emitidas en el año 2006 donde dice textualmente ”Haber nacido en Italia no significa nada para mí. Es sólo un documento que lo prueba: no estoy ligado a sangre y fuego a ningún territorio en particular” sin embargo la editorialista “corona” su articulo con una caricatura despectiva aparecida en un diario Austriaco.
La mayoría de los italianos nos sentimos “ELEGANTES POR FUERA, CREATIVOS POR DENTRO” por los motivos que a continuación resumimos:
Italia como muchos otros países atraviesa una gran crisis, pero también es grande su esfuerzo por continuar a la vanguardia en sectores técnicos y profesionales así como en el desarrollo de sistemas amigables con el medio ambientes, manteniendo incólume su creatividad y por el contrario desarrollándola cada vez más.
Italia fue sin duda uno de los países que ha demostrado mayor creatividad en la ultima década, no solo para realizar productos de diseño novedoso y con la dosis de ingenio que el mundo aprecia o para ganar un campeonato del mundo por cuarta vez sorprendiendo a todos, sino sobretodo, para replantear sus estrategias frente a una coyuntura muy difícil. Es cierto que productos económicos se han vuelto commodities y han caído en manos de fabricantes del tercer mundo pero una vez mas el ingenio y la creatividad italiana han reinventado los negocios y posicionado sus productos a un publico mas aspiracional que hoy en día es mucho más numeroso y se proyecta con un crecimiento exponencial y claman por tener mucho de ITALIA en su entorno.
Una cosa es segura, todavía por mucho tiempo el “MADE IN ITALY” va a ser reconocido y admirado por todos.
Apreciando el espíritu de neutralidad que las páginas de “El Comercio” han demostrado en tantos años de existencia, solicitamos que la presente carta sea publicada con la misma importancia que se le dio a la editorial en mención.
Agradeciéndole de antemano la atención a la presente nos despedimos de Ud.
Muy Atentamente.
COMITES DEL PERÚ
Giovanni Defendi- PresidenteSCOSSA DI TERREMOTO IN CINA. OLTRE 8.500 MORTI, 10 MILA FERITI
Magnitudo 7,8 della scala Richter, ha colpito il Sud del Paese
Crollate scuole, ospedali, fabbriche. Centinaia le persone sotto le macerie
I palazzi hanno tremato anche a Shangai, Taiwan e Bangkok
Regge la Diga delle Tre Gole. Farnesina: Gli italiani stanno bene
(12/05/08) La Repubblica. PECHINO - Una forte scossa di terremoto di magnitudo 7,8 gradi della scala Richter ha colpito il Sichuan, nel sud-ovest della Cina. Il governo di Pechino ha fornito un bilancio di 8.693 morti nella sola provincia dove è stato localizzato l'epicentro del sisma. Almeno 10mila i feriti nel distretto di Beichuan dove l'80 per cento degli edifici sono stati distrutti, tra cui l'ospedale di Dujiangyan, secondo l'agenzia ufficiale Xinhua. Secondo l'Istituto geosismico americano si tratta della scossa più forte dopo quella di magnitudo 7,9 che colpì l'Indonesia nel settembre dello scorso anno.
Soccorsi difficili. Le autorità prevedono che il bilancio delle vittime possa aggravarsi. L'esercito intanto ha raggiunto le zone colpite e ha cominciato a scavare ma le operazioni sono rese più difficili dalla notte che intanto è calata sull'area devastata. Molte delle aree sono rimaste isolate: gran parte delle strade non sono infatti percorribili, e le comunicazioni telefoniche risultano quasi ovunque interrotte.
Scuole e impianti chimici crollati. Il terremoto ha sepolto sotto le macerie 900 studenti di un liceo di Dujiangyan, dove finora sono state estratte cinquanta salme. La tv di Stato ha detto che sono almeno otto gli edifici scolastici crollati seppellendo sotto le macerie un numero imprecisato di studenti delle elementari e delle medie. Nello Shifang due impianti chimici sono crollati seppellendo centinaia di lavoratori e causando una perdita di 80 tonnellate di ammoniaca: 6.000 residenti sono stati evacuati.
Le scosse. La scossa principale di magnitudo 7,8 di, alle 14.28 locali (le 8.28 ora italiana) ha avuto come epicentro la regione montagnosa del Wenchuan. A seguire si sono registrate oltre 300 scosse di assestamento e secondo i geologi cinesi un sisma di tale intensità può causare altre scosse devastanti. La scossa è stata tanto violenta da essere avvertita a Pechino, Shanghai, Taiwan, Hanoi, fino anche alla capitale thailandese Bangkok, dove i palazzi hanno continuato a tremare per diversi minuti. L'area coinvolta si stima sia pari a 1,3 milioni di chilometri quadri, in cui vivono circa 180 milioni di persone, circa un decimo dell'intera popolazione cinese.
Panico a Pechino. A Pechino la gente si è riversata per le strade nel panico, fuggendo dagli edifici che tremavano. Sembra invece intatta la colossale Diga delle Tre Gole, ancora in via di completamento, che sorge lungo il corso del Fiume Azzurro, nella non lontana provincia centrale dello Hubei: il peso della massa d'acqua contenuta nel gigantesco bacino del discusso impianto idrico, a detta degli esperti, è tale da accrescere il pericolo di forti attività sismiche nella regione.
Nessun italiano fra le vittime. Gli italiani nel Paese stanno bene, ha detto l'ambasciatore italiano in Cina Riccardo Sessa. Sono ventisei i connazionali che risiedono nella regione colpita, tutti contattati personalmente. L'Astoi, l'Associazione che riunisce i maggiori tour operator italiani, sta contattando in queste ore i tour operator che effettuano viaggi in Cina, anche se la zona, pur essendo turistica, non è una meta particolarmente servita dalle agenzie italiane, spiega il presidente Roberto Corbella.
A BUENOS AIRES UNA RIUNIONE TRA IL VICE PRESIDENTE TUCCI E I GIOVANI DISCENDENTI CALABRESI
(12/05/08) BUENOS AIRES\ aise\ - L'organizzazione del "1° Incontro Nazionale delle Nuove Generazioni Discendenti da Calabresi" è stata al centro della riunione che si è tenuta nei giorni scorsi nella sede sociale della Federazione delle Associazioni Calabresi in Argentina di Buenos Aires tra il Vice Presidente della Consulta Regionale della Calabria, José Tucci, ed un gruppo di giovani discendenti calabresi.
Dalla riunione sono emerse le linee guida da seguire per pianificare gli obiettivi dell'incontro, tra i quali quello di creare uno spazio di riflessione, dialogo e discussione sulle problematiche, i progetti e le necessità delle nuove generazioni, in modo da poter attivare una partecipazione attiva nella vita istituzionale della comunità calabrese in Argentina.
Giovani delle città di Concordia, Mar del Plata, Necochea, Carmen de Patagones, Mendoza y Buenos Aires, hanno già manifestato la loro intenzione di partecipare attivamente alla realizzazione dell'incontro.
In preparazione dell'icontro è stato stabilito un calendario di riunioni che si svolgeranno nelle diverse città del Paese con le comunità calabresi alle quali parteciperà il vicepresidente Tucci al fine di ascoltare le voci e i problemi di tutti.
Il primo incontro nazionale si terrà a Buenos Aires in data ancora da definire: il 24 e 25 di ottobre o il 15 e 16 di novembre, come prologo alla "53º Settimana di Calabria".
Il primo giorno ha in programma la cerimonia di apertura, mentre il secondo giorno è prevista una sessione di lavoro in gruppi. Ogni gruppo preparerà un documento finale da presentare alle autorità nazionali Argentine e alle autorità della Regione Calabria.
Alla conferenza sono chiamati a partecipare tutti i giovani discendenti Calabresi che aderiscono ad associazioni calabresi, iscritte o meno, o ad una qualsiasi Federazione. (aise)
CHIOCCHETTI (PD): BENE A FASSINO LA DELEGA PER GLI ITALIANI NEL MONDO NEL "GOVERNO OMBRA"
(12/05/08) ROMA\ aise\ - "Bene ha fatto Veltroni ha proporre il governo ombra che avrà il compito di incalzare l'esecutivo Berlusconi sui contenuti, sulle cose da fare". Questo il commento di Maurizio Chiocchetti, responsabile PD/italiani nel mondo che, nel giorno in cui il "governo ombra" si riunisce per la prima volta nella sala Aldo Moro alla Camera dei deputati, saluta con favore la nomina a ministro degli esteri ombra di Piero Fassino che, scrive Chiocchetti, "ha una grandissima esperienza internazionale, come dimostrano gli ultimi incarichi a lui assegnati".
"Vivo apprezzamento - continua l'esponente del Pd - va al fatto che a lui sia stata assegnata la delega per gli italiani nel mondo, dimostrando in questo modo la forte considerazione del PD verso la grande opportunità rappresentata dai moltissimi italiani che vivono all'estero. Gli italiani che vivono fuori dei confini nazionali attendono risposte. Noi incalzeremo il governo affinché queste riposte arrivino tempestivamente, in modo preciso e concreto". (aise)
IL BERLUSCONI QUATER SENZA STARS!
di Massimo Seracini
Era l´occasione per Berlusconi di dimostrare che questo suo quarto Governo, che dovrebbe vincere cinque scudetti di fila e forse la Coppa dei Campioni del 2013, era formato da una squadra eccezionale, la migliore che poteva offrire in questo momento al Paese. Invece si presenta all´inizio del campionato (XVI Legislatura) con un team di mediocre tecnica individuale, un libero metodista alla Beckenbauer (Tremonti), ormai passato di moda nel gioco moderno (globalizzazione), un sacco di terzini e mediani, ma sopratutto senza "stars", senza Kaka, senza Pato e senza nemmeno un corsaro di aria di rigore come Inzaghi.
Assisteremo a tanti 0 a 0 perche´ questo Governo-Milan parte con un bonus elettorale che gli permettera´ di vincere sempre, ergo "i campioni non servono!", avra´ suggerito Galliani al Presidente in campagna acquisti!
Ma e´ un offesa per la maggioranza del Paese che ha dato mandato a Berlusconi di ritornare almeno a quei livelli ante 1993 ("la scesa in campo") in cui la societa´ italiana aveva una posizione e una classifica importante nel contesto mondiale, la gente non solo arrivava tranquillamente alla fine del mese, ma spendeva la tredicesima e la quattordicesima per lussi fino allora proibiti; le vacanze all´estero, le crociere e la macchina sempre piu´ grossa.
Si stava bene nell´epoca pre-Berlusconiana!
Poi l´intervento in politica dell´uomo piu´ ricco d'Italia, ha paradossalmente fatto precipitare la situazione economica e la condizione generale del Paese in una recessione che sembra un´alluvione lenta, ma inarrestabile, che distrugge un poco ogni giorno le sicurezze degli italiani.
Mi aspettavo che dopo tre Governi, il suo quarto mandato avrebbe dato un segnale forte al Paese con una squadra di specialisti di provata reputazione professionale nei vari campi, provenienti dalla societa´ civile e non esclusivamente dalla "casta", che e' la causa principale dei problemi nazionali per la loro incompetenza dimostrata sopratutto negli ultimi 15 anni!
Mi aspettavo che avrebbe inaugurato un metodo nuovo di "appointment", basato non sul Manuale Cencelli, ma su la scelta di candidati con un vero curriculum meritocratico nelle varie discipline, che ne dimostrasse le capacita´ per svolgere il lavoro da compiere per il Paese.
Mi aspettavo che magari avrebbe guardato ad Ovest verso gli USA per seguire, o almeno ispirarsi alla formula usata da tutti i Presidenti Americani, che mai hanno scelto parlamentari nei loro Governi, se non eccezionalmente, (e in quei casi le dimissioni erano automatiche prima dell'accettazione della carica offerta, in base al rispetto della divisione ed autonomia dei tre poteri costituzionali, su cui si basa la democrazia.... almeno negli Stati Uniti!). Invece hanno sempre cercato nella societa' civile i responsabili dei vari dicasteri, fra chi si era veramente distinto per meriti e risultati raggiunti nei rispettivi campi, offrendogli sempre indennita' e fringe benefits inferiori a quelli che gia' percepivano ma, allora come ora, facendogli un'offerta che non potevano rifiutare: "servire la Patria"!
Mi aspettavo "stars" dell´economia, della scienza, della cultura nazionale, dei "cervelli in fuga nel mondo" che fanno grandi i paesi che li ospitano, ma non sono presi in considerazione nell'orto di casa!
Mi aspettavo le migliori teste pensanti del Paese senza coloritura politica e/o gallonatura parlamentare (metodo feudale!), come ha realizzato Sarkosi nel suo nuovo Governo.
Mi aspettavo che Berlusconi si appellasse pubblicamente e modestamente, in nome e per conto dell´orgoglio nazionale, in un momento cosi' drammatico del presente e del futuro del nostro grande Paese ai "migliori", che si distinguono in Italia e nel mondo, chiedendogli di contribuire a risolvere i problemi giganteschi che tutte le famiglie italiane percepiscono oggi sulla pelle, che hanno bisogno dell´intelligenza e del cuore della parte piu´ avanzata della societa´, di tutta la nostra forza storica, culturale, morale, cristiana....italiana
Mi aspettavo una squadra forte come i "President´s men" di Kennedy quando nel 1961 chiamo´ a raccolta le migliore teste pensanti del Paese per superare un momento drammatico per gli USA e l´Occidente.
Mi aspettavo veramente troppo: Berlusconi e' un milaner e non un berliner come lo fu Kennedy!
Massimo Seracini
UDC-USA
San Diego, California
9 Maggio 2008
PER LA PROCURA IL SENATORE DI GIROLAMO (PDL) NON HA MAI RISIEDUTO IN BELGIO
INDAGATO PER FALSO IN ATTO PUBBLICO
RAFFAELE FANTETTI ALL'AISE: ECCO COSA HO DETTO AGLI INQUIRENTI
ROMA\ aise\ - Violazione della legge elettorale e falso in atto pubblico: questi i reati contestati a Nicola di Girolamo, senatore del Pdl eletto in Europa, che da oggi è iscritto nel registro degli indagati all'interno dell'inchiesta sulle irregolarità sul voto all'estero condotta dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e dal Pubblico ministero, Giovanni Bombardieri.
Ad essere contestata a Di Girolamo sarebbe la dichiarazione di residenza in Belgio che, venendo a mancare, farebbe cadere l'elezione all'estero per la quale, come ovvio, è indispensabile vivere fuori dall'Italia.
Tra gli accusatori di Di Girolamo da tempo c'è Raffaele Fantetti, primo dei non eletti al Senato nelle file del Pdl che già il 10 aprile scorso dichiarava: "non abbiamo bisogno di gente, come Nicola Di Girolamo, che si iscrive all'Aire un mese prima delle elezioni per poter essere candidato, come rappresentante degli italiani all'estero, da qualche stolto sodale romano".
E proprio Fantetti, che già si era rivolto alla Giunta per le elezioni del Senato, è stato ascoltato oggi dai due inquirenti cui avrebbe confermato il contenuto della denuncia presentata la settimana scorsa.
Raggiunto al telefono dall'Aise, Fantetti ci ha spiegato su cosa fonda la sua denuncia. "Stavo valutando da tempo l'opportunità di un ricorso sul quantum dell'iscrizione all'Aire di Di Girolamo perché valutavamo che, essendo datata il 15 febbraio 2008, cioè una settimana dopo l'indizione dei comizi elettorali, la sua candidatura non fosse in linea se non con il dettato almeno con la ratio della legge Tremaglia".
"Nel preparare il ricorso - ci ha spiegato Fantetti - abbiamo fatto richiesta di vedere gli atti al comune di provenienza di Di Girolamo, cioè quello di Roma, dal quale è risultato residente dal 15 febbraio nel comune di Etterbeek a Bruxelles, in Belgio. Da un accesso agli atti, fatto tramite colleghi avvocati a Bruxelles, è risultato che a Etterbeek Di Girolamo non è mai stato iscritto e che il posto dove aveva indicato la sua residenza non ricade nella circoscrizione di Etterbeek ma in quella di un altro comune che si chiama Woluwe Saint Pierre dove non risulta Di Girolamo come iscritto. Noi - precisa ancora Fantetti - abbiamo fatto questa verifica il 7 maggio. Improvvisamente l'8 maggio, quando abbiamo chiesto a quest'ultimo comune un'attestazione di questo fatto, ci hanno confermato che Di Girolamo si era presentato proprio quel giorno, cioè l'8 maggio, per richiedere l'iscrizione".
Il senatore, insomma, era stato cancellato dai residenti del Comune di Roma senza essere contestualmente iscritto in quello di un comune estero. Cosa possibile perché, ci ha spiegato Fantetti, "al momento in cui si è iscritto all'anagrafe consolare di Bruxelles aveva autocertificato al consolato la sua residenza nel comune belga, anche se non corrispondeva a realtà".
Alla domanda su cosa si aspetti, ora, circa la sua elezione, Fantetti chiaramente non si sbilancia: "non so cosa accadrà, dipende dalla Procura e dalla Giunta per le elezioni cui noi abbiamo esposto tutti i fatti e che ora faranno il loro corso. Vedremo quali saranno i risultati, noi venuti a conoscenza di questi fatti e della documentazione che li comprova dovevamo procedere a segnalarli. Aspettiamo di vedere cosa accadrà". (ma.cip.\aise)
FRANCESCA ALDERISI IN ARGENTINA: "LA MIA PROFESSIONE È LA MIA PASSIONE"

Francesca Alderisi , famosa ex conduttrice di 'Sportello Italia' (tv-show dedicato alla tematica degli italiani all'estero trasmesso per Rai International) è già arrivata a Buenos Aires. Per tre settimane sarà ospite in diverse associazioni a Buenos Aires e Mar del Plata dove incontrerà anche molti telespettatori, con chi avrà un contatto più diretto per conoscere le loro storie, certa di poterle raccontarle a breve in un nuovo programma televisivo.
--Questi giorni si parla molto sul tuo arrivo in Argentina. ¿Cosa ti ha spinto a venire in Sudamerica?
--F.A : Sicuramente l'amore per gli italiani nel mondo. Devi sapere che nei sette anni trascorsi a Rai International, il tempo per viaggiare era veramente poco e considerando che il mio programma andava in onda tutti i giorni per molti mesi consecutivi, il tempo libero lo trascorrevo sempre per recuperare energie. Da quando Badaloni non mi ha più voluto a Rai Internatiional, ho avuto molto tempo libero ed allora al posto di disperarmi e piangere per avere perso il mio programma, ho deciso di concentrarmi sulla famosa metà del bicchiere pieno e fare ciò che non mi era stato possibile fare prima, ovvero viaggiare per incontrare le comunità italiane nel mondo. Dopo essere stata in Canada, negli Stati Uniti ed in Australia, ho deciso che era arrivato il momento di andare nel paese dal quale ho sempre ricevuto il maggior numero di corrispondenza: l'Argentina. Si tratta di un viaggio emozionante e ricco di appuntamenti a Buenos Aires e Mar del Plata, dove finalmente sto conoscendo in persona molti miei telespettatori.
--Per quelli che ancora non ti conoscono, raccontaci quando è cominciata la tua carriera televisiva e come sei arrivata ad occuparti degli italiani all'estero?
F.A: Ripensare ai miei esordi televisivi mi porta indietro alla mia adolescenza, quando sedicenne iniziavo ad andare ai miei primi provini. Sono passati ormai più di venti anni ed ogni giorno il mio lavoro mi affascina e piace sempre di più, poiché mi da modo di emozionarmi e trasmettere le mie emozioni agli altri, attraverso programmi che abbiano comunque sempre come filo conduttore l'utilità ed il servizio. Di gavetta ne ho fatta tanta: dalle piccole televisioni regionali sono approdata in Rai e poi a Rai International, il canale televisivo dedicato agli italiani nel mondo. Proprio per gli italiani all'estero è nata da parte mia una grande passione . Mi sono occupata a lungo di tutte le tematiche che li rigurdano, in 1200 puntate di SPORTELLO ITALIA, trattando non solo dei loro problemi, ma anche di tutto il filone sentimentale legato all'emigrazione. Con molto orgoglio posso dire oggi di essere considerata una sorta di "piccola" ambasciatrice degli italiani nel mondo, a cui sono legata da un affetto grandissimo , a tal punto da avere da pochi mesi ideato un sito internet che sta riscuotendo molto successo e che invito tutti a visitare: www.prontofrancesca.it
--Abbiamo saputo sulla decisione di Piero Badaloni di sostituirti alla guida di Sportello Italiana e ,anche se ora hai le tue puntate su internet, come immagini il tuo ritorno alla televisione, pubblica o privata?
--F.A : Diciamo che il comportamento del Direttore di Rai International Piero Badaloni nei miei confronti, non è stato a mio avviso un esempio di grande professionalità. Si parla spesso di meritocrazia ed io per prima avendo coordinato personalmente per molti anni il mio gruppo di lavoro di SPORTELLO ITALIA, ho sempre prestato molta attenzione affinché venissero valutati i reali meriti professionali delle persone e non le "amicizie", soprattutto politiche. Essere stata sostituita senza motivo tra l'altro da un personaggio politicamente di parte, mi ha fatto capire che Rai International, che fino ad all'ora era sta un'isola felice, con l'arrivo della nuova gestione, si era adeguata ad un sistema che sinceramente non avevo mai preso in considerazione: l'azzeramento delle professionalità. Sicuramente per me è sta una grande lezione di vita ed ho capito che avere degli ideali costa molto, ma io continuo ad essere una "pura" e sognatrice e proprio per questo tutti stanno facendo il tifo per un mio rapido ritorno in televisione. Certo avrei preferito non dovere pensare di tornare solo perchè a breve ci saranno in seguito alle elezioni politiche, i soliti cambiamenti ai vertici dell''azienda Rai, ma se il mondo gira così, non è colpa mia, l'importante è potere continuare a fare con serietà e libertà creativa il mio lavoro di conduttore ed autore televisivo, continuandomi ad occupare di italiani all'estero, come faccio ormai da quasi dieci anni...... senza dovere essere valutata solo per cambi di venti politici
-- Cosa possiamo sapere della tua vita di donna. ¿Come ti dividi tra la tua professione e gli altri interessi..?
F.A : In questo mi ritengo molto fortunata, poichè la mia professione è la mia passione, quindi gran parte dei miei interessi trovano pieno appagamento proprio nel mio lavoro. La mia passione resta però da sempre il mare. Da metà giugno mi trasferisco nella mia piccola casetta a Ponza, un'isola del Mediteraneo dove vado ormai da anni. Lì ritrovo il mio luogo delle radici ed un ritmo di vita più lento, che mi consente di essere a contatto con la natura e dedicare più tempo a me stessa, per me questo è il vero lusso.
Silvia Garnero - Italianos en América
TREMONTI: NON C'È TESORETTO «PENSIONI, NESSUN RITOCCO»
Il ministro dell'Economia: «Non esiste un tesoretto, i conti vanno male. Non saranno i poveri a pagarne il prezzo»
(10/05/08) Corriere della Sera. ROMA - «Cerchiamo una soluzione italiana e fondamentalmente privata. Se non funziona vedremo»: così il neoministro dell'Economia Giulio Tremonti durante la registrazione del programma «In mezz'ora» di Lucia Annunziata, alla domanda se Alitalia potrebbe tornare in mano pubblica. Tremonti ha spiegato di avere avuto poco tempo ancora per «guardare le carte», ma - afferma - «una cosa è sicura: un conto è fare campagna elettorale e un conto è essere al governo. Mica aspetto che arrivi qualcosa dal cielo. Saremo dentro le procedure di legge e dentro quelle procedure guarderemo le offerte». Alla domanda se avremo una nuova Iri, Tremonti risponde: «Io spero di no. L'impegno è per una cordata italiana e molti imprenditori si sono impegnati. Il rischio che la nostra compagnia andasse in mano a un nostro concorrente nel turismo è stato evitato». Poche ore prima, venerdì sera, Bruno Ermolli - incaricato da Berlusconi - aveva inoltrato al presidente di Alitalia la richiesta di dati e informazioni aggiornati sulla compagnia per esaminarli «con gli imprenditori e gli investitori maggiormente interessati a elaborare un'ipotesi di sostenibilità economica e finanziaria di un progetto per il rilancio». Alitalia ha fatto sapere che la richiesta sarà considerata dal consiglio di amministrazione del 13 maggio.
NIENTE TESORETTO - Parlando poi della situazione dei conti pubblici, il neoministro ha escluso l'esistenza di un tesoretto aggiungendo che «l'andamento delle entrate non è buono, basta guardare l'andamento dell'Iva sugli scambi interni, che è negativo». Tremonti ha precisato che «l'economia va male, e non perché da gennaio è ripartita l'evasione». Il ministro rispondeva a una domanda sulla copertura per i prossimi provvedimenti del governo, relativi a Ici, detassazione straordinari e il decreto sulla sicurezza: «Non abbiamo ancora i testi scritti, siamo negli uffici da poche ore, quando avremo una base di ragionamento la presenteremo a chi di dovere». Riguardo a una verifica dei conti del governo Prodi, Tremonti ha spiegato che «sui conti pubblici di un Paese c'è il controllo assoluto, ormia ci sono molti occhi sopra. Chiederemo agli istituti nazionali e internazionali una valutazione aggiornata. Nei documenti europei c'è la parola rischio su tante voci, chiederemo di valutare i numeri di chiusura del 2007 e anche quelli in corso nel 2008. Purtroppo non sono buoni».
REPLICA DI BERSANI - «La questione è molto semplice: se i soldi ci sono, molto presto faranno quello che hanno annunciato in campagna elettorale e cioè la detassazione degli straordinari e l`abolizione di metà dell`Ici, perché l`altra metà è stata già abolita dal governo Prodi», ha replicato Pierluigi Bersani, ministro dell`Economia del governo ombra del Pd. «Se i soldi non ci sono, Tremonti dovrà ridurre di 4 miliardi la spesa corrente. Quindi vedremo ben presto se il tesoretto c`è o non c`è».
BANCHE E PETROLIERI - Tremonti ha indicato chi - nelle sue previsioni - dovrà "stringere la cinghia": «Le banche e chi incassa la rendita petrolifera, certo non i poveri». Gli istituti di credito - ha spiegato - dovranno pagare qualcosa in più di tasse se non faranno pagare meno i mutui alle famiglie». Per quanto riguarda i petrolieri Tremonti ha spiegato che «prendono più soldi perché è aumentato il prezzo». Parlando dei mutui, il ministro ha assicurato che il governo se ne occuperà nei prossimi mesi.
SINDACATI - Altro tema inserito nell'agenda di governo è la detassazione degli straordinari, che sarà oggetto del primo confronto fra esecutivo e sindacati. «Penso ci sia una logica di dialogo costruttivo da entrambe le parti» spiega Tremonti, avvertendo però che per quanto riguarda il provvedimento sperimentale ci sono «limiti fondamentali di finanza pubblica e vincoli europei. Abbiamo il terzo debito pubblico più alto del mondo» ha ricordato. Sia sull'Ici che sugli straordinari Tremonti precisa che non ci sono testi scritti. «Quando avremo una base di ragionamento la presenteremo».
GOVERNO OMBRA - Parlando infine del governo ombra presentato venerdì sera da Walter Veltroni, l'ha definito «una cosa saggia» che però appare come una «squadretta di allenamento». «Ma serve anche quella - ha detto il ministro dell'Economia -. Se sei al governo e pensi che sai fare tutto, prendi una via sbagliata. Che ci sia un confronto e delle critiche è fondamentale». E su D'Alema: «Il fatto che non sia nel governo ombra, essendo stato nel governo vero, indica che conta davvero». «La sinistra sta nel virtuale, dovrebbe tornare al reale, deve scrivere un quaderno nuovo. Bisogna leggere insieme sia Marx che i "Quaderni" di Gramsci che sono un'opera di assoluta modernità» conclude Tremonti.
JUAN CASELLI: "VOGLIO PRESENTARE UN PROGETTO DI RECUPERO PER GLI OSPEDALI ITALIANI NEL MONDO"
"Non so nemmeno chi è Pallaro. Ho avuto una vittoria senza dubbi. Più di 100mila voti al partito. E 51mila per me. I miei voti dicono tutto, e sono le risposte a tutte le domande". "Il presidente Berlusconi la prima cosa che mi ha detto è che vuole una grande amicizia e un importante riavvicinamento con tutti i governi del Sud America"
di Ricky Filosa
Juan Caselli è il senatore eletto in Sud America nelle fila del Popolo della Libertà. Ha battuto persino Luigi Pallaro, che pareva essere il favorito. E’ stata grande la sua campagna elettorale, una macchina ben oliata che ha fatto spendere a Caselli un bel po’ di quattrini.
Ora il senatore del PdL è a Roma: parla poco italiano, ma ha già un professore al suo fianco che lo sta aiutando con la nostra lingua.
Senatore Caselli, lei ha vinto alla grande in Sud America. Soddisfatto? Il senato, vissuto da dentro, era così come se l’immaginava?
Sì, sono molto contento di questa vittoria, è stata una vittoria molto grande, molto comoda: ho trovato tanti sostenitori che mi hanno trattato molto bene, aiutato e appoggiato.
Su di lei tante accuse, però: lei come si difende?
La mia risposta migliore sono le migliaia di voti presi.
Pallaro ha dichiarato “Mi supera un personaggio che non ha niente a che vedere con la nostra comunità, conosciuto in Argentina per ben altri motivi”. Come risponde a Pallaro?
Non so nemmeno chi è Pallaro. Ho avuto una vittoria senza dubbi. Più di 100mila voti al partito. E 51mila per me. I miei voti dicono tutto, e sono le risposte a tutte le domande.
Senatore, perché Berlusconi non parla di italiani nel mondo?
Già parlerà di italiani nel mondo. Il presidente Berlusconi la prima cosa che mi ha detto è che vuole una grande amicizia e un importante riavvicinamento con tutti i governi del Sud America.
Cosa si devono o possono aspettare gli italiani all’estero da questo governo di centrodestra?
Ci sarà un grande intercambio culturale e anche commerciale fra l’Italia e il mondo intero, soprattutto con il Sud America.
Quali saranno i suoi primi obiettivi, da senatore eletto all’estero?
Voglio presentare un progetto di recupero per tutti gli ospedali italiani nel mondo, specialmente in Sud America. Più macchinari, più medici, più qualità. Il governo italiano ha già i fondi per questo. Quando ho fatto la campagna elettorale tutti gli italiani si lamentavano dell’assistenza medica praticamente assente.
Cosa vorrebbe dire a tutti quegli italiani in Sud America che l’hanno votata?
Soltanto ringraziarli per tutta la fiducia che hanno avuto verso di me. Li rappresenterò in parlamento con tutta la dignità possibile, e sarò il portavoce di tutti gli italiani residenti in Sud America.
Ricky Filosa – Gente d’Italia/Italia chiama Italia
L'ON. ANGELI (AN-PDL) SCRIVE AI CONNAZIONALI
"DOBBIAMO LAVORARE PIÙ DI QUANTO NON ABBIAMO FATTO NELLA LEGISLATURA PRECEDENTE"
ROMA\ aise\ - "In questo mio primo contatto virtuale con voi dopo la riuscita delle elezioni 2008, desidero dirvi che mi sento fortemente legato a voi tutti miei cari connazionali nello scrivervi queste brevi righe. Le nomine dei ministri del Governo Berlusconi hanno ufficialmente dato il via ai lavori di questa XVI legislatura. Questa volta siamo della maggioranza e quindi dobbiamo lavorare ancora più alacremente di quanto non abbiamo già fatto nella legislatura precedente che eravamo dalla parte opposta". Inizia così la lettera che l'on. Giuseppe Angeli, di An - Pdl eletto in Sud America, ha inviato ai propri connazionali.
"Durante la campagna elettorale - afferma - moltissime sono state le richieste che ho raccolto. Non esiterei quindi nel dire che il riconoscimento della cittadinanza, l'assistenza sanitaria, la tutela ed il recupero dei beni culturali italiani all'estero ed una maggiore tutela pensionistica che io riconosco nell'assegno sociale, sono per me le priorità del mio rinnovato mandato. Le proposte di legge da me presentate nella precedente legislature sono già state nuovamente annunciate anche per questa insieme ad altre nuove, inerenti argomenti sempre importanti per gli italiani residenti all'estero, dal Presidente Fini nel giorno stesso del suo insediamento, così che sia visibile la continuità del mio operato e la mia voglia di fare per tutelare i nostri connazionali lontani con fatti veri e concreti".
"L'anno scorso - commenta l'on. Angeli - siamo stati considerati come i "nuovi", quelli che arrivavano da fuori, ma che con l'Italia avevano radici fortissime. All'inizio ovviamente c'è stato un po' di diffidenza, ma dopo aver visto come lavoriamo, come intendiamo tutelare gli "altri" Italiani, quelli per così dire lontani, che siamo parte vera e lavorativa del Made in Italy, anche i nostri colleghi italiani hanno prestato attenzione alle nostre richieste".
"Per quanto mi riguarda - conclude - ho raccolto e raccolgo consensi bipartisan per le mie proposte di legge ed atti di ordinaria amministrazione come le interrogazioni e/o le mozioni. Colgo l'occasione per abbracciarvi tutti, rinnovando questo appuntamento per tenervi informati sul mio operato, e vi ringraziando ancora di cuore per il supporto e l'affetto dimostratomi in questa estenuante seppur breve campagna elettorale. Restando sempre disponibile ad ogni vostro nuovo suggerimento e richiesta". (aise)
GLI AUGURI DEL PD DI ROSARIO AI PARLAMENTARI ELETTI IN AMERICA MERIDIONALE
ROSARIO\ aise\ - "Anche se non condividiamo le stesse linee politiche, facciamo parte della stessa collettività che lavora a favore della propria gente. Ci auguriamo che il vostro lavoro non sia solo promesse elettorali". Juan Pablo Carrea, Alejandra De Marco, Marcelo A. Tedesco, del Comitato del PD di Rosario, hanno inviato oggi al sen. Caselli e all'on. Angeli del Popolo della Libertà e alla sen. Mirella Giai e all'on. Merlo del Movimento Associativo Italiani all'Estero, eletti in America Meridionale nella scorsa tornata elettorale, gli auguri di un "prospero lavoro" sia per gli italiani all'estero che per i connazionali che vivono in Italia.
"Per la questione dei brogli", prosegue la nota, "speriamo che il Tribunale romano risolva con efficacia e al più presto il problema che si é creato nella nostra ripartizione America Meridionale, in quanto crediamo alle elezioni come diritto civico della vita democratica".
Inoltre, aggiungono dal PD di Rosario, le elezioni rappresentano il "diritto dei cittadini a scegliere i propri rappresentanti, senza condizionamenti e senza l'utilizzo di strumenti pubblici".
Infine, conclude la nota, "nella situazione attuale si confrontano le idee politiche con i valori veri e propri, che devono essere rispettate come impone la Costituzione Italiana". (aise)
CONTINI (PDL): DA NAPOLITANO PAROLE DI ALTO VALORE PER NUOVE GENERAZIONI
ROMA\ aise\ - "Il discorso del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in occasione del Giorno della Memoria dedicato alle vittime del terrorismo e delle stragi, esprime con estrema chiarezza il sentimento di riconoscenza degli Italiani nei confronti di tutte le persone, militari e civili, che hanno dato la vita per il bene della Repubblica". È quanto afferma la senatrice Barbara Contini, responsabile del popolo della Libertà nel Mondo. ((vedi AISE del 9 maggio h.17.59)
"Le celebrazioni di oggi e l'alto valore delle parole del Capo dello Stato - conclude la Contini - colmano un vuoto educativo e formativo soprattutto per le nuove generazioni. Auspichiamo che tutte le Istituzioni neo elette proseguano significativamente sul percorso oggi tracciato, a conferma degli impegni enunciati". (aise)
COMUNICADO DE LA ASOCIACION DE EXALUMNOS ANTONIO RAIMONDI - KARAOKE RAIMONDINO
Lima, 23 de Abril del 2008.
Queridos Raimondinos:
Todos nos sentimos orgullosos de ser ex alumnos, de haber recibido una excelente formación que nos preparó para afrontar con éxito e integridad los retos que la vida nos impuso. Por eso, queremos agradecer a la Comunidad Raimondina, al habernos elegido como la Nueva Directiva de Ex alumnos de la Scuola Italiana Antonio Raimondi encabezada por el Dr. Luis Solari de la prom 53. ofreciéndoles nuestro mejor esfuerzo y trabajo.
Somos un grupo conformado por varias generaciones porque quisimos aunar la experiencia de quienes ya cumplieron sus bodas de oro, el dinamismo de los cercanos a las bodas de plata y el entusiasmo de los egresados en los últimos años.
Todos unidos trabajando con tenacidad y pasión para alcanzar varias metas pero con un solo objetivo: Incentivar la Unidad y Camaradería de nuestro Colegio y estamos seguros que con la ayuda de todos lo vamos a lograr.
Si bien es cierto, todavía no nos hemos comunicado con ustedes de una manera constante no significa que no estemos trabajando arduamente para poder ofrecerles cosas más concretas que tengan beneficios para todos y sobretodo que fomenten la unión de los Raimondinos no solo limitándose a un almuerzo de ex alumnos.
Estamos conscientes que la mayoría de ustedes no se sienten motivados a aportar una cuota anual que no les reporta beneficio alguno, más aún si a eso le agregamos que tienen que pagar la entrada para el almuerzo anual. Tomando esto en cuenta, nuestra directiva está planteando nuevas alternativas para lograr que, ser un miembro activo de la Asociación de Ex Alumnos, se convierta en algo atractivo e interesante. No queremos aún adelantarles nuestras ideas, pero muy pronto en forma oficial se las daremos a conocer y que mejor oportunidad que con el primer evento que vamos a realizar.
Se trata de un Karaoke en vivo con la Orquesta Internacional Teruya en el Circolo Sportivo Italiano el día sábado 7 de Junio a las 21:00 hrs, es un espectáculo divertido ya que el show donde participaremos TODOS, se mezcla con una fiesta bailable dirigida por esta misma orquesta la cual les brindará un repertorio de canciones de distintas épocas y géneros musicales sin dejar de lado nuestras queridas canciones italianas. Por supuesto contaremos con el invalorable apoyo de nuestro histriónico y querido ex alumno Pepe Sarmiento de la PROM 77, quien ha dado vida a tantos karaokes Raimondinos.
El costo de la entrada será de S/. 30. Sin embargo los ex alumnos que hayan pagado su cuota anual 2008 tendrán un descuento especial y solo pagarán S/. 20(este descuento también es aplicable a su pareja o acompañante).
La cuota de ex alumnos pueden abonarla el mismo día del evento.
Se realizará una PRE Venta a partir del mes de Mayo donde previa comunicación les indicaremos los lugares donde pueden adquirir sus tarjetas y de paso pagar la cuota de Ex alumnos si lo desean.
Esperamos contar con ustedes ya que es una buena oportunidad de reunirse con los amigos de siempre, participar activamente con nosotros y sobretodo ¡Vivir intensamente tu espíritu Raimondino!
Atentamente,
Luis Solari Presidente Prom 53
Maria Angela Passalacqua Co Presidenta Prom 82
Rosanna Guazzotti Vice Presidenta Prom 79
Fernando Costa Co Vicepresidente Prom 56
Dino Favaro Secretario Prom 79
Gladys Massa Pro Secretaria Prom 54
Emiliana Muttoni Tesorera Prom 69
Augusto Cruzaleghi Pro Tesorero Prom 56
Luis Marquez Vocal Prom 71
Olga Maria Sarrio Vocal Prom 82
Sandra Passalacqua Vocal Prom 86
Gian Giorgio Degennaro Vocal Prom 83
Pamela Carbajal Vocal Prom 2000
Directiva de Asociación de Ex Alumnos
Scuola Italiana Antonio Raimondi
EXPOSICIÓN: "COLECCIÓN FARNESINA. VIAJE EN EL ARTE ITALIANO 1950/1980"
En el marco de la Cumbre Unión Europea – América Latina y Caribe, el Ministerio de Relaciones Exteriores de Italia, en colaboración con el Centro Cultural de la PUCP, presenta esta excelente exposición de obras de arte entre las más importantes de la Italia de la posguerra la cual está compuesta con las obras de más de 100 destacados artistas italianos.
Informaciones
Fecha: martes, 13 de mayo de 2008 - viernes, 20 de junio de 2008
Horarios: 7.30 p.m.
Lugar: Centro Cultural de la Pontificia Universidad Católica del Perú - Camino Real 1075, S. Isidro
Organizado por: Instituto Italiano de Cultura y Embajada de Italia
En colaboración con: Centro Cultural de la Pontificia Universidad Católica del Perú
Ingreso con invitación
CONCIERTOS DE MÚSICA ANTIGUA CON FEDERICO MARINCOLA
Gracias al Instituto Italiano de Cultura llega a Lima el destacado músico Federico Marincola quien se ha especializado en instrumentos de música antigua como la viola de mano y la guitarra barroca. Él participará este lunes 12 de mayo el FESTIVAL INTERNACIONAL DE MÚSICA ANTIGUA que organiza el Instituto Cultural Peruano Norteamericano a las 7:30 p.m. y el martes 13, ofrecerá un concierto en la Universidad de Lima a las 7:00 p.m. El ingreso a ambas actividades es libre.
Asimismo ofrecerá una clase maestra en el Conservatorio Nacional de Música el martes 13 a las 11 a.m.
Federico Marincola, estudió canto en el Conservatorio de Música de Menton (Francia), especializándose en el repertorio vocal renacentista y barroco.
Desarrolla una intensa actividad concertística internacional, tanto como solista (laúd, tiorba, guitarras antiguas y canto), como en dúo con cantantes, con ensembles pequeños y con orquestas barrocas y modernas.
Se ha exhibido en algunos de los más importantes teatros líricos, festivales y temporadas musicales y ha colaborado con renombrados directores.
PROMOSSO DALL'ITAL UIL DELL'ARGENTINA UN CORSO DI FORMAZIONE E AGGIORNAMENTO PER OPERATORI ITAL
BUENOS AIRES\ aise\ - Il Patronato ITAL UIL dell'Argentina ha realizzato un corso di formazione e aggiornamento per operatori ITAL del territorio. Questo corso aderisce alla politica di formazione continua che il patronato applica a tutte le sedi esterne. L'obiettivo fondamentale del corso é principalmente quello di fare in modo che l'organizzazione si adatti alla mutevole e complessa realtà in cui vive la comunità italiana. Il miglioramento costante dei servizi e delle prestazioni offerte non fanno altro che esplicitare tale obiettivo.
"L'aggiornamento è la risposta, che il patronato ITAL UIL offre alle sfide che la realtà odierna presenta, rendendo le prestazioni necessarie per garantire l'esercizio dei diritti sociali della comunità italiana", ha dichiarato il Presidente del patronato e coordinatore per l'America Latina, José Tucci.
"L'impegno degli operatori ITAL é fondamentale per continuare a crescere, ed è stato rappresentato in questo ultimo corso dalla loro attiva partecipazione", ha continuato Tucci per poi sottolineare che "senza l'appoggio costante della presidenza, nella persona di Giampiero Bonifazi, tale obbiettivi non sarebbero statu raggiunti".
I temi affrontati sono stati i seguenti: si sono analizzati differenti casi relativi alle pensioni e alle reversibilità locali, la nuova problematica dei pensionati italiani, la qualità dei processi amministrativi, presentazione del Manuale locale dell'operatore ITAL il quale mira a rendere più semplice il lavoro dei nuovi operatori. Inoltre l'aggiornamento in materia legislativa che beneficia alla popolazione ultrasessantenne di origine italiana residente in Argentina e la presentazione della nuova pagina web e dei nuovi indirizzi di posta elettronica. (aise)
COPERTINA: 09/05/08
giornale indipendente di notizie e cultura - 09/05/08 | ||
| in primo piano | video | |
Corriere della Sera | | |
La lista dei 21 ministri del governo Berlusconi IV (click) | Alberto Sordi: "Un americano a Roma" | |
| più informazione | editoriale | |
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Gino Amoretti: | ||
| notizie | articoli | Radio Italia |
* Roma: Merlo (MAIE): "Lavoriamo insieme per una commissione bicamerale" * Roma: Angeli (PDL): "Le mie priorità: la pensione sociale e la riforma del all'estero" * Perù: Locandina, un restaurante de visita obligada * Perù: Associazione dei Lucani: Cursos de italiano en Miraflores * Perù: Associazione Sarda: Un saluto per la festa della mamma * Brasile: Il consolato di San Paolo cerca di frenare la "corsa al passaporto" * Venezuela: Discorso di Giovanni Margiotta | * Lucio Vagliviello: * Emanuela Medoro: L'assistenza sanitaria in USA. La ricetta di John McCain * Manuela Fragale: Arbëriatvoccitana La voce delle minoranze linguistiche * Alberto Calle: |
Música italiana, concursos y alegría Lun a Vie 10pm Domingos 4pm Radio Miraflores (96.1 FM) |
| cultura | commenti | |
| * Eventos del Istituto Italiano di Cultura | * Mario Galardi, Giacomo Maraso: *Nancy, Ismael, Hilda, Maripily, Margarita: *C Berisso: | |
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| * Raffaella Carrà canta "Tanti auguri" | ||
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Su dirección fue obtenida de un sitio público o referido y nuestra intención es informarle sobre los servicios de nuestro diario los cuales además se encuentran a su disposición, le pedimos disculpas si no resultase de su interés. A todos los efectos nos unimos a las consideraciones establecidas por la ley Peruana 28493 que apunta a contrarrestar el llamado "marketing electrónico" o "mail publicitario", un E-mail no podrá ser considerado SPAM mientras incluya una forma de ser removido. Si no desea seguir recibiendo información, haga clic en la siguiente dirección: ilmessaggeroip@libero.it con el asunto REMOVER | ||
NUESTRA COMUNIDAD
di Gino Amoretti*
Mientras el clima electoral de las elecciones italianas se viene disipando, y el clima de Lima viene cambiando notoriamente, la comunidad italo-peruana ha vuelto a sus eventos de difusión cultural, asistencia y agregación.
La naciente asociación Azzurri en el Perú viene preparando desde hace unos meses todo un programa de actividades con el objetivo de construir Casa Italia, un local que será un punto de reunión y de referencia de nuestra comunidad, el proyecto hasta el momento ha sido recibido con mucho entusiasmo y se espera la agregación y sobre todo la participación de más italianos, descendientes de italianos y amantes de la cultura italiana en este propósito.
Por otro lado los italo-peruanos tenemos un nuevo patronato, el Patronato ITAL-UIL que se encargará de las pensiones y asistencia de los italo-peruanos y claro está de la difusión de eventos culturales. Desde aquí saludamos al directivo de este nuevo patronato y le auguramos un "buon lavoro!"
El Isitituto Italiano di Cultura ha programado una serie de proyecciones cinematográficas y eventos donde destaca la Final del II Concurso de la Canción Italiana, de mucho éxito en la edición del 2007 y se espera lo mismo para la presente.
Siempre en el ámbito cultural, la Asociación dei Lucani viene organizando el dictado de cursos de italiano al alcance de todos en el distrito de Miraflores. Saludamos también esta linda iniciativa que busca difundir el idioma del Bel Paese.
Ya que hablamos de Miraflores, nuestro buen amigo Angelo Iacono, conductor de Radio Italia en la radio de ese distrito viene cosechando una buena sintonía y los oyentes no paran de llamar a su programa para dar la respuesta de la adivinanza del día. ¡Felicitaciones Angelo y no los hagas sufrir mucho con las adivinanzas!
No queremos finalizar sin antes darles un caluroso saludo a todas las madres del mundo en su día. A las que nos acompañan y a las que partieron. Todas tienen un lugar común, nuestros corazones.
* Direttore Responsabile
Il Messaggero Italo-Peruviano
TECNOLOGÍA ITALIANA DE CONTENEDORES EN LIMA

Massimiliano Nicastro, Gerente General de Ecología Ambiental Italo-Peruana S.A.C. representante exclusivo para Latinoamerica de Nord Engineering, nos habla de los contenedores subterráneos y externos, un novedoso sistema para la recolección de residuos tóxicos en distintos espacios urbanos que cuenta con la más moderna tecnología italiana y que por fin llega a nuestra ciudad.
¿Qué características tienen estos contenedores?
Los contenedores subterráneos además de ser un novedoso sistema para la recolección de residuos domésticos, se integran perfectamente al paisaje en el cual se introducen; se les puede instalar en cualquier espacio urbano: plazas, calles, al interior de edificios o instituciones públicas o privadas; favorecen la recolección diferenciada de residuos y permiten que en un pequeño espacio se pueda introducir en gran volumen; debido a que estos se van almacenando en el subsuelo, los olores y la descomposición de los residuos orgánicos se reducen, pues la temperatura en el subsuelo es inferior a la de superficie. En el caso de los contenedores externos, también tienen la misma presentación que los subterráneos, pero con la diferencia de que no están enterrados, y sirven básicamente para espacios donde la acumulación de residuos no es tan voluminosa.
¿Qué otras ventajas presentan?
Otra ventaja que presentan estos contenedores es que el ciclo de recolección se puede hacer de manera automática gracias al equipo EASY, un moderno sistema que le permite a una sola persona efectuar el servicio completo de recolección de los contenedores desde la cabina del camión, impidiendo que el conductor se vea expuesto a algún tipo de riesgo o que tenga que acercarse al contenedor para engancharlo como ocurre en el caso de las tradicionales grúas. Así, cuando el contenedor es enganchado para ser vaciado, activa automáticamente sus sistemas de estabilizadores y sensores de proximidad para asegurar cualquier tipo de movimiento provocado por el mecanismo. Este proceso tiene el respaldo del sistema de enganche llamado "gancho de seta F-90", fabricado según las normativas europeas vigentes. Además, el equipo puede tener un levantador lateral con funcionamiento semiautomático para el vaciado de contenedores DIN situados en la calle. La rapidez en el recojo de residuos del equipo EASY, sea de contenedores subterráneos, externos o DIN, permite organizar un servicio de vaciado regular, impidiendo la acumulación de desechos fuera de los contenedores, y ofreciendo así un mejor servicio a los ciudadanos.
¿Y los costos de mantenimiento?
No tiene altas inversiones en costos de mantenimiento puesto que los riesgos de daños han sido eliminados. El equipo EASY para la recolección de contenedores con único punto de enganche tiene una estructura muy simple, trabaja con dos ejes con movimientos ortogonales, permaneciendo en una perfecta verticalidad y rigidez durante las traslaciones. Gracias a este funcionamiento básico se pueden eliminar los costos de mantenimiento. Asimismo se han reducido los componentes mecánicos, de tal forma que las posibilidades de ruptura disminuyen. Además, las tapas de los contenedores son utilizadas sólo para la introducción de residuos, por eso en la fase de vaciado no soportan fluctuaciones.
¿Los interesados cómo pueden comunicarse con ustedes?
Nos pueden visitar en www.ecologiaambiental.com o pueden coordinar una cita al teléfono 441-4242, estamos a su disposición.
9 MAGGIO 78

di Lucio Vagliviello
9 maggio 78... la notte buia dello stato italiano... l'alba dei funerali di uno stato... moriva Aldo Moro... assassinato per mano delle Brigate Rosse... sul "mandante" la storia ci mostra qualche perplessità... Doveroso ricordare... tutti i notiziari lo faranno oggi...
Oggi ricorre anche l'anniversario della morte di Peppino Impastato... molti di voi lo ricorderanno... mi sembra bello e doveroso abbinare il ricordo dello statista vilmente ucciso, a quello di Peppino... il giovane militante di democrazia proletaria che fu vilmente ucciso dalla mafia nella stessa notte... aveva avuto il coraggio delle sue idee e di opporsi alla mafia… pagò con la vita...
Lo stesso giorno la sua morte fu bollata come il maldestro tentativo dinamitardo di un "brigatista" finito male... connivenze politiche e militari e quant’altro per anni macchiarono la memoria di Peppino e il suo ricordo... poi col tempo la sua vicenda è diventata nota e ha avuto "Giustizia"...
Ricordiamo Aldo Moro... ricordiamo anche Peppino...
LOCANDINA, UN RESTAURANTE DE VISITA OBLIGADA
Nació en el Perú pero sus primeros pasos en la cocina los dio en Italia, donde la estricta formación culinaria ha hecho de Misael Villanueva un chef de categoría y de su restaurante, Locandina, un lugar de visita obligada.
de Claudia Ugarte Valencia
Locandina se llamaba en Italia a aquellos teatros que usaban letreros escritos a mano para anunciar la obra del día. "Es algo así como una pequeña posada", nos dice Misael quien junto a su socio Giovanni, y la esposa de éste, sacaron el nombre de la vieja usanza italiana.
Y así como la mayor parte de los locales italianos, el suyo no tiene un gran logotipo que lo distinga de lejos, sólo un para de pizarrones escritos con tiza, pero esa es la idea, "que se sienta como más hogareño, familiar".
Con más de 40 encima, aunque no lo parezca, Misael regresó al Perú hace dos años y medio, pero, a diferencia de sus visitas anteriores, esta vez vino para quedarse. Cuenta que así como se fue a Italia por unas vacaciones que se prolongaron por 17 años, siempre quiso volver y poner un negocio.
De eso le habló a su amigo italiano Giovanni, y él fue quien le animó a poner sus ideas en un local de concreto.
Terminó por convencerlo ese boom económico que hizo que Lima pasara de ser "La horrible" a una moderna ciudad llena de oportunidades.
Pero entre Milano y Lima encontró enormes diferencias y aún debe seguir adaptándose ya no al paladar limeño, al que convenció cuando abrió su local hace seis meses, sino a las apuradas agendas de sus clientes y a las oportunidades que ofrece una ciudad emergente, que quiere fomentar el emprendimiento, pero que aún cojea por el aspecto laboral. "En Italia el "cocinero" es como lo que aquí en Lima se conoce como chef, pero además debe ser el administrador de su restaurante. Allá la empresa que quiere constituirse debe ser A1, no existe lo que aquí se conoce como microempresas, si quieres estar en el mercado debes tener un gran local, con personal capacitado, no hay gente empírica. Y cuando entran en planilla se esmeran más porque sienten a la empresa como suya, en cambio aquí me dicen que es al contrario, se relajan, y me ha pasado, por eso cuando quise poner a mi ayudante en planilla me miraron como si estuviera loco, me aconsejaron que esperara. Y tenían razón".
Y aunque pensó que tal vez lo más difícil serían los trámites para formalizar su negocio, lo cierto es que le costó más conseguir un local en una zona "céntrica y tranquila" que adecuarse al RUS y sacar su licencia. Sólo después se enteraría de las últimas modificaciones para bajar carga burocrática y los costos a los emprendedores.
"Estaba acostumbrado a los papeleos que se hacen en otros países, que son muy largos y costosos. Pero todo es mucho más flexible aquí. Además no conocíamos el negocio de las franquicias, pues allá en Italia no existen o no se conocen, las únicas que existen son las americanas. Es posible que nos metamos en ese negocio en el futuro, pero por lo pronto estamos buscando otro local para tener presencia en otro distrito además de Lince, ya que mucha gente viene de lugares como La Molina y me dicen que si estuviéramos más cerca podrían venir a comer todos los días".
¿Y para comer? Toda la carta italiana. Spaghetti, pasta, lasagna aunque estas porque se comen en Lima porque nadie va a un restaurante a comer lasagna, es algo que se come sólo en casa, a la calle lo que vas a comer son spaghetti con mariscos o langostinos o carne. El Spaghetti allo Alfredo también lo preparo cuando me lo piden porque allá en Italia es una comida para niños por ser delicado y sencillo para preparar. También preparo ravioli, pero así como la lasgna y los gnoqui hay que pedirlos el día anterior".
Y es que hay detalles que a muchos puede hacer dudar (claro, sólo hasta que prueben sus platos).
"Si son nuevos clientes, yo les anticipo que van a esperar un promedio de 40 minutos para ver el plato servido, porque todo lo preparo al instante, como en Italia. Pero los que ya son clientes, sobre todo los que trabajan por aquí y tienen un horario de almuerzo ya saben que pueden llamar (4714263) o escribir (locandina@hotmail.com) para tener listo el plato cuando lleguen.
Además hay un menú diario criollo, pues a veces no todos quieren comer pastas, para ello me ayuda Gaby, quien es la experta en platos criollos. Incluso hemos hecho platos mixtos y puede que en el futuro incursione en comida fusión", nos dice el chef. Y usted, ¿se anima?
Expreso
È NATO IL BERLUSCONI IV. «C'È TANTO DA LAVORARE»
Il premier e i 21 ministri sfilano davanti a Napolitano. Gag con La Russa, poi la foto di gruppo
(08/05/08) Corriere della Sera. ROMA - Prima giura Silvio Berlusconi. Poi, uno dopo l'altro, tocca agli altri ministri: iniziano quelli senza portafoglio, a cominciare da Elio Vito (Rapporti con il Parlamento) e Umberto Bossi (Riforme), e successivamente sfilano quelli con portafoglio, da Franco Frattini (Esteri) a Giulio Tremonti (Economia). Per tutti, la stessa formula di rito: «Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell'interesse esclusivo della nazione». Si è svolta nel Salone delle Feste del Quirinale la cerimonia di giuramento del nuovo esecutivo, la cui formazione era stata annunciata mercoledì dallo stesso Berlusconi. Davanti al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, passano, oltre al presidente del Consiglio, i 21 ministri della squadra di governo. Una cerimonia piuttosto rapida, al termine della quale l'esecutivo - il quarto di Silvio Berlusconi - entra nel pieno delle sue funzioni.
IL PIZZETTO DI LA RUSSA - Comprensibili momenti di emozione, davanti al Capo dello Stato. Ma c'è anche il tempo per qualche sorriso. Come quando Ignazio La Russa (neo-ministro della Difesa) tende la mano al premier, ma questi, a sorpresa, sorridendo, non tende la sua. La solleva, anzi, all'altezza del mento: «Il pizzetto», sembra dire. Mossa inaspettata, tanto che La Russa è talmente confuso da dimenticarsi per un momento di firmare l'accettazione del ministero. «L'ho spuntato il più possibile», spiega poi, piegato sul foglio.
SCAJOLA SBAGLIA, FRATTINI INCESPICA - Tutti, comunque, leggono senza errori la formula del giuramento. Tutti tranne uno: Claudio Scajola, già ministro degli Interni ed oggi alle Attività produttive, sbaglia infatti l'ultima parola. Al posto di recitare «nell'interesse esclusivo della Nazione», Scajola legge «dell'Italia». Molto emozionato anche l'ex commissario europeo Franco Frattini. Quando il presidente della Repubblica lo chiama per il giuramento, non tutto fila liscio. In particolare Frattini, titolare della Farnesina, nel momento di leggere la formula di rito, incespica per due volte. Fuori programma, invece, per l'esponente di An Andrea Ronchi, che alzandosi verso il Capo dello Stato si fa prima il segno della croce. Renato Brunetta, neo-ministro dell'Innovazione, si rivolge invece al presidente della Repubblica per fargli i suoi personali complimenti: «Ha proprio un bravo figlio, suo figlio è proprio bravo».
LE MINISTRE - Occhi, e obiettivi, puntati anche sulle quattro donne del governo. Impeccabili, ed eleganti, davanti al Napolitano: da Stefania Prestigiacomo (Ambiente) alle giovanissime Mara Carfagna (Pari opportunità) e Giorgia Meloni (Politiche giovanili), fino a Maria Stella Gelmini (Istruzione). I più attenti notano che sotto il sobrio ed elegante completo grigio-Armani, la Carfagna "osa" dei sandali a dita scoperte senza calze. Come lei, anche la 31enne Meloni sceglie il grigio, il suo tailleur ha però dei riflessi più brillanti. La Gelmini, per l'occasione, sfoggia leggeri colpi di sole, capelli sciolti che non arrivano alle spalle. La Prestigiacomo, anche lei con i capelli sciolti, indossa un completo pantalone di un punto di viola indefinibile, che si avvicina molto al "prugna".
BOSSI - Tra i ministri più fotografati c'è Umberto Bossi. Il leader del Carroccio non nasconde la sua gioia, stringe mani, sorride, viene abbracciato. E, tanto per sottolineare il suo ruolo, presta una sorta di doppio giuramento: recita la formula, stringe la mano al presidente della Repubblica e al presidente del Consiglio, traffica ancora con i fogli, rigira la penna e stringe (è l'unico a farlo) per una seconda volta la mano sia al Capo dello Stato che al neopremier.
PASSAGGIO DI CONSEGNE - Dopo il giuramento, Berlusconi e i ministri si mettono in posa nel Salone delle Feste per la tradizionale foto di gruppo insieme a Napolitano. È lo scatto che immortala la nascita del Berlusconi IV. Poi il premier si dirige a Palazzo Chigi, tra gli applausi della folla assiepata a Piazza Colonna, e viene accolto, nel cortile interno, dai picchetti d'onore di tutte le armi. Il Cavaliere, dopo aver passato in rassegna i picchetti, sale nello studio del presidente del Consiglio per il consueto passaggio delle consegne con Romano Prodi. I due si fermano per un breve colloquio, e il Professore dà al suo successore due consigli: proseguire sulla strada del risanamento dell'economia e della lotta all'evasione fiscale. Quindi c'è il rito formale della consegna della campanella con cui il premier apre e chiude le riunioni del Consiglio dei ministri. Berlusconi ringrazia Prodi e gli fa gli «auguri per tutto». Una stretta di mano a favore dei fotografi e delle telecamere, ma nessun sorriso da parte del Cavaliere.
L'ADDIO DI PRODI - Dopo il tradizionale scambio della campanella, Prodi passa sul tappeto rosso del cortile del palazzo mentre viene salutato dal picchetto d'onore e applaudito dai dipendenti della presidenza del Consiglio. Prima di entrare nella macchina, il Professore accarezza la moglie Flavia e abbraccia il sottosegretario uscente Enrico Letta. Per un premier che torna a Palazzo Chigi, un altro che esce di scena.
SOBRIETA' - Successivamente, nel corso del primo incontro con i ministri, Berlusconi augura a tutti «buon lavoro», raccomandando però «sobrietà nelle interviste». Il Cavaliere insistite poi sulla "missione" del nuovo esecutivo ricordando come «milioni di italiani guardano a noi: non possiamo deluderli».
VI CONFERENZA JPV "RISORSA RIFIUTI: INIZIATIVE DI QUALITÀ E SOLUZIONI CONCRETE".
Durante la conferenza sarà proiettato il cortometraggio "Riciclare conviene", e sarà assegnato il premio "Sora Nostra Madre Terra".
L'evento si terrà il 18 maggio presso il Chiostro Conventuale della Pontificia Basilica di S. Antonio.
Afragola - Si terrà ad Afragola, presso il Chiostro Conventuale della Pontificia Basilica di S. Antonio, domenica 18 maggio, alle ore 19.30, con ingresso gratuito, la sesta edizione della Conferenza JPV dal titolo: "Risorsa Rifiuti: iniziative di qualità e soluzioni concrete". L'evento è organizzato dalla Commissione JPV (Giustizia, Pace e Integrità del Creato-Ordine Francescano Secolare - Gioventù Francescana ) di Afragola in collaborazione con Gocce di Fraternità (Associazione onlus della Fraternità Regionale dell'Ordine Francescano Secolare Minori di Napoli). Alla conferenza parteciperanno in qualità di relatori: il Dott. Agr. Alberto Cappelletti, Presidente dei Dottori Agronomi e Forestali della Provincia di Napoli, Dott. Antonio Diana, Amministratore Delegato della Erreplast srl e Don Tonino Palmese, Vicario Episcopale per la Giustizia e la Pace. I lavori saranno moderati dal dottor Antimo Scotto, giornalista mentre le conclusioni saranno affidate a Padre Luigi Ortaglio, Vicario Provinciale OFM di Napoli. Per detta occasione è stata annunciata la partecipazione di illustri personalità della Chiesa, rappresentanti delle Istituzioni campane e di personaggi del mondo dell'associazionismo. In occasione della sesta conferenza JPV sarà proiettato il cortometraggio "Riciclare conviene", e sarà assegnato il premio "Sora Nostra Madre Terra" riservato alle scuole medie afragolesi per la migliore installazione realizzata con materiali riciclati e/o riciclabili.
Lucia Vagliviello
ARBËRIATVOCCITANA: LA VOCE DELLE MINORANZE LINGUISTICHE
di Manuela Fragale
Parole antiche per fatti nuovi: così si potrebbe riassumere la missione del progetto telegiornalistico, denominato ArbëriaTVoccitana, presentato lo scorso 5 maggio presso la Sala degli Stemmi della Provincia di Cosenza. Il programma, realizzato dalla stessa Provincia in sinergia con il Dipartimento di Linguistica dell’Università della Calabria e il Coordinamento Provinciale dei Comuni delle minoranze albanese e occitana, è il primo progetto pilota approvato dalla competente Commissione ministeriale.
Inserito nel palinsesto dell’emittente televisiva regionale TEN Teleuropa Network, il format comprende quarantaquattro puntate, per una durata di trentacinque minuti ciascuna, nel corso delle quali saranno realizzati servizi giornalistici di informazione, cultura e approfondimento. TEN ha previsto la messa in onda di ArbëriaTVoccitana, finanziato con la legge 482/1999, ogni martedì alle ore 20.00, con replica il mercoledì e il giovedì.
A sottolineare l’importanza dell’iniziativa, il presidente della Provincia, Gerardo Mario Oliverio: «Si tratta di valorizzare ogni aspetto di una cultura così vicina a noi e così radicata nei nostri territori, di interagire con essa in maniera più concreta, per averne, tutti insieme, un forte arricchimento ed una maggiore aderenza alle prerogative di pluralità dell’informazione. Intravediamo la possibilità per le comunità di lingua albanese e occitana di riappropriarsi della loro piena identità, rappresentata dall’uso della lingua di origine, dalla cultura e dalle tradizioni che, per ognuno, costituiscono le radici solide su cui meglio costruire il futuro».
Illustrando i contenuti del format, l’assessore provinciale alle Minoranze Linguistiche, Donatella Laudadio, ha precisato: «È un progetto che vuole dare voce alle popolazioni calabresi di altra lingua e di altra cultura, assolutamente integrate, non solo per una mera applicazione della legge quadro sulle minoranze linguistiche storiche, bensì per un alto rispetto delle entità culturali differenti che vanno difese e tutelate per ciò che attiene le tradizioni, la lingua e le radici culturali».
ArbëriaTVoccitana mira a valorizzare il grande patrimonio culturale rappresentato dalle minoranze linguistiche presenti sul territorio della provincia di Cosenza. La minoranza occitana è rappresentata unicamente da Guardia Piemontese (sulla costa tirrenica). La minoranza arbëreshë è composta dai seguenti ventuno Comuni: Cervicati, Civita, Firmo, Acquaformosa, Frascineto, Castroregio, Eianina, Plataci, Cerzeto, San Giorgio Albanese, Santa Caterina Albanese, San Benedetto Ullano, San Demetrio Corone, San Martino di Finita, Spezzano Albanese, Santa Sofia d’Epiro, San Cosmo Albanese, San Basile, Lungro, Vaccarizzo Albanese, Falconara Albanese (quest’ultimo è l’unico non situato tra il massiccio del Pollino e l’altopiano della Sila, ma affacciato sulla costa tirrenica).
ASSOCIAZIONE DEI LUCANI IN PERÙ: CURSOS DE ITALIANO
Estimado Señor Amoretti:
A través de la presente y por encargo de la Sra. Maria Donata Sinisi, presidenta de la Associazione dei Lucani in Perú; le transmitimos la información solicitada a la Sra. Sinisi, acerca de los cursos de italiano.
Nuestra Asociación viene llevando a cabo, por tercer año consecutivo, la enseñanza de cursos de italiano para la colectividad italiana residente en el Perú, así como para toda persona interesada en su aprendizaje.
Dichos cursos se dictan los días sábados de 10am. a 12 del mediodía.
Las personas interesadas en inscribirse deben acudir los mismos días sábados, a la siguiente dirección:
Recavaren 560 Miraflores (espalda del Instituto Británico)
Para mayor información, acerca de nuestra Asociación los invitamos a que visiten nuestro sito-web:
www.lucanidelperu.com o nos escriban a el siguiente correo basilicata_peru@yahoo.com
Sin otro particular, reciba Ud. el saludo cordial de nuestra presidenta
Atentamente,
Associazione dei Lucani in Perú
ASSOCIAZIONE SARDA DEL PERÙ: UN SALUTO PER LA FESTA DELLA MAMMA
11 Maggio 2008
Auguri per la festa della mamma
A maggio c'è la festa più dolce che ci sia al mondo: la festa della mamma, nata per esprimere la gratitudine alla persona che più al mondo ti vuole bene.
La mamma che ci ha dato amicizia, sostegno, disciplina e un amore incondizionato.

Un saluto affettuoso per le mamme, dalla
Associazione Sarda del Peru
BERLUSCONI PRESENTA IL SUO GOVERNO. ALFANO ALLA GIUSTIZIA, FRATTINI AGLI ESTERI

La llista resa nota subito dopo il conferimento dell'incarico
Roberto Maroni ministro dell'Interno. Alla Difesa Ignazio La Russa. «La Brambilla? Alla Sanità»

































